22 marzo in piazza a S.Maria delle Mole

Presidio piazza Togliatti - S.Maria

Presidio piazza Togliatti – S.Maria

SABATO 22 MARZO, PRESIDIO INFORMATIVO IN PIAZZA TOGLIATTI A S.MARIA DELLE MOLE, DALLE ORE 10.00

Nel corso degli ultimi mesi sono state numerose le novità, a volte fortunatamente solo annunciate, riguardanti la gestione del territorio delle frazioni di Marino e delle aree limitrofe.

Si è trattato, in ogni caso, di interessi speculativi che rischiavano (e rischiano) di devastare centinaia di ettari di Agro Romano, inquinando le sue falde acquifere, distruggendo le evidenze archeologiche e andando, in generale, a peggiorare sensibilmente la qualità della vita di decine di migliaia di residenti attuali e futuri.

Si va dall’idea di “sviluppo” edilizio che cementificherebbe un milione di metri cubi raddoppiando, di fatto, l’abitato di S.Maria delle Mole, alla paventata costruzione di un bruciatore di rifiuti organici in località S.Fumia, senza dimenticare che nello stesso quadrante esiste la discarica Ecofer che, la scorsa estate, è stata al centro di partecipate mobilitazioni per impedire che diventasse la nuova-Malagrotta.

Gli interessi dei palazzinari, tra i quali spicca una società del gruppo Parnasi, si sono così contrapposti a quelli dei “boss della monnezza”: volendo semplificare, da un lato politici di centro-destra che vogliono cementificare il territorio per fare posto ad altri 15.000 nuovi residenti, dall’altro politici di centro-sinistra che utilizzano l’asse dell’Ardeatina per gestire la cosiddetta “emergenza rifiuti”. In mezzo a questa tenaglia, la popolazione delle frazioni di Marino, quella dei quartieri più periferici del comune di Roma ma anche la gente di Roncigliano, Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Pavona…

Sabato 22 marzo, l’Assemblea contro la Cementificazione sarà in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole, dalle 10.00, per fare il punto della situazione e cercare di rilanciare la mobilitazione in tutto il territorio, stretto nella morsa di chi vuole estrarre enormi profitti incurante delle conseguenze che ciò comporta.

Tra le altre cose, illustreremo la scelta dell’INPS di sostenere il progetto di Parnasi, quella del candidato sindaco di Marino, Fabio Silvagni, nell’annunciare una raccolta porta-a-porta finalizzata a bruciare i l’umido e quanto sia problematica la gestione dei rifiuti con particolare riferimento alla discarica di Roncigliano (che raccoglie anche i rifiuti del nostro comune).

Non ultimo, evidenzieremo il silenzio assordante di tutte le amministrazioni dei Castelli Romani sulla gestione-Cerroni e sulle fatture che la sua società presentava ad esse, dichiarando il falso, facendo così risultare indebitati nei suoi confronti praticamente tutti i comuni: questo meccanismo si è tramutato in un salasso per le popolazioni, attuato tramite gli aumenti ingiustificati delle tariffe sulla raccolta dei rifiuti.

Sarebbe il caso che i soldi di questa truffa tornino immediatamente indietro a tutti i cittadini

Vogliamo quindi rivolgere un ulteriore invito alla partecipazione non solo alla giornata del 22 marzo ma anche alle assemblee settimanali che si svolgono tutti i lunedì con inizio alle 21.45 presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, a S.Maria delle Mole.

Solo discutendo e organizzando insieme ogni necessaria iniziativa si potranno impedire i prossimi paventati scempi ambientali, frutto degli accordi stipulati tra imprenditori e i politici nostrani.

I loro interessi sono esattamente opposti a quelli dell’intera collettività.

Si possono fermare, qui come altrove, solo con un impegno diretto da parte di tutte e di tutti.

Marino, 19 marzo 2014

 

Domenica 9 febbraio – ore 10.00 – Presidio Informativo a Marino (p.za Matteotti)

UNA NUOVA NOCIVITA’ ALLE PORTE: IL DIGESTORE

MENTRE L’INPS SBORSA 7 MILIONI PER CEMENTIFICARE IL TERRITORIO INSIEME A PARNASI

 

Mentre la raccolta differenziata in tutto il Comune di Marino è su cifre irrisorie e si continuano a conferire 4 tonnellate su 5 direttamente in discarica a Roncigliano causando miasmi e malori tra la popolazione locale, il centro-destra annuncia la costruzione di un “digestore anaerobico” in zona S.Fumia.

