Ampliamento del Parco dell’Appia Antica: dentro “via del Divino Amore”, fuori “Mugilla” e “Mazzamagna”

L’Assemblea contro la Cementificazione apprende con soddisfazione l’ampliamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica che includerà anche la zona di “via del Divino Amore” ove Parnasi, INPS, Ecovillage, DeA Capital tentano da anni di insediare 5.000 nuovi abitanti ed un enorme centro commerciale.

In attesa della pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Lazio, a seguito della discussione e della votazione avvenuta in sede di consiglio regionale dello scorso 24 settembre, ci sembra doveroso rendere pubbliche alcune considerazioni sull’argomento.

Se l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica sarà efficace contro la speculazione dei palazzinari (in atto formalmente dal 2011) allora significherà la salvaguardia di centinaia di ettari nel solo comune di Marino che potranno finalmente evitare di essere messi a profitto a scapito dei residenti e dei pendolari ed un grosso pericolo sarà scampato dopo anni di lotte nelle piazze, nei dintorni dei cantieri e nelle sedi istituzionali.

Probabilmente tale decisione è anche frutto anche dell’operazione “Rinascimento” che ha svelato quello che tutti sospettavano, cioè i legami tra il palazzinaro Parnasi e i gruppi politici presenti in Regione Lazio e nell’amministrazione comunale di Roma. Ricordiamo infatti che in cambio di favori verso il noto palazzinaro romano risulta(va)no a suo libro paga Palozzi (ex sindaco marinese e vice-presidente della Regione, Forza Italia), Michele Civita (ex assessore regionale, PD) e Luca Lanzalone (già presidente ACEA, Movimento 5 Stelle).

Quello che invece ancora non ci torna riguarda la zona denominata “Mugilla” dove alcuni costruttori locali sono riusciti negli ultimi anni a costruire 8 palazzine (su 17 previste) proprio di fianco a due importanti plessi scolastici di S.Maria delle Mole, in piena zona archeologica, adiacente al Parco dell’Appia Antica.
Tanto che gli stessi palazzinari hanno chiamato tale scempio “La Casa nel Parco”.

Nel corso degli anni sono stati presentati diversi ricorsi al TAR, ancora pendenti e mai discussi, ma anche diversi esposti proprio al Comune di Marino riguardanti sia la normativa regionale sulle emissioni di CO2 non rispettata dai costruttori sia la violazione palese del costruito che portò, a luglio 2017, alla sospensione dei lavori nei cantieri.

Già nel 2016 il Comune di Marino a guida M5S poteva e doveva intervenire per bloccare la costruzione di almeno 4 delle 8 attuali palazzine, frutto di due permessi a costruire rilasciati dalla precedente amministrazione di centro-destra tramite l’allora dirigente comunale Petrini.

Il TAR ha poi dato ragione allo stesso Comune di Marino che aveva fatto sospendere i lavori di costruzione a Mugilla (ordinanza luglio 2017, sentenza maggio 2018) ma tale vittoria non ha avuto seguito nonostante un nuovo nostro recente esposto che chiedeva di agire in tal senso: così i lavori delle ditte locali proseguono tranquillamente e, ormai, la scuola elementare e l’asilo si ritrovano face-to-face ai nuovi palazzi in vendita a caro prezzo.

La cementificazione di Mugilla, metà delle cubature previste (a cui vanno sommati gli abusi edilizi degli stessi costruttori), sembra essere continuo oggetto di contrattazione con le controparti societarie le quali risultano peraltro morose nei confronti del Comune di Marino per altri insediamenti edilizi. Perché permettere a tali soggetti di continuare l’opera di devastazione e di saturazione urbanistica in una frazione che ha sempre più abitanti e sempre meno servizi pubblici ?

E’ di questi giorni la notizia di controlli in 44 cantieri edili proprio a S.Maria delle Mole con la denuncia di 15 titolari di altrettante ditte e multe per 33.000 euro nei loro confronti, per un’opera di contrasto al lavoro nero ed alle condizioni di (in)sicurezza in cui gli operai spesso vengono a trovarsi. In questi casi, fateci caso, mancano sempre i nomi delle ditte, quelli dei denunciati, le foto in prima pagina e tutto ciò che di solito avviene per altri “mostri”. Ma qui si tratta di imprenditori e allora si usa il guanto di velluto…

http://www.castellinotizie.it/2018/09/29/marino-lavoro-nero-nei-cantieri-edili-15-denunciati-a-santa-maria-delle-mole/amp/

