DOMENICA 22 OTTOBRE ORE 20.30 – CENA A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI

INVITIAMO TUTTI GLI INTERESATI A COMUNICARCI LA PROPRIA PRESENZA ALLA CENA TRAMITE L’INVIO DI UNA MAIL ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA IPOTESI@GMAIL.COM

DOMENICA 22 OTTOBRE DALLE ORE 20.30 AL CENTRO SOCIALE IPO’ DI MARINO              (VIA DEL GIARDINO VECCHIO)

CENA A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI SOSTENUTE PER IL PROCESSO PENALE RIGUARDANTE LA MANIFESTAZIONE CONTRO L’INCENERITORE E LA DISCARICA DI ALBANO DEL 14 APRILE 2012

LO SCORSO LUGLIO SONO STATI PROCESSATI E ASSOLTI TUTTI E 17 I COMPAGNI CHE IL 14 APRILE 2012 AVEVANO PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE DI ALBANO CONTRO INCENERITORE E DISCARICA

ERANO ACCUSATI A VARIO TITOLO DI AVER CAUSATO GLI SCONTRI CHE HANNO IN REALTA’ VISTO COME “PROTAGONISTI” INDISCUSSI I MANGANELLI DELLA POLIZIA, PIUTTOSTO NERVOSA IN QUELLA GIORNATA.

RIMASERO INFATTI FERITI, RIPORTANDO FRATTURE SUL PROPRIO CORPO, DUE MANIFESTANTI E UNA SIGNORA ANZIANA CHE NULLA C’ENTRAVA CON IL CORTEO.

A DISTANZA DI CINQUE ANNI DAI FATTI, PER “FESTEGGIARE” L’ESITO POSITIVO DELLA VICENDA CHE HA VISTO SGRETOLARSI I TENTATVI DELLA POLIZIA DI CREARE UN CLIMA INTIMIDATORIO A DANNO DI CHIUNQUE VOGLIA LOTTARE AI CASTELLI ROMANI E NON SOLO, A DIFESA DEL TERRITORIO IN CUI VIVE E CONTRO LE NOCIVITA’ CHE VENGONO IMPOSTE PER ALTRI INTERESSI, VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALLA CENA DI DOMENICA 22 OTTOBRE PRESSO IL CENTRO SOCIALE IPO’ DI MARINO (VIA DEL GIARDINO VECCHIO)

TUTTO IL RICAVATO DELLA SOTTOSCRIZIONE ANDRA’ A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI CHE SONO ANCORA DA SALDARE…..SOLO LA LOTTA PAGA  !!! MA CHI PAGA LA LOTTA ?

VI PREGHIAMO DI CONTATTARCI VIA MAIL PER COMUNICARCI LA VOSTRA PRESENZA, IN MODO DA CALIBRARE AL MEGLIO LA SPESA. LA CENA, TRA L’ALTRO, SARA’ DELIZIOSA MA NON VI DICIAMO ALTRO…

qui un video che riepiloga la giornata del 14 aprile 2012

“Quello che i palazzinari non dicono” ovvero un caso esemplare della commistione tra affari e mondo della comunicazione

“Il Caffè” è un giornale settimanale distribuito gratuitamente e molto letto a Roma e in provincia.

Spesso si occupa anche di inchieste e redige articoli contro la cementificazione del territorio, sulla problematica dei rifiuti, su quella della depurazione, sulle questioni della sanità. Poi, certo, realizza pure articoli di tutt’altro segno, tipo quelli che riguardano i campi rom che sono perfettamente allineati al razzismo imperante nel nostro Paese oppure, anche nella sua edizione on-line, spalleggia ogni tanto qualche iniziativa dei fascisti di Casapound, tipo le “ronde” a Torvajanica che gli articolisti presentano come “passeggiate per la sicurezza”.

Comunque, sulla questione della cementificazione del Comune di Marino, a parte alcuni articoli imprecisi, già segnalati tempo fa, c’è da dire che il giornale si è sempre schierato contrariamente ed è stato proprio da un suo articolo che siamo venuti a conoscenza della richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale da parte delle società “IDEA FIMIT” per la costruzione di un centro commerciale da 100.000 mc proprio dalle nostre parti e, tale segnalazione, ci ha permesso di redigere e consegnare nei tempi le nostre “osservazioni” alla Regione Lazio per bloccare la speculazione. Se aspettavamo la segnalazione dall’amministrazione comunale, che già ne era a conoscenza da 50 giorni, probabilmente non l’avremmo mai ottenuta (i tempi per presentare le “osservazioni” erano di 60 giorni complessivi).

