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Comunicato su assemblea pubblica di venerdì 29 giugno a S.Maria delle Mole

COMUNICATO

VENERDI’ 29 ORE 18.00 – S.MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

L’ “Assemblea contro la Cementificazione” organizza venerdì 29 giugno alle ore 18.00 in piazza P.Togliatti a S.Maria delle Mole una nuova iniziativa pubblica per discutere della situazione riguardante il “Masterplan” da un milione e trecentomila metri cubi e 12.500 nuovi abitanti approvato nel 2011 dall’allora giunta Palozzi.

Come abbiamo sostenuto sin da subito, gli interessi dei costruttori come Parnasi e di fondi di investimento come DeA Capital–Idea Fimit sono andati a braccetto in modo trasversale con numerosi esponenti politici di centro-destra e centro-sinistra ai quali si sono aggiunti di recente anche politici del movimento 5 stelle (la lega era già interna tramite il centro-destra a queste dinamiche).

Il “Masterplan” di Marino si è dimostrato pedina di scambio per le speculazioni di importanti società che hanno operato in questi anni anche per la paventata costruzione dello stadio della Roma e del relativo business park cercando di by-passare qualsiasi reale interesse pubblico pur di cementificare centinaia di ettari di verde.

Evidenziamo che a due settimane dagli arresti e dalle intercettazioni rese pubbliche dalla procura di Roma nessun partito politico presente nell’assemblea capitolina, in quella marinese e in quella regionale ha portato la questione nella rispettiva aula consiliare. E probabilmente la discussione sull’inchiesta denominata “Rinascimento” non farà mai parte di nessun ordine del giorno di nessuna amministrazione coinvolta.

Parnasi e i suoi collaboratori hanno finanziato tutti i partiti, senza distinzione alcuna, perché i suoi progetti dovevano andare in porto a qualunque costo.

La situazione marinese fu direttamente gestita dall’ex sindaco ed attuale vice-presidente regionale Adriano Palozzi insieme all’allora presidente della Regione Lazio Renata Polverini che con un accordo di programma da noi contestato in ogni sede decisero che 200 ettari di Agro Romano avrebbero dovuto sparire a vantaggio di palazzi e centri commerciali.

La situazione non cambiò con l’ascesa di Zingaretti che tramite l’assessore Civita non si preoccupò mai di contrastare i piani dei costruttori, anzi, come dimostra l’ultima inchiesta era anche quest’ultimo arruolato a pieno titolo tra i faccendieri di Parnasi.

L’idea di Parnasi era di rivendere a DeA Capital per 200 milioni di euro i terreni di Tor di Valle (comprati a 40 milioni) e di riacquistare quelli marinesi sempre da DeA Capital per 25 milioni. Questi terreni che valevano poco sono così diventati oggetto di una spaventosa rivalutazione che avrebbe portato 140 milioni di euro a vantaggio di Parnasi utilizzando quanto evidentemente imparato durante qualche partita a “monòpoli”.

Con il cambio di giunta comunale a Marino, in questi anni abbiamo continuato a chiedere di annullare/revocare le delibere cementizie e fermare i cantieri a Mugilla, ove costruttori locali hanno già distrutto metà di quanto vorrebbero, circondando le scuole elementari e per l’infanzia con palazzine in piena area verde e archeologica.

Finora, i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale sono stati molto timidi eppure sono stati impugnati da DeA Capital e costruttori locali. Oltre la promessa di Palozzi di far pressione sul sindaco marinese Colizza per sbloccare la lottizzazione di via Divino Amore (480.000 metri cubi tra commerciale e residenziale) emerge l’interesse di Lanzalone, presidente dell’ACEA, dirigente di area “5 stelle”, il quale per il suo “interessamento” aveva ottenuto la promessa di ricevere in cambio quasi 100.000 euro tramite false consulenze a favore della società Ecovillage,

Ecovillage è direttamente coinvolta nella speculazione marinese e Lanzalone avrebbe dovuto fare pressione sull’amministrazione “cinque stelle” per mandare avanti il progetto di devastazione di via del Divino Amore.

Nel 2011 non c’era alcun interesse pubblico nel paventato “recupero di standard urbanistici” sostenuto da Palozzi per giustificare tutta l’operazione speculativa. Lo denunciammo sin da subito, e infatti manca ad oggi ogni progetto di servizio pubblico per ulteriori 12.500 abitanti.

In virtù di questo e per la salvaguardia delle minime condizioni di vivibilità del territorio continuiamo a chiedere la revoca delle delibere inerenti il “Masterplan” del 2011 e tutti gli atti conseguenti alla quale si deve aggiungere la confisca di tutti i terreni delle società coinvolte e l’ampliamento del perimetro del Parco dell’Appia Antica.

Solo con tali provvedimenti verrà messa un’unica grossa pietra sopra gli appetiti dei palazzinari e dei loro sodali politici. Ogni altra iniziativa che gira intorno alla questione senza bloccarla effettivamente lascia spazio al malaffare, alla corruttela e infine alla distruzione di un prezioso spazio di decompressione dalla metropoli sempre più – inutilmente – estesa.

