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Sabato 13 marzo, ore 10.30, di nuovo in piazza ad Albano!

13 marzo 2021 – Presidio No INC ad Albano No biogas No biometano – in PDF

PRESIDIO CONTRO L’IMPIANTO RIFIUTI-BIOMETANO A CECCHINA-RONCIGLIANO

SABATO 13 MARZO –  ORE 10,30 –  PIAZZA S. PIETRO ALBANO

E’ il caso di cominciare a far vedere l’opposizione alla messa a profitto del nostro territorio tramite l’uso dei rifiuti con la presenza di esseri umani in carne ed ossa.

L’impianto proposto, sempre nel sito della discarica viene presentato come gioiello della transizione verde.

Benchè il signor industriale abbia già modificato il progetto originario, utilizzando la forsennata corsa alle osservazioni presentate anzitempo, cancellando il modulo REMAT (recupero materia) proposto in pieno vincolo del fosso di Valle Caia, rimane la sostanza: decine di mezzi pesanti ogni giorno trasporteranno le 120.000 tonnellate anno, 400 t giorno da stoccare nell’area devastata da 40 anni di discarica e TMB, tenere in piedi la fermentazione nei digestori, estrarre il metano dal gas
sporco così prodotto, portarlo a liquefazione e raccoglierlo in bombole, come l’anidride carbonica. Il signor Cesaro dopo aver incassato congrui incentivi continuerebbe a fare cassa con la vendita di metano e C02, gli rimarrebbe da pagare il gas fossile Snam che brucerebbe per alimentare la fermentazione.

Il cerchio si chiuderebbe ancora una volta sulla pelle delle solite nostre popolazioni.

Per questo non può bastare fare conferenze telematiche e far volare pezzi di carta.

Serve l’impegno visibile in prima persona, quello che ha impedito la costruzione dell’inceneritore e che ha spinto tutte le amministrazioni ad adottare una raccolta differenziata che, bene o male, ha dimostrato come per trattare i rifiuti si può fare a meno di discariche, TMB e mostri industriali vari.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

http://noinceneritorealbano.noblogs.org

Parliamo del piano antenne di Marino: una ciofeca, utile solo ai gestori.

Per i comuni singoli cittadini o per quelli organizzati in comitati di rompiscatole, comunque soggetti che per le istituzioni spesso non sanno di cosa (s)parlano si tratta del “Piano Antenne”.

Per chi se ne occupa da addetto ai lavori, il nome è ben più altisonante: “Piano di riassetto analitico delle emissioni elettromagnetiche territoriali”, al quale non può non essere associato il miliardesimo acronimo dei tempi moderni, ovvero “P.R.A.E.E.T.”

Quello che continueremo a chiamare per brevità “Piano Antenne”, di cui il Comune di Marino è stato finora sprovvisto, in generale non garantisce la popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici delle SRB (Stazioni Radio Base, cioè il sistema palo-antenne-cabine per telefonia mobile), senza considerare quindi gli elettrodotti che invece lavorano a frequenze estremamente basse e altrettanto,se non di più, pericolosi.

Il piano favorisce i gestori telefonici, ai quali non è comunque impedito nulla: potranno comunque piazzare un impianto dove vorranno mettendosi d’accordo con i proprietari di immobili e terreni

Questo accade in virtù della “Legge Gasparri” del 2001, approvata dal centro-destra, mai cambiata né dal centro-sinistra né dal Movimento 5 Stelle.

Tale legge equipara le SRB alle fogne, quindi opere di primaria importanza contro le quali non ci si può (potrebbe) opporre. Conosciamo bene molti posti dove la rete idrica e quella fognaria sono inesistenti o malridotte, però l’urgenza di vederle sistemate da parte dei comuni non esiste in quei casi. Per le antenne invece, l’iter per l’approvazione e l’installazione è velocissimo proprio grazie a tale escamotage.

Il “piano antenne” è un accordo tra gestori telefonici e il Comune che redige il piano affidandosi, come nel nostro caso, ad un lavoro svolto da una ditta esterna. Spesso, viene solo fotografata la situazione “sregolata” già esistente sul territorio comunale, si ascoltano le esigenze dei gestori e, se si fa avanti qualche comitato, solo successivamente e spesso per meri motivi elettorali si cambia di qualche metro l’ipotesi di un nuovo impianto.

Quando a febbraio del 2020 comunicammo alla popolazione l’avvenuta concessione dell’autorizzazione paesaggistica alla “ELICOM RADIO SISTEMI” e ad “ILIAD” per la SRB in via delle Molette da parte dell’ufficio urbanistica, l’amministrazione comunale, in difficoltà verso la cittadinanza, si sbrigò ad approvare una delibera di giunta nella quale dichiarava di voler entrare nell’ALLEANZA CONTRO IL 5G”.

Ricordiamo che la “ELICOM RADIO SISTEMI” ha subìto il sequestro di un suo impianto a Lenola (Latina) lo scorso anno per abusivismo edilizio in un’area di proprietà comunale dove vige il vincolo di inedificabilità assoluta e dove la stessa giunta comunale aveva ritenuto necessario la sola SCIA della ditta, a fronte invece degli esposti presentati dalla popolazione. Bel precedente di “collaborazione” pubblico-privato. E, nonostante ciò, la stessa identica società vorrebbe piazzare la sua SRB nel nostro comune, come se niente fosse? Dove è finita l’intransigenza ai limiti dell’ossessione legalitaria nei confronti di chi ha simili “precedenti” ?

https://latinatu.it/lenola-sequestro-della-stazione-radio-il-sindaco-responsabilita-e-delle-precedenti-amministrazioni/

L’antenna in questione, peraltro, è sia 3G, 4G che 4G+. Il 5G sarebbe solo la classica ciliegina sulla torta.

Quella delibera di giunta era e rimane una mera dichiarazione di intenti, del tutto inutile ai fini pratici per chi non vuole vivere sotto ulteriori ed inutili esposizioni elettromagnetiche.

Di recente, le ditte incaricate dai proponenti hanno provato il “blitz” ma sono state fermamente respinte dai residenti e si è svolto alcuni giorni fa un incontro pubblico “in loco” con gli assessori Trinca e Tammaro che hanno ribadito che il Comune di Marino non può fermare, anche volendo, l’installazione della SRB.

Tutto vero. Poteva però tergiversare o evitare l’autorizzazione paesaggistica, perché non lo ha fatto ?

Solo la vigilanza attiva e la mobilitazione dei residenti ha finora impedito l’installazione di un vero e proprio impianto industriale, non distante tra l’altro rispetto alla scuola elementare e per l’infanzia “A.Silvestri”.

Si conferma l’inutilità della delibera “NO 5G” e il fatto che nessuno ha dato seguito alla richiesta formale di un anno fa di conoscere l’ubicazione e la tipologia di tutti gli impianti esistenti e di quelli nuovi che i gestori vorrebbero installare. Ci fu assicurato che avremmo avuto in poco tempo queste importanti informazioni, ma ciò non è avvenuto mentre ora troviamo “qualcosa” solo sulla mappatura di cui parleremo a breve…

A dicembre 2020, infatti, per la modica cifra di 24.000 euro, con la determina 1286 in via diretta è stato assegnato l’incarico di redigere il “Piano Antenne” alla società “Progetto PRAEET” (dal nome poco originale), che si trova alle Mole di Albano.

det_01286_10-12-2020 – Qui il testo in PDF della determina di assegnazione dell’incarico

Questa società ha già redatto il piano riguardante Albano che è stato già approvato e messo in atto.

Regolamento di Albano PRAEET in PDF

Il 24 febbraio, il verbale n.14 della Giunta Comunale di Marino ha approvato gli “Elaborati Preliminari”. Considerate le festività, i tempi sono stati veramente brevi, anche se non si tratta ancora del piano definitivo.

dlg_00014_24-02-20211- Qui la Delibera di Giunta Comunale che approva il piano preliminare

A breve, non è possibile sapere quando, l’amministrazione comunale tramite il dirigente all’urbanistica e non sappiamo chi altri, incontrerà i gestori telefonici per prendere visione dei loro progetti di rete. Così è scritto.

ConvocazionegestoriMarino20211- Qui la bozza snza data esplicita per la convocazione del dirigente all’urbanistica del Comune di Marino per partecipare all’incontro con i gestori

Nonostante ci sia questa situazione in evoluzione, avvengono un paio di tentativi da parte delle società interessate a piazzare la SRB a via delle Molette: possibile che nessuno gli abbia chiesto quantomeno di attendere l’approvazione definitiva del “Piano Antenne” ?