Infine, la zona di cui si parla meno, quella di Mazzamagna (adiacente a quella di via del Divino Amore) preoccupa non tanto per un imminente pericolo di costruzione quanto perché comunque prevede l’insediamento di 3.000 abitanti e anch’essa non farà parte del Parco dell’Appia Antica. Non vorremmo che ulteriori cubature venissero delocalizzate in tale area dove, tra l’altro, è prevista comunque la costruzione di un centro commerciale dal nome evocativo: “Marino Green”. Il quale potrebbe fare il paio con un’altra non proprio piccola speculazione: la conversione del palaghiaccio in centro commerciale “Esselunga”, la quale sembra abbia acquistato 4 anni fa la proprietà dello storico impianto realizzato in occasione dei mondiali di calcio di “Italia 90”. Tanti bei milioni di euro spesi da una società privata sono giustificabili solo con la certezza del cambio di destinazione d’uso. E chi c’era 4 anni fa ad amministrare il comune di Marino ? Qualcuno che abbia fornito tale certezza che, ad oggi, non è per nulla stata smentita dalla nuova amministrazione. Staremo a vedere se ciò avverrà, come ci auguriamo.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere pubblicato ufficialmente tutto quello che concerne l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica mentre lo scorso 10 agosto il consiglio comunale di Marino ha approvato una delibera che prosegue l’iter di sospensione dell’efficacia dei PRINT Mugilla-Mazzamagna-Divino Amore che, ad oggi, non trova ancora spazio nell’albo pretorio. In attesa di questi documenti, la lotta contro la cementificazione non può dirsi conclusa ma, anzi, va rilanciato lo spazio di discussione e approfondimento settimanale che portiamo avanti dal lontano 2011.

Appuntamento quindi lunedì 1 ottobre, ore 21.30, presso la sede del CdQ di S.Maria delle Mole, via N.Tommaseo.

3 agosto 2011 : il consiglio comunale votava a favore dello scempio

COMUNICATO

VENERDI 3 AGOSTO, INIZIATIVA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE IN ZONA VIA DIVINO AMORE A MARINO

Il 3 agosto 2011 il consiglio comunale di Marino, allora a guida centro-destra con a capo il sindaco Adriano Palozzi, approvava l’accordo di programma sottoscritto con la governatrice del Lazio, Renata Polverini, ed una serie di altre delibere che componevano il “Masterplan” da complessivi 1,3 milioni di metri cubi di cemento e 12.500 nuovi residenti.

Da subito comitati e associazioni si univano per contrastare il progetto che, se messo in pratica, farebbe scempio di zone verdi e archeologiche, aggravando le problematiche idriche e di smaltimento dei rifiuti, rendendo ancor più complicata la vivibilità per la popolazione residente e per quella che ogni giorno si trova imbottigliata tra l’Appia, l’Ardeatina e la Nettunense.

Gli interessi dei palazzinari come Parnasi e le società ad esso collegate o con cui fa affari (vedi DeA Capital ed Ecovillage) sono stati attenzionati di recente dagli organi di giustizia facendo emergere la trama, per nulla occulta secondo noi, di relazioni che lo stesso costruttore aveva stabilito con lo stesso Palozzi (divenuto vice-presidente del consiglio regionale), Michele Civita (ex assessore PD in regione) e Luca Lanzalone (presidente ACEA in quota Movimento 5 Stelle). Secondo le motivazioni dai sodali politici di Parnasi, la cementificazione di Marino e quella di Tor di Valle riguardante lo stadio della Roma e il business park erano occasioni di “riqualificazione” e di “recupero degli standard” per i territori interessati.

E’ ormai evidente ciò che sostenevamo da anni: si trattava di un mercimonio e di una speculazione a favore solo di interessi privati sia dei costruttori che dei politici e dei manager pubblici da lui assoldati, a danno delle popolazioni che vivono, lavorano, studiano e attraversano le zone interessate.

Venerdì 3 agosto l’Assemblea contro la Cementificazione promuove un’iniziativa pubblica in zona “Poggio delle Magnolie-Gotto d’Oro”, lungo via del Divino Amore, nei pressi dei terreni che Parnasi, in affari con “DeA Capital” sta tentando di trasformare da verdi a residenziali (5.000 nuovi abitanti) e in un mega-centro commerciale da 100.00 metri cubi.

Dalle ore 19.00 inizieremo con un’assemblea che farà il punto della situazione sulle novità emerse negli ultimi mesi, tra le quali il paventato allargamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica tramite accordo PD-M5S in regione, i ricorsi presentati dai costruttori, la situazione nel cantiere di “Mugilla-Maroncelli” a S.Maria delle Mole e l’esposto da noi presentato di recente per bloccarne i lavori.
Faremo luce sulle responsabilità politiche che garantivano e garantiscono i costruttori in merito ai loro progetti.

