Allarmi estivi: betoniere all’orizzonte

foto presidio regione lazio 17 luglio 2014

        UNA COLATA DI CEMENTO

E’ PER SEMPRE

dobbiamo fermarli

LA REGIONE LAZIO NON VUOLE REVOCARE

LE DELIBERE DELLA PRECEDENTE

GIUNTA POLVERINI

Dopo il presidio sotto la sede della Regione Lazio lo scorso 17 luglio durante il quale non siamo stati ricevuti da nessun politico o funzionario, non ci siamo dati per vinti e siamo andati a intercettare l’assessore regionale Civita che veniva ospitato presso la festa del PD a Ciampino il 22 luglio mettendo pubblicamente in luce la continuità dell’operato della giunta Zingaretti con quella della Polverini in merito alla pesante cementificazione dei territori. E’ chiaramente emerso dalle dichiarazioni di Civita come non ci sia alcuna volontà politica di revocare gli atti della giunta Polverini che consentono la distruzione di 240 ettari di Agro Romano e il raddoppio di S.Maria delle Mole per altri 14.500 abitanti.

Il costruttore Parnasi e un dedalo di altre società minori trovano così ulteriore sostegno politico e amministrativo per la loro “idea di sviluppo del territorio”: 1 milione e 300 mila metri cubi di cemento, quasi tutti residenziali, più un bel centro commerciale.

Eccolo il modello urbanistico e sociale del terzo millennio: sparizione del verde, inquinamento e diminuzione delle falde acquifere, impermeabilizzazione di 240 ettari di Agro Romano, devastazione dell’enorme valore storico, paesaggistico e archeologico di tutta l’area, ulteriore intasamento dovuto al maggiore traffico veicolare e – come unico “svago” – la possibilità di crescere all’ombra di un centro commerciale come principale luogo aggregativo.

In piena continuità con l’operato dell’ex sindaco Palozzi, ora consigliere regionale inserito in Commissione Ambiente, l’attuale sindaco Silvagni conferma le intenzioni del suo predecessore che stipulò il famoso accordo di programma con la Polverini allora al governo della Regione Lazio.

Il presidente Zingaretti, che in campagna elettorale annunciò di voler revocare le delibere della Polverini approvate dopo le sue stesse dimissioni, si rifiuta di fare ciò che aveva promesso.

Il motivo ? Quello formale è che la Regione Lazio corra dei rischi legali dovuti ai ricorsi che i palazzinari effettuerebbero, con successivo pagamento dei danni agli stessi.

Quindi, di fatto la Regione Lazio adesso sostiene la legittimità di una serie degli accordi di programma e delle delibere che non ne avevano prima e non ce l’hanno tuttora, tanto da aver dato luogo a diversi ricorsi al TAR.

Hanno deciso di non decidere, schierandosi apertamente dalla parte dei palazzinari, questi fenomeni dell’imprenditoria edilizia nostrana che distruggono il territorio, restringono gli spazi e poi tengono le case sfitte mentre sempre più persone e famiglie si trovano con le spalle al muro tra mutui e affitti impossibili da pagare.

Invitiamo tutta la popolazione a non stare a guardare ma a mobilitarsi, come già fece egregiamente lo scorso anno per la vicenda della discarica della Falcognana.

IL PARTITO UNICO DEL MATTONE

STA PER RADDOPPIARE L’ABITATO

DI S.MARIA DELLE MOLE

Assemblea Contro la Cementificazione http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Riunione ogni lunedì alle 21.30, presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, a 100 mt dalla stazione di S.Maria

Scarica qui il volantino in formato PDF

Comunicato a seguito del presidio sotto la Regione Lazio

Protesta sotto la Regione Lazio:

Zingaretti fermi il cemento al Divino Amore

Giovedì 17 Luglio alle ore 10:00 riunione di protesta dei Movimenti di Cittadini che da anni si battono a difesa del Divino Amore.

La manifestazione organizzata dall’Assemblea contro la cementificazione di Marino e da ADA (Argine Divino Amore) ha visto il supporto di tante altre associazioni interessate a fermare lo scempio deciso dalla Regione Lazio e dal Comune di Marino.

Insieme ai Cittadini di Marino si sono uniti a protestare Italia Nostra Castelli, il Comitato contro il fosso della Cecchignola, alcuni esponenti Green Italia, Rifondazione Comunista di Marino, Movimento 5 stelle e molti altri.

Presenti anche diversi testate come Radio Roma Capitale, Rete Oro e Marino24ore, Media Quattro.