Già questo, unito alla legislazione vigente e alle conferme date dagli assessori competenti dovrebbe far comprendere l’inservibilità ai fini della tutela della salute del “PRAEET” che sarà approvato dopo il tavolo tra amministrazione e gestori. E’ una torta che solo per il 5G vale oltre 6 miliardi di euro che lo Stato si appresta ad incassare a seguito delle concessioni delle frequenze ai vari operatori, così come da risultati dell’asta avvenuta nel 2018.

https://it.wikipedia.org/wiki/5G_in_Italia

Sembra una situazione piccola e locale quella di via delle Molette, ma il piano nazionale per il 5G vede come controparti attori molto potenti, che calano sui territori forti dell’accordo a suon di miliardi con lo stato, con amministrazioni comodamente esautorate dal poter intervenire efficacemente e con le ditte che effettuano i “Piani Antenne” che di media certificano le situazioni già esistenti e fanno i copia-incolla di regolamenti validi per ogni comune, più qualche piantina “a cavolo”, come nel “nostro” caso.

Volendo verificare le nostre supposizioni, abbiamo confrontato articolo per articolo i regolamenti di Albano (vigente) e di Marino (preliminare) redatti dalla società “Progetto PRAEET”, pensando di trovare gli stessi contenuti.

Possiamo già affermare che quello approvato preliminarmente dal nostro Comune a guida 5 Stelle è addirittura peggiore di quello vigente ad Albano, targato PD che tutto è fuorché un partito amico dell’ambiente.

Proposta Regolamento preliminare Comune d iMarino in PDF

Vale la pena ricordare che qualsiasi tipo di partito di opposizione non ha avuto nulla da dire finora, immaginando la loro “fatica” per la campagna elettorale che non prevede di certo andarsi a mettere contro i gestori di telefonia per difendere la salute dei cittadini o la tutela del territorio. Di certo, ci scommettiamo, nessun candidato sarà andato a leggersi e ad analizzare il regolamento preliminare. Vanno quindi respinti, secondo noi, sin da subito i tentativi di voler ricevere una spalla da qualsiasi soggetto partitico si affacciasse solo ora a via delle Molette.

Innanzitutto, partiamo dalla mappatura degli impianti esistenti, delle “aree preferenziali” e dei “siti sensibili” (scuole, ospedali,etc…) che è stata redatta palesemente da chi non conosce il territorio del comune che gli ha concesso 24.000 euro. Forse è una cifra troppo bassa per alzare il sedere dalla poltrona del proprio ufficio.

Si evince, ma aspettiamo una smentita che difficilmente arriverà, che la società ha redatto tale mappa, almeno per individuare le scuole, al massimo con qualche ricerca su internet.

Infatti gli edifici evidenziati come “scuole” in molti casi non sono scuole e coincidono, casualmente, con gli stessi errori fatti da “Google Maps”: è il caso, ad esempio, della scuola “Ippolito Nievo” di Cava dei Selci, della scuola “D’Azeglio” a Marino (confusa con la “Carissimi”, che neanche viene citata nell’elenco) e anche della “Silvestri” di via delle Molette, cioè di quella più vicina al sito della SRB che la “ELICOM” e “ILIAD” vorrebbero installare. Si sono dimenticati di censire ed evidenziare la scuola elementare “Verdi” e l’asilo “Ciari” di via Maroncelli a S.Maria delle Mole, l’asilo “Amendola” di Frattocchie e la paritaria “S.Chiara” di via Manzoni. Ecco qui la mappa in formato alleggerito che conferma le nostre affermazioni, unitamente all’elenco in PDF del tutto incompleto.

Elenco SRB presenti a Marino 2021 in PDF

Elenco Provvisorio siti sensibili in PDF

Questo fa capire che anche gli uffici tecnici comunali, il suo dirigente, tutti gli assessori e il sindaco che hanno votato l’approvazione preliminare non hanno controllato o riconosciuto questi gravi errori e mancanze.

Già questo sarebbe bastato per far capire la “serietà” di tale società chiamata a redigere il piano e la superficialità, come minimo, di chi gli ha affidato tale compito. Sarebbe da rompere qualsiasi contratto posto in essere con la stessa e chiederle i danni per la perdita di tempo.

La delibera comunale di approvazione del preliminare si propone di raggiungere il seguente ambizioso obiettivo

il Comune di Marino intende minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettrici,magnetici ed elettromagnetici dotando il territorio di uno strumento di PianificazioneTerritoriale per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile, in grado di garantire ilcorretto insediamento urbanistico e territoriale, nel rispetto di uniformi criteri di tutela dellasalute, dell’ambiente e del territorio;

Se già dalla mappatura si sbaglia e nessuno se ne è accorto tra le decine di persone che avrebbero potuto e dovuto, è lecito porsi come minimo la domanda: “ma che stanno a dormì ?”

Ma questo è solo l’inizio, passiamo alla comparazione tra i due piani, articolo per articolo.

Fermo restando che pure quello vigente per il Comune di Albano certifica le criticità esistenti e che nessuno di questa amministrazione o di quelle che verranno dopo potrà avere buoni strumenti per opporsi ad eventuali antenne che non facciano parte del piano che sarà approvato. Le ragioni stanno da un lato, le leggi dall’altro.

Questo perché l’approvazione del piano, ribadiamo, accelera l’iter procedurale per la costruzione di antenne nei siti approvati ma non impedisce che i gestori possano comunque installarle altre in luoghi diversi nello stesso comune. E’ un concetto chiave, riteniamo di doverlo evidenziare chiaramente.

La comparazione tra i due piani antenne redatti dalla stessa società occupa circa 8 pagine, tra citazioni testuali e considerazioni. Per chiunque voglia leggere tutto, e vi invitiamo a provarci, mettiamo a disposizione qui il nostro PDF

Possiamo sintetizzare gli aspetti che riteniamo più interessanti, in ordine sparso, trovati e non trovati (o modificati) nei due regolamenti. E ci viene da porre la domanda all’amministrazione e alla società: in fase di redazione vi siete già confrontati ? Chi lo ha fatto ? Quando ? Quale regolamento originale la “Progetto PRAEET” ha esposto all’attenzione dei soggetti tecnici del comune eventualmente consultati ? Si può averne visione così capiamo anche come si sia “evoluto” nella seguente “ciofeca” ?

  1. Ad Albano le società che vogliono costruire una SRB DEVONO installare a proprie spese un monitoraggio attivo h24 con delle centraline che pubblicano i dati giornalmente sul sito del comune e viene anche specificato che gli oneri per la locazione dei terreni/siti comunali o per le concessioni di permessi su siti privati devono essere vincolati a utilizzi per la tutela ambientale, servizi ricreativi e a scomputo per il monitoraggio. Sul sito comunale dei “nostri vicini” ci sono effettivamente i monitoraggi pubblicati. Nel regolamento marinese, di questo non vi è la minima traccia e anzi i soldi incassati dal comune non è scritto come saranno utilizzati.

  2. Ad Albano viene specificato che vanno rese pubbliche sul sito comunale le caratteristiche principali dell’impianto, non appena ricevuta l’istanza per l’installazione dello stesso e fino al termine dei lavori. A Marino c’è l’esplicito divieto di pubblicare i dati caratteristici dell’impianto nonostante l’istanza vada comunque pubblicata, seppure solamente per 30 giorni dalla data di ricezione

  3. Ad Albano le misure di mitigazione prevedono esplicitamente la delocalizzazione degli impianti esistenti, a Marino questa ipotesi non viene esplicitata e si parla solo di risanamento in termini generali

  4. Se non c’è una rete di monitoraggio, a cosa serve istituire un “Gruppo Tecnico” per controllo, verifiche e valutazioni a Marino? “Famo a naso” ?

  5. A Marino viene specificata la distanza minima di 50 metri per l’installazione delle SRB mentre ad Albano il limite non viene specificato. Purtroppo, la normativa generale e numerose sentenze amministrative dimostrano che le società che fanno ricorso contro tale limite vincono sempre. Vedere ad esempio quanto citato a pag.18 di questa sentenza del Consiglio di Stato

    http://dirittoambiente.net//file/territorio_sentenze_307.pdf

  1. A Marino i “vincoli insuperabili” si potranno comunque “superare” installando le “micro celle”, che come ci ricorda il sito dell’operatore Fastweb “pur essendo molto importanti già nel[…]3G e[…] 4G LTE. Il loro vero punto di forza sarà però nell’implementazione delle reti di nuova generazione, le cosiddette reti 5G, per le quali le small cells rappresentano l’insostituibile struttura portante”. Con la delibera “NO al 5G” si afferma un’intenzione, con il regolamento operativo preliminare si suggerisce di superare vincoli insuperabili tramite una tecnologia che sarà sfruttata proprio per il 5G.

  2. In entrambi i comuni, se i gestori hanno impianti che sforano i limiti, avranno 12 mesi mesi per presentare un piano di risanamento, così come previsto dalla legge nazionale, ma ad Albano il comune addebiterà le spese di istruttoria ai gestori inquinanti, a Marino invece no, saranno quindi i cittadini a sostenerle.

  3. Una volta approvato il piano, le istanze dei gestori saranno subito accolte. Se non ci sarà risposta, nel comune di Marino vigerà una sorta di silenzio-assenso dopo 90 giorni, mentre ad Albano non c’è questo limite temporale. In sostanza, comunque, il piano redatto serve più ai gestori per velocizzare le pratiche che ai cittadini per controllare cosa accade.