Alle 20.30 la serata prosegue con una cena all’aperto, a libera sottoscrizione, una serie di filmati proiettati su grande schermo e, volendo, con l’osservazione del cielo stellato d’agosto.
L’iniziativa si concluderà con la premiazione per la migliore dedica scritta su un mattone o un calcinaccio al costruttore, politico o manager più simpatico.

Invitiamo pertanto alla massima partecipazione chiunque sia interessato ad opporsi ai progetti speculativi in atto e, ancora una volta, annunciamo che la mobilitazione non si fermerà fino a quando la pietra tombale non verrà posta sopra il “Masterplan” tramite il suo annullamento, la sua revoca o attraverso un qualsiasi atto formale che impedisca la devastazione di circa 200 ettari di territorio comunale.

Marino, 31 luglio 2018

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – stopcemento@inventati.org http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato 31 luglio per iniziativa Gotto D’Oro del 3 agosto 2018 in pdf

Presentato un esposto per chiedere il blocco dei lavori a Mugilla

COMUNICATO

Esposto contro il proseguimento dei lavori de “La casa nel Parco” nella zona di Mugilla a S.Maria delle Mole.

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino ha presentato un esposto alla Polizia Municipale per chiedere di fermare nuovamente i lavori del cantiere “La casa nel Parco” a S.Maria delle Mole, nell’area archeologica chiamata Mugilla, proprio a ridosso dei plessi scolastici “Verdi” e “Ciari”.

A maggio il TAR ha dato ragione al Comune di Marino respingendo il ricorso presentato dai costruttori che avevano ottenuto in un primo momento (durato 7 mesi!) la “sospensiva del provvedimento di sospensione dei lavori” firmato nel luglio 2017 dall’allora dirigente all’urbanistica comunale ing.Marco Cuffaro.

A seguito di nostri esposti del 2016, il Comune di Marino aveva effettuato tre sopralluoghi tecnici nell’area di cantiere che conta ad oggi 6 palazzi quasi costruiti e 2 in futura costruzione. Le relazioni dei tecnici comunali

hanno riportato abusi e mancanze che l’ex dirigente Cuffaro trasformò nello stop ai lavori il 12 luglio 2017.

Per due mesi i cantieri rimasero fermi, fino a quando il TAR non accolse in via provvisoria il ricorso dei costruttori che si basava su meri errori formali (data e protocollo). Entrando nel merito della discussione nelle udienze successive,il Comune di Marino ha prodotto atti che lo hanno portato a vincere la causa amministrativa.

L’ordinanza emessa dall’ex dirigente Cuffaro certificava le violazioni avvenute e non aveva data di scadenza. Avendo inoltre verificato in questi mesi che le società “Cristina” e “Le Mole 2” che si occupano della devastazione di “Mugilla” avrebbero dovuto “ripristinare lo stato autorizzatorio” entro il 26 maggio abbiamo chiesto all’arch.Gentilini, attuale dirigente all’urbanistica comunale, se ciò fosse avvenuto nei tempi.

Ci è stato risposto che le società non hanno ottemperato a tale richiesta ed hanno ottenuto una proroga con scadenza ai primi di luglio.

Prima di presentare l’esposto abbiamo fatto presente all’arch.Gentilini che avendo il Comune di Marino vinto la causa al TAR contro i costruttori ritenevamo in vigore l’ordinanza di sospensione dei lavori firmata dal suo predecessore. Secondo lo stesso dirigente comunale, invece, essa era in qualche modo decaduta/superata a seguito dell’interlocuzione formale tra comune e costruttori e che la vittoria al TAR può essere intesa come un’arma per bloccare l’eventuale richiesta di edificazione di altre 9 palazzine.

Il progetto “La Casa nel Parco” infatti ne prevede ben 17 in totale ma ai tempi delle famigerate giunte Silvagni-Palozzi l’ex dirigente Petrini fece in tempo a siglare 2 permessi a costruire per le prime 8 palazzine.

Ci chiediamo come mai per inadempienze anche gravi sul costruito e dopo aver vinto al TAR i devastatori di Mugilla debbano eventualmente scontare gli abusi e il mancato rispetto della convenzione su qualcosa che ancora non hanno chiesto, cioè i permessi a costruire per altri 9 edifici, e non su quello che stanno realizzando.

L’esposto presentato si è quindi reso necessario per sollecitare un pronto intervento del comune nei confronti dei costruttori e si associa alla richiesta di due atti amministrativi.

