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Un estate al TAR

Il 3 agosto 2011 il Consiglio Comunale di Marino, allora guidato dal centro-destra di Adriano Palozzi, approvava le delibere inerenti il “Masterplan” da 1,3 milioni di metri cubi di cemento per 12.500 nuovi abitanti.
C’eravamo allora, ci siamo ancora oggi, per contrastare lo scempio.
Abbiamo distribuito in piazza e nella zona tra via della Repubblica e il Parco della Pace il seguente volantino e il dossier contro la cementificazione.
Vi invitiamo a leggerli entrambi

Potete scaricare il dossier a questo link

Dossier 2019

Volantino 3 agosto 2019 in PDF

Il terrore: ecco come i palazzinari vogliono fare profitti dimenticandosi dell’inchiesta “Rinascimento”

L’articolo a pag.12 de “Il Caffè” uscito il 4 luglio riporta le richieste dettagliate di risarcimento che alcune società coinvolte nel “Masterplan” da 1,3 milioni di metri cubi a Marino hanno presentato perché l’amministrazione comunale “5 Stelle” ha approvato due delibere nel 2018 che sospendevano l’efficacia del Protocollo di Intesa e dei PRINT di via Divino Amore, via Mazzamagna e Mugilla.

In questi anni, l’Assemblea contro la Cementificazione ha più volte sostenuto che gli atti inerenti il “Masterplan” andavano annullati o revocati e la stessa amministrazione grillina paventava ricorsi amministrativi da parte dei costruttori che avrebbero potuto richiedere cifre dai 600 milioni a 1,3 miliardi euro.

Era a tutti evidente che qualsiasi minimo atto ostativo nei confronti degli interessi dei palazzinari avrebbe comunque scatenato un contenzioso legale ed eventuali richieste risarcitorie.

Cifre da capogiro.

Però, se si tratta di “soli” 281 milioni di euro, come riporta l’articolo del settimanale, è già un passo avanti rispetto alle previsioni fatte dall’amministrazione comunale in carica, i costruttori sono stati magnanimi..ci si conceda la battuta.

Il 19 luglio il TAR discuterà nel merito i ricorsi delle società che vogliono continuare la devastazione dell’Agro Romano perché la loro necessità di profitti viene prima della tutela del territorio, della vivibilità per i numerosi residenti e pendolari, del consumo abnorme di falde acquifere sempre più in deficit e sempre più inquinate, dei problemi della depurazione per una vera e propria nuova piccola città e così’ via.

L’Assemblea Contro la Cementificazione ha presentato ricorso al TAR sin dal 2012, così come altri comitati e associazioni. I motivi per l’annullamento di tutte le delibere dell’amministrazione di centro-destra targata Adriano Palozzi che sosteneva gli interessi dei costruttori sono esposti all’interno di quei ricorsi. Se, di grazia, il TAR, la Regione Lazio, il Comune di Marino volessero procedere a mettere l’unica pietra accettabile su quei terreni, quella tombale, su questo scellerato progetto, gliene saremmo grati. Neanche troppo, visto che sarebbe semplicemente un atto giusto e consequenziale a quanto da sempre affermato da tutti in ogni sede. 

Nell’articolo giornalistico si cita anche il fatto che per i risarcimenti saranno chiamati in causa i singoli consiglieri che hanno votato le delibere. Immaginiamo che molti saranno svenuti solamente a leggere il titolo. Speriamo che questa vera e proprio intimidazione, per quanto legale, non produca ulteriori effetti negativi sulla vertenza. Insomma, detto senza mezzi termini, nessuno si caghi sotto, visto che si sapeva contro quali soggetti ci si metteva contro. Forse, sarebbe il caso di portare tutte le carte inerenti al Masterplan in Procura, a meno che non lo si sia già fatto, così come più volte annunciato dall’assessore all’urbanistica

Così, tanto per dar un pò di lavoro anche agli avvocati penalisti. Non che gliene manchi, proprio sui medesimi “proponenti” del “Masterplan”.

I costruttori possono chiedere 281 milioni, 1 miliardo, la Luna e Marte, possono chiedere tutto.

In risposta troveranno solo l’opposizione organizzata di chi non si piega ai loro interessi.

Anche perchè nei nostri nostri “dindaroli” c’è poco o nulla, e non è sicuramente a loro disposizione.