Secondo i geniali politici locali, si dovrebbero spendere milioni di euro di soldi pubblici per avviare una raccolta dell’umido che, invece di essere utilizzato come compost, finirebbe nel macchinario producendo gas di scarico e un residuo che finirebbe in discarica perché, per le sue nuove caratteristiche, andrebbe trattato come rifiuto speciale.

I progetti di digestori anaerobici vengono proposti a decine nella nostra provincia da quando il governo Monti decise di finanziarli con milioni di euro pubblici. Si tratta di nuove speculazioni che mettono a rischio la salute dei cittadini e inquinano i territori circostanti.

Del resto l’amministrazione locale nulla ha fatto per controllare le fatture emesse da Cerroni che ha provocato un falso indebitamento a carico dei Comuni e, quindi, della cittadinanza tramite il pagamento “gonfiato” della TARES. E infatti ancora neanche osano chiedere conto di questi milioni di euro pagati indebitamente da tutta la collettività.

Questa nuova nocività si sposa con il falso interesse ambientalista mostrato (e già da noi smascherato) durante la lotta contro la discarica Ecofer della Falcognana. A meno di un km di distanza dal sito di stoccaggio di rifiuti adesso vorrebbero collocare il “digestore”.

Infatti l’amministrazione Palozzi in combutta con la Polverini ha promosso la cementificazione di via del Divino Amore che, secondo il progetto, porterà un milione di metri cubi di cemento e 15.000 nuovi residenti, proprio nella zona adiacente la discarica Ecofer.

La novità dell’ultima ora, ovviamente negativa, è che l’INPS tramite una “Società di Gestione di Risparmio” è entrata in società con Parnasi (il costruttore che detiene la fetta più grossa di terreni e cubature) ed ha già versato 7 milioni di euro di caparra.

Così il privato, Parnasi, può avvalersi della liquidità di un ente pubblico che si finanzia direttamente con i soldi delle lavoratrici e dei lavoratori, per gestirli nella devastazione del territorio e nel peggioramento delle condizioni di vita di decine di migliaia di persone.

Mentre la maggior parte delle nuove abitazioni costruite a S.Maria delle Mole e dintorni è sfitta.

Contro tutto questo occorre aumentare la mobilitazione e diffondere una corretta informazione.

Spacciare “digestori” e “cemento” come sviluppo del territorio e soluzione dei problemi relativi alla gestione dei rifiuti non è solo palesemente falso ma è un disegno ben preciso che tende a fare facile profitto contro gli interessi della popolazione che ne pagherà le spese sia in termini di salute che di denaro, per sempre.

 

DOMENICA 9 FEBBRAIO DALLE ORE 10.00

PRESIDIO INFORMATIVO A MARINO

PIAZZA MATTEOTTI (i “quattro mori”)

 Riunione ogni lunedì, ore 20.30, via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole (a 100 mt dalla Stazione)Clicca qui per il volantino in PDF 

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COMUNICATO STAMPA

Clicca qui per visualizzare in PD il comunicato del 6 febbraio 2014

Sabato 25 gennaio: Assemblea + Cena di Autofinanziamento a Marino

Assemblea e Cena 25 gennaio 2014

Sabato 25 gennaio, l’Assemblea contro la Cementificazione di Marino invita tutti e tutte a partecipare ad un incontro presso il centro sociale Ipò per fare il punto della situazione in merito alle lotte autorganizzate che sono in corso ai Castelli Romani. A seguire ci sarà una cena di autofinanziamento a sostegno della vertenza che, in queste settimane, ha visto l’inserimento dell’INPS a favore degli interessi privati del costruttore Parnasi, tramite un accordo quadro che prevede un ingresso in quota alla società “Ecovillage” per la cementificazione di decine di ettari di Agro Romano.

Crediamo sia utile e necessario continuare il percorso di saldatura di tutte le lotte autorganizzate quotidianamente portate avanti nel nostro territorio, proprio come ci eravamo ripromessi durante l’ultimo discamping di Roncigliano.