Il primo, il testo del dispositivo o della sentenza del TAR che ha dato ragione al Comune, di cui ancora non disponiamo. Il secondo, la verifica del pagamento degli oneri di costruzione a Mugilla per un totale di 95.000 euro che la società “La Mole srl” doveva versare nelle casse comunali entro lo scorso 9 giugno.

Entro il 29 luglio dovremmo ottenere risposta a queste richieste di atti amministrativi.

Si fermi definitivamente ogni speculazione edilizia, a iniziare dai cantieri di Mugilla, per proseguire con le ipotesi di centri commerciali Ecovillage, Esselunga e Marino Green.

Si annullino o revochino gli atti riguardanti il Masterplan, basati esclusivamente sul mercimonio di interessi tra palazzinari e politici locali. Gli interessi ed i bisogni della popolazione residente e di coloro che lavorano o transitano a Marino e nelle frazioni sono totalmente opposti a quelli che i costruttori vorrebbero imporre.

A breve annunceremo altre iniziative pubbliche in merito alla questione ed invitiamo a partecipare tutti/e al “Discamping” organizzato dal “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” che si svolgerà nei pressi della discarica di Roncigliano nei giorni di sabato 21 e domenica 22 luglio.

Assemblea contro la cementificazione – stopcemento@inventati.org – http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato 17 luglio 2018 – Esposto Mugilla in pdf

Comunicato su assemblea pubblica di venerdì 29 giugno a S.Maria delle Mole

COMUNICATO

VENERDI’ 29 ORE 18.00 – S.MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

L’ “Assemblea contro la Cementificazione” organizza venerdì 29 giugno alle ore 18.00 in piazza P.Togliatti a S.Maria delle Mole una nuova iniziativa pubblica per discutere della situazione riguardante il “Masterplan” da un milione e trecentomila metri cubi e 12.500 nuovi abitanti approvato nel 2011 dall’allora giunta Palozzi.

Come abbiamo sostenuto sin da subito, gli interessi dei costruttori come Parnasi e di fondi di investimento come DeA Capital–Idea Fimit sono andati a braccetto in modo trasversale con numerosi esponenti politici di centro-destra e centro-sinistra ai quali si sono aggiunti di recente anche politici del movimento 5 stelle (la lega era già interna tramite il centro-destra a queste dinamiche).

Il “Masterplan” di Marino si è dimostrato pedina di scambio per le speculazioni di importanti società che hanno operato in questi anni anche per la paventata costruzione dello stadio della Roma e del relativo business park cercando di by-passare qualsiasi reale interesse pubblico pur di cementificare centinaia di ettari di verde.

Evidenziamo che a due settimane dagli arresti e dalle intercettazioni rese pubbliche dalla procura di Roma nessun partito politico presente nell’assemblea capitolina, in quella marinese e in quella regionale ha portato la questione nella rispettiva aula consiliare. E probabilmente la discussione sull’inchiesta denominata “Rinascimento” non farà mai parte di nessun ordine del giorno di nessuna amministrazione coinvolta.

Parnasi e i suoi collaboratori hanno finanziato tutti i partiti, senza distinzione alcuna, perché i suoi progetti dovevano andare in porto a qualunque costo.

La situazione marinese fu direttamente gestita dall’ex sindaco ed attuale vice-presidente regionale Adriano Palozzi insieme all’allora presidente della Regione Lazio Renata Polverini che con un accordo di programma da noi contestato in ogni sede decisero che 200 ettari di Agro Romano avrebbero dovuto sparire a vantaggio di palazzi e centri commerciali.

La situazione non cambiò con l’ascesa di Zingaretti che tramite l’assessore Civita non si preoccupò mai di contrastare i piani dei costruttori, anzi, come dimostra l’ultima inchiesta era anche quest’ultimo arruolato a pieno titolo tra i faccendieri di Parnasi.

L’idea di Parnasi era di rivendere a DeA Capital per 200 milioni di euro i terreni di Tor di Valle (comprati a 40 milioni) e di riacquistare quelli marinesi sempre da DeA Capital per 25 milioni. Questi terreni che valevano poco sono così diventati oggetto di una spaventosa rivalutazione che avrebbe portato 140 milioni di euro a vantaggio di Parnasi utilizzando quanto evidentemente imparato durante qualche partita a “monòpoli”.

Con il cambio di giunta comunale a Marino, in questi anni abbiamo continuato a chiedere di annullare/revocare le delibere cementizie e fermare i cantieri a Mugilla, ove costruttori locali hanno già distrutto metà di quanto vorrebbero, circondando le scuole elementari e per l’infanzia con palazzine in piena area verde e archeologica.