  4. Albano specifica che i controlli sugli impianti vanno fatti ogni anno e che il personale incaricato per effettuarli non può ricevere opposizione dai gestori e dai proprietari. Marino, che non esplicita come eventualmente dotarsi degli apparecchi di controllo, coerentemente non specifica neanche ogni quanto questi controlli dovrebbero avvenire.

  5. Il comune di Albano prevede alcune tempistiche certe, predispone anche i cambiamenti urbanistici per l’attuazione del piano, fornisce indicazioni sul bilancio comunale ma la cosa più importante è che specifica che se il sindaco rileva gravi pericoli per l’incolumità pubblica può intervenire con propri provvedimenti. A Marino questa ipotesi non è prevista nel piano in fase di approvazione definitiva

Un’ultima considerazione sui monitoraggi che effettuano ad Albano: in molti dei punti inizialmente indagati, i dati non sono più aggiornati da 2-3-4 anni e non viene comunicato l’esito dei controlli annuali.

Per fare un esempio, l’Ospedale S.Giuseppe è dal 2017 che non viene più monitorato, come si evince a questo link

http://tools.sinproambiente.it/area_amministrazione/file_upload/monitoraggi/01_Albano-2_11_18_07AF.pdf

Questo a significare, forse, che il PRAEET è più una pietra tombale sulla questione “elttrosmog”, e serve a mitigare non tanto gli eventuali effetti sulla salute umana, quanto le lotte per contrastare il continuo insediamento di impianti SRB.

Articolo redatto dall’Assemblea contro la Cementificazione – http://stopcemento,noblogs.org

ALLE MOLETTE I CITTADINI RESPINGONO IL BLITZ: L’ANTENNA NON PASSA!

E’ passato un anno esatto da quando il dirigente comunale all’urbanistica del Comune di Marino concesse l’autorizzazione paesaggistica alla nota azienda ILIAD e alla ELICOM RADIO SISTEMI per l’installazione di una stazione radio base (SRB) alta la bellezza di 24 metri, con 17 antenne settoriali, 9 parabole e numerose cabine per la loro alimentazione elettrica e la loro gestione.

Secondo il progetto, tali antenne ospiteranno sia ILIAD che altri gestori di rete ed opereranno sulle frequenze del 3G, del 4G, del 4G+ e del 5G.

Era già successo alcuni mesi fa che l’azienda costruttrice di questo impianto tentasse di raggiungere il terreno, che si trova in una traversa di via delle Molette, a Castelluccia, frazione di Marino prossima alla via Nettunense.

E già allora i residenti scesero in strada e riuscirono a bloccare i tentativi di sondaggio e di successiva installazione della SRB.

A metà febbraio è successo di nuovo, e stavolta una ditta incaricata dai soggetti privati interessati all’affare, cioè la ditta costruttrice e uno dei proprietari del terreno che riceverà un cospicuo canone annuale a quattro zeri, era stata mandata all’imbocco della traversa per rimuovere due pesanti cubi di cemento che i residenti avevano piazzato sulla propria via di acceso al terreno.

E li avevano rimossi ma i cittadini residenti si sono subito organizzati per raddoppiarne il numero.

L’intervento di forze dell’ordine e vigili urbani è stato, solo a parole per fortuna, volto a spaventare la cittadinanza che è scesa in strada in buon numero a difendere anche il giorno successivo la propria salute dalle speculazioni e dalla mancanza di qualsiasi trasparenza e informazione da parte degli organi territoriali.

Nel frattempo, via delle Molette e la scuola “Silvestri” si sono riempite di striscioni contro “l’antenna”, come si può vedere dalle foto.

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C’è molta preoccupazione e il comportamento subdolo dei diretti interessati “all’affare” che solo ora che non sono riusciti nel blitz hanno provato a parlare coi residenti, non è stato preso bene da chi li ha di fatto respinti.

C’è una particolarità: il terreno interessato è di chi non tiene per nulla in considerazione il vicinato e la prossimità con la scuola “Silvestri” (10 classi per le elementari, più alcune sezioni per l’asilo), ma la via di accesso è dei condomini e su di essa vige solamente un diritto di passaggio.

Ma i mezzi d’opera che servirebbero per i carotaggi e l’installazione della SRB non passano: sia per i pesanti cubi di cemento, sia per la vigilanza posta in essere da una rete di persone che non ha per nulla intenzione di vedere messa a rischio la propria salute oltre che a trovarsi vicino non più ad un terreno agricolo ma ad un vero e proprio impianto industriale.

La paura di una nuova nocività ha dato vita ad un circolo positivo fatto di incontri per strada, qualche battuta, discussioni, ricerca di informazioni e anche un po’ di socialità che si era persa in questo lungo periodo di pandemia.

Insomma, da una situazione che si poteva e si doveva evitare sta nascendo non solo una risposta autorganizzata da parte della popolazione di Castelluccia ma, grazie anche al clima primaverile, una voglia di socialità “in presenza” che nessuna onda elettromagnetica sarebbe in grado di sostituire.

Mica male, di questi tempi.

Conoscendo bene le dinamiche elettorali marinesi, c’è da aspettarsi di tutto da parte di chi avrà interesse a cavalcare la mobilitazione di chi sta giorno e notte sbattendosi per evitare che la zona sia insidiata dalla SRB.

Starà ai cittadini che si stanno autorganizzando evitare che gli esponenti locali dei vari partiti li dividano promettendo loro un “miracoloso” intervento, dopo che la legge Gasparri (centro-destra) ha fatto si che le antenne fossero assimilate ad opere primarie come le fogne e né il centro-sinistra, né i cinquestelle hanno minimanente pensato a cambiare tale legge, origine di tutti i mali.

Anzi, nel 2018, con al governo M5S e Lega, è avvenuta la vendita delle frequenze per il 5G ai gestori telefonici che ha fruttato oltre 6 miliardi di euro allo Stato. E’ ovvio quindi che sia la legislazione, sia le azioni di istituzioni e rappresentanti delle stesse debbano garantire alle multinazionali come ILIAD di poter installare quel che vogliono.

La delibera di giunta comunale con cui, in fretta e furia, il Comune di Marino si è apprestato un anno fa ad aderire alla “Alleanza contro il 5G” è una dichiarazione di intenti, peraltro molto ambigua, che in realtà non è nulla di operativo.

Gli atti concreti, infatti, sono stati l’autorizzazione paesaggistica rilasciata a dicembre 2019, l’intervento dei vigili urbani in questi giorni che hanno minacciato sanzioni contro i cittadini e il progetto preliminare del “piano antenne” appena approvato e di cui avremo modo di scrivere in un articolo dettagliato a breve.

Se la capacità di mantenere alta l’attenzione e di costruire partecipazione sarà quella già in atto, allora ci sarà la possibilità di risparmiare il territorio dall’installazione di una nuova nocività ambientale.

Come infatti è successo a S.Maria delle Mole, dove in zona Green House, in piena notte è stato installato un sistema di antenne alto 36 metri e che è stato sequestrato ed ora è sotto ordine di demolizione grazie al pronto intervento dei cittadini. Anche di questo ci occuperemo prossimamente.

L’Assemblea contro la cementificazione fa notare che adesso si stanno evidenziando anche le contraddizioni tra gli interessi di chi gioca al monopoli su un terreno agricolo divenuto un sito per un impianto nocivo e le agenzie immobiliari che chiedono ai cittadini di rimuovere gli striscioni perché gli acquirenti devono rimanere ignari della situazione.

Bell’esempio di imprenditorialità nostrana, non c’è che dire.

In mezzo a questi “giochetti”, purtroppo e per fortuna, un sacco di gente che non ci sta a mettere a rischio la propria salute perché qualcuno, senza farsi troppi problemi, ha la bava alla bocca e non vede l’ora di chiudere i propri affari.

Anzi, a maggior ragione in un contesto di sanità territoriale ai minimi termini grazie ai tagli effettuati in tanti anni, c’è maggiore attenzione da parte di (quasi) tutti per evitare inutili ulteriori rischi per la salute.

Seguiranno aggiornamenti sulla mobilitazione, sul piano antenne comunale e sulla SRB del Green House.

Intanto, pensiamo sia il caso che tutti vedano di persona cosa sta accadendo e quale è la risposta della popolazione.

Anche perché, finora, nessun organo di informazione si è degnato di farlo.

11esimo DISCAMPING “NO INC” – SABATO 5 E DOMENICA 6 SETTEMBRE

L’ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE INVITA TUTTI/E A PARTECIPARE ALLA CONSUETA INIZIATIVA ORGANIZZATA DAL “COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO”, PRESSO IL “VILLAGGIO ARDEATINO”. ORA E SEMPRE CONTRO OGNI NOCIVITA’!