Per aggiornarci sugli sviluppi delle lotte in corso, per condividere le prossime iniziative e per sostenerle insieme, l’appuntamento è sabato 25 gennaio alle 18.30 al csoa Ipò. Per la cena, comunicateci con anticipo la vostra partecipazione.

 E-mail: stopcemento@inventati.org

I soldi delle pensioni INPS usati per cementificare via del Divino Amore ?

I SOLDI DELLE PENSIONI INPS

USATI PER LA CEMENTIFICAZIONE DI VIA DEL DIVINO AMORE ?

Come riportato da “Il Fatto Quotidiano” in un articolo dello scorso 8 dicembre, la dirigenza dell’INPS ha definito un accordo-quadro con la società del palazzinaro Luca Parnasi per entrare nell’affare riguardante la cementificazione del nostro territorio. In pratica, l’INPS cederà a Parnasi un palazzo (attualmente affittato alla Provincia di Roma) del valore di 70 milioni di euro e verserà a suo favore altri 26 milioni di euro. Tutto questo tramite un giro di società di gestione di beni immobili, banche e fondi di investimento che potete leggere nell’articolo a firma di Marco Palombi, qui linkato http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/08/inps-i-progetti-di-speculazione-immobiliare-che-fanno-discutere-i-vertici/803476/

L’INPS, insomma, è pronta ad entrare in affari con la società “Parsitalia” attraverso il progetto speculativo denominato “Eco-village”, che di “eco” ha ben poco.

Come è possibile che un ente di previdenza che deve avere come scopo primario quello di sostenere i lavoratori e le lavoratrici pensi di investire i soldi delle pensioni in progetti speculativi che devastano un intero territorio e, tra l’altro, sono certamente un affare-a-perdere ?

Si sta parlando di una parte importante della colata da un milione di metri cubi di cemento voluta dall’ultima giunta Palozzi e sostenuta attivamente dalla Regione Lazio guidata da Renata Polverini e contro la quale parte della popolazione locale si è già espressa in molti modi: iniziative di piazza, assemblee pubbliche e ben tre ricorsi al TAR presentati nei primi mesi del 2012.

A S.Maria delle Mole, a Marino e nelle altre frazioni sono stati costruiti (e continuano ad esserlo) centinaia di appartamenti, tuttora sfitti sia perché non c’è nessun incremento demografico significativo sia per la pesante speculazione immobiliare che li rende acquistabili a cifre che partono da 3.000 euro al mq in su.

Per questo ci opponiamo alla cementificazione del parco Tudini, della zona di Mugilla, del Parco Falcone, del Parco del Principe fino a Via del Divino Amore e invitiamo tutti/e a prendere consapevolezza che una speculazione da 280 ettari complessivi va assolutamente fermata perché sarà un punto di non ritorno.

Vengono previsti 15.000 nuovi residenti e12.000 autoveicoli in più con tutte le conseguenti problematiche di inquinamento, di riduzione delle falde acquifere, gestione delle acque fognarie, carenza di servizi nonché la fine del “nostro” Agro Romano così come lo abbiamo sempre conosciuto. Verrà distrutto e reso inaccessibile un immenso patrimonio naturalistico, storico e archeologico. Per sempre.

La geniale idea dell’INPS, se si concretizzerà, darà un ulteriore impulso alla società di Parnasi e ai suoi amici politici locali di maggioranza del PDL, Idee Nuove, Costruiamo il decentramento (nome appropriatissimo…), API, UDC, che nell’agosto 2011 votarono in Consiglio Comunale un vergognoso accordo di programma mentre la (finta) opposizione cincischiava (eh sì che pure loro di cemento se ne intendono) tra le proteste di decine di persone che decisero di non far passare tutto sotto silenzio. Ricordiamo, inoltre, l’attivismo dei partiti locali e – in particolare – dei “palozziani” durante la scorsa estate, tutti interessati a bloccare la discarica della Falcognana non perché gli interessava la salute della popolazione (del resto sono loro gli artefici di un misero 20% di raccolta differenziata) ma proprio perché l’area adiacente è quella su cui vorrebbero apparecchiare la tavola, imbandirla e tagliarsi la torta insieme ai palazzinari di turno come Parnasi e Giannini.