Nell’ultimo numero cartaceo de “Il Caffè”, il n°421 del 5 ottobre 2017, il settimanale dedica ben due pagine a due società costruttrici, “Cristina” e “La Mole 2”, facenti parte della “Edilconsulting”. Qui il link

http://archivio.ilcaffe.tv/leggi/?n=castelli421#14

Nella prima pagina, la 14, l’articolo non firmato riporta lo “splendore” di un giardino di poche centinaia di mq che sarebbe stato “donato” dalla “Edilconsulting” tramite le società “La Mole 2” e “Cristina”. L’articolista si spertica in elogi per un giardino che, non viene detto, risulta essere un’opera inserita nella mega-lottizzazione dell’ormai “defunto” “Parco Morosini”, cancellato dalla costruzione di 17 (17!) palazzi. Questo vergognoso articolo fa notare, appunto, che si trova “in un’elegante zona caratterizzata da un nuovo complesso immobiliare composto da appartamenti e villini da poco edificati”. Si tratta, quindi, di uno spot nello spot, cioè di un invito a comprarsi appartamenti (evidentemente invenduti dopo molti anni, visto che l’edificazione non è più così recente…).

L’articolo si chiude scappellandosi (nel senso di doversi togliere il cappello, a scanso di equivoci) a favore delle società costruttrici ma rivelando alla fine, appunto, esplicitamente la sua natura prettamente pubblicitaria con queste frasi: “[…le società] hanno voluto così donare alla collettività questo parco. Un esempio virtuoso di chi fa business creando maggiore appetibilità per le unità immobiliari e le condizioni per la fruizione di spazi come questo.”

Possiamo chiudere l’analisi di queto primo articolo sintetizzando che un’area di diversi ettari di verde è stata cementificata per permettere il profitto di alcune società costruttrici e finanziarie, che hanno lasciato un brandello di verde principalmente per tenere “appetibile” (parole loro) l’acquisto degli appartamenti edificati e che un bravo ignoto articolista de “Il Caffè” ha provveduto a inserire nel settimanale tra l’altro sbagliando la foto ripresa da “Google Maps” che riguarda un giardino, quello di “via Bassi” che non è quello riportato nella fotografia adiacente. L’articolo in oggetto è inserito tra altri articoli che parlano di sagra dell’uva, corsi ed altre iniziative sul territorio, quindi non si tratta di “inserzione pubblicitaria”. E’ molto peggio…

Nella pagina affianco, la 15 si trova invece un secondo articolo. Non è riportata da nessuna parte la dicitura “informazione pubblicitaria” (nel resto del giornale le “inserzioni a pagamento” sono tutte segnalate). Quindi, come prima nota, aprendo il giornale, le pag.14 e 15 si trovano affiancate e i due “articoli” fanno il paio.

Il contenuto qui è scritto direttamente dall’inserzionista: le stesse due società che hanno donato il meraviglioso giardino alla collettività di pag.14 adesso narrano le gesta del nuovo complesso immobiliare che stanno costruendo in via Maroncelli, sempre a S.Maria delle Mole, denominato “La Casa nel Parco”.

“Quello che i palazzinari non dicono”, parafrasando il titolo di una famosa canzone…

1) Su tutto l’iter che riguarda il “Masterplan 2011”, e quindi le delibere riguardanti “La Casa nel Parco”, pendono da oltre 5 anni diversi ricorsi al TAR che potrebbero, speriamo, bloccare definitivamente sia il progetto presentato nell’inserzione pubblicitaria (ad ora stanno costruendo “solo” 4 dei 17 palazzi previsti), sia quello più complessivo da 12.500 nuovi abitanti che raddoppierebbe il centro abitato di S.Maria delle Mole”. Sarebbe il caso di avvertire i potenziali acquirenti, visto i rischi che corrono, e noi l’abbiamo fatto contattando sia “Unicredit Subito Casa” che le 12 associazioni di consumatori che con essa hanno stipulato un accordo quadro sulla trasparenza. La società legata a “Unicredit” infatti si occupa di mettere in contatto venditori e compratori. Non abbiamo avuto riscontri né dalla società né dalle associazioni ma alcuni “clienti” che hanno già comprato gli appartamenti “sulla carta” ci hanno contattato preoccupati.