11° DISCAMPING CONTRO DISCARICHE, INCENERITORI

BIOMASSE, BIOMETANO, PER UNA SANITA’PUBBLICA

LIBERATA DAGLI SFRUTTATORI PRIVATI

Dopo l’ordinanza della Regione Lazio dell’ottobre scorso che trasferisce alla ColleVerde SRL di Cristiano Cesaro l’autorizzazione già della Pontina Ambiente, incombe su tutta l’area circostante la discarica e il TMB di Roncigliano la realistica possibilità di altri 20 anni di traffico e trattamento di rifiuti. La recente approvazione del nuovo piano regionale dei rifiuti che dovrebbe prevedere il superamento dei TMB, di fatto consente di prorogare all’infinito il sistema discariche inceneritori con l’opzione forte per gli impianti biogas biometano rappresentata bene dal futuro maxi-impianto di Colleferro.

D’altra parte sia per Roncigliano che per Guidonia la dirigente Tosini indica nel 2024 la validità dell’AIA dei due TMB, cosa che va nella direzione ricordata. Che dal 2015 fosse aperta una conferenza dei servizi per la revisione dell’AIA del complesso TMB/DISCARICA della Pontina Ambiente e che quest’ultima, come tutto il gruppo COLARI, sia sottoposta dal 2014 ad interdittiva antimafia è tranquillamente accantonabile sia da parte della Regione che dai tribunali.

Il TAR LAZIO E IL CONSIGLIO DI STATO hanno respinto la richiesta del Comune di Albano di sospensione cautelativa dell’ordinanza regionale, ora bisognerà attendere il giudizio di merito e noi siamo in causa, ma la magistratura con diverse sentenze penali e amministrative ha fatto capire di essere nelle braccia degli speculatori della “monnezza”, quelli stessi che “chiudono il ciclo dei rifiuti”coi bei falò della ECOX di Pomezia o della LOAS di Aprilia. Gli incendi a ripetizione si sposano con l’inquinamento delle falde e alimentano l’aggressione alla salute delle popolazioni.

Nelle nostre ultime iniziative per il rilancio della sanità pubblica abbiamo insistito nel denunciare l’incidenza delle patologie oncologiche nelle aree prossime alla discarica, per sostenere un adeguato rafforzamento del dipartimento di prevenzione e per fare dell’ARPA un adeguato presidio della salute pubblica piuttosto che l’attuale ente per cui tutto va bene madama la marchesa.

NON SI TRATTA SOLO DI DARE CONTINUTA’ ALLA MOBILITAZIONE POPOLARE MA DI RILANCIARLA IN MODO ADEGUATO.

SABATO 5 SETTEMBRE ORE 18,00 ASSEMBLEA AL VILLAGGIO ARDEATINO SU RIFIUTI E DINTORNIKM 24,5 VIA ARDEATINA; ORE 20,30 CENA SOCIALE PER CASSA LEGALE C/O TRIPOLINI,                  VIA VILLAGGIO ARDEATINO 16

DOMENICA 6 SETTEMBRE ORE 18,00 ASSEMBLEA SANITA’ RM6 – KM 24,5 VIA ARDEATINA; ORE 20,30 CENA SOCIALE C/O TRIPOLINI

COORDINAMENTO CONTRO INCENERITORE DI ALBANO

Antenne – quarto aggiornamento – 8 maggio 2020

Nella giornata del 6 maggio una motrice con rimorchio si è presentata di buonora in via delle molette.

I residenti, in allerta per via della stazione radio base che Iliad vorrebbe costruire in zona, si sono subito mobilitati. I vigili urbani sono giunti in loco solo dopo che la ditta era andata via rilevando che i terreni non avevano subìto alcuna alterazione.

I residenti sono riusciti ad impedire le operazioni di trivellazione.

L’assessore all’urbanistica del comune di Marino in un suo comunicato ha dichiarato che la ditta non ha effettuato alcuno scavo e che i terreni sono rimasti intatti. Questo risultato però è dovuto non ad interventi politici, tecnici o amministrativi ma alla partecipazione diretta di chi vive in zona e si sta interessando affinché nessuna stazione radio base venga installata.

L’assessore ha inoltre ribadito che il comune non ha rilasciato nessun permesso a costruire.

Rimane quindi il dubbio sui lavori per i quali era stata chiamata la trivella: sondaggi geognostici o perforazioni per l’effettiva installazione del palo-antenna ?

Comunque, di fatto, sarebbe stato un intervento propedeutico all’installazione dell’antenna.

Anche il 19 marzo scorso una trivella trasportata da una motrice con rimorchio aveva lavorato sul terreno che ospita la già esistene stazione radio base di via dei ceraseti – Due Santi per effettuare dei carotaggi geognostici.

Purtroppo, sembra che tali sondaggi non richiedano effettivamente permessi comunali ma una semplice autorizzazione dei proprietari terrieri e, forse, una comunicazione al comune.

Il comune di Marino ha deliberato in giunta di aderire alla alleanza contro il 5G e ha avviato l’iter per non concedere i permessi a costruire relativi alle SRB.

Abbiamo già scritto di questi due provvedimenti in un articolo precedente e a quello vi rimandiamo ma in sintesi possiamo riepilogare che essi non solo non bastano ma “al massimo” hanno funzione di “ritardare” l’installazione delle antenne a via delle Molette e delle altre in previsione di costruzione “al massimo” fino a luglio 2021, poi il via libera diventa ancora più scontato dato che da luglio 2022 le compagnie telefoniche potranno sfruttare le frequenze 5G da loro acquistate nel 2018.

Siamo ormai all’8 di maggio e le richieste ufficiali inoltrate al comune per conoscere la natura della SRB di via delle molette, dei pannelli fotovoltaici in via dei ceraseti, il posizionamento di tutte le antenne esistenti (e dei progetti in via di approvazione) sul territorio comunale NON HANNO ANCORA OTTENUTO RISPOSTA.

Sono passati due mesi dalle prime carte protocollate, condite da vari solleciti, da dinieghi delle compagnie Iliad, Vodafone e ditte di installazione in opposizione alle nostre legittime richieste (motivo: segreto aziendale….vale più della trasparenza e della salute?).

Per non parlare dell’esistenza o meno del piano antenne comunale: c’è, non c’è, c’è ma è del 2002, c’è ma è del 2006, c’è una delibera comunale del 2014 votata all’unanimità per rifarlo…nel mare torbido, sfruttando l’impossibilità a riunirsi pubblicamente per organizzarsi come si dovrebbe, le compagnie telefoniche, le ditte installatrici e i proprietari dei terreni vorrebbero andare subito al sodo.

Ma non hanno fatto i conti con chi si oppone, per varie ragioni, a questo loro affare che è, di fatto, una nuova nocività.

Riproponiamo l’idea di verificare se esistono i presupposti per impugnare le autorizzazioni paesaggistiche al TAR o al Presidente della Repubblica con le tempistiche eventualmente posticipate a causa dei provvedimenti anti-Covid.

Di seguito alcuni link in cui si parla delle aste per le frequenze del 5G che hanno fruttato 6,5 miliardi di euro allo stato italiano (2018). Per comprendere che, nel nostro piccolo, ci si sta comunque battendo contro interessi enormi che però possiamo e dobbiamo contrastare.

https://www.mise.gov.it/index.php/it/comunicazioni/servizi-alle-imprese/tecnologia-5g/bando-5g

https://www.mobileworld.it/2018/10/03/frequenze-5g-asta-conclusa-bande-194151/

https://it.wikipedia.org/wiki/5G_in_Italia

Infine, pubblichiamo un paio di video per spiegare cosa è il 5G, perché in tanti se lo chiedono e per far crescere la consapevolezza in chi ancora non comprende i rischi di questa nuova tecnologia.

Aggiornamento Antenne n.3 – 27 marzo

Per quanto concerne l’elettrosmog e tutti i suoi aspetti comunichiamo che a partire da domenica 29 marzo alle 18 e per le seguenti domeniche sul canale video

https://www.youtube.com/channel/UCQ7xMlNNZIZG52In81ipn4A

andranno in onda delle conferenze con professori e medici che ci parleranno dei rischi per la salute, di come è possibile opporsi al 5G e di altri aspetti che potete leggere nella locandina

CON UN MINIMO DI INTERESSE E PARTECIPAZIONE, QUALCOSA SI OTTIENE, NON FERMIAMOCI!

L’Assemblea contro la Cementificazione ha richiesto all’assessore all’urbanistica e al dirigente all’urbanistica in data odierna, 27 marzo, informazioni sull’ubicazione delle stazioni radio base già presenti e su quelle che le aziende private intendono installare o modificare su tutto il territorio comunale.

Questo perché, al di là dei casi di via delle Molette e via dei Ceraseti, si ritiene necessario sapere se, in mancanza del Piano Antenne comunale, esista comunque una “fotografia” della situazione attuale e uno “scenario” di quella futura.

Compresa l’ipotesi che alcune stazioni radio base già esistenti possano essere modificate, ad esempio aumentandone la potenza e/o introducendo nuove bande di frequenza, in base alle esigenze non della popolazione ma delle aziende private.