Non permettiamoglielo! Organizziamoci e Lottiamo per avere:

Ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica

Bonifica delle discariche

Recupero del patrimonio storico-archeologico del territorio, mediante lo sblocco di fondi per scavi archeologici nell’area

Requisizione degli ettari di terreno privato su cui è prevista la massiccia cementificazione

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

Qui il Volantino in formato PDF

GIU’ LE MANI DAL TERRITORIO

Da ormai più di due anni, l’Assemblea contro la Cementificazione è presente nel territorio comunale marinese, specie nelle sue frazioni, sviluppando l’opposizione popolare alla megalottizzazione da un milione di mc prevista dalla coppia Palozzi-Polverini su 280 ha di agro romano residuo, ubicato tra l’abitato di Santa Maria e Via del Divino Amore, in ossequio agli interessi economici del palazzinaro Parnasi e di altri costruttori minori, e a scapito della qualità della vita delle locali comunità.

 Durante questo percorso abbiamo presentato tre ricorsi al Tar, costruito iniziative di piazza e dentro le scuole, organizzato varie passeggiate archeologiche sui terreni coinvolti nella speculazione, sostenendo dunque il percorso legale con la mobilitazione attiva di vari settori della popolazione.

 Dalla scorsa estate l’Assemblea ha inoltre partecipato al vasto movimento di opposizione al progetto di discarica alla Falcognana (in un sito dove peraltro la società Ecofer gestisce già una discarica di rifiuti pericolosi da dieci anni), per la quale, a causa della mancanza delle autorizzazioni paesaggistiche, il Ministero dei beni culturali e del turismo ha disposto proprio in questi giorni il blocco dei lavori in corso del terzo invaso, contribuendo a costruire, insieme al Presidio contro la discarica di Falcognana, al Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, che si batte da anni anche per la chiusura della discarica di Roncigliano, e ad altre varie realtà, il corteo di massa del 21 Settembre scorso a Roma.

 Nel corso della vertenza è perciò emersa l’esigenza di acquisire un punto di vista più generale circa le nocività che insistono sulle nostre zone, dalla cementificazione alle discariche, che, lungi dal rappresentare opzioni tra loro alternative, sono invece espressione delle medesime modalità di direzione imprenditoriale dei territori, nelle declinazioni distinte ma complementari del predominio della rendita e del perseguimento del profitto nella gestione del ciclo dei rifiuti.

 Le lotte contro i progetti di cementificazione, contro le discariche, contro tutte le altre nocività, si inseriscono, cioè, in un processo unico di recupero della capacità decisionale e di miglioramento delle proprie condizioni materiali da parte di coloro che abitano e che lavorano nel territorio, maturando di fatto obiettivi e rivendicazioni comuni, per una difesa complessiva dei luoghi in cui viviamo:

  • Ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica

  • Bonifica delle discariche

  • Recupero del patrimonio storico-archeologico del territorio, mediante lo sblocco di fondi per scavi archeologici nell’area

  • Requisizione degli ettari di terreno privato su cui è prevista la massiccia cementificazione

 ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

Riunione ogni Lunedì ore 21:30 Via San Paolo Apostolo, 19

Scarica il Volantino Stop Cemento in formato PDF

Venerdì 8 novembre – Incontro Pubblico, scuola Vivaldi, S.Maria delle Mole

Incontro pubblico - scuola Vivaldi - S.Maria delle Mole - 8 novembre 2013

Incontro pubblico – scuola Vivaldi – S.Maria delle Mole – 8 novembre 2013

VENERDI’ 8 NOVEMBRE – h. 16.00

SCUOLA MEDIA VIVALDI – S.MARIA DELLE MOLE (via G.Prati)

INCONTRO PUBBLICO: TRA RIFIUTI E CEMENTO,

UN TERRITORIO SOTTO ATTACCO CAPITALE”

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino e delle Frazioni organizza un incontro pubblico rivolto alla popolazione per discutere delle vertenze in corso sul territorio, in particolare di quelle riguardanti il raddoppio dell’abitato di S.Maria delle Mole e la situazione relativa alla discarica di via Falcognana.

Nel corso dell’incontro, gli archeologi che parteciperanno illustreranno le ricchezze custodite nell’Agro Romano di Via del Divino Amore che la giunta Palozzi ha deciso di cementificare nel 2011, con uno sguardo rivolto anche verso i limitrofi terreni del Comune di Roma non meno importanti per la loro storia.