2) Viene spacciata per tranquilla e ben collegata tutta la zona, inserendo tra i collegamenti fantastici: due arterie sempre intasate nelle ore di punta, il Raccordo Anulare e la Via Appia, la linea ferroviaria a binario unico Roma-Velletri che risulta spesso essere oggetto di lamentele e proteste da parte degli utenti tanto che esiste un “comitato dei pendolari” e la vicinanza con l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino che opera circa 160 voli giornalieri, sia di giorno che di notte, oggetto della comodità dei turisti ma dei veleni da cherosene e del rumore costante per i residenti che si sono visti aumentare il traffico aereo grazie alle concessioni verso le low-cost e dove diversi comitati tengono in piedi una lotta decennale per porre termine a questa invivibilità indotta dagli affari della compagnia aerea “Ryanair”. Tra l’altro, le rilevazioni di “Legambiente”, “Assemblea permanente No Fly” e “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale” svolte nel 2005 proprio nella zona edificata rilevavano una forte presenza di polveri sottili PM10.

3) La tranquillità della “Casa nel Parco” non sappiamo come si concilia con la presenza di due scuole da oltre 400 alunni complessivi: una per l’infanzia e una primaria, di fatto circondate dai lavori di costruzione dei palazzi. Si invitano i potenziali acquirenti a presentarsi nei giorni feriali dalle ore 8.00 alle ore 16.00 in loco per verificarlo. Ah già, nell’articolo, si parla di collegamenti viari ma i costruttori si sono dimenticati di parlare del “contesto”, ovvero delle scuole adiacenti, e della viabilità locale, la “misera” via Maroncelli, stretta e con auto parcheggiate ovunque.

4) Il “Parco”, che “La Mole 2” e “Cristina” dicono di aver ceduto gratuitamente all’amm.ne fa parte degli accordi presi nel 2011 nel “Masterplan”: così i 7 ettari li rimette a posto il “pubblico”, cioè la collettività, e le società costruttrici e venditrici lo pubblicizzano come valore aggiunto alle palazzine per tenere alti i prezzi (circa 3.000 euro al mq).

5) “Il parco pubblico, a godimento di tutti i residenti di Santa Maria delle Mole, contorna il nuovo complesso di un polmone di verde di grande estensione, cosa più unica che rara nei nuovi insediamenti”. Questo periodo va analizzato bene: non esiste alcun parco pubblico, non esiste alcun progetto sull’area, tantomeno qualsiasi finanziamento. Il Comune di Marino, per bocca dei suoi assessori disconosce la proprietà di questo parco in quanto non vuole dare seguito alla convenzione con i costruttori siglata da precedenti amministratori. Esistono reperti archeologici di notevole importanza (e non “presunti”, quella zona si chiama “Mugilla” sin dai tempi antichi ed è adiacente al Parco dell’Appia Antica) ma tutta l’area è abbandonata a sè stessa e così lo sarà per molti anni ancora. Stanno vendendo fumo…

6)“Inoltre, per una migliore vivibilità di tutto il complesso immobiliare la Società proprietaria,in accordo con l’Amministrazione
Comunale, ha ridotto i diritti edificatori a mc. 33.000 dai circa mc. 100.000 previsti nel P.R.G., così da avere un minore insediamento edificatorio più adeguato al notevole pregio dell’area”. Qui siamo all’assurdo: un’area che non vedeva alcuna cementificazione viene distrutta dalle società cementificatrici, circondando interamente i lati liberi di due scuole, di cui una non dispone neanche di un proprio spazio verde, e viene invece ribaltata la situazione. Tra l’altro, i “diritti edificatori” non sono stati cancellati ma “spostati” in un’altra area, sempre verde e agricola di elevato pregio, denominata “Mazzamagna” che si trova a circa 3 km di distanza lungo via Divino Amore. La parte verde (abbandonata) di 7 ettari risulta a tutto vantaggio de “La Casa nel Parco” che altrimenti avrebbe dovuto chiamarsi “La Casa”  o meglio “I 17 palazzi senza parco”.

7) Nella zona vige il divieto di costruire senza apposita documentazione relativa al rischio di gas endogeni, quali la CO2 e il Radon. O, meglio, se la CO2 supera una soglia di concentrazione del 5% non può essere piantato un choido. Ebbene, le società hanno ottenuto dal Comune di Marino l’autorizzazione a costruire in mancanza di una relazione su questi pericolosi gas endogeni così come prescritto da determine della Regione Lazio in vigore da olre 6 anni. Come è stato possibile ? Andrebbe chiesto all’ex dirigente all’urbanistica ing.Petrini, che fu da sempre strenuo difensore di tutto il  progetto e di altri scempi che hanno provocato danni a residenti e nuovi acquirenti (vedi il caso “Costa Caselle” a Marino).