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – Marino – 26 giugno 2018

stopcemento@inventati.org — http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato Stop Cemento 26 giugno 2018 in formato PDF

Non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni…

FUORI IL “SISTEMA PARNASI”
DAL NOSTRO TERRITORIO

In questi giorni è emerso in tutto il suo squallore l’asservimento di vari esponenti delle istituzioni agli interessi imprenditoriali di Luca Parnasi, il capo della società immobiliare Parsitalia.

A quanto pare, da bravo palazzinaro, Parnasi ha foraggiato un po’ tutti: il centrodestra come il centrosinistra, la Lega come i cinque stelle. A Marino, Parsitalia ha messo radici fin dal 2011, quando la giunta Palozzi convalidò il disastroso Masterplan del Divino Amore, una maxi-cementificazione di oltre un milione di metri cubi, che finora, grazie all’opposizione dei comitati, non si è ancora concretizzata.

Nel frattempo, in quel progetto è entrata anche Dea Capital, una società partecipata dal gruppo DeAgostini e dall’INPS, salita agli onori delle cronache la scorsa estate, quando fece sgomberare dalle forze dell’ordine decine di famiglie che abitavano in un edificio di sua proprietà a Roma in Piazza Indipendenza.

Il nome della Dea Capital è spuntato fuori anche nel corso delle indagini sullo Stadio della Roma.

Parnasi, infatti, sperava di replicare a Tor di Valle lo stesso meccanismo che gli era riuscito a Marino: comprare i terreni a prezzo ridotto, ottenere l’approvazione dei progetti dai politici compiacenti e rivendere il tutto alla solita Dea Capital, guadagnando milioni di euro sulle nostre spalle; in poche parole, la più classica delle speculazioni edilizie. Il gruppo De Agostini-INPS si era detto disponibile all’affare, a patto che Parnasi si ricomprasse le sue ex quote della cementificazione del Divino Amore; un costo che il palazzinaro, tallonato da debiti milionari contratti con le banche, era anche pronto a pagare pur di incassare i proventi dell’affare stadio. Parnasi avrebbe così guadagnato 140 milioni di euro dal nulla, semplicemente giocando a “monòpoli” sulle spalle di chi vive nei territori soggetti a tale enorme speculazioni.

Lo stesso Parnasi assicurava a Lanzalone, l’ex presidente dell’ACEA, di area grillina, che Dea Capital gli avrebbe rilasciato una consulenza fasulla da 90.000 euro. In cambio, il super tecnico avrebbe dovuto esercitare pressioni sull’attuale amministrazione marinese per sbloccare definitivamente il famigerato progetto del Divino Amore. Del resto, nonostante il provvedimento di sospensione votato dal consiglio comunale di Marino a febbraio, tutto è ancora in piedi. Anzi, è in corso presso la Regione Lazio il procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale per il centro commerciale da 100mila metri cubi previsto dal Masterplan.

Altro che opere pubbliche, riqualificazioni, bio-edilizia ed eco-villaggi: le uniche motivazioni per la devastazione di centinaia di ettari di verde e di aree archeologiche sono sempre i profitti di pochi soggetti in grado però di accordarsi con politici, manager e organi di informazione.

Le chiacchiere stanno davvero a zero.

Attiviamoci in prima persona per fermare questa banda di speculatori.

Le delibere che permettono la cementificazione vanno revocate subito!

VENERDI’ 29 GIUGNO, ORE 18.00,

PIAZZA TOGLIATTI, S. MARIA DELLE MOLE

ASSEMBLEA PUBBLICA

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

http://stopcemento.noblogs.org

Escono allo scoperto…

COMUNICATO

CONSIGLIO COMUNALE DI MARINO: LA MAGGIORANZA SI DICHIARA APERTAMENTE A FAVORE DEL RADDOPPIO DI S.MARIA DELLE MOLE

L’Assemblea contro la Cementificazione ha presenziato al Consiglio Comunale di Marino in due sedute, lunedAi?? 27 e martedAi?? 28 luglio, il cui ordine del giorno prevedeva due mozioni dell’opposizione (Tammaro e 5 Stelle) riguardanti il futuro assetto del territorio di S.Maria delle Mole e Frattocchie.

Entrambe avevano lo scopo di salvaguardare territorio e residenti da una colata di un milione e trecentomila metri cubi di cemento e 12.500 nuovi residenti, con annessi problemi di viabilitAi??, acqua,fogne e servizi.

L’Amministrazione Comunale, dopo aver proposto un rinvio sulla ai???mozione-Tammaroai???, la quale non chiedeva revoche di delibere ma semplicemente un confronto con le aperture mostrate (a parole) dalla Regione Lazio per revisionare i progetti, A? rientrata dalla lunga sospensione della seduta rivendicando apertamente la volontAi?? di proseguire nella cementificazione del territorio.