Alcune note a margine

  1. Ecovillage è di Parnasi. Parnasi è finito agli arresti per l’inchiesta del 2018 denominata “Risorgimento” riguardante sia lo stadio di “Tor di Valle” sia i suoi rapporti con Civita (ex assessore all’urbanistica in Regione, PD), Adriano Palozzi (consigliere e vice-presidente della Regione, Forza Italia) e Luca Lanzalone (ex presidente ACEA, messo lì dai 5 Stelle di Roma). Con diverse elargizioni di denaro cercava di mandare avanti i progetti da quasi 5.000 abitanti in zona via Divino Amore, davanti al Gotto d’Oro di Marino. Ecco la “pubblica utilità” e il “recupero degli standard urbanistici” di cui il 3 agosto 2011 si parlava in seduta di consiglio comunale marinese. Nell’articolo non è ricordato, allora si integra tale mancanza, origine della fantasmagorica pianificazione urbanistica contro la quale l’Assemblea sta combattendo da 8 anni,
  2. Mugilla, ovvero le società “Le Mole 2” e “Cristina s.r.l.”. Un area di inedificabilità assoluta ed archeologica è magicamente diventata con un tratto di penna colorata “Zona C – Espansione” per la bellezza di 17 palazzi, di cui 8 già quasi completati. Sono state circondate verso l’unico lato verde le scuole per l’infanzia “Ciari” e “Verdi” che ospitano centinaia di alunni di via Maroncelli a S.Maria delle Mole. I primi giorni di lavori, casualmente, sono state chiuse due aule della primaria “Verdi” con tanto di intervento dei vigili del fuoco perchè si erano formate delle crepe. L’anno successivo è crollato parte del muro di recinzione che divide il cantiere dalla scuola “Verdi”. I permessi a costruire sono stati rilasciati dall’ex dirigente all’urbanistica Petrini senza che le ditte avessero ottemperato alla obbligatoria relazione di studio dei gas edogeni richiesta dalla Regione: oltre il 5% di CO2 nell’aria e scatta il divieto di costruzione, tra il 2% e il 5% ci sono limitazioni. A ottobre 2018 la Regione Lazio amplia i confini del perimetro del Parco Regionale dell’Appia Antica, contiguo a Mugilla, però evitando proprio la lottizzazione in fase di costruzione. Infine, ma si potrebbe continuare, ci sono ben 3 relazioni dei tecnici comunali che certificano che gli 8 palazzi costruiti sono in abuso sulle altezze previste e, quindi, con cubature maggiori di quanto stabilito. Il Comune di Marino vinse contro il ricorso dei costruttori che si opposero allo stop ai lavori, intimato dal precedente dirigente all’urbanistica Cuffaro. Però non venne preso alcun provvedimento dopo una simile, importante, vittoria. I palazzi continuano ad essere costruiti. Si potrebbe parlare anche a lungo della pubblicità de “La Casa nel Parco” (così si chiama a livello commerciale la lottizzazione di Mugilla) proprio su “Il Caffè” negli scorsi mesi nella quale si cita che si sono risparmiati 60.000 mc di altri palazzi con l’accordo fatto con l’amministrazione Palozzi. Questi filantropi omettono di dire che non hanno fatto nessuno sconto ma hanno solo “spostato” le cubature in località Mazzamagna, vicino al Gotto d’Oro, sempre all’interno del “Masterplan” approvato nel 2011. Il gioco delle tre carte insomma. Perchè un giornale che riceve pubblicità dai costruttori dovrebbe evidenziare queste piccolezze magari nella pagina affianco ? Non si è mai visto, e infatti non si è visto, e ci pensa chi è partecipe delle lotte ad evidenziarlo, altrimenti cosa ci sta a fare ?
  3. La procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) riguardava la zona residenziale e il centro commerciale (quest’ultimo un mostro da 100.000 metri cubi!) di competenza di Parnasi e soci, in particolare della “DeA Capital” che ha rilevato il progetto (si tratta di una società 60% De Agostini e 30% INPS, soldi dei lavoratori insomma…). Ebbene nelle intercettazioni dell’inchiesta “Risorgimento” la “DeA Capital” e Parnasi interloquivano sul terreno dello stadio di Tor di Valle perché il costruttore romano voleva capitalizzare senza mettere un mattone. Come? Avendo acquistato per 42 milioni i terreni (di cui oltre 20 non li vuole ancora pagare) li voleva rivendere a 200 milioni proprio a “DeA Capital”, la quale gli avrebbe risposto “Si però riprenditi almeno a 25 milioni i terreni di Ecovillage a Marino che per ora il progetto è bloccato”. Insomma questi soggetti, difesi dal meglio dell’italica avvocatura, giocano a Monopoli, trasformando terreni verdi in terreni di edificazione, fregandosene altamente del fatto che lo scempio che hanno progettato ricadrà negativamente su un territorio vasto come 300 campi da calcio, compreso tra la Nettunense, l’Appia e l’Ardeatina, perennemente bloccate dal traffico nelle ore di punta.

Per chi volesse leggere l’articolo de “Il Caffè”, ecco il link

file:///D:/Lotte/Ambiente%20e%20Territorio/Palazzi/Cementificazione/Articoli%20di%20giornale/Caff%C3%A8%20-%20pag%2012%20-%20281%20milioni%20chiesti%20come%20risarcimento%20da%20Ecovillage%20-%204%20luglio%202019-pagine-12.pdf

Presentato un esposto per chiedere il blocco dei lavori a Mugilla

COMUNICATO

Esposto contro il proseguimento dei lavori de “La casa nel Parco” nella zona di Mugilla a S.Maria delle Mole.

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino ha presentato un esposto alla Polizia Municipale per chiedere di fermare nuovamente i lavori del cantiere “La casa nel Parco” a S.Maria delle Mole, nell’area archeologica chiamata Mugilla, proprio a ridosso dei plessi scolastici “Verdi” e “Ciari”.

A maggio il TAR ha dato ragione al Comune di Marino respingendo il ricorso presentato dai costruttori che avevano ottenuto in un primo momento (durato 7 mesi!) la “sospensiva del provvedimento di sospensione dei lavori” firmato nel luglio 2017 dall’allora dirigente all’urbanistica comunale ing.Marco Cuffaro.

A seguito di nostri esposti del 2016, il Comune di Marino aveva effettuato tre sopralluoghi tecnici nell’area di cantiere che conta ad oggi 6 palazzi quasi costruiti e 2 in futura costruzione. Le relazioni dei tecnici comunali

hanno riportato abusi e mancanze che l’ex dirigente Cuffaro trasformò nello stop ai lavori il 12 luglio 2017.