Destinatario principale della protesta il presidente Zingaretti che circa 12 mesi fa, in campagna elettorale, assicurava di fare il paladino del consumo di territorio zero e annunciava che una volta eletto avrebbe fermato tutti gli atti della Polverini emanati dopo le sue dimissioni del settembre 2012.

Nulla di questo è successo. Ora viene anche detto con chiarezza che non esiste la volontà politica di Zingaretti e Civita di annullare in autotutela questi atti.

Una volta riuniti sotto l’entrata della Regione Lazio, contro la cementificazione da 1325000 mc e 12500 abitanti, hanno preso la parola molti dei presenti spiegando nel dettaglio le innumerevoli ragioni della protesta (territorio già aumentato del 30% di abitanti con oltre 1500 abitazioni invendute, acqua carente in tutti i Castelli come quantità e come qualità, necessità di un nuovo depuratore, violazione delle regolari procedure segnalate dalla Provincia, valore archeologico inestimabile, ultima possibilità di portare avanti il progetto “Cederna” che prevedeva una connessione tra il Parco dell’Appia Antica ed il Parco dei Castelli Romani. Ultimo, ma non ultimo, il carattere chiaramente speculatorio dei privati che hanno portato avanti il progetto con la politica di Palozzi e Polverini. Ora Zingaretti dopo tante promesse si limita a portare avanti la stessa identica politica.

In tarda mattinata la portavoce del M5S al consiglio regionale Silvana Denicolò è scesa a parlare con i manifestanti e si è impegnata ad organizzare nei prossimi giorni un incontro con l’Assessore Refrigeri.

Per quanto riguarda lo Staff di Zingaretti non è stata accolta la richiesta dei Cittadini di far parlare una loro piccola rappresentanza con qualche funzionario della Presidenza.

Ora, in mancanza della politica, la prossima mossa spetterà al TAR dove diversi ricorsi sono già pendenti e si attende una prima risposta di merito per fine settembre.

La protesta sotto la Regione ha evidenziato che in piena armonia i Cittadini porteranno avanti la loro protesta e sono già previsti altri appuntamenti subito dopo la pausa di agosto.

GIOVEDI 17 LUGLIO – PRESIDIO ALLA REGIONE LAZIO

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COMUNICATO

L’Assemblea contro la Cementificazione e il Coordinamento Argine Divino Amore invitano la popolazione di S.Maria delle Mole, Frattocchie, Marino, delle altre sue frazioni e tutti i solidali a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio, dalle ore 10.00, presso la sede del “governo regionale” in via Cristoforo Colombo.

Per fermare il progetto che prevede il raddoppio dell’abitato di S.Maria delle Mole e Frattocchie, con un milione e trecentomila metri cubi di cemento da riversare su 240 ettari di Agro Romano e appartamenti per 12.500 nuovi residenti, chiediamo alla giunta della Regione Lazio di revocare le delibere della precedente giunta Polverini che riguardano il “via libera” a questa immensa speculazione edilizia.

Tali delibere furono realizzate dopo le dimissioni della stessa giunta Polverini mentre, circa un anno e mezzo prima, fu stipulato un accordo di programma tra la stessa ex-presidente della Regione e Adriano Palozzi, allora sindaco marinese e attualmente consigliere regionale nonché membro della Commissione Ambiente.

Chiediamo quindi che Zingaretti e la sua giunta mantengano gli impegni presi in maniera chiara durante la campagna elettorale delle ultime elezioni regionali e revochino gli atti amministrativi che riguardano la devastazione e il saccheggio del territorio dove viviamo e lavoriamo.

Questo importante quadrante di Agro Romano, ricco di reperti archeologici, di bellezze paesaggistiche e naturalistiche non può finire preda di importanti costruttori privati, tra i quali spicca Parnasi con società costituite ad hoc che vantano ben 10.000 euro euro di capitale sociale.

Per impedire questo scempio e per avere una maggiore e definitiva tutela chiediamo inoltre l’estensione del Parco dell’Appia Antica a tutta la zona, vista la contiguità territoriale, storica e naturale che li lega.

Nel nostro territorio, sempre più assediato da problematiche relative al traffico aereo dell’aeroporto di Ciampino, dal gas radioattivo radon, dal traffico veicolare in costante aumento, dalla minaccia della costruzione della discarica di Roma-Falcognana non c’è e non ci può essere spazio per una nuova ed irreversibile nocività.

Nocività sostenuta a tutti i livelli da importanti politici locali a favore di forti interessi privati e combattuta dalle popolazioni tramite decine di iniziative pubbliche e numerosi ricorsi al TAR, tuttora pendenti.

Facciamo presente alla giunta Zingaretti e al sig.Palozzi, che ne è sicuramente più al corrente, che il Comune di Marino ha una raccolta differenziata ferma al 20% e che in virtù di questo splendido risultato ambientale, conferisce 4 tonnellate su 5 di rifiuto “tal quale” nella vicina discarica di Albano-Roncigliano.