8) Tornando alla viabilità, brevemente, il progetto del “Masterplan” prevede lo spostamento di 3 km da parte dell’attuale stazione ferroviaria di S.Maria delle Mole. Ma questo, i costruttori, non lo dicono. Ad ora, nella zona di edificazione, con 15 minuti a piedi si arriva a prendere il treno ma, tra qualche anno, sempre grazie ai loro progetti edificatori sarà necessaria la macchina e i 3 km in linea d’aria, diventano circa 5 da percorrere in automobile….sempre per causa del loro amore disperato per l’ambiente e la vivibilità…ma non ne troviamo traccia nell’articolo-inserzione.

Infine, ipotizziamo che questo doppio paginone tutto a favore degli speculatori edilizi sia la risposta che i costruttori stiano dando in un momento di difficoltà in quanto il cantiere de “La Casa nel Parco” ha subìto un fermo a luglio 2017 da parte del dirigente all’urbanistica arch. Cuffaro (poi arrestato) per le numerose violazioni della convenzione, gli abusi edilizi e la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie. Anche di questo non c’è traccia su questo numero de “Il Caffè”.

Lo scorso 18 settembre, per errori formali del provvedimento emesso contro le società costruttrici, il TAR del Lazio ha provvisoriamente “sospeso la sospensiva” dei lavori. Quindi, fino al 10 novembre, le società costruttrici potranno far lavorare le ruspe mentre in quella data il TAR del Lazio entrerà nel merito del provvedimento e potrebbe decidere se rimuovere definitivamente l’ordinanza oppure confermarla e fermare i lavori.

Se siete arrivati fino a questo punto, avete fatto una faticaccia, ma forse ne valeva la pena.

Infine, queste due pagine de “Il Caffè” rimarranno scolpite nella memoria di chi difende il territorio dagli interessi speculativi dei costruttori mentre le contraddizioni di una testata giornalistica emergono tutte nel rapporto con gli stessi soggetti che la finanziano attraverso pubblicità dirette ed occulte (come in questo caso).

Continuare la lotta contro i palazzinari, con ogni mezzo necessario, in primis quello dell’informazione corretta e completa è un compito che tutta la popolazione deve assumersi se non vuol vedere peggiorare le proprie condizioni di vita oltre che farsi prendere per il culo.

Assemblea contro la Cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org

Il TAR sospende la sospensiva: la devastazione può proseguire (almeno) fino a novembre

Lo scorso 12 luglio l’arch. Cuffaro, dirigente all’urbanistica del Comune di Marino, aveva emesso un provvedimento di sospensione dei lavori ai danni delle ditte costruttrici del cantiere “La Casa nel Parco”, viste le numerose irregolarità riscontrate in loco dai tecnici comunali.

Il 3 agosto, le ditte avevano fatto ricorso al TAR chiedendo la “sospensiva” della sospensione dei lavori e l’organo di giustizia amministrativa aveva prontamente fissato udienza 45 giorni dopo, vale a dire il 18 settembre.

Evidenziamo che i ricorsi dell’Assemblea contro la Cementificazione e delle altre associazioni che si stanno battendo contro il Masterplan approvato nel 2011 giacciono inerti nei cassetti del TAR da oltre 5 anni.

Il TAR ha accolto le istanze dei costruttori pur non entrando nel merito e, quindi, fino al 10 novembre le gru potranno continuare a tirare su i palazzi in costruzione nella zona di Mugilla, a ridosso delle scuole “Ciari” e “Verdi”.

Il 10 novembre si terrà l’udienza che può confermare la decisione favorevole ai costruttori oppure contraddire quanto deciso e affermare la giustezza del provvedimento dell’ormai ex-dirigente Cuffaro (appena sostituito dall’arch. Gentilini).

I dati riguardanti l’iter giudiziario si trovano a questo link

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/faces/registroProtocolloRic.jsp?_adf.ctrl-state=gp639b9p1_14

E’ la prima volta che il TAR in 5 anni su qualcosa che riguarda la speculazione edilizia in atto a Marino e non si può certo sperare, da questi chiari di luna, che tuteli il territorio e gli interessi della popolazione.

A breve annunceremo prossime iniziative rimarcando il fatto che occorerebbe annullare/revocare in toto il Masterplan approvato nel 2011.

Infine, rimandiamo a due articoli apparsi alcuni giorni fa che riguarda “impicci&imbrogli” della società “IDEA FIMIT”, la quale vorrebbe costruire un centro commerciale da 100.000 mc in zona via Divino Amore e altri 380.000 mc di zona residenziale annessa per 5.000 nuovi abitanti (o meglio “clienti del centro commerciale”)

Nel primo si parla degli interessi legati al violento sgombero dei rifugiati politici di via Curtatone a Roma che vivevano in un edificio di proprietà di IDEA FIMIT

Le speculazioni immobiliari di Idea-Fimit dietro allo sgombero e alle violenze di piazza Indipendenza

Nel secondo aritolo si parla di come vengono usati i fondi pensione in relazioni ad altre speculazioni immobiliari

Fondi pensione e immobili: gli affari nascosti ai danni di Inps, casse e risparmiatori

Abusi edilizi e mancanze di opere di urbanizzazione nel cantiere de “La Casa nel Parco”

A beneficio di tutti/e, pubblichiamo di seguito sia l’ordinanza di sospensione dei lavori al cantiere “La casa nel Parco” in zona Mugilla-Maroncelli che le relazioni di sopralluogo effettuate nei mesi precedenti.