Per due mesi i cantieri rimasero fermi, fino a quando il TAR non accolse in via provvisoria il ricorso dei costruttori che si basava su meri errori formali (data e protocollo). Entrando nel merito della discussione nelle udienze successive,il Comune di Marino ha prodotto atti che lo hanno portato a vincere la causa amministrativa.

L’ordinanza emessa dall’ex dirigente Cuffaro certificava le violazioni avvenute e non aveva data di scadenza. Avendo inoltre verificato in questi mesi che le società “Cristina” e “Le Mole 2” che si occupano della devastazione di “Mugilla” avrebbero dovuto “ripristinare lo stato autorizzatorio” entro il 26 maggio abbiamo chiesto all’arch.Gentilini, attuale dirigente all’urbanistica comunale, se ciò fosse avvenuto nei tempi.

Ci è stato risposto che le società non hanno ottemperato a tale richiesta ed hanno ottenuto una proroga con scadenza ai primi di luglio.

Prima di presentare l’esposto abbiamo fatto presente all’arch.Gentilini che avendo il Comune di Marino vinto la causa al TAR contro i costruttori ritenevamo in vigore l’ordinanza di sospensione dei lavori firmata dal suo predecessore. Secondo lo stesso dirigente comunale, invece, essa era in qualche modo decaduta/superata a seguito dell’interlocuzione formale tra comune e costruttori e che la vittoria al TAR può essere intesa come un’arma per bloccare l’eventuale richiesta di edificazione di altre 9 palazzine.

Il progetto “La Casa nel Parco” infatti ne prevede ben 17 in totale ma ai tempi delle famigerate giunte Silvagni-Palozzi l’ex dirigente Petrini fece in tempo a siglare 2 permessi a costruire per le prime 8 palazzine.

Ci chiediamo come mai per inadempienze anche gravi sul costruito e dopo aver vinto al TAR i devastatori di Mugilla debbano eventualmente scontare gli abusi e il mancato rispetto della convenzione su qualcosa che ancora non hanno chiesto, cioè i permessi a costruire per altri 9 edifici, e non su quello che stanno realizzando.

L’esposto presentato si è quindi reso necessario per sollecitare un pronto intervento del comune nei confronti dei costruttori e si associa alla richiesta di due atti amministrativi.

Il primo, il testo del dispositivo o della sentenza del TAR che ha dato ragione al Comune, di cui ancora non disponiamo. Il secondo, la verifica del pagamento degli oneri di costruzione a Mugilla per un totale di 95.000 euro che la società “La Mole srl” doveva versare nelle casse comunali entro lo scorso 9 giugno.

Entro il 29 luglio dovremmo ottenere risposta a queste richieste di atti amministrativi.

Si fermi definitivamente ogni speculazione edilizia, a iniziare dai cantieri di Mugilla, per proseguire con le ipotesi di centri commerciali Ecovillage, Esselunga e Marino Green.

Si annullino o revochino gli atti riguardanti il Masterplan, basati esclusivamente sul mercimonio di interessi tra palazzinari e politici locali. Gli interessi ed i bisogni della popolazione residente e di coloro che lavorano o transitano a Marino e nelle frazioni sono totalmente opposti a quelli che i costruttori vorrebbero imporre.

A breve annunceremo altre iniziative pubbliche in merito alla questione ed invitiamo a partecipare tutti/e al “Discamping” organizzato dal “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” che si svolgerà nei pressi della discarica di Roncigliano nei giorni di sabato 21 e domenica 22 luglio.

Assemblea contro la cementificazione – stopcemento@inventati.org – http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato 17 luglio 2018 – Esposto Mugilla in pdf

Non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni…

FUORI IL “SISTEMA PARNASI”
DAL NOSTRO TERRITORIO

In questi giorni è emerso in tutto il suo squallore l’asservimento di vari esponenti delle istituzioni agli interessi imprenditoriali di Luca Parnasi, il capo della società immobiliare Parsitalia.

A quanto pare, da bravo palazzinaro, Parnasi ha foraggiato un po’ tutti: il centrodestra come il centrosinistra, la Lega come i cinque stelle. A Marino, Parsitalia ha messo radici fin dal 2011, quando la giunta Palozzi convalidò il disastroso Masterplan del Divino Amore, una maxi-cementificazione di oltre un milione di metri cubi, che finora, grazie all’opposizione dei comitati, non si è ancora concretizzata.

Nel frattempo, in quel progetto è entrata anche Dea Capital, una società partecipata dal gruppo DeAgostini e dall’INPS, salita agli onori delle cronache la scorsa estate, quando fece sgomberare dalle forze dell’ordine decine di famiglie che abitavano in un edificio di sua proprietà a Roma in Piazza Indipendenza.

Il nome della Dea Capital è spuntato fuori anche nel corso delle indagini sullo Stadio della Roma.