Tra i dati che abbiamo richiesto ci sono appunto anche le caratteristiche tecniche riguardanti ogni stazione radio base. Attendiamo la risposta nei giorni seguenti e comunichiamo che lo scorso 24 marzo l’ufficio urbanistica ha inoltrato la nostra richiesta di conoscere i progetti di via delle Molette (nuova stazione radio base) e via dei Ceraseti (modifica stazione radio base esistente) alle aziende interessate.

Quindi si presume che la prossima settimana potremo ottenere e visionare la copia di quello che si intende installare in via delle Molette e di cosa si vuole modificare in quello di via dei Ceraseti.

Un paio di buone notizie arrivano dall’assessore all’urbanistica che ha pubblicamente comunicato alcune cose importanti, le riportiamo così come pervenute:

  1. Le autorizzazioni edilizie presentate per la realizzazione di nuove antenne hanno visto, a seguito di verifiche puntuali da parte degli uffici competenti, l’avvio del procedimento per il diniego trasmesso agli interessati con apposito procedimento di cui al prot.N.16973 del 25/03/2020.

2) Il Comune di Marino, grazie alla delibera di giunta approvata il 25/03/2020 entrerà

a far parte dell’ “Alleanza Italiana STOP 5G” vedi https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497

3) La nostra amministrazione, nell’ambito della redazione dei nuovi strumenti urbanistici congiuntamente al nuovo Piano Urbanistico al quale si sta lavorando, ha già programmato nelle fasi esecutive del PUCG la redazione anche del Piano e del Regolamento Antenne. Nelle more dei nuovi strumenti urbanistici abbiamo però elaborato un atto congiunto che riguarda sia l’Urbanistica che l’Ambiente in quanto il tema delle antenne investe anche questo ambito così come quello della Salute Pubblica.

Compito nostro è andare a fondo alle questioni e, visto quanto sta accadendo da anni nella dura lotta contro la cementificazione, facciamo alcune considerazioni da comprendere con attenzione, onde evitare ad esempio che una preoccupazione si trasformi, ad esempio, in raccolte firme in cui si sbaglia pure l’oggetto su cui sono basate:

  • A) le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal comune, di cui due per il ripetitore di via dei Ceraseti e una per quello delle Molette, rimangono in vigore, cioè non sono state annullate/revocate ad esempio in autotutela come avevamo richiesto; le aziende private possono quindi contare su una base di appoggio relativamente solida; resta quindi valido il nostro suggerimento rivolto ai cittadini di valutare la possibilità di impugnare le autorizzazioni paesaggistiche con un ricorso al TAR (entro il 18 aprile) o al Presidente della Repubblica (entro il 18 giugno) perché da quanto si evince dalle dichiarazioni dell’assessore, ad oggi, questa richiesta non è un’ipotesi che l’amministrazione intende praticare;
  • B) anche l’avvio dell’iter del diniego nel rilascio dei titoli a costruire le stazioni radio basi (si parla al plurale perché sembra di capire ce ne sia più di una in ballo), può essere impugnato dalle ditte private proponenti, così come ogni atto amministrativo, a prescindere dalla “ragione”; ognuno ha le proprie e a volte con degli avvocati molto bravi, con un potere economico rilevante e dei giudici più o meno accondiscendenti, non è detto che prevalgano le leggi vigenti o il buonsenso della tutela della salute pubblica (ammesso e non concesso che le leggi vigenti tutelino in questo ambito in primis la salute pubblica)
  • C) Al punto (4) della delibera contro il 5G appena approvata dal comune si legge

    Allo stesso tempo si dispone verso gli uffici di tener conto nella valutazione delle pratiche di SCIA o nelle istanze di autorizzazione, della relazione necessaria tra il rispetto dei termini temporali legati all’obbligo di terminare i lavori entro 12 mesi dalla validità del titolo autorizzatorio e la data del 1° luglio 2022 prima della quale non è possibile attivare impianto di tecnologia 5G.”

e l’assessore all’urbanistica dichiara

Con la Delibera approvata in Giunta lo scorso 25 marzo la nostra amministrazione ha inteso regolare l’istallazione di antenne telefoniche non certo per limitare le legittime aspettative imprenditoriali di chi opera nel settore, tra l’altro legittimate dalle norme, ma ha voluto altresì far prevalere l’interesse pubblico di tutela della salute ricorrendo al principio di cautela che in materia ambientale costituisce un principio fondamentale…..Da un punto di vista normativo in tema di installazione di ripetitori telefonici è necessario fare riferimento al “decreto Gasparri”, D.lgs. n. 198 del 4.9.2002, che ha concesso maggiori libertà nel posizionamento di ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale.

Tutta questa parte è interessante e riguarda per forza di cose la politica di gestione dei territori.

Perché spesso “le legittime aspettative imprenditoriali”, in qualsiasi settore, sono in contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute di cittadini e lavoratori delle stesse imprese. Ora, allargando il discorso, ci sembra evidente soprattutto in questo periodo che un sistema basato sugli interessi dell’imprenditoria, nostrana o estera, visto che tende al massimo profitto forte del proprio potere economico tende a imporre nocività e speculazioni che c’entrano poco o nulla con i bisogni di tutti noi.

Sull’origine di tutti i mali, cioè la legge Gasparri, essendo non una calamità naturale ma un prodotto della mente di uno statista tanto geniale così come interpretato da Neri Marcorè proprio all’epoca dell’approvazione del testo, ci permettiamo di far notare che il centro-destra l’ha realizzata, il centro-sinistra l’ha criticata (e basta) e un paio di governi a guida Movimento 5 Stelle non l’ha cambiata. Insomma, una legge che va bene, di fatto, per tutto l’arco parlamentare da quasi 20 anni.

Le leggi possono cambiare, se si vuole. Di certo non lo può fare un Comune o un assessore, però magari le proprie maggioranze,volendo.

Forse però a livello parlamentare, più che il principio di precauzione, prevale e di molto l’interesse dei soggetti privati del mondo delle telecomunicazioni. Non ci sembra di dire cose inappropriate.

Sul fatto che le antenne 5G non potranno essere attivate prima del 1 luglio 2022 e che i permessi per la loro costruzione durano un anno, chiediamo pubblicamente all’assessore di farci comprendere meglio e per essere espliciti e diretti:

nel 2021 si va al voto per le elezioni comunali e fermo restando i danni provocati dalle altre forze politiche, più o meno tutte parte in causa del disastro legato all’espansione indiscriminata del cemento nel nostro territorio, se abbiamo capito bene una delle motivazioni per le quali sarebbe inutile da parte delle ditte private chiedere i permessi a costruire è proprio l’inutilità degli stessi almeno fino al 1 luglio del 2021.

A noi, messa così, ma forse abbiamo (speriamo) capito male suona un po’: ripassate dopo le elezioni.

Lo diciamo senza malizia e, purtroppo, notando i precedenti, cioè le delibere comunali del 2018 che il TAR ha annullato e che dovevano tutelarci dal cemento dei palazzinari, per via proprio delle motivazioni addotte nelle stesse che riguardavano sostanzialmente i progetti di “pubblica utilità” dei privati, ad esempio. Certo non sono state annullate solo per tali motivi, c’è altro, ok. Per esempio l’iter amministrativo del 2011 che il TAR ha preso per buono. E’ pure vero che su questo non ci pare che il Comune abbia preso parola al TAR, anche perché è stato lo stesso Comune ha agevolare tale iter, sotto i colori dell’amministrazione Palozzi, ma comunque con lo stesso “stemma” della casata Colonna. Al TAR e nelle delibere non ci risulta alcuna dichiarazione contro l’iter procedurale degli accordi di programma perché, in sintesi, il Comune dovrebbe censurare sé stesso.

Oppure, nella stessa giornata in cui si deliberava contro il 5G e si attaccava giustamente l’amministrazione precedente per il suo ruolo al servigio di Parnasi, l’attuale giunta ha approvato il PUA di Spinabella (via garofano – via ginestre) che l’anno scorso invece era stato respinto ed aveva portato ad un ricorso al TAR ora risolto con l’accordo nella costruzione di tre villini e la cementificazione di circa 3.000 mq di suolo “a vigneto” e “a frutteto”. Poca roba, ma inutile, del tutto inutile, se non atta a garantire l’interesse del privato che avrà pure ceduto 110 mq al Comune, ma ancora non abbiamo capito a cosa serve continuare a costruire e deturpare una zona comunque verde sulle pendici del Lago di Albano.

E ancora: ma quanti abitanti può sostenere il nostro comune,oltre gli attuali 45 mila e con quali risorse e servizi ?

Questo perché il Comune ufficialmente ha dichiarato che non conosce quante abitazioni sono sfitte e quante effettivamente abitate. Come si fa allora a continuare a rilasciare permessi a Palaverta, via Kennedy, Quarto S.Antonio e Due Santi ?

Perchè appunto prevalgono gli interessi imprenditoriali e forse le leggi li tutelano maggiormente, e quando si va in causa si preferisce non andare fino in fondo come nel caso del PUA ?