E’ questo il senso della dichiarazione di voto data da Remo Pisani a nome della maggioranza, il quale ha disconosciuto l’ambiguitAi?? che dal consiglio comunale di novembre vedeva l’amministrazione dichiarare la propria contrarietAi?? ai progetti della precedente giunta Palozzi e il sostegno ai ricorsi al TAR del Comitato ADA con i famosi 50 euro allora donati dal sindaco Silvagni e dai consiglieri Marchetti e Cherri.

La conseguente bocciatura della ai???mozione-Tammaroai??? non A? quindi dovuta a questioni tecniche, giuridiche o economiche, anche se la maggioranza ha provato con esse (che secondo noi non sussistono) ad argomentare la propria presa di posizione sul mantenimento del progetto speculativo.

Alla semplice domanda sull’utilitAi?? di una nuova colata di cemento e di case non A? stata data risposta.

Su oltre 120 ettari di Agro Romano intatto, da via del Divino Amore a Mugilla, fino a Mazzamagna, gli interessi di Parnasi e altri costruttori locali trovano la giusta sinergia con i referenti politici in Consiglio.

Nel goffo tentativo di giustificarsi, l’Amministrazione tenta di passare come paladina dell’ambiente, in quanto le precedenti giunte di centro-sinistra (e prima ancora quella Desideri di centro-destra) avevano previsto una cubatura maggiore sulla stessa zona seppur con destinazione d’uso non residenziale.

Partendo dagli zero metri cubi attuali, non si capisce perchA? si dovrebbe gioire di questa speculazione, peraltro costantemente portata avanti in questi anni dagli uffici tecnici del Comune nonostante le illegittimitAi?? oggetto di numerosi ricorsi ancora pendenti al TAR del Lazio che tergiversa ormai da quasi 4 anni.

La seconda mozione, presentata dai 5 Stelle, riguardava il sostegno alla richiesta di ampliamento del Parco dell’Appia Antica da inoltrare alla Regione Lazio, organo effettivamente deputato a realizzare tale importante iniziativa ferma da oltre un decennio.

Anche in questo caso, Remo Pisani, a nome della maggioranza, ha espresso un fermo ai???noai??? sia politico che tecnico-giuridico. Gli impedimenti giuridici non sussistono, anzi, proprio allargando il perimetro del Parco dell’Appia Antica gli eventuali interessi dei costruttori nulla varrebbero in sede legale.

Come nota di cronaca, le mozioni sono state respinte con 10 voti contrari e 8 favorevoli, e non A? sfuggita l’assenza alle votazioni di alcuni importanti consiglieri di maggioranza andati via al rientro dalla sospensione.

Come Assemblea contro la Cementificazione non ci aspettavamo nessuna tutela del territorio da parte della maggioranza e non ci siamo stupiti per il tentativo di rinviare il voto sulla mozione a ai???dopo la decisione del TARai???, cosAi?? come giAi?? fatto a novembre 2014. Stavolta perA? l’Amministrazione Comunale rivendica il proprio ruolo affianco ai costruttori, agli immobiliaristi e alle banche che ci sono dietro il ai???Masterplanai??? del 2011.

Infine, ringraziamo anche il consigliere comunale Ambrogiani (PD) per aver rivendicato in consiglio comunale il sostegno alla delibera nAi??35 del 2014 (giunta Palozzi) che ha temporaneamente permesso la realizzazione di un parcheggio sterrato a via Frassati in cambio dell’approvazione di una nuova colata di cemento sullo stesso e su diversi ettari limitrofi proprio al confine con Mugilla. Secondo la delibera citata, su questo terreno di proprietAi?? della ai???Selva srlai??? l’Amministrazione (Palozzi) restava in attesa dello sviluppo del Piano Integrato, facente parte del protocollo d’intesa Palozzi-Polverini, sospeso dalla Regione Lazio proprio in previsione dell’allargamento del Parco dell’Appia Antica

Ovviamente, il consigliere PD aveva omesso di citare questa seconda parte, pensando che in platea ci fosse gente sprovveduta.

E’ lecito chiedersi che senso abbia rivendicarsi il sostegno a una simile delibera che prevedeva un nuovo scempio sul versante sud di Mugilla e poi votare la richiesta di ampliamento del Parco dell’Appia Antica.

Del resto, l’unica cosa che si A? verificata finora A? proprio il comodato d’uso del parcheggio di via Frassati, preludio alla cementificazione dell’intera zona, e non lo sviluppo del Parco dell’Appia Antica.

L’Assemblea contro la Cementificazione invita la popolazione a non dare nulla per scontato e a continuare a organizzarsi e battersi per evitare che i palazzinari costruiscano ai???solide realtAi??ai???.

I loro ai???sogniai??? non coincidono con quelli della popolazione, senza ombra di dubbio.

Marino 31 luglio 2015

Assemblea contro la Cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

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