Parnasi, infatti, sperava di replicare a Tor di Valle lo stesso meccanismo che gli era riuscito a Marino: comprare i terreni a prezzo ridotto, ottenere l’approvazione dei progetti dai politici compiacenti e rivendere il tutto alla solita Dea Capital, guadagnando milioni di euro sulle nostre spalle; in poche parole, la più classica delle speculazioni edilizie. Il gruppo De Agostini-INPS si era detto disponibile all’affare, a patto che Parnasi si ricomprasse le sue ex quote della cementificazione del Divino Amore; un costo che il palazzinaro, tallonato da debiti milionari contratti con le banche, era anche pronto a pagare pur di incassare i proventi dell’affare stadio. Parnasi avrebbe così guadagnato 140 milioni di euro dal nulla, semplicemente giocando a “monòpoli” sulle spalle di chi vive nei territori soggetti a tale enorme speculazioni.

Lo stesso Parnasi assicurava a Lanzalone, l’ex presidente dell’ACEA, di area grillina, che Dea Capital gli avrebbe rilasciato una consulenza fasulla da 90.000 euro. In cambio, il super tecnico avrebbe dovuto esercitare pressioni sull’attuale amministrazione marinese per sbloccare definitivamente il famigerato progetto del Divino Amore. Del resto, nonostante il provvedimento di sospensione votato dal consiglio comunale di Marino a febbraio, tutto è ancora in piedi. Anzi, è in corso presso la Regione Lazio il procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale per il centro commerciale da 100mila metri cubi previsto dal Masterplan.

Altro che opere pubbliche, riqualificazioni, bio-edilizia ed eco-villaggi: le uniche motivazioni per la devastazione di centinaia di ettari di verde e di aree archeologiche sono sempre i profitti di pochi soggetti in grado però di accordarsi con politici, manager e organi di informazione.

Le chiacchiere stanno davvero a zero.

Attiviamoci in prima persona per fermare questa banda di speculatori.

Le delibere che permettono la cementificazione vanno revocate subito!

VENERDI’ 29 GIUGNO, ORE 18.00,

PIAZZA TOGLIATTI, S. MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

http://stopcemento.noblogs.org

Arrestati Palozzi, Parnasi e Civita – Rassegna Stampa completa

File Rosso – estratti dalla rassegna stampa completa – versione 2.0

Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri per stadio Roma – 13 giugno 2018 – ver 5.0

Ai link qui sopra trovate due file pdf. Sono in costante aggiornamento, quindi assicuratevi di avere le ultime versioni. Per esempio, dalla 4.0 alla 5.0 del secondo file (così come dalla 1.0 alle 2.0 del primo) sono stati inseriti due articoli molti interessanti del Fatto Quotidiano e di Business Insider sui giochi finanziari di Parnasi, Dea Capital, Ecovillage con il sostegno tecnico di Lanzalone (presidente ACEA) e politico di Adriano Palozzi.

Quello denominato “File Rosso” è una sintesi di estratti e articoli completi presi dal file “Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri”.

In particolare, quindi, il “File Rosso” andrebbe letto tutto. Le ulteriori evidenziazioni negli articoli del “File Rosso” stanno a significare “maggiore importanza”.

Invece, il file “Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri” è la rassegna stampa completa e si può leggere come segue:

– priorità maggiore al rosso, poi il giallo, poi il verde

– se oltre al codice dell’articolo (per es [08] da “Il Messaggero” del 13 giugno) è evidenziato anche il titolone dell’articolo, allora significa che tutto l’articolo andrebbe letto interamente

– se invece è evidenziato solo il codice dell’articolo, senza che lo sia anche il titolone, allora significa che scorrendo l’articolo troverete la parte ritenuta più interessante anch’essa evidenziata.

Ovviamente, tutto ciò è stato un lavoro fatto per capirci qualcosa di più, principalmente sugli impicci e gli imbrogli delle questioni marinesi che sono strettamente legate al progetto di Tor di Valle a quanto sembra.

E’ stato un tour de force, ma non finisce qui !

Domenica 3 giugno: Passeggiata intorno ai cantieri del Gotto d’Oro

COMUNICATO

DOMENICA 3 GIUGNO – ORE 10.30

PASSEGGIATA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DI MARINO

ritrovo presso il piazzale del “Gotto d’Oro”, in via Divino Amore 347

La Regione Lazio ha deciso di far ripartire il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione del mega centro commerciale da 100.000 metri cubi in zona Gotto d’Oro a Marino, nel quadrante tra la via Appia, la via Nettunense e la via Ardeatina.

Tale scempio è sostenuto dalle società “DeA Capital” (De Agostini e INPS) ed “Ecovillage” (Parnasi) ed era stato fermato lo scorso anno grazie ai comitati e alle associazioni del territorio che avevano inondato gli uffici preposti di “osservazioni” contrarie alla speculazione.

Attorno al centro commerciale sono previste due nuove “frazioni”: 5.000 abitanti per il progetto della Ecovillage e 3.000 abitanti per Mazzamagna.

Questi nuovi abitanti servirebbero al centro commerciale come clienti dello stesso.

Per il progetto da 5.000 abitanti a favore di Ecovillage, per ora, la V.I.A. è bloccata e lo scorso anno si faceva notare alla Regione che l’impatto del centro commerciale non può essere scorporato dal progetto residenziale. Tale escamotage voluto dai costruttori risulta per loro utile dato che facendo percorsi separati, in tempi leggermente diversi, i due progetti troverebbero meno ostacoli.

Un’altra notizia, stavolta positiva, riguarda la sentenza del TAR del Lazio che l’8 maggio ha respinto il ricorso dei costruttori de “La Casa nel Parco”, cioè delle società “Cristina” e “Le Mole 2” attualmente impegnati a devastare l’area di Mugilla intorno alle scuole “Ciari” e “Verdi” di via Maroncelli a S.Maria delle Mole.