Si evidenziano gli abusi edilizi e la mancanza di opere primarie, oltre il mancato rispetto della convenzione da parte dei costruttori.

In realtà, secondo noi, il cantiere è del tutto illegittimo e i permessi a costruire rilasciati ai palazzinari non hanno tenuto conto dell’obbligatorietà di alcuni importanti atti, tra i quali la necessaria ispezione geologica per il rilevamento dei gas endogeni come la CO2 e il radon.

Abbiamo già da tempo provveduto ad avvisare la “Unicredit Subito Casa” e le 12 associazioni di consumatori che con essa hanno firmato un accordo quadro sulla trasparenza e sul rispetto di determinati “valori”. Questo perchè la società di cui sopra si occupa di mettere in contatto potenziali acquirenti con i costruttori di Mugilla e sarebbe il caso di avvertire tutti/e coloro che ancora non lo sanno che sull’area c’è una battaglia in corso che va avanti da almeno 6 anni e che durerà ancora, fino a quando il “Masterplan” non sarà annullato e con esso le sue nefaste conseguenze.

La sospensiva è avvenuta a luglio, dopo mesi di lettere, esposti e segnalazioni che abbiamo inoltrato come Assemblea contro la Cementificazione nell’ultimo anno.

Il giorno dopo l’emanazione del provvedimento di sospensione dei lavori al cantiere, l’arch.Cuffaro, dirigente dell’Urbanistica comunale è stato arrestato con accuse relative a turbative di appalti nel comune pugliese dove ancora lavorava in condivisione con quello di Marino.

Va detto che per ottenere i documenti sottoelencati dagli uffici comunali preposti, si è sudato le sette fatiche di Ercole.

Dopo l’arresto del dirigente all’urbanistica, si sono succeduti tre ulteriori dirigenti “ad interim”, già operativi in aree organizzative diverse. Se non abbiamo perso il conto, siamo a 6 diverse nomine in un anno solare. Qualcosa vorrà dire.

Oggi, mercoledì 13 settembre, si riunisce il TAR su sollecito dei palazzinari che hanno contestato il provvedimento di sospensione dei lavori al cantiere in quanto mancherebbe la data e il numero di protocollo. Evidentemente, non mancano però gli abusi edilizi…

Ordine di sospensione dei lavori al cantiere di Mugilla – 12 luglio 2017

Sospensione lavori -provv n. 36811 – 12 luglio 2017

Le tre relazioni di sopralluogo su cui si basa parte dell’ordinanza di sospensiva del cantiere di Mugilla

Relazione di sopralluogo – prima – Mugilla – 22 febbraio 2017

Relazione di sopralluogo – prima – Mugilla – 22 febbraio 2017 Relazione di sopralluogo – seconda – Mugilla – 5 giugno 2017 Relazione di sopralluogo – terza – Mugilla – 14 giugno 2017

Relazione di sopralluogo – terza – Mugilla – 14 giugno 2017

 

GIOVEDI 3 AGOSTO – ANCORA IN PIAZZA CONTRO IL CEMENTO

COMUNICATO

GIOVEDI’ 3 AGOSTO: ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DI MARINO

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino invita tutti/e a partecipare
ad un incontro pubblico in piazza Sciotti s S.Maria delle Mole alle ore 21.00
di giovedì 3 agosto.

L’iniziativa ricade a sei anni esatti di distanza da quel 3 agosto 2011 in cui
la allora maggioranza di centro-destra marinese votò il “Masterplan” da 1,3
milioni di metri cubi di cemento e 12.500 nuovi abitanti.

Sono quindi sei anni che ci si sta battendo con continuità per fermare il
“raddoppio” di S.Maria e Frattocchie: i soggetti privati interessati sono sia
imprenditori locali che palazzinari romani del calibro di Parnasi, nonché
società di gestione del risparmio come Idea Fimit il cui 30% delle azioni è
posseduto dall’INPS.

Discuteremo insieme le novità che si sono susseguite nell’ultimo mese.
L’obiettivo  è quello di imporre la tutela integrale di un vasto territorio
che già rientra nei progetti di ampliamento del Parco dell’Appia Antica, in
contrasto con chi vuole sostituire decine di ettari di verde di Agro Romano con
una colata di cemento senza pari.