Andando così ad avvelenare le terre e l’aria di una vastissima zona, provocando un’emergenza continua per le popolazioni locali che negli ultimi anni si sono ribellate e stanno lottando efficacemente, tanto che si trovano sotto processo alcuni eccellenti nomi dell’imprenditoria e della politica accusati di truffa.

Volendo costruire un altro milione e trecentomila metri cubi di cemento e antropizzando il territorio marinese in modo così massiccio siamo destinati a vedere anche ridotte e maggiormente inquinate le nostre falde acquifere mentre la produzione di rifiuti raddoppierebbe, con tutte le conseguenze del caso.

Crediamo sia necessario prendere provvedimenti urgenti e mettere “una pietra sopra” a questa inutile e devastante speculazione edilizia, tanto più che esistono centinaia di appartamenti nuovi sfitti nel nostro comune mentre l’emergenza abitativa ci sembra sia esplosa anche a causa di simili politiche “di sviluppo”.

Per questo invitiamo tutti/e ancora una volta a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio dalle ore 10.00 ed abbiamo chiesto di incontrare in quella data gli assessori regionali Civita e Refrigeri.

Chi vuole potrà partire insieme a noi, ritrovandosi al parcheggio di scambio tra via G.Mameli e via Capanne di Marino, alle ore 9.00.

Marino, 14 luglio 2014

Assemblea contro la Cementificazione, Coordinamento Argine via Divino Amore

http://stopcemento.noblogs.org — sites.google.com/site/arginedivinoamore

Clicca qui per il comunicato in formato PDF

Contro la Cementificazione ma anche contro la Monnezza (intesa in senso lato…)

4 TONNELLATE SU 5 DI RIFIUTI PRODOTTI DA RESIDENTI E ATTIVITA’ PRESENTI NEL COMUNE DI MARINO FINISCONO IN DISCARICA A RONCIGLIANO, TALI E QUALI COME SONO, SENZA RACCOLTA DIFFERENZIATA….E CON ALTRI 12.000 NUOVI RESIDENTI LA SITUAZIONE NON PUO’ CHE PERGGIORARE!

LA LOTTA NO-INC E’ ANCHE LA NOSTRA LOTTA, PARTECIPIAMO AL DISCAMPING, PARTECIPIAMO ATTIVAMENTE PER IMPEDIRE LA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO E DELLE NOSTRE VITE.

Sabato 12 luglio, in particolare, ci sarà un’asemblea sulle vertenze e le situazioni che riguardano cementificazione e speculazione edilizia.

5° DISCAMPING: 11- 12- 13 luglio
via Ardeatina km 25,600


18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio TRIBUNALE:
3° UDIENZA contro Cerroni & band.

Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l’Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell’umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell’invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l’inceneritore.

LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l’opinione popolare per cui le leggi sono un po’ come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L’IDEA DI SCAVARE ANCHE L’OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall’inceneritore rimangono da “valorizzare”…
Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l’interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore.
Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l’udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni.

Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA’ ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l’autogoverno dei cittadini.

IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL’11 AL 13 LUGLIO SERVIRA’ A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA’ E SE SARA’ POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA.
CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.discamping-20141

Assemblee pubbliche e Presidio alla Regione Lazio il 17 luglio

In vista del presidio alla Regione Lazio promosso dall’ “Assemblea contro la Cementificazione” e da “Argine Divino Amore”, ci saranno diversi incontri pubblici per informare la popolazione.

Il 17 luglio, infatti, andremo a chiedere la revoca di tutte le delibere della ex Giunta Polverini che favoriscono l’iter di devastazione ambientale sui 240 ettari di Agro Romano a favore di noti palazzinari romani che, in questi anni, sono stati ben sostenuti dal centro-destra marinese e dagli interessi del PD all’opposizione nel medesimo comune.

Lunedì 23 giugno, un discreto numero di persone si è radunato in via Curiel a S.Maria delle Mole, partecipando alla prima delle tre assemblee programmate

La seconda assemblea si svolgerà al Parco Falcone, sabato 28 giugno, dalle ore 17.00, in via Maroncelli a S.Maria delle Mole.