Dopo mesi di iniziative pubbliche, esposti e richieste da parte dell’Assemblea contro la Cementificazione, il comune di Marino effettuò i controlli nei cantieri e scoprì evidenti irregolarità, tali da emettere un provvedimento di sospensione dei lavori a luglio 2017, il quale però durò solo due mesi.

Infatti, il TAR, in prima istanza, diede ragione ai palazzinari. Dopo quasi un anno, entrando nel merito, gli abusi edilizi ed il mancato rispetto della convenzione con il comune sono stati riconosciuti anche dal TAR e, quindi, i lavori di costruzione degli 8 palazzi sui 17 previsti andrebbero di nuovo fermati.

Usiamo il condizionale perché l’amministrazione marinese ha più volte espresso la volontà di far mettere a norma gli speculatori di Maroncelli sul costruito e sul costruendo dichiarando, tra l’altro, che non è del tutto scongiurata l’ipotesi della costruzione di nuovi palazzi.

Infine, gli ultimi aggiornamenti riguardano un nuovo ricorso al TAR presentato dai costruttori del centro commerciale, della enorme zona residenziale a suo contorno e della zona di Muglla: essi hanno impugnato la delibera del consiglio comunale marinese approvata lo scorso febbraio che prevede la sospensione degli effetti del Masterplan da 12.500 abitanti, cioè che diede il via a tutta la vicenda nel 2011. Il ricorso mette quindi insieme costruttori con grandi capitali e costruttori locali, tutti impegnati a cementificare centinaia di ettari di Agro Romano dove non sono previsti né progettati servizi pubblici di alcun tipo (scuole, ambulatori, ospedali, centri ricreativi, centri anziani, parchi) andando così a gravare ulteriormente sulla vita di decine di migliaia di persone e di pendolari che si ritroverebbero a fare i conti con situazioni che vanno dalla mancanza di acqua all’aggravamento della viabilità ordinaria, all’inquinamento di falde. Per non parlare della devastazione completa di un paesaggio splendido che si è conservato in qualche modo nel corso dei millenni e che, ad ogni scavo, presenta ritrovamenti archeologici importanti e già in parte noti alla soprintendenza.

Per quanto riguarda i ricorsi presentati dall’Assemblea contro la Cementificazione, dal Comitato Argine Divino Amore e da altre associazioni del territorio sin dal 2011, il TAR del Lazio non ha ancora voluto esaminarli.

Ridurre però tutta la vicenda ad un contenzioso legale sarebbe un grave errore : è in gioco una posta molto alta che solo aumentando i livelli di partecipazione e mobilitazione può costruire quei rapporti di forza che tutelino l’interesse generale della collettività.

La situazione è questa. Pertanto, domenica 3 giugno invitiamo tutti/e a partecipare ad una nuova passeggiata nei luoghi dei cantieri limitrofi al Gotto d’Oro.

Marino, 31 maggio 2018

Assemblea contro la cementificazione

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Comunicato 30 maggio Assemblea contro la Cementificazione in PDF

Volantino per passeggiata 3 giugno 2018 Gotto d’Oro in PDF

Volantino distribuito in zona Via Divino Amore

CENTRO COMMERCIALE DA 100.000 M.C. 

PALAZZI PER 5.000 NUOVI ABITANTI

Opporsi alla devastazione di via del Divino Amore per non essere schiacciati dai progetti speculativi di Parnasi, INPS e DeAgostini

A luglio del 2017 l’Assemblea contro la Cementificazione ed altre associazioni del territorio hanno presentato le ai???osservazioniai??? alla proposta di V.I.A.(Valutazione di Impatto Ambientale) per il mega centro commerciale presentata da ai???Idea Fimitai??? alla Regione Lazio.

Questa partecipazione diretta e pertinente ha di fatto rallentato tutta l’operazione che sta subendo un nuovo procedimento istruttorio anche per altri motivi.

Nel progetto presentato da ai???Idea Fimitai???, 100.000 metri cubi di cemento, non era presente infatti tutta la zona residenziale ai???a contornoai??? del centro commerciale, circa 5.000 nuovi abitanti ed altri 360.000 metri cubi su un totale di oltre 50 ettari (equivalente a 100 campi da calcio ad 11).

A novembre 2017 la societAi?? ai???Ecovillageai???, responsabile della zona residenziale, ha presentato il progetto alla Regione Lazio.

Abbiamo quindi interpellato i funzionari regionali responsabili di entrambi i procedimenti, il dirigente comunale e l’assessore all’urbanistica: dal 5 febbraio,entro 60 giorni,dovremo produrre nuove ai???osservazioniai???. A quanto abbiamo visto, i documenti del ai???Centro Commercialeai??? sono gli stessi giAi?? contestati a suo tempo mentre ancora non sono disponibili quelli sulla zona residenziale.

Se la procedura di V.I.A e la Conferenza dei Servizi dovessero dare l’ok ai progetti verrebbe meno la vivibilitAi?? di tutto il quadrante, per sempre: peggioramento della viabilitAi?? della zona, carenza idrica, inquinamento delle falde, devastazione di una zona di interesse archeologico, sostituzione di un paesaggio agrario con una zona edificata si materializzerebbero: l’incubo diventerebbe una ai???solida realtAi??ai??? (cit.).