In questi anni è stato possibile presentare ben tre ricorsi al TAR del Lazio grazie al contributo di molte persone, al team legale, ad architetti e archeologi che si sono prestati gratuitamente. Tuttavia, nonostante le ingenti spese sostenute e il notevole lasso di tempo trascorso (circa 18 mesi), il TAR ancora non ha fissato la prima udienza che è nuovamente stata da noi sollecitata.

Nel frattempo, a questo pianificato scempio da 15.000 nuovi abitanti e un milione di metri cubi di cemento si è venuta a sommare la cosiddetta emergenza rifiuti della Capitale, che a fine luglio causava la decisione di utilizzare la già esistente discarica Ecofer di via Ardeatina al posto di quella pluridecennale di Malagrotta.

La risposta delle popolazioni di Falcognana, Spregamore, di altri quartieri vicini e di S.Maria delle Mole è stata forte ed immediata e, per il momento, ha di fatto bloccato i camion dell’AMA.

Il pericolo non è purtroppo scongiurato e ne stanno facendo le spese gli abitanti dei dintorni di Bracciano e di diversi comuni del Nord Italia. Inoltre, la discarica di Albano, anch’essa sita in via Ardeatina, accoglie da febbraio parte dei rifiuti romani e da oltre trenta anni la quasi totalità dei rifiuti dei comuni dei Castelli mentre su di essa incombe sempre il rischio della costruzione di un inceneritore. Nelle ultime settimane si sono contati decine di accessi ai Pronto Soccorso di zona a causa dei malori causati proprio dai miasmi prodotti dallo sversamento dell’immondizia nei suoi sette invasi.

L’attacco al territorio e alla salute delle popolazioni che ci vivono è evidente ed è già in atto perché accanto alla cementificazione selvaggia esistente, si affiancano i progetti speculativi di costruttori del calibro di Parnasi e gli interessi relativi alla gestione dei rifiuti guidati da Cerroni ed altri imprenditori.

Tutta questa necessità di profitto di soggetti privati trova sponde dai più alti livelli istituzionali, vedi ministro Orlando, fino ai nostrani politici locali che si stanno facendo in quattro per scongiurare lo sversamento dei rifiuti a Falcognana solo perché vederebbero colpiti i progetti di cementificazione della vicina zona di via del Divino Amore.

Di tutto questo e delle prossime iniziative se ne discuterà venerdì 8 novembre presso la scuola media “Vivaldi” di S.Maria delle Mole insieme al “Presidio No Discarica” che da oltre tre mesi tiene viva la lotta contro l’ipotesi di una “nuova Malagrotta”.

Invitiamo la popolazione a intervenire e a partecipare attivamente per evitare la devastazione del territorio in cui viviamo e i danni permanenti causati da una sua cementificazione e/o da una destinazione d’uso tipo mega-discarica mentre, lo ricordiamo ancora una volta a titolo di esempio, il Comune di Marino effettua una raccolta differenziata ridicola che si ferma intorno al 20%. Quattro tonnellate su cinque, in pratica, finiscono nella discarica di Albano con nefaste conseguenze sulla salute delle persone. E’ allora il caso di ribadire che evidentemente non ci si può affidare all’operato delle istituzioni – locali, regionali, nazionali – ma solo attraverso l’autorganizzazione popolare si può riuscire ad evitare lo scempio del nostro territorio e lo sperpero di soldi pubblici che esso comporta.

S.Maria delle Mole, 6 novembre

Assemblea contro la Cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

 

Sabato 26 ottobre – Corteo ad Albano

Corteo ad Albano contro inceneritori e discariche

 

SABATO 26 OTTOBRE

CORTEO AD ALBANO

CONTRO DISCARICHE E INCENERITORI

concentramento ore 15.00 a piazza Mazzini

Il nostro comune, Marino, 40.000 abitanti, conferisce i propri rifiuti nella discarica di Albano,

A soli 5 minuti di distanza dal sito della Ecofer già designato a diventare la “nuova Malagrotta”, si trovano i cancelli di Roncigliano con sette enormi invasi pieni di monnezza dei Castelli.

In questi mesi di battaglia per evitare lo scempio di Falcognana molte iniziative sono state prodotte, molti appelli “per la tua vita”, molti riferimenti al “futuro dei nostri bambini” e molti politici locali hanno fatto capoccella per mettersi in mostra (del resto nel 2014 si vota).