Finora, i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale sono stati molto timidi eppure sono stati impugnati da DeA Capital e costruttori locali. Oltre la promessa di Palozzi di far pressione sul sindaco marinese Colizza per sbloccare la lottizzazione di via Divino Amore (480.000 metri cubi tra commerciale e residenziale) emerge l’interesse di Lanzalone, presidente dell’ACEA, dirigente di area “5 stelle”, il quale per il suo “interessamento” aveva ottenuto la promessa di ricevere in cambio quasi 100.000 euro tramite false consulenze a favore della società Ecovillage,

Ecovillage è direttamente coinvolta nella speculazione marinese e Lanzalone avrebbe dovuto fare pressione sull’amministrazione “cinque stelle” per mandare avanti il progetto di devastazione di via del Divino Amore.

Nel 2011 non c’era alcun interesse pubblico nel paventato “recupero di standard urbanistici” sostenuto da Palozzi per giustificare tutta l’operazione speculativa. Lo denunciammo sin da subito, e infatti manca ad oggi ogni progetto di servizio pubblico per ulteriori 12.500 abitanti.

In virtù di questo e per la salvaguardia delle minime condizioni di vivibilità del territorio continuiamo a chiedere la revoca delle delibere inerenti il “Masterplan” del 2011 e tutti gli atti conseguenti alla quale si deve aggiungere la confisca di tutti i terreni delle società coinvolte e l’ampliamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica.

Solo con tali provvedimenti verrà messa un’unica grossa pietra sopra gli appetiti dei palazzinari e dei loro sodali politici. Ogni altra iniziativa che gira intorno alla questione senza bloccarla effettivamente lascia spazio al malaffare, alla corruttela e infine alla distruzione di un prezioso spazio di decompressione dalla metropoli sempre più – inutilmente – estesa.

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – Marino – 26 giugno 2018

stopcemento@inventati.org — http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato Stop Cemento 26 giugno 2018 in formato PDF

Non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni…

FUORI IL “SISTEMA PARNASI”
DAL NOSTRO TERRITORIO

In questi giorni è emerso in tutto il suo squallore l’asservimento di vari esponenti delle istituzioni agli interessi imprenditoriali di Luca Parnasi, il capo della società immobiliare Parsitalia.

A quanto pare, da bravo palazzinaro, Parnasi ha foraggiato un po’ tutti: il centrodestra come il centrosinistra, la Lega come i cinque stelle. A Marino, Parsitalia ha messo radici fin dal 2011, quando la giunta Palozzi convalidò il disastroso Masterplan del Divino Amore, una maxi-cementificazione di oltre un milione di metri cubi, che finora, grazie all’opposizione dei comitati, non si è ancora concretizzata.

Nel frattempo, in quel progetto è entrata anche Dea Capital, una società partecipata dal gruppo DeAgostini e dall’INPS, salita agli onori delle cronache la scorsa estate, quando fece sgomberare dalle forze dell’ordine decine di famiglie che abitavano in un edificio di sua proprietà a Roma in Piazza Indipendenza.

Il nome della Dea Capital è spuntato fuori anche nel corso delle indagini sullo Stadio della Roma.

Parnasi, infatti, sperava di replicare a Tor di Valle lo stesso meccanismo che gli era riuscito a Marino: comprare i terreni a prezzo ridotto, ottenere l’approvazione dei progetti dai politici compiacenti e rivendere il tutto alla solita Dea Capital, guadagnando milioni di euro sulle nostre spalle; in poche parole, la più classica delle speculazioni edilizie. Il gruppo De Agostini-INPS si era detto disponibile all’affare, a patto che Parnasi si ricomprasse le sue ex quote della cementificazione del Divino Amore; un costo che il palazzinaro, tallonato da debiti milionari contratti con le banche, era anche pronto a pagare pur di incassare i proventi dell’affare stadio. Parnasi avrebbe così guadagnato 140 milioni di euro dal nulla, semplicemente giocando a “monòpoli” sulle spalle di chi vive nei territori soggetti a tale enorme speculazioni.

Lo stesso Parnasi assicurava a Lanzalone, l’ex presidente dell’ACEA, di area grillina, che Dea Capital gli avrebbe rilasciato una consulenza fasulla da 90.000 euro. In cambio, il super tecnico avrebbe dovuto esercitare pressioni sull’attuale amministrazione marinese per sbloccare definitivamente il famigerato progetto del Divino Amore. Del resto, nonostante il provvedimento di sospensione votato dal consiglio comunale di Marino a febbraio, tutto è ancora in piedi. Anzi, è in corso presso la Regione Lazio il procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale per il centro commerciale da 100mila metri cubi previsto dal Masterplan.