Non vorremo che, passato un po’ di tempo, e con eventuali pressioni delle compagnie telefoniche, in qualche modo, venisse comunque realizzata l’infrastruttura 5G o potenziata la rete già esistente.

Perché infatti, non c’è fretta.

Poniamo questi interrogativi senza alcun intento polemico ma li poniamo perché riteniamo l’unico interesse legittimo quello citato dallo stesso assessore nel “principio di precauzione” riguardante la salute di tutti noi.

Altrimenti si rischia, con le dovute proporzioni, il replicarsi di situazioni simili all’ex-ILVA, alla TAV o all’inceneritore di Parma dove ad un principio enunciato e sbandierato si può abdicare con un “ci abbiamo provato”.

L’Assemblea contro la Cementificazione invita tutti/e a partecipare direttamente e ad informarsi.

Non per provarci, ma perché è necessario respingere interessi estranei alla vivibilità dei nostri territori.

Delibera n.32 Stop 5G in PDF

Relazione Tecnica sul PUA di Spinabella in PDF

Aggiornamento Antenne n.2 – 21 marzo

L’Assemblea Contro la Cementificazione in merito al ripetitore che Iiad ed Elicom vorrebbero costruire in un vigneto di via delle Molette ribadisce

  • che il Comune di Marino ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica (e non il permesso a costruire);
  • che si può impugnare al TAR ogni atto amministrativo, quindi anche l’autorizzazione paesaggistica, se un parere di un ufficio legale a questo tipo di iniziativa riscontrasse degli estremi per avere successo;
  • di aver chiesto ufficialmente tramite PEC del 9 marzo inviata al protocollo comunale tutte le informazioni sul progetto della “stazione radio base” di via delle Molette e su quella di via dei Ceraseti;
  • di aver contattato telefonicamente gli uffici dell’urbanistica comunale precisando che tali informazioni dovrebbero essere fornite in tempo utile per eventuali ricorsi al TAR (che si può fare entro il 18 aprile);
  • che la risposta data dall’assessore all’urbanistica comunale alla raccolta firme tra i cittadini organizzata da altri è effettivamente corretta visto che l’oggetto della petizione è errato, e questo nonostante l’articolo che l’Assemblea Contro la Cementificazione abbia posto all’attenzione pubblica la problematica piuttosto chiaramente;
  • che, pertanto, le cose fatte un po’ al volo, senza conoscersi, senza approfondire, senza leggersi (con fatica) anche più volte un articolo piuttosto denso di informazioni, possono portare alla propagazione incontrollata di informazioni non veritiere che portano ad iniziative facilmente “smontabili”;
  • che, quindi, l’assessore ha avuto gioco facile a ringraziare i cittadini che gli hanno posto il problema e spostare la questione sui futuri atti amministrativi, tra i quali i permessi a costruire, senza fornire però informazioni sul progetto (ad esempio: è una “5G” ?) già in suo possesso e senza rispondere ai quesiti posti nel primo nostro articolo (mancanza della C.E.C, della Commissione Locale per il Paesaggio, della redazione del Piano Antenne così come da mozione n.52 votata all’unanimità dal Consiglio Comunale nel 2014, della solerzia il 23 dicembre ad effettuare un’istruttoria FAVOREVOLE al concedere l’autorizzazione paesaggistica lo stesso giorno in cui i proponenti hanno integrato la documentazione di progetto mentre dopo 12 giorni e diversi solleciti la cittadinanza non riesce ad ottenere via mail nessuna tra le informazioni richieste, come l’amministrazione valuta il fatto che la Elicom ha subìto il sequestro di un proprio impianto a Lenola poco più di un mese fa per un abuso edilizio, etc…);
  • è necessario parlarsi, in gruppo, usando magari i mezzi tecnologici ed evitando assembramenti, per discutere della problematica e l’Assemblea si sta già muovendo in tal senso; quando saremo pronti lo comunicheremo o, viceversa, se già i residenti hanno questa intenzione possono contattarci, se vogliono;
  • si suggerisce alla popolazione interessata a scaricare il modulo di richiesta atti amministrativi, compilarlo e inviarlo al protocollo comunale tramite mail sulla base di quanto riportato nell’autorizzazione paesaggistica che abbiamo allegato in pdf in fondo al primo articolo pubblicato;
  • si suggerisce di organizzare iniziative pubbliche e visibili di dissenso contro la eventuale installazione della stazione radio base perché, come dimostrato dal caso del ripetitore di via dei ceraseti, per questi lavori sembra che l’epidemia di corona-virus in corso non esista;

Se avremo dei riscontri, cioè delle informazioni sul progetto, le forniremo tramite i nostri canali (principalmente il blog http://stopcemento.noblogs.org).

PER CONTATTARCI VI PREGHIAMO DI USARE LE NOSTRE MAIL:

stopcemento@inventati.org oppure nofear@inventati.org

La valutazione che possiamo fare ad oggi, 21 marzo, è che l’assessore all’urbanistica ha segnato un punto a suo favore con la risposta puntuale ma circoscritta all’oggetto della petizione cittadina.

Attendiamo risposte ai quesiti da noi posti sopra, negli articoli precedenti e soprattutto agli atti formali già presentati i quali non sono stati finora presi in considerazione né dagli uffici preposti né dal titolare dell’assessorato all’urbanistica.

Prevedendo in anticipo che di questi tempi gli uffici siano in sotto-organico, riteniamo doveroso a maggior ragione fermare qualsiasi iter su eventuali nuove nocività che tanto le compagnie telefoniche quanto gli esimi costruttori hanno avviato in precedenza o che gli stessi vogliano intraprendere in questo periodo.

E magari, rivedere, sospendere, annullare, revocare le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate sui ripetitori di via delle Molette e via dei Ceraseti.

Ci sembrerebbero atti concreti e di buon senso.

Quello che viene ossessivamente chiesto ad ogni cittadino in questo brutto periodo comandato a bacchetta e che deve limitarsi ad affacciarsi al balcone a fare il pupazzo ad orari prestabiliti cantando canzoni discutibili perché la grave epidemia in corso è difficilmente arrestabile avendo smantellato il Sistema Sanitario Nazionale e obbligando tuttora i lavoratori delle attività produttive non essenziali a lavorare in condizioni di insicurezza sotto la spinta di Confindustria.

Assemblea Contro la Cementificazione.

Aggiornamenti su antenne e simili

Da oggi, gli aggiornamenti sulla questione “Stazione radio base Iliad ed Elicom” che vorrebbero costruire a via delle Molette saranno disponibili quasi esclusivamente su questo blog. Evitiamo Facebook, non è uno strumento affidabile per certe cose, per quanto immediato nelle comunicazioni.

Chiunque volesse contattarci lo può fare tramite mail: nofear@inventati.org 

Meglio sarebbe incontrarci e fare assemblee, ma in questo momento è veramente complicato ed anche potenzialmente pericoloso per la salute. E siccome di salute stiamo parlando, ci sembra saggio che il “vicinato” si attivi, si parli e interroghi le autorità preposte: da quelle comunali, alla ASL, all’ARPA.

Dal canto nostro, siamo in contatto con un comitato che tratta specificatamente la questione delle antenne e del 5G. Tra ieri e oggi, siamo stati contattati da un paio di persone di via delle Molette e una di esse la stiamo facendo relazionare con il “Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ambiente” di Monte Porzio Catone perché tale comitato ha già intrapreso diverse battaglie contro l’elettrosmog.

Con loro stiamo cercando di organizzare un incontro on-line, forse tramite “mumble”, così possiamo tutti partecipare dalle nostre case. Appena capiremo come e quando, sentite le varie disponibilità, ne daremo comunicazione sia sul blog e (in questo caso) anche sul profilo facebook, noncheé via mail, via telefono etc…

Ecco i loro riferimenti.

https://it-it.facebook.com/comitatotutelamonteporziocatone

https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/

Un aggiornamento preoccupante: stamattina, 19 marzo, sul terreno di via dei ceraseti al confine con la via appia, ove sorge un ripetitore Vodafone, si stavano svolgendo ulteriori lavori. Due operai stavano effettuando un carotaggio (dalle 8.30 alle 12.30) all’interno del vigneto in prossimità della recinzione che cinge la stazione radio base. Alcuni residenti sono intervenuti, notando tra l’altro la mancanza di qualsiasi recinzione di cantiere, di cartellonistica, di sistemi di sicurezza sul lavoro specifici e non (neanche le famose “mascherine” o guanti…). Sono stati allertati i vigili urbani che sono intervenuti poco dopo, comunque mentre gli operai avevano già concluso il carotaggio, e la ASL RM6 (che non ha fatto in tempo a sopraggiungere, alla quale comunque è stata inviata una comunicazione anche scritta). I vigili urbani del comune di Marino hanno risposto ai residenti che avrebbero verificato le carte della ditta e ne avrebbero informato l’ufficio urbanistico che però ci hanno detto essere chiuso per l’emergenza legata al corona-virus. Ci sono state delle rimostranze dei cittadini in tal senso: a maggior ragione, visto che verificare la regolarità o meno degli interventi sul territorio ad opera di soggetti privati che possono arrecare preoccupazione nella cittadinanza è molto complesso per la chiusura degli uffici, tali lavori andrebbero quantomeno sospesi sino alla conclusione di tale situazione. Invece, questi periodi di “emergenza” qualcuno li usa per velocizzare diciamo così i propri interessi. E non stiamo parlando della ditta intervenuta stamane, ma delle compagnie telefoniche. Comunque, eravamo al corrente di altre due autorizzazioni paesaggistiche anche su questo palo ripetitore già esistente: la prima per il rinforzo della recinzione (e i carotaggi di oggi a tale scopo si riferiscono), la seconda per l’installazione di un imprecisato numero di pannelli fotovoltaici. Con la stessa PEC nella quale chiedevamo i documenti di progetto della stazione radio-base di via delle Molette avevamo chiesto anche di conoscere i progetti sul ripetitore e il fotovoltaico di via dei Ceraseti. 