E’ il caso di ribadire che la “nostra monnezza”, quella che gettiamo nei famigerati tre cassonetti, finisce per l’80% (4 tonnellate su 5) come indifferenziata proprio nella discarica di Albano andando ad avvelenare l’aria, il suolo e l’acqua di un vasto territorio.

Nelle ultime settimane, come avrete letto, decine di persone, tra le quali donne, anziani e bambini sono dovuti ricorrere ai Pronto Soccorso di zona per i miasmi che hanno causato malori, svenimenti, vomito e crisi respiratorie. Teniamo presente pure che il PS di Marino e quello di Genzano sono chiusi ormai da anni (ah già, il nostro era stato re-inaugurato proprio sotto campagna elettorale…) e si ha un quadro generale della situazione.

Creano l’emergenza rifiuti a tavolino, non fanno la raccolta differenziata, colpiscono la salute della gente, chiudono le strutture sanitarie e hanno pure la faccia tosta di farsi vedere alle iniziative pubbliche contro la discarica ? E nessuno gli dice niente ? E in molti pensano che bisogna comunque affidarci a loro per risolvere la questione-Falcognana?

E’ evidente che l’unico loro interesse è quello di cementificare il territorio circostante via del Divino Amore, fino al raddoppio dell’abitato di S.Maria delle Mole. Contro questo noi ci battiamo, contro ogni disastro ambientale, contro i profitti per pochi e i danni per tutti, contro la palese opera di riciclaggio di denaro che si cela dietro simili speculazioni.

Fosse per Palozzi&co., come riportato in un recente volantino a firma dei partiti di maggioranza di Marino, costruirebbero inceneritori di ogni sorta. Che inquinano come la monnezza sotto terra e necessitano di milioni di metri cubi d’acqua l’anno per “lavorare”.

Per la chiusura della discarica di Albano, per evitare la costruzione di un inceneritore al suo interno così come richiesto dal “boss” Manlio Cerroni, per dimostrare che la popolazione di Marino e delle frazioni non guarda solo il proprio “orticello”….sosteniamo la lotta del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano, scendiamo di nuovo in piazza chiedendo anche una raccolta differenziata porta a porta su tutto il nostro territorio, così come avviene altrove.

La nostra monnezza, proprio quella che gettiamo tutti i giorni, finisce nei polmoni della gente di Roncigliano, Cancelliera, Villaggio Ardeatino ecc…non tolleriamo più questa situazione, non rendiamoci complici delle scelte scellerate delle amministrazioni, non consideriamoli più “graditi ospiti” alle varie iniziative pubbliche!

SABATO 26 OTTOBRE, TUTTE E TUTTI AD ALBANO!

Assemblea contro la Cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Riunione ogni lunedì, ore 21.30, via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole (a 100 mt dalla stazione)

Visualizza e scarica il volantino in PDF

 

LUNEDI’ 30 SETTEMBRE – TUTTI AL PRESIDIO!

DISCARICHE E CEMENTO:

NON PASSERANNO!

 Dopo il partecipatissimo corteo di sabato 21 a Roma occorre proseguire la mobilitazione in forme concrete per evitare di ritrovarci vicino una “nuova Malagrotta”. E’ necessario, inoltre, arricchire questa lotta con dei contenuti onde fermare ogni intervento di partiti e imprenditori che vorrebbero sostituire uno scempio con un altro.

La discarica della Falcognana esiste “provvisoriamente” già da 10 anni, accoglie decine di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi e fu realizzata dall’amministrazione regionale guidata allora da Storace.

L’emergenza rifiuti nel Lazio dura da 15 anni perché così si garantiscono enormi guadagni a soggetti privati legati sia ai partiti di centro-destra che di centro-sinistra.

In questo periodo, diversi personaggi della politica locale marinese cercano la massima visibilità e si dichiarano apertamente contro la “nuova Malagrotta” ricordandosi solo ora del problema delle falde acquifere, dei vincoli paesistici e archeologici dell’Agro Romano, della vicinanza del Parco dell’Appia Antica e – non ultimo – delle “rotte di decollo degli aerei in transito a Ciampino”(cit. Adriano Palozzi).