Negli ultimi trenta giorni sono successe molte cose importanti.

Grazie ad un anno di monitoraggio, esposti, lettere e incontri siamo riusciti
a fermare ciò che sembrava perduto per sempre: il cantiere de “La Casa nel
Parco”, in zona “Mugilla-Maroncelli” è risultato fuori norma come avevamo già
indicato e quindi per ora i lavori sono stati fermati dal Comune con un
provvedimento dell’ufficio urbanistica. Ci sono 4 palazzi costruiti e in via di
ultimazione, ma il progetto ne prevede ben 17,  a circondare le scuole “Ciari”
e “Verdi”. Non sappiamo quanto durerà il blocco dei cantieri, intanto però
sottolineiamo che l’area di Mugilla era già vincolata, nonostante tutto gli
anni scorsi sono stati concessi i permessi a costruire ed ora si scopre che
viene addirittura edificato in spregio alla convenzione con il Comune e con
abusi accertati.

La settimana scorsa sono state depositate alla Regione Lazio le osservazioni
contro la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale proposta da Idea Fimit
per realizzare 100.000 metri cubi di centro commerciale di fronte al Gotto
d’Oro. Nonostante il breve lasso di tempo a disposizione, perché nessun partito
presente in Regione, Città metropolitana e Comune lo aveva comunicato alla
cittadinanza fino a quando non lo si è saputo leggendo un articolo de “Il
Caffè”, siamo comunque riusciti in soli 10 giorni dalla scadenza a presentare
corposa documentazione atta a contestare e fermare il centro commerciale.

Infine, non si può non evidenziare come l’arresto del neo dirigente
all’urbanistica del Comune di Marino, arch.Cuffaro, lasci di fatto sguarnita
un’area di chiaro interesse speculativo da parte di privati locali e di grandi
palazzinari.

Ribadiamo la necessità che Regione e Comune, insieme o separatamente, adottino
uno o più provvedimenti amministrativi realmente efficaci per porre sotto
tutela il territorio di Marino ed i suoi abitanti.
Per questo riteniamo importante annullare il “Masterplan” del 2011 con i suoi
annessi e connessi, in attesa che il TAR si degni di dare un proprio giudizio
di merito richiestogli ormai 5 anni fa sulla base dei ricorsi allora
presentati.

Marino, 1 agosto 2017

 

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE
http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Sabato 1 luglio ore 18.00 – Incontro pubblico in via Divino Amore

Assemblea Pubblica davanti al Gotto d’Oro

COMUNICATO

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DI MARINO,

SABATO 1 LUGLIO ORE 18.00, IN VIA DIVINO AMORE,

ALL’ESTERNO DEL GOTTO D’ORO

L’Assemblea contro la cementificazione di Marino promuove un incontro pubblico per discutere della situazione riguardante il “Masterplan 2011” che prevede 12.500 nuovi abitanti nella zona tra S.Maria delle Mole e Frattocchie.

Nonostante le reiterate richieste di annullamento o revoca delle delibere riguardanti dal Masterplan, approvate e sostenute dal centro-destra marinese, la giunta a guida “5 stelle” non intende procedere in tal senso perché si dice preoccupata da eventuali ricorsi legali dei costruttori che, sempre secondo l’amministrazione, manderebbero in bancarotta il Comune costretto a pagare loro 600-800 milioni di euro.

Questo scenario catastrofico è del tutto ipotetico e basato su scarsi elementi,vista la piena legittimità delle motivazioni presentate al TAR da tutti i comitati. La devastazione e il saccheggio del territorio, invece, è materialmente già iniziata 18 mesi fa con la costruzione dei palazzi nella zona di “Mugilla-Maroncelli” a S.Maria delle Mole. Tale intervento edilizio fa parte proprio del Masterplan e prevede ben 17 palazzi totali, di cui 4 già costruiti e messi in vendita a 3.000 euro al metro quadro.

La scuola “Verdi” e l’asilo “Ciari” sono ora completamente circondate dal cemento mentre un bel pezzo di verde e di parco adiacente a quello dell’Appia Antica è finito distrutto per far posto ai primi 400 nuovi residenti.

Da quasi un anno abbiamo chiesto all’amministrazione di intervenire e bloccare il cantiere di Mugilla perché, oltre a quanto contestato in sede di ricorso al TAR nel 2012, ci sembravano palesi diverse irregolarità a cominciare dal mancato rispetto della normativa sui flussi di gas pericolosi quali la CO2 e il radon, ma anche da altezze dei palazzi e rispetto della convenzione stipulata con il comune.