A livello politico tutto discende dalle delibere approvate dalla giunta Palozzi (centro-destra) nel 2011, confermate da quella Silvagni (sempre centro-destra, con l’appoggio del Partito Democratico) e non ancora rese carta straccia dai provvedimenti della giunta M5S. La Regione Lazio guidata dalla Polverini (centro-destra) ha supportato politicamente e praticamente l’iniziativa. Poi, da quando A? arrivato Zingaretti e quindi il centro-sinistra…uguale…ai???paro paroai???, si direbbe.

A Mugilla invece i lavori per la devastazione del territorio vanno avanti speditamente: ormai le case hanno circondato completamente le scuole ai???Verdiai??? e ai???Ciariai??? ma ciA? non fermerAi?? la nostra intenzione di bloccare comunque lo scempio, nonostante sia stato raggiunto ai???l’equilibrioai??? tra palazzinari e Comune:

8 palazzi, invece di 17, a quanto dichiarato dagli amministratori del M5S. In spregio perA? a tutte le mancanze e gli abusi realizzati dai costruttori che hanno ormai circondato le scuole di via Maroncelli

INVITIAMO TUTTI/E AD INFORMARSI ED ATTIVARSI PER IMPEDIRE CHE L’INCUBO DIVENTI REALTA’

OGNI LUNEDI’ ALLE 21.30 RIUNIONE SETTIMANALE PRESSO LA SEDE DEL Comitato di Quartiere di S.Maria delle Mole nei locali di via ai???N.Tommaseoai??? (adiacenti alla scuola ai???E.Moranteai??? e al parco ai???R.Lupiniai???)

Assemblea contro la Cementificazione

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Volantino Divino Amore – gennaio-febbraio 2018 in pdf

 

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L’incendio a Parco Tudini – mappa e immagini di un disastro probabilmente doloso

Nei giorni intorno a ferragosto, sono andati in fiamme numerosi ettari di Agro Romano nella zona di Parco Tudini – via Divino Amore – Falcognana, anche in parte all’interno dei circa 50 ettari da poco recintati dalla “Ecovillage” che vorrebbe costruirci quasi 500.000 mc di palazzi per 5.000 abitanti.

I giornali hanno parlato di numerose squadre dei Vigili del Fuoco impegnate a domare l’incendio e della sua probabile natura dolosa sul quale indaga la Procura della Repubblica che avrebbe disposto il sequestro dell’area e la sua chiusura. In pratica, da S.Maria delle Mole non era piA? possibile accedere al Parco Tudini.

Una settimana fa, a fine agosto, abbiamo in realtAi?? visto che al Parco Tudini si poteva tranquillamente accedere e la cosa ci ha inizialmente rincuorato.

Entrati dentro, abbiamo invece visto il disastro cui non A? stato dato il risalto che meriterebbe, data l’importanza della zona per la popolazione locale, l’ampiezza dell’area interessata, il fatto che da circa un mese la “Ecovillage” ne sta recintando una grossa fetta e, non ultimo, perchAi?? quegli oltre 100 ettari di territorio sono stati inseriti nel progetto di ampliamento del Parco dell’Appia Antica che, a parole, era la “via maestra” dichiarata dall’assessore regionale Civita per fermare la speculazione edilizia. In realtAi??, anche il “Movimento 5 Stelle” del Comune di Marino e quello regionale perorano tale iniziativa e noi, come Assemblea contro la Cementificazione, insieme ai comitati cittadini della Cecchignola avevamo consegnato 1.500 firme alla Regione Lazio lo scorso anno proprio per far approvare il progetto di ampliamento del Parco dell’Appia Antica.

La mappa che vedrete A? stata elaborata coi nostri potenti mezzi, cioA? ad occhio, avendo perlustrato la zona di persona ed A? quindi suscettibile di errori….per difetto!

Per questo abbiamo chiesto di conoscere le risultanze della relazione dei Vigili del fuoco intervenuti per spegnere l’incendio.

Per facilitare la comprensione abbiamo diviso le zone colpite usando colori differenti che corrispondono a quelli del testo delle didascalie delle foto pubblicate. Ad esempio: le foto scattate in aree blu riportano la didascalia nel medesimo colore.

Una nota su Casale Negroni: risulta bruciata una parete esterna, come si nota dalle immagini, non sappiamo perA? con certezza se ciA? sia dovuto all’ultimo incendio. Quello che sappiamo A? che il complesso risulta nelle disponibilitAi?? del Comune di Marino in quanto l’ing. Petrini, prima di liberare l’ufficio da lui “magnificamente” occupato in qualitAi?? di dirigente comunale all’urbanistica, lo ha inserito come bene da valorizzare.

Alla luce dello scempio avvenuto e in virtA? delle ruspe che stanno lavorando in zona per ora “solo” per recintare l’area, occorrerebbe qualche dichiarazione ufficiale da parte dell’Amministrazione Comunale, di quella Regionale e dell’Ente Parco dell’Appia Antica per far conoscere quali sono le rispettive intenzioni.Ai??

Da parte nostra, non resteremo in attesa di eventuali atti di sospensiva/revoca delle delibere comunali del Masterplan ma continueremo ad informare tutti/e sullo stato dell’arte e a costruire iniziative di opposizione al progetto speculativo di Parnasi e soci.