Non è che con l’emergenza in corso, ognuno “pò fà come je pare”….no?

MANTENIAMO ALTA L’ATTENZIONE, SI INIZI A MANIFESTARE PUBBLICAMENTE IL DISSENSO CONTRO OGNI IPOTESI DI INSTALLAZIONE DI (ULTERIORI) NOCIVITA’ SUL TERRITORIO. 

BELLI I CARTELLI “ANDRA’ TUTTO BENE” PERO’ MAGARI, AD ESEMPIO, SI POTREBBERO AFFIANCARNE ALTRI “NO AL RIPETITORE”, “PROFITTI PER POCHI, ONDE ELETTROMAGNETICHE PER TUTTI”, ETC…SCATENIAMO LA FANTASIA, INTERPELLIAMO LE AUTORITA’ FINO ALLO SFINIMENTO (IL LORO, NON IL NOSTRO), VEDIAMO SE SI PUO’ RICORRERE AL TAR (ENTRO IL 18 APRILE, DATA ULTIMA) E INFORMIAMOCI.

INTANTO, SE QUALCUNO VUOLE, VISTO CHE VA DI MODA AFFACCIARSI AL BALCONE CANTANDO LE COSE PIU’ IMPROBABILI E CHE POCO HANNO A CHE FARE CON UN VIRUS CHE NON CONOSCE NAZIONI NE’ CONFINI, SE PROPRIO QUALCUNO VUOLE, POTREBBE “SPARARE” DALLE PROPRIE CASSE ACUSTICHE QUESTA CHE CI SEMBRA SINTETICA, ORECCHIABILE, ADATTA E CHE HA PORTATO PURE BENE IN QUELLA SITUAZIONE SPECIFICA

Chi ha fatto palo? Iliad !

RILANCIO DELLA VITICOLTURA ?

MEGLIO UN RIPETITORE TELEFONICO

IN VIA DELLE MOLETTE

Partiamo subito con la notizia: in un terreno agricolo di via delle Molette sta per “nascere” una stazione radio base della compagnia di telecomunicazioni “Iliad”. E’ stata infatti concessa l’autorizzazione paesaggistica dal dirigente comunale dell’ufficio urbanistica, arch.Gentilini. Il responsabile del procedimento è invece l’arch.Costanzi, già dirigente dello stesso ufficio di Gentilini. L’autorizzazione è stata rilasciata lo scorso 18 febbraio alla “Iliad Italia” e alla “Elicom Radio Sistemi”. Appena venuti a conoscenza, pochi giorni fa, abbiamo chiesto tutti gli atti specifici come “Assemblea contro la cementificazione” e “Associazione contro tutte le nocività”. Infatti, dalla sola autorizzazione paesaggistica pubblicata sull’albo pretorio del sito del comune di Marino non è possibile capire l’entità del progetto.

Speriamo che queste informazioni possano venirci fornite al più presto.

Ad oggi, e siamo a metà marzo, nessun soggetto politico, né di maggioranza, né di opposizione si è interessato. E se lo faranno occorre essere chiari: le leggi sui limiti di emissione dei campi elettromagnetici sono molto “larghe” grazie al contributo del centro-sinistra con la legge quadro n.36 del 2001 e del centro-destra con il decreto e la legge Gasparri del 2002-2003 che in pratica autorizza l’installazione dei ripetitori in quanto considerati “opere di urbanizzazione primaria” come se si trattasse di fogne, rete idrica o illuminazione pubblica.

L’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal comune di Marino è impugnabile al TAR entro 60 giorni oppure entro 120 giorni se l’eventuale ricorso è presentato al Presidente della Repubblica.

I dirigenti comunali nel concedere l’autorizzazione fanno presente che essa ricade sulle particelle 338-393-776-962 del foglio n.41 del catasto su “area di notevole interesse pubblico” ed in “zona E – terreno agricolo” con “paesaggio agrario di continuità” e “vincoli dichiarativi”.

Immagine 1: Individuazione delle particelle interessate dal progetto

Ma non si doveva rilanciare la viticoltura, orgoglio del territorio marinese, e difendere il territorio dalle speculazioni ?

A 25 euro per ogni quintale di uva raccolta, i proprietari avranno pensato che sia molto più piantare un palo solo piuttosto che un filare intero. Con buona pace del vicinato.

Le informazione estrapolate dal documento pubblicato sull’albo pretorio possono essere così sintetizzate.

Nel 2007 il Comune di Marino ha soppresso la Commissione Edilizia Comunale che poteva esprimere pareri consultivi in merito. Non molto ma sarebbe stato meglio di niente.

Il 23 dicembre scorso, lo stesso giorno che le società proponenti “Iliad” ed “Elicom” hanno protocollato una documentazione integrativa alla loro richiesta effettuata a luglio, i tecnici del comune hanno prodotto una relazione istruttoria che dichiara “compatibile” il progetto con i “vincoli paesaggistici anche in variante a precedente autorizzazione paesaggistica”.

Chiunque dica che al Comune di Marino gli uffici non sono efficienti è smentito: due giorni prima di Natale le due aziende protocollano una richiesta, essa giunge immediatamente all’ufficio preposto, dove trova la disponibilità di chi ci lavora che subito effettua una relazione istruttoria dando il via libera.

Poi, nonostante le abbuffate di capitoni, il rituale dei regali scartati il 25 e con in vista il cotechino di capodanno, viene inoltrata il 30 dicembre dal Comune alla Soprintendenza la relazione del 23 dicembre.

Da quel giorno, la Soprintendenza ai beni archeologici avrebbe avuto 20 giorni per dire qualcosa.

Non sappiamo se la settimana tra il primo dell’anno e la befana si siano ammazzati di lavoro alla Soprintendenza.

Pare di no, anche nei restanti tredici giorni successivi: loro non sono così efficienti come da noi a Marino ed in realtà non lo sono quasi mai a vedere le decine di altre autorizzazioni dove compare scritto che “sono trascorsi 20 giorni quindi vale il silenzio-assenso” perché non è stato espresso alcun parere dalla Soprintendenza Archeologica.

Sarà poca cosa, ma nel testo dell’autorizzazione c’è anche scritto a chiare lettere che al Comune di Marino non è stata costituita la “Commissione Locale per il Paesaggio” che esprime un parere obbligatorio da inviare alla Regione Lazio.

In Italia esiste una commissione per ogni cosa, di solito. In questo caso, no.

Qui da noi, per il paesaggio, si può soprassedere.

Ma perché tanta preoccupazione per l’ennesimo “palo della cuccagna” ?

Perché la cuccagna è da intendersi per i proprietari del terreno coinvolto che possono ricavare diverse migliaia di euro all’anno per un affare del genere. Per tutti gli altri, cioè per la popolazione circostante (con case che potrebbero essere di molto sotto la distanza minima dei 70 metri prevista per legge) una buona dose di campi elettromagnetici per tute le 24 ore di tutta la restante vita.

Illustrazione 2: Le distanze di sicurezza dalle abitazioni potrebbero non essere rispettate. Questo esempio ne mostra una di 50 mt, ma dipende in concreto da dove effettivamente le società vorranno realizzare la stazione radio base. Nel circondario ci sono diverse altre abitazioni.

 

Si tratta di vedere cosa prevede il progetto nel dettaglio. Ma intanto andrebbe fermato.

Anche perché nel 2014 il Movimento 5 Stelle, allora all’opposizione, presentò al Consiglio Comunale della giunta di centro destra una mozione che fu approvata all’unanimità, quindi anche dal centro-sinistra, che prevedeva la realizzazione di un “piano antenne” che modificasse quello vecchio in vigore con normative non aggiornate. E’ interessante notare che tutti la votarono e che la premessa della mozione riguardava il problema sanitario, le tensioni sociali tra i beneficiari e gli altri abitanti, il forte impatto visivo e la svalutazione degli immobili circostanti. Finora però non siamo riusciti a trovare alcuna informazione sul “piano antenne”, molto probabilmente non è stato redatto. Si è rimasti alle buone intenzioni ?