Nel balletto di dirigenti all’urbanistica, nonostante esposti e lettere inoltrate formalmente, nonostante sembri che le verifiche in loco confermino quanto da noi ipotizzato, il cantiere di Mugilla non viene bloccato.

Anche in zona Tudini-Divino Amore le cose non vanno meglio: da un anno si erge una palizzata che circonda la bellezza di 50 ettari di Agro Romano in zona archeologica e idrogeologicamente vincolata. In tale area, il costruttore Parnasi, accordatosi con Idea Fimit (società a cui partecipa anche l’INPS con il 30%), è previsto un progetto di un centro commerciale da 100.000 metri cubi e palazzi per 5.000 nuovi abitanti.

Da qualche mese poi, sono visibili a tutti gli enormi scavi per sondaggi effettuati all’interno del recinto che circonda anche i Casali Negroni, di fronte al Gotto d’Oro.

Qualche settimana fa, il Consiglio Comunale di Marino ha adottato il PTPG ed il Piano di rischio aeroportuale.

Il primo, è già stato utilizzato come “leva” nei ricorsi effettuati dai vari comitati in sede di TAR sin dal 2012.

Il secondo, a quanto è scritto nella delibera, non ostacolerà i progetti già approvati.

Ricordiamo che l’amministrazione comunale si era autonomamente impegnata ad elaborare, entro settembre dello scorso anno, una delibera di salvaguardia in autotutela del territorio e che lo studio sugli standard urbanistici, proposto alla pubblica opinione come strumento su cui basarla, doveva essere concluso 8 mesi fa.

Fermo restando che nuovi permessi edilizi finora non sembrano essere stati concessi, e ci mancherebbe, la popolazione nel territorio comunale continua a crescere, i servizi territoriali e la mobilità risultano inadeguati a sostenere già la situazione attuale, figurarsi l’incremento della popolazione previsto nel Masterplan.

Non riponendo alcuna fiducia nell’amministrazione regionale PD-SEL, anch’essa per nulla intenzionata ad annullare le delibere di propria competenza sul Masterplan, non ci sembra realistica la strada illustrata dalla giunta marinese ovvero quella di far sì che la Regione Lazio ampli il perimetro del Parco dell’Appia Antica.

Non è stato fatto finora, non lo faranno mai.

Non ci risultano comuni italiani che siano finiti in bancarotta per causa di costruttori che abbiano fatto loro ricorso, tra l’altro con tutte le ragioni dalla parte di chi si oppone alla cementificazione.

L’annullamento o la revoca delle delibere del 2011, questo chiediamo, per impedire l’attuazione del Masterplan.

Diamo appuntamento a tutti sabato 1 luglio, alle ore 18, per un incontro pubblico nei pressi del Gotto d’Oro per continuare a informare la popolazione e costruire iniziative atte a fermare il raddoppio di S.Maria delle Mole.

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – HTTP://STOPCEMENTO.NOBLOGS.ORG

Comunicato Ass contro Cementificazione – 27 giugno 2017 in PDF

Volantino per assemblea 1 luglio in PDF

Domenica 30 aprile: ancora in piazza, ancora ai cantieri!

Domenica mattina, 30 aprile, saremo di nuovo in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole per aggiornarci sulla vertenza che ci vede impegnati ormai da più di 5 anni. In questi mesi si sono susseguiti una serie di incontri con l’amministrazione comunale per chiederle di intervenire sia sulla questione generale del Masterplan da 1,3 milioni di metri cubi sia sui cantieri che hanno già realizzato 4 palazzi in zona Maroncelli-Mugilla. Inoltre, la lottizzazione più grossa, ovvero quella di circa 50 ettari di Agro Romano lungo via Divino Amore che porta la firma “IDEA FIMIT” e Parnasi, sta vedendo una preoccupante cantierizzazione. Nonostante le rassicurazioni sul fatto che si tratti di scavi per sondaggi inerenti la ricerca di ordigni bellici non è comunque un bel vedere, come si può apprezzare dalle foto. In tutto, ad oggi, sono cinque buche delle dimensioni di circa 2 campi di calcio.

Scavi al Tudini, una delle 5 buche

Scavi al Tudini, lato via Divino Amore

Domenica 30 aprile invitiamo quindi tutti/e a partecipare sia all’incontro pubblico in piazza Togliatti alle 10.00, sia al sopralluogo a ridosso del cantiere di via Divino Amore (altezza cantina “Gotto d’Oro”) che è previsto intorno alle 11-11.30 e al quale ci recheremo partendo in auto proprio dalla piazza.