A volte, in piazza, ci siamo ritrovati ad assistere a improbabili conversioni ambientaliste di questi soggetti. In realtà nessuno di essi è stato folgorato sulla via di Damasco.

C’è in ballo la cementificazione di decine di ettari di territorio proprio tra S.Maria delle Mole e la discarica della Falcognana, approvata dal centro-destra marinese e per nulla osteggiata dal PD, che prevede l’insediamento di 15.000 nuovi abitanti, circa 12.000 automobili in più, l’impoverimento delle falde acquifere: vogliono scrivere a colpi di ruspe la parola “fine” per questa parte di Agro Romano.

L’enorme speculazione dei costruttori Parnasi e Giannini interessa il nostro comune e fa il paio con quella di Caltagirone proprio nel IX Municipio, vicino Falcognana, in tutto altri 1.200.000 metri cubi.

Insomma, il quadrante compreso tra Appia, Nettunense e Ardeatina è sotto attacco così come lo sono le popolazioni che ci vivono: stretti tra interessi di palazzinari e gestori della “monnezza”, ci troviamo in mezzo ad una partita di interessi che vede combattersi centro-destra e centro-sinistra solo sulle modalità con le quali perseguire l’opera di devastazione e saccheggio.

La loro idea di tutelare la salute della gente è solo un bluff.

E’ eloquente l’ultimo volantino del centro-destra marinese distribuito pochi giorni fa, nel quale come soluzione al problema dei rifiuti viene proposta la costruzione di impianti di incenerimento, tipo quello voluto da Cerroni e bloccato dalle mobilitazioni degli abitanti di Albano in questi anni.

Ecco, queste sono le “geniali” alternative di tali soggetti: ancora colate di cemento, ancora inceneritori, ancora balle su una paventata diminuzione del traffico aereo, ancora il Pronto Soccorso chiuso, etc…

In tale volantino, essi facevano appello all’unità di “tutti”. Anche noi invitiamo tutta la popolazione ad essere unita ma anche attiva a partecipe, per fermare ogni tipo di scempio e per negare ogni spazio di agibilità a quei soggetti già responsabili di gravi danni in atto nel nostro territorio che sulla vicenda della Falcognana stanno solo cercando di tutelare i propri profitti.

Rafforziamo la partecipazione diretta, passiamo lunedì 30 settembre al Presidio davanti la Ecofer che va avanti da quasi due mesi, costruiamo momenti assembleari nei quali decidere insieme come proseguire la lotta contro tutte le nocività esistenti o incombenti (che già non sono poche…)

LUNEDI’ 30 SETTEMBRE – DALLE 18.00

TUTTI/E AL PRESIDIO DAVANTI LA DISCARICA “ECOFER”

VIA ARDEATINA KM 15,300 (poco dopo via di Porta Medaglia)

NON PASSERANNO !

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

riunione ogni lunedì presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole

Scarica qui il volantino in formato PDF

SABATO 21 SETTEMBRE, TRENO DELLE 14.30, STAZIONE DI S.MARIA DELLE MOLE

Corteo 21 settembre 2013 - Movimenti territoriali di lotta - big

SI PARTE E SI TORNA INSIEME

SABATO 21 SETTEMBRE TUTTI E TUTTE A ROMA !

TRENO DELLE 14.30, STAZIONE DI S.MARIA DELLE MOLE

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MANIFESTO DELL’INIZIATIVA
“SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO TUTTE LE DEVASTAZIONI DEL TERRITORIO”
SABATO 21 SETTEBRE 2013 – ore 15.30 – ROMA – piazza della Repubblica

“Da Piazza della Repubblica a Piazza SS. Apostoli. Solo andata”