Per quanto riguarda la terza assemblea, sempre a S,Maria delle Mole, dovrebbe svolgersi sabato 5 luglio, dalle ore 17.00 presso il parco “R.Lupini” (ex parco Spigarelli), non prima di aver risolto un problema di sovrapposizione con il locale Comitato di Quartiere che per lo stesso giorno ha organizzato la prima di quattro serate danzanti dal titolo  “Ballando sotto le stelle”, preludio alla prima “Sagra dei maltagliati con cozze e fagioli” che si sovlgerà la settimana successiva (locandina all’evento clicca qui)

Di seguito, locandina e testo del volantino (clicca qui per il volantino in pdf)

locandina-stopcemento-iniziativeGIOVEDI’ 17 LUGLIO – ORE 10.00

PRESIDIO PRESSO LA REGIONE LAZIO

PER LA REVOCA DELLE DELIBERE

DELLA GIUNTA POLVERINI CHE AUTORIZZA IL RADDOPPIO DI S.MARIA DELLE MOLE

L’Assemblea contro la Cementificazione invita tutti e tutte a partecipare ad un presidio sotto la Regione Lazio per ottenere l’annullamento delle delibere e di tutti gli atti della Giunta Polverini che autorizzano la mega-speculazione edilizia in zona via del Divino Amore.

Ad oltre un anno dall’insediamento, la Giunta Zingaretti non ha ancora provveduto alla cancellazione di tali atti, avvenuti per altro dopo le dimissioni della stessa Polverini. Nel programma del centro-sinistra era stato proprio esplicitato che tutte le delibere “last minute” della Polverini sarebbero state revocate.

Per il momento, invece, non c’è stata nemmeno la volontà politica di calendarizzare una discussione in aula che riguardasse queste vicende. Per questo vogliamo un immediato incontro con gli assessori competenti, ovvero Refrigeri e Civita.

Sul nostro territorio può – seppur illegittimamente – abbattersi una colata di un milione di metri cubi, per 12.000 nuovi residenti e 10.000 automobili in più, con il raddoppio dei rifiuti prodotti (e la differenziata al 20%), la devastazione di 240 ettari di verde e di storia dell’Agro Romano, l’abbassamento e l’inquinamento delle falde acquifere e, in generale, un notevole abbassamento della qualità della vita visto che al raddoppio dei residenti corrisponde il continuo taglio dei servizi (istruzione, sanità, trasporti…).

Come se le centinaia di appartamenti costruiti nell’ultimo decennio e tuttora sfitti non esistessero.

Dietro la cementificazione, una grossa fetta spetta a grossi costruttori come Parnasi (quello da cui lo stesso Zingaretti ha acquistato il nuovo Palazzo della Provincia per 260 milioni di euro).

Tra le società create ad hoc, spiccano la “Ecovillage” e al “Ecovillage 3”: la prima con capitale sociale di 10.000 euro, la seconda arriva a 100.000 euro.

Anche un bambino capirebbe che quando Palozzi e Silvagni parlano di “sviluppo del territorio”, grazie a questa tremenda speculazione edilizia, stanno solo tenendo a galla gli interessi di questi soggetti che hanno capitali da riciclare. Inoltre, l’ex presidente INPS, dott. Mastrapasqua, ha fatto entrare nella speculazione l’ente che gestisce i risparmi di decine di milioni di lavoratori facendo siglare un accordo tra Idea Fimit (società partecipata al 30% dall’INPS) e la Ecovillage. Per tale accordo, sono già stati versati 8 milioni di euro e siamo già stati ricevuti dall’INPS per chiedere anche a loro la revoca di tale stipula e il recupero della caparra.

In tutto ciò, l’opposizione marinese – in particolare il PD – non ha mosso un dito e, anzi, sugli stessi terreni aveva previsto non uno ma due milioni di metri cubi in attività artigianali.

GIOVEDI’ 17 LUGLIO – ORE 10.00

TUTTI E TUTTE SOTTO LA REGIONE LAZIO (sede di via Cristoforo Colombo)

PER PARTIRE INSIEME:

ORE 9.00 PARCHEGGIO ALL’INCROCIO TRA VIA MAMELI E VIA CAPANNE DI MARINO

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE — http://stopcemento.noblogs.org

Considerazioni post-presidio INPS

Parnasi e Idea Fimit premono per cementificare la zona tra il Gotto d’Oro e S.Maria.

L’INPS si sfila a parole ma l’accordo con Parnasi resta

Il Comune di Marino fa carte false per sostenere la devastazione ambientale

Il 30 aprile scorso l’Assemblea contro la Cementificazione ha organizzato un presidio sotto la sede dell’INPS, a Roma, per far chiedere alla dirigenza dell’Ente la rescissione dell’accordo quadro con Ecovillage, società legata al palazzinaro Parnasi, che prevede la costruzione di quasi 500.000 mc di cemento in zona via Divino Amore e altri 4.000 residenti (il progetto complessivo è di 1 milione di metri cubi e prevede 15.000 nuovi abitanti).