Altro che opere pubbliche, riqualificazioni, bio-edilizia ed eco-villaggi: le uniche motivazioni per la devastazione di centinaia di ettari di verde e di aree archeologiche sono sempre i profitti di pochi soggetti in grado però di accordarsi con politici, manager e organi di informazione.

Le chiacchiere stanno davvero a zero.

Attiviamoci in prima persona per fermare questa banda di speculatori.

Le delibere che permettono la cementificazione vanno revocate subito!

VENERDI’ 29 GIUGNO, ORE 18.00,

PIAZZA TOGLIATTI, S. MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

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Arrestati Palozzi, Parnasi e Civita – Rassegna Stampa completa

File Rosso – estratti dalla rassegna stampa completa – versione 2.0

Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri per stadio Roma – 13 giugno 2018 – ver 5.0

Ai link qui sopra trovate due file pdf. Sono in costante aggiornamento, quindi assicuratevi di avere le ultime versioni. Per esempio, dalla 4.0 alla 5.0 del secondo file (così come dalla 1.0 alle 2.0 del primo) sono stati inseriti due articoli molti interessanti del Fatto Quotidiano e di Business Insider sui giochi finanziari di Parnasi, Dea Capital, Ecovillage con il sostegno tecnico di Lanzalone (presidente ACEA) e politico di Adriano Palozzi.

Quello denominato “File Rosso” è una sintesi di estratti e articoli completi presi dal file “Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri”.

In particolare, quindi, il “File Rosso” andrebbe letto tutto. Le ulteriori evidenziazioni negli articoli del “File Rosso” stanno a significare “maggiore importanza”.

Invece, il file “Articoli su arresti di Palozzi, Parnasi, Civita ed altri” è la rassegna stampa completa e si può leggere come segue:

– priorità maggiore al rosso, poi il giallo, poi il verde

– se oltre al codice dell’articolo (per es [08] da “Il Messaggero” del 13 giugno) è evidenziato anche il titolone dell’articolo, allora significa che tutto l’articolo andrebbe letto interamente

– se invece è evidenziato solo il codice dell’articolo, senza che lo sia anche il titolone, allora significa che scorrendo l’articolo troverete la parte ritenuta più interessante anch’essa evidenziata.

Ovviamente, tutto ciò è stato un lavoro fatto per capirci qualcosa di più, principalmente sugli impicci e gli imbrogli delle questioni marinesi che sono strettamente legate al progetto di Tor di Valle a quanto sembra.

E’ stato un tour de force, ma non finisce qui !

Domenica 3 giugno: Passeggiata intorno ai cantieri del Gotto d’Oro

COMUNICATO

DOMENICA 3 GIUGNO – ORE 10.30

PASSEGGIATA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DI MARINO

ritrovo presso il piazzale del “Gotto d’Oro”, in via Divino Amore 347

La Regione Lazio ha deciso di far ripartire il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione del mega centro commerciale da 100.000 metri cubi in zona Gotto d’Oro a Marino, nel quadrante tra la via Appia, la via Nettunense e la via Ardeatina.

Tale scempio è sostenuto dalle società “DeA Capital” (De Agostini e INPS) ed “Ecovillage” (Parnasi) ed era stato fermato lo scorso anno grazie ai comitati e alle associazioni del territorio che avevano inondato gli uffici preposti di “osservazioni” contrarie alla speculazione.

Attorno al centro commerciale sono previste due nuove “frazioni”: 5.000 abitanti per il progetto della Ecovillage e 3.000 abitanti per Mazzamagna.

Questi nuovi abitanti servirebbero al centro commerciale come clienti dello stesso.

Per il progetto da 5.000 abitanti a favore di Ecovillage, per ora, la V.I.A. è bloccata e lo scorso anno si faceva notare alla Regione che l’impatto del centro commerciale non può essere scorporato dal progetto residenziale. Tale escamotage voluto dai costruttori risulta per loro utile dato che facendo percorsi separati, in tempi leggermente diversi, i due progetti troverebbero meno ostacoli.

Un’altra notizia, stavolta positiva, riguarda la sentenza del TAR del Lazio che l’8 maggio ha respinto il ricorso dei costruttori de “La Casa nel Parco”, cioè delle società “Cristina” e “Le Mole 2” attualmente impegnati a devastare l’area di Mugilla intorno alle scuole “Ciari” e “Verdi” di via Maroncelli a S.Maria delle Mole.