 

25 APRILE…RICORDANDO CARLONE

MARTEDI 25 APRILE – MARINO
PRANZO SOCIALE AL PARCHETTO
DI VIA CAVE DI PEPERINO
(vicino al tunnel ferroviario)
 
Ricordando Carlone, compagno di lotta scomparso un mese fa
 
chiunque fosse interessato a partecipare è pregato di comunicarcelo
all’indirizzo mail ipotesi@gmail.com

SCAVI AL TUDINI & PALAZZI A MUGILLA

TRA UNA RASSICURAZIONE E UNA RILEVAZIONE DI IRREGOLARITA’ RISCHIAMO IL RADDOPPIO DI S.MARIA

Oltre alle illegittimità del Masterplan contestate presso il TAR, l’Assemblea contro la Cementificazione, ha fatto presente all’amministrazione comunale che le ditte “Cristina” e “La Mole 2”, impegnate a costruire in zona Mugilla-Maroncelli numerosi palazzi, non hanno neanche ottemperato alle normative di sicurezza emanate dalla Regione Lazio in merito a pericolosi gas endogeni quali anidride carbonica e radon.

Inoltre, abbiamo segnalato al Comune che i palazzi delle ditte di cui sopra, sempre più vicini alle scuole Verdi e Ciari, ci sembravano più alti di quanto previsto. Sollecitando per mesi i controlli qualcuno, finalmente, s’è degnato di verificare questa nostra supposizione: pare confermato che la nostra vista non ci abbia tradito.

Sempre in merito al medesimo progetto, denominato “La Casa nel Parco”, stanno emergendo altri pesanti irregolarità: opere primarie e di urbanizzazione mancanti (avvisate quelli che hanno fatto un pensierino all’acquisto…), mancato rispetto di alcuni punti della convenzione con il Comune, rateizzazione degli oneri concessa all’epoca del Commissario Prefettizio, dott.ssa Caporale, perché non li stavano pagando…

Come si può definire quello che sta avvenendo a Mugilla ? Quali azioni concrete mettere in campo ? A cosa servono le rassicurazioni di iniziative future a tutela di non si sa cosa visto che sembra che c’è chi scalpiti anche per costruire sul lato di via Frassati (al posto del parcheggio sterrato) ?

Veniamo al Tudini. La situazione è preoccupante: 50 ettari recintati la scorsa estate. “E’ solo una forma di pressione”, rassicurava l’amministrazione. Intanto avevano chiuso l’intera zona e messo un vigilante armato a presidio dell’area. Da diverse settimane sono partiti gli scavi a fini di ritrovamento di ordigni bellici. “Lo possono fare, sono solo sondaggi”. A noi sembra a tutti gli effetti un cantiere anche per sondaggi archeologici propedeutico ad uno scempio enorme che va evitato. Si tratta di migliaia di nuovi abitanti che Parnasi (Ecovillage) e Idea Fimit (INPS e Gruppo de Agostini) vorrebbero impiantare in un territorio che ha bisogno di tutto tranne che di nuovi danni ambientali, idrologici e archeologici.

In tutto ciò, la storia dello studio degli standard urbanistici proposta come panacea di tutti i mali – dopo che venne rifiutata l’idea di annullare/revocare le delibere del 2011 che autorizzano illegittimamente lo scempio – ancora non si è conclusa dopo 8 mesi. Non c’è stata neanche la promessa delibera di salvaguardia e si rimpalla ogni responsabilità alla Regione Lazio che a guida PD-SEL continua a fare quello che fatto la giunta Polverini: gli interessi dei palazzinari. Certo, non ci sono ancora ulteriori permessi a costruire…ma per quanto tempo potrà durare una simile situazione se l’allargamento del Parco dell’Appia Antica non viene preso in considerazione dalla Regione e se né la Regione, né il Comune di Marino intendono annullare/revocare gli atti del 2011 ? A quando la stesura di un nuovo Piano Regolatore che eviti ulteriore devastazione e fermi gli appetiti dei palazzinari ?

In un quadro così dipinto, solo la popolazione può essere in grado di opporsi, organizzandosi e costruendo iniziative per il mantenimento delle minime condizioni di vivibilità di questo territorio, contro gli interessi privati volti solo a trarre più profitti possibili.

Assemblea contro la Cementificazione – stopcemento.noblogs.org – stopcemento@inventati.org

Riunione settimanale: lunedì (tranne il secondo del mese) h.21.30,via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole

Secondo martedì del mese: Cecchina, sede circoscrizionale, via Rocca di Papa come Assemblea contro le Nocitivà” insieme al Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano

 

Volantino riepilogativo – def- aprile 2017