Il 21 Settembre scendiamo in piazza per prendere una posizione nettamente critica nei confronti di un sistema socio-economico fondato esclusivamente sul profitto, variabile che fa sentire tutto il suo peso anche nei processi decisionali delle pubbliche amministrazioni locali e centrali.
Il 21 Settembre dimostriamo perché l’incapacità e la spregiudicatezza di decisori pubblici, spesso collusi con i grandi gruppi economici, non garantisce più la tutela dei Beni pubblici locali e universali, continuamente attentati da milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere che viaggiano per il mondo senza più sapere dove collocarli, dalla continua cementificazione che distrugge il territorio, gli spazi verdi, le campagne,spegnendo gli ecosistemi e le aree di vivibilità sociale.
Il 21 settembre manifestiamo a tutela dell’aria, delle risorse idriche, e l’acqua potabile in particolare ponendo un argine contro subdoli tentativi di un loro “esproprio” dal dominio pubblicistico a vantaggio di regimi privati oligopolistici.
Il 21 settembre dimostriamo per le strade di Roma perché il modello di sviluppo dominante nella visione politica, economica e industriale è fondato esclusivamente sull’aumento dei consumi e dei margini di profitto.
Le grandi realtà economiche controllano di fatto la gestione dei beni pubblici piegandoli ad una logica che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente. La profonda crisi economica in corso conferma le debolezze di un sistema ispirato alla logica della crescita continua: non esiste futuro, non esiste sviluppo senza sostenibilità.
Il 21 settembre puntiamo il dito contro una amministrazione pubblica sempre più funzionale all’interesse di pochi; contro un’amministrazione che, al riparo nello stato di diritto, usa il termine “emergenza” come esimente per legittimare l’esercizio di un potere prevaricatore.
NOI rifiutiamo il concetto di emergenza quale unica giustificazione in materia ambientale e quale strumento per violare la volontà popolare.
NOI VOGLIAMO che i decisori mettano fine all’emergenza rifiuti del Lazio, promuovendo istanze e modelli propositivi fondati su schemi cooperativi ad incentivi compatibili.
NOI PRETENDIAMO l’apertura di un tavolo vertenziale che risolva le questioni pendenti e che ristabilisca quel giusto equilibrio decisionale – totalmente sbilanciato – sulle tematiche ambientali.
NOI RIVENDICHIAMO
1. La cancellazione del sito di Falcognana come sostitutivo di Malagrotta
2. la chiusura e bonifica di tutti i siti di Malagrotta;
3. la cancellazione dell’AIA 2009 per l’inceneritore di Albano e per il 7° invaso della discarica di Roncigliano;
4. avendo preso atto dell’esaurimento della discarica dell’Inviolata, la chiusura del sito, il blocco dell’impianto di TMB.
5. la revisione dei processi autorizzativi di tutte le centrali a biomasse/biogas perché escludono i/le cittadini/e dalla valutazione;
6. la moratoria immediata dei progetti in corso di autorizzazione;
7. la separazione di tutto quello che c’è da separare, di non produrre all’origine quello che è già rifiuto, di recuperare materia, di imporre ad ogni comune o municipio urbano di gestire in proprio l’umido prodotto, con il metodo aerobico.
8. il blocco dei piani di cementificazione dei territori di Roma e provincia;

NOI, Donne e Uomini del 21 settembre. MANIFESTIAMO per impedire la devastante deriva alla quale ci stanno conducendo e verso la quale sembrano rassegnate le coscienze.

NOI, Donne e Uomini del 21 settembre, LOTTIAMO e sempre lotteremo per costruire le fondamenta di un mondo diverso in cui la qualità della vita sia migliore e la biodiversità garantita.

NOI il 21 settembre SIAMO IN PIAZZA PER RIDESTARE LE COSCIENZE

Presidio No Discarica Divino Amore/Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano/Comitato Riciclo-Occupazione Cerveteri/Assemblea Valle Galeria/Comitato Rifiuti Zero Fiumicino/Comitato Risanamento Ambientale Guidonia/Assemblea Contro la Cementificazione Marino/CSOA La Strada/Associazione “A SUD”

Sabato 25 maggio – ore 16.30 – Piazza Sciotti – S.Maria delle Mole

Sabato 25 maggio, dalle ore 16.30, in piazza Sciotti a S.Maria delle Mole,  incontro pubblico per fermare la devastazione e il saccheggio del territorio (tempo permettendo…)

Mostra, musica, interventi riguardanti i progetti speculativi che prevedono il raddoppio degli abitanti e dell’abitato di S.Maria delle Mole e Frattocchie, illustrazione del secondo ricorso al TAR da poco presentato

Assemblea Contro la Cementificazione - http://stopcemento.noblogs.org

Sabato 25 maggio - Piazza Sciotti - ore 16.30 - Incontro Pubblico

Sabato 25 maggio – Piazza Sciotti – ore 16.30 – Incontro Pubblico