Già questo sarebbe più che sufficiente ad imporre uno stop all’ennesimo ripetitore, in una zona dove ce ne sono già diversi, purtroppo.

Anche il “piano antenne” non costituirebbe un argine invalicabile perché esso deve essere redatto con l’accordo di tutte le compagnie private. Apriti cielo…

Immagine 3: la scuola “Alessandro Silvestri” di via delle Molette dista un minimo di 160 mt dalle zone interessate

Non si tratta di tornare ai tempi delle “caverne” per intenderci, si tratta di non andare ad impiantare un’altra nocività per meri interessi speculativi e di nessuna utilità sociale. Profitti per pochi e salute a rischio per molti.

Comunque, a titolo informativo, lo scorso 31 gennaio è stata pubblicata la notizia che a Lenola in provincia di Latina la Elicom Radio Sistemi (a meno di un clamoroso caso di omonima, la stessa che vuole il ripetitore alle Molette)) ha subìto il sequestro dell’impianto installato abusivamente e già bloccato dalla Regione Lazio in seguito ad alcuni esposti presentati da comitati di cittadini.

Quindi ha ancora senso protestare organizzati e farsi sentire in tutte le sedi. Confortante.

Risultano indagate tre persone: due amministratori della società e un funzionario della Soprintendenza che ha rilasciato il via libera ai lavori (allora ci rimangiamo quanto detto sopra! Però hanno lavorato in senso contrario a quanto sperato).

Ecco, magari, un po’ di prudenza anche nella circostanza di via delle Molette non guasterebbe.

Che ogni compagnia telefonica possa installare una propria stazione radio è una diretta conseguenza del libero mercato che sta mandando velocemente in malora questo pianeta e i suoi abitanti pur di estrarre profitto in qualsiasi modo.

Queste “nocività” possono fermarsi.

L’interesse per la salute va difeso ogni giorno in ogni luogo.

Se c’è una cosa che in questi strani giorni vale come insegnamento è il non attendere che avvenga ciò che può essere evitato. Tra poco più di anno si torna a votare per le amministrative nel nostro Comune.

Possiamo rivolgere un invito alla popolazione ad autorganizzarsi perché è la migliore tutela da dinamiche di partito, tra i quali spicca quello dei palazzinari e dei cementificatori del territorio contro i quali ci battiamo da

sempre. Occhio agli show-man a caccia di consenso, ai quali della salute e della vivibilità di tutti noi non interessa un granché.

Si può vincere se c’è partecipazione diretta, cioè se ognuno fa qualcosa di concreto. Noi ci siamo.

Assemblea contro la cementificazione —- http://stopcemento.noblogs.org

Autorizzazione Paesaggistica Ripetitore Iliad via Molette – 18-02-2020 IN FORMATO PDF (prelevata dall’Albo Pretorio del Comune di Marino)

Aggiornamenti (quasi) primaverili

CEMENTO: A CHE PUNTO SIAMO ?

La scorsa estate l’Assemblea contro la Cementificazione ha realizzato e distribuito un dossier riepilogativo ma in questi pochi mesi le novità non sono mancate.

Il TAR del Lazio ha discusso i ricorsi presentati dai palazzinari che vogliono costruire 1,3 milioni di metri cubi di cemento mentre, da ormai 8 anni, non si è degnato di farlo con quanto prodotto da associazioni e cittadini che lottano contro tale ipotesi. Nel farlo, il TAR ha stabilito l’annullamento delle due delibere del Comune di Marino che nel 2018 avevano sospeso l’efficacia del protocollo di intesa Palozzi-Polverini e dei Piani Integrati (detti PRINT). Non ha però dato seguito alla richiesta di risarcimento danni per quasi 300 milioni di euro che i costruttori avevano contestualmente richiesto.

Come se l’inchiesta giudiziaria “Rinascimento” che ha svelato gli interessi tra imprenditori, politici e faccendieri non sia stata sufficiente a far comprendere anche al TAR che tutta l’operazione speculativa è marcia dal suo principio.

Il TAR ha stabilito che i costruttori possono chiedere alla Corte Costituzionale di intervenire anche sull’ampliamento del Parco dell’Appia Antica approvato in Regione un anno e mezzo fa.

Dopo il TAR, l’ultimo grado di giudizio sulla vicenda spetta al Consiglio di Stato al quale il comune di Marino ha fatto ricorso: bisognerà comunque aspettare l’udienza fissata il 17 settembre, cioè 7 mesi dopo la presentazione degli atti. Con comodo.

Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali (MiBACT) ha proposto un vincolo di notevole interesse pubblico per circa 1200 ettari, molti dei quali ricadenti nel nostro comune. Ogni vincolo a tutele del territorio è un ulteriore granello di sabbia che può aiutare a salvaguardare la zona sempre più cementificata tra l’Ardeatina, l’Appia e la Nettunense però non è ancora definitivo. Anche su questo fronte i palazzinari faranno di tutto per tutelare le loro rendite.

Il Comune di Marino ha continuato a rilasciare permessi a costruire in buona parte delle aree soggette al cemento selvaggio: da Palaverta, a via Aldo Moro, a Quarto S.Antonio, dalla Nettunense ai dintorni del Parco Falcone. Si tratta principalmente di edifici residenziali ma anche distributori di carburanti.

Come se già non ce ne fossero abbastanza. Anche le autorizzazioni paesaggistiche vengono rilasciate frequentemente, ed in esse si legge ad esempio che “il comune non ha costituito la Commissione Locale per il Paesaggio” e che “la Sopraintendenza Archeologica non ha espresso il proprio parere quindi vale il silenzio-assenso”. E spesso queste autorizzazioni incidono su aree di pregio identificate nel PTPR.

Vogliamo ricordare un altro paio di cose: la prima è il Documento Preliminare di Indirizzo le cui linee guida sono state approvate recentemente dal Comune di Marino in vista della redazione del Piano Urbanistico, cioè del futuro PRG che l’amministrazione vorrebbe realizzare a “consumo di suolo zero”. In questo Documento si parla di 1,3 milioni di metri cubi di cemento già realizzati dal 2004 al 2016, di un aumento di 7.000 abitanti, di mancanza di servizi, di standard urbanistici inferiori ai minimi di legge (-25%), di un sistema viario al collasso e della razionalizzazione di scempi come Costa Caselle, via Kennedy, Quarto S.Antonio, Palaverta, Torre Paolina.e via Aldo Moro. Tutto ciò dovrebbe avvenire cercando di recuperare la viticoltura del territorio ma tutto il comparto è in crisi, il lavoro nero è dilagante nel settore e le cantine pagano l’uva una miseria al quintale. E sui terreni una volta agricoli vengono sempre più rilasciati permessi a costruire a favore dei proprietari o di società immobiliari, nonché autorizzazioni paesaggistiche per antenne di ogni tipo di operatore telefonico e pannelli fotovoltaici

Insomma, questo DPI è molto ben scritto, sembra un prezioso documento, si parla di strumenti di partecipazione diretta di cittadini e associazioni. Però esso si scontra con quanto avviene quotidianamente sotto gli occhi della stessa amministrazione comunale, la quale dopo aver per alcuni mesi interrotto il rilascio dei permessi a costruire appena insediatasi nel 2016, ha di fatto stabilito che tutte le zone in cui le ruspe erano già in azione, Mugilla inclusa, potevano tranquillamente continuare a riempirsi di cemento. Siamo così arrivati a circa 45.000 abitanti, con “zone di completamento” con le gru al lavoro e molti appartamenti costruiti ancora sfitti. A proposito, l’amministrazione non conosce, a suo dire, quanti appartamenti ci siano nel “suo” comune né sa quanti di essi siano abitati e quanti sfitti. Non ci sembra poco questa mancanza, specie se si vuole progettare, programmare, partecipare…

Nello stesso DPI si cita il rispetto di una determina regionale che fissa i limiti di anidride carbonica emanata dal sottosuolo per poter rilasciare i permessi a costruire: per anni abbiamo chiesto che questa fosse attuata, ad esempio, a Mugilla e ci è sempre stato risposto che è una “motivazione debole”. Adesso invece viene tirata fuori dal cassetto come se nulla fosse ?

Infine, uno studio sugli standard urbanistici, quello previsto per ottobre 2016, è stato finalmente redatto e doveva costituire la base dell’azione amministrativa per arrivare ad una delibera di sospensiva in autotutela, come annunciato a suo tempo. Ebbene, lo studio è ricco di lacune per stessa ammissione di chi lo ha redatto, praticamente inutilizzabile, e infatti non risulta neanche citato nel DPI.

Nel frattempo, con l’inizio precoce della campagna elettorale, i vecchi pescecani politici al soldo dei palazzinari sono pronti a mettere a frutto gli accordi con gli speculatori di ogni sorta.

Non ci sono alternative alla partecipazione diretta alle questioni che interessano decine di migliaia di persone nel nostro comune. Se ciò avviene tramite la delega, la catastrofe è annunciata ed è già in larga parte visibile. Altro che “svolta verde”.