Dopo mesi di iniziative pubbliche, esposti e richieste da parte dell’Assemblea contro la Cementificazione, il comune di Marino effettuò i controlli nei cantieri e scoprì evidenti irregolarità, tali da emettere un provvedimento di sospensione dei lavori a luglio 2017, il quale però durò solo due mesi.

Infatti, il TAR, in prima istanza, diede ragione ai palazzinari. Dopo quasi un anno, entrando nel merito, gli abusi edilizi ed il mancato rispetto della convenzione con il comune sono stati riconosciuti anche dal TAR e, quindi, i lavori di costruzione degli 8 palazzi sui 17 previsti andrebbero di nuovo fermati.

Usiamo il condizionale perché l’amministrazione marinese ha più volte espresso la volontà di far mettere a norma gli speculatori di Maroncelli sul costruito e sul costruendo dichiarando, tra l’altro, che non è del tutto scongiurata l’ipotesi della costruzione di nuovi palazzi.

Infine, gli ultimi aggiornamenti riguardano un nuovo ricorso al TAR presentato dai costruttori del centro commerciale, della enorme zona residenziale a suo contorno e della zona di Muglla: essi hanno impugnato la delibera del consiglio comunale marinese approvata lo scorso febbraio che prevede la sospensione degli effetti del Masterplan da 12.500 abitanti, cioè che diede il via a tutta la vicenda nel 2011. Il ricorso mette quindi insieme costruttori con grandi capitali e costruttori locali, tutti impegnati a cementificare centinaia di ettari di Agro Romano dove non sono previsti né progettati servizi pubblici di alcun tipo (scuole, ambulatori, ospedali, centri ricreativi, centri anziani, parchi) andando così a gravare ulteriormente sulla vita di decine di migliaia di persone e di pendolari che si ritroverebbero a fare i conti con situazioni che vanno dalla mancanza di acqua all’aggravamento della viabilità ordinaria, all’inquinamento di falde. Per non parlare della devastazione completa di un paesaggio splendido che si è conservato in qualche modo nel corso dei millenni e che, ad ogni scavo, presenta ritrovamenti archeologici importanti e già in parte noti alla soprintendenza.

Per quanto riguarda i ricorsi presentati dall’Assemblea contro la Cementificazione, dal Comitato Argine Divino Amore e da altre associazioni del territorio sin dal 2011, il TAR del Lazio non ha ancora voluto esaminarli.

Ridurre però tutta la vicenda ad un contenzioso legale sarebbe un grave errore : è in gioco una posta molto alta che solo aumentando i livelli di partecipazione e mobilitazione può costruire quei rapporti di forza che tutelino l’interesse generale della collettività.

La situazione è questa. Pertanto, domenica 3 giugno invitiamo tutti/e a partecipare ad una nuova passeggiata nei luoghi dei cantieri limitrofi al Gotto d’Oro.

Marino, 31 maggio 2018

Assemblea contro la cementificazione

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Comunicato 30 maggio Assemblea contro la Cementificazione in PDF

Volantino per passeggiata 3 giugno 2018 Gotto d’Oro in PDF

Domenica 29 aprile, ore 11.00 – Incontro Pubblico in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole

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Sabato 24 marzo, incontro e cena al centro sociale IPO’

SABATO 24 MARZO CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE A MARINO

L’Assemblea contro la Cementificazione organizza un incontro-dibattito pubblico di aggiornamento sulla situazione riguardante le zone di Mugilla e via Divino Amore di Marino soggette ai piani speculativi di grandi costruttori, come Parnasi, e di societAi?? locali.

L’incontro si svolgerAi?? a partire dalle 18.30 di sabato 24 marzo presso il centro sociale IpA?, in via del Giardino Vecchio, a Marino. A seguire ci sarAi?? una cena di autofinanziamento per le spese dell’Assemblea contro la Cementificazione alla quale vi invitiamo a prenotarvi via mail agli indirizzi ipotesi@gmail.com oppure stopcemento@inventati.org

Discuteremo della delibera del consiglio comunale di Marino che sospende in autotutela gli effetti del protocollo di intesa riguardanti il Masterplan approvato nel 2011.

La scorsa settimana c’A? stato un incontro con altre associazioni (ADA, Legambiente, Italia Nostra) e l’assessore comunale all’urbanistica che ha chiarito alcuni aspetti del provvedimento appena approvato.

Sostanzialmente, le autoritAi?? amministrative locali aspettano un incontro dalla nuova giunta regionale, se mai sarAi?? formata, al fine di negoziare/annullare/revocare il Masterplan.