Dal sopralluogo effettuato a fine agosto a cura dell'Assemblea contro la Cementificazione

Dal sopralluogo effettuato a fine agosto a cura dell’Assemblea contro la Cementificazione

Ruspe al lavoro per recintare 50 ettari a favore di Ecovillage

Ruspe a lavoro per recintare 50 ettari di terreno a favore di Parnasi e IdeaFimit (DeAgostini+INPS)

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Altri palazzi a Mugilla scoperti durante la passeggiata e resoconto dell’incontro col sindaco

In un’area archeologica di solito si scava per trovare qualche reperto d’epoca, a noi invece capita di fare le passeggiate nei cantieri e trovare nuovi palazzi in costruzione di cui non sapevamo l’esistenza. Stavolta si tratta del lotto del permesso nAi??17, nel fazzoletto di terra tra la scuola “Ciari” e la scuola “Verdi”. Stiamo quindi parlando di altri palazzi oltre i due del lotto con permesso nAi??25 giAi?? in piena elevazione da diverse settimane mentre questi piA? recenti sono ancora al piano terra.

scritta Fermiamo Devastazione 2Masterplan - situazione ad agosto 2016 a Mugilla e Tudini (Copia)

COMUNICATO

AVANZA IL CEMENTO A S.MARIA DELLE MOLE, DECINE DI PERSONE ALLA PASSEGGIATA AL CANTIERE DI MUGILLA.

L’AMMINISTRAZIONE MARINESE PROMETTE UNA ai???SOSPENSIVAai??? MA I LAVORI INTANTO VANNO AVANTI.

MercoledAi?? 3 agosto si A? svolta l’assemblea pubblica in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole sui temi della cementificazione alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone molte delle quali si sono poi avviate verso i cantieri di Mugilla dove i costruttori locali stanno tirando su i primi dei 17 palazzi previsti nel loro progetto approvato dalla giunta dell’ex sindaco Adriano Palozzi cinque anni fa.

Durante l’iniziativa pubblica, gli interventi dell’Assemblea contro la Cementificazione, quelli di ADA, Legambiente e Italia Nostra hanno fatto riferimento alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale a guida ai???5 stelleai??? rilasciate durante l’incontro pubblico svoltosi a ai???Palazzo Colonnaai??? venerdAi?? 29 luglio.

In particolare, l’Assemblea contro la Cementificazione ha chiesto al sindaco Colizza di annullare/revocare le delibere del Consiglio Comunale del 3 agosto 2011 che davano il via, illegittimo, all’enorme speculazione edilizia del Masterplan ai???Divino Amore-Mazzamagna-Mugillaai???: un milione e trecentomila metri cubi di cemento per 12.500 nuovi abitanti.

Si A? suggerito di riprendere la mozione presentata dal ai???Movimento 5 Stelleai???, ai???Movimento Noi Cambiamoai??? e ai???Unione di Centro Sinistraai??? nel consiglio comunale del 27 novembre 2014, che chiedeva appunto l’annullamento in autotutela delle delibere riguardanti il ai???Masterplanai??? e che il centro-destra di Silvagni riuscAi?? a non far mettere ai voti, prolungando la seduta fino all’una e trenta di notte dopo ore di dibattito.

Il sindaco Colizza ha dichiarato che a settembre voterAi?? in Giunta una delibera di ai???sospensivaai??? del ai???Masterplanai??? per poi presentare la stessa in Consiglio Comunale e avviare un percorso verso la revoca/annullamento di quegli atti che prefigurano una devastazione programmata del nostro territorio.

Sulla questione del cantiere di Mugilla, prossimo alle scuole elementari e per l’infanzia di via Maroncelli, c’A? stato risposto che anche tale situazione rientra nell’iter amministrativo di cui sopra. Ci sono perA? due palazzi ormai costruiti e altrettanti li abbiamo scoperti in costruzione proprio il 3 agosto passeggiando ai limiti del cantiere.

Urge qualcosa di rapido, anche perchAi?? sembrerebbe certa la mancanza dei rilievi di flusso di anidride carbonica obbligatori per una determina regionale del 2011 e senza la quale sono stati comunque rilasciati i permessi a costruire dall’ing. Petrini, ex-dirigente dell’Area Urbanistica del Comune di Marino, santo patrono dei palazzinari.

Inoltre, in zona Tudini, ampia porzione di Agro Romano tra S.Maria delle Mole e via Divino Amore, decine di ettari sono stati da poco recintati da una palizzata con rete alta circa 2 metri: su quell’area ricadono gli appetiti della Ecovillage e di Idea Fimit (partecipata INPS), comunque facenti riferimento al palazzinaro romano Parnasi.

Anche in quel caso il sindaco Colizza ha tentato di rassicurare i presenti all’incontro dicendo che si tratta ai???soloai??? di una perimetrazione dei confini ma, sovrapponendo quello che abbiamo visto alle mappe del progetto, quei confini sono ricadenti in un terreno di 50 ettari di Agro Romano, dove Parnasi vorrebbe edificare 480.000 mc di palazzi per quasi 5.000 abitanti e un centro commerciale. C’A? quindi poco da stare tranquilli.