Questa situazione si trascina di anni e tale delibera era stata annunciata pubblicamente giAi?? a luglio 2016 (data di insediamento della nuova amministrazione M5S a Marino) per settembre/ottobre 2016.

C’A? quindi, come minimo, un notevole ritardo nello ai???scoprireai??? che i soggetti proponenti, tra i quali Ecovillage (Parnasi), DeACapital (De Agostini ed INPS, giAi?? Idea Fimit), La Mole 2, Cristina ed altri non hanno dato seguito alla progettazione, al finanziamento e all’esecuzione dei lavori per le famose e discutibilissime opere pubbliche. Era per queste opere pubbliche che la giunta di centro-destra Palozzi si accordA? con quella regionale della Polverini per giustificare l’immensa colata di cemento su centinaia di ettari di Agro Romano in zona vincolata, di pregio e in larga parte di interesse per l’ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica.

GiAi?? nel 2011 denunciammo l’inganno: non c’A? alcun interesse pubblico dietro questa enorme speculazione ma solo la volontAi?? di mettere a rendita un intero quadrante, senza curarsi della viabilitAi?? per 12.500 nuovi residenti, senza interesse per le questioni riguardanti la disponibilitAi?? di acqua, fogne, servizi pubblici quali scuole, medici di base, ambulatori, pronto soccorso e un’urbanistica che contempli spazi di socialitAi?? e di aggregazione.

Anzi, questi ultimi spazi aggregativi ci sarebbero nella visione peggiore di questi palazzinari del terzo millennio: tutti dentro al mega-centro commerciale da 100.000 metri cubi davanti al Gotto d’Oro.

A questo eco-mostro privato servono perA? molti clienti. Ecco fatto che esso verrebbe allora circondato da 5.000 persone per la Ecovillage e da 3.000 per Mazzamagna in nuove zone residenziali.

Inoltre, a Mugilla i palazzoni di ai???La Mole 2ai??? e ai???Cristinaai??? hanno ormai completamente circondato le scuole per l’infanzia ai???Ciariai??? e la primaria ai???Verdiai???, cosAi?? gli oltre 300 bambini e bambine, i loro genitori, i lavoratori e le lavoratrici potranno ammirare perennemente lo scempio, in attesa che 400 nuovi abitanti acquistino le case pubblicizzate su vari quotidiani come immerse in un parco che non esiste piA? e che non esisterAi?? mai.

Discuteremo anche delle novitAi?? per nulla positive che potrebbero portare alla concessione di altri permessi a costruire a Mugilla a favore delle societAi?? di cui sopra nonostante le stesse abbiano ottenuto i precedenti permessi senza ottemperare alla normativa sui rilievi dei gas endogeni che pone dei limiti e delle condizioni stringenti per la sicurezza dei lavoratori del cantiere e la progettazione dei palazzi. Proprio in questi giorni alcuni residenti di Cava dei Selci hanno subAi??to l’evacuazione dalla propria abitazione a causa di gas pericolosi di origine vulcanica e non A? la prima volta che capita in queste zone, tanto che la normativa elusa dai costruttori di Mugilla fu elaborata a seguito di diversi casi simili.

Oltre ad aver costruito in assenza del rispetto della determina regionale sui gas endogeni, i palazzinari sono andati in abuso sopra con le altezze consentite ma anche questo potrebbe non bastare per impedire loro di ottenere i permessi per altre 9 palazzine ed arrivare a completare il loro progetto: 17 palazzi totali.

Riteniamo questa vicenda sintomatica dello strapotere dei palazzinari rispetto agli interessi generali della collettivitAi?? e per tanto la questione andrebbe affrontata non in modo da sistemare meglio la zona costruita che A? giAi?? adesso carente di una viabilitAi?? minima (vedi via Maroncelli) ma semplicemente non dando seguito ai piani speculativi delle societAi?? private.

Dal nostro canto continueremo ad informare la cittadinanza, promuovere iniziative sul territorio e costruire momenti di lotta per evitare che il Masterplan voluto dai costruttori distrugga per sempre la giAi?? complessa vivibilitAi?? di un intero quadrante a sud di Roma.

Assemblea contro la cementificazione ai??i?? stopcemento@inventati.org — www.stopcemento.noblogs.org

Comunicato in pdf

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Riunione di lunedAi?? 26 febbraio 2018

La riunione settimanale di lunedAi?? 26 febbraio 2018 si svolgerAi?? presso il centro sociale IPO’ di Marino, via del giardino vecchio, sempre alle ore 21.30

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