Il sindaco ci ha poi parlato dello ai???stopai??? ad un atto dell’ing. Petrini, ancora lui, che ha provato a chiedere all’ENAC di ridurre i vincoli di altezza sugli edifici per favorire appunto il progetto speculativo di Parnasi e della richiesta dell’amministrazione ad ACEA di non intervenire sul depuratore di S.Maria che farebbe comodo al medesimo progetto. Abbiamo inoltre saputo che l’ex commissario prefettizio al Comune di Marino, dott.ssa Enza Caporale, ha svolto una Conferenza dei Servizi nel periodo di aprile proprio sul Masterplan ma che gli atti di questa riunione sono ancora inaccessibili: ciA? dimostra come il commissario prefettizio abbia di fatto svolto un ruolo a tutela degli interessi dei soggetti privati che ci sono dietro la speculazione edilizia facendo una riunione tenutasi in gran segreto pur sapendo che la popolazione era (ed A?) in gran parte contraria alla cementificazione.

Andrebbe fatto qualcosa subito per fermare i palazzi in costruzione a Mugilla vicino le scuole e far smontare la ai???perimetrazione dei confiniai??? al Tudini. Da parte nostra continuiamo a mantenere alta la mobilitazione sul territorio e contestualmente presenteremo a breve un esposto alle autoritAi?? competenti sulla cementificazione a Mugilla.

Marino, 9 agosto 2016

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE — http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato in PDF – 9 agosto

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Sabato 20 giugno – Riunione e Cena di finanziamento al CSOA IPO’ di Marino

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SABATO 20 GIUGNO

INCONTRO E CENA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

AL CENTRO SOCIALE IPO’

(Marino, via del Giardino Vecchio)

Dalle ore 19.00 discussione e aggiornamento sullo stato della vertenza contro la cementificazione da oltre un milione di metri cubi e 12.500 nuovi residenti, prevista nei sogni di palazzinari e politici marinesi di centro-destra e del Partito Democratico.

A seguire, verso le 21.00, cena di autofinanziamento per le iniziative di lotta e per il nuovo ricorso al TAR contro i permessi a costruire in zona ai???Mugillaai??? (adiacenti all’asilo e alla scuola elementare ai???Verdiai??? di S.Maria delle Mole).

A proposito del ricorso, invitiamo la popolazione ad aderirvi, portando con sAi?? una copia della carta d’identitAi?? e il codice fiscale.

Le ultime novitAi?? non sono buone, ma ce lo aspettavamo, e confermano l’unitAi?? d’intenti della Giunta Zingaretti (PD e partiti di centro-sinistra) alla Regione Lazio con gli appetiti dell’attuale consigliere regionale Palozzi (Forza Italia, ex sindaco di Marino).

Si A? svolta infatti ieri la tanto attesa seduta della Commissione Ambiente ed Urbanistica, durante la quale l’assessore Civita e la maggioranza hanno di fatto ammesso che ai??i?? per loro ai??i?? non ci sono i termini per revocare le delibere della precedente Giunta Polverini che approvavano i Piani dei costruttori.

Un gongolante e strafottente Palozzi incassa formalmente il sostegno dei suoi (finti) oppositori.

Il partito del cemento A? a tutti gli effetti trasversale e, nonostante il Movimento Cinque Stelle abbia portato la questione in Aula Consiliare e in Commissione sotto la spinta dell’Assemblea Contro la Cementificazione, il Comitato Argine Divino Amore ed altre associazioni ambientaliste, gli interessi di palazzinari locali (Mugilla) e di Parnasi (Ecovillage) sono ben tutelati dall’Ente Regionale e dal Comune di Marino.

Per la cronaca, ieri in Commissione, era presente anche un funzionario comunale che A? tra gli artefici di tutta una serie di progetti speculativi che stanno devastando il territorio marinese da diversi anni, evidentemente interessato a capire che aria tirasse. Ricordiamo come la questione dei 78 ragazzi richiedenti asilo che dovevano essere ammassati in alcuni appartamenti invenduti in zona 167 abbia provocato psicosi collettive cavalcate dalla destra nostrana ma non ha messo in discussione la cementificazione di quella zona e la speculazione immobiliare, con la stragrande parte degli appartamenti liberi e che tali resteranno per lungo tempo.

La domanda era e resta: con tutte le case sfitte e invendute costruite in questi anni, con una cronica carenza di servizi, con una viabilitAi?? che in certe ore rasenta l’immobilitAi??, perchAi?? andare a distruggere per sempre quasi 200 ettari di Agro Romano ?

Non esiste nessuna giustificazione plausibile, A? inutile cercarla nelle parole di Palozzi, di Civita o dei suoi avvocati, la popolazione A? ben conscia di quali interessi si muovano.

Del resto l’attuale sindaco Silvagni, anch’egli tutore del cemento, A? ancora agli arresti domiciliari a oltre due mesi dall’arresto proprio per questioni legate all’urbanistica.

Anche se questo fatto passa del tutto inosservato, come se a livello mediatico qualcuno avesse messo la sordina perchAi?? si vuole indirizzare l’opinione pubblica a parlare d’altro.

Accendiamo i riflettori sugli interessi che stanno alla base delle fortune politiche di certi partiti e personaggi, perchAi?? essi sono diametralmente opposti alle esigenze della maggior parte dei cittadini e ne condizionano le vite.

Invitiamo pertanto la popolazione a continuare a partecipare alle iniziative organizzate sul territorio per impedire che i sogni dei palazzinari diventino gli incubi quotidiani di chi vive, studia e lavora nel comune di Marino. Ogni lunedAi??, alle 21.30, l’Assemblea contro la Cementificazione si riunisce pubblicamente presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, a 100 mt dalla Stazione di S.Maria delle Mole

Marino, 17 giugno 2015

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

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Comunicatto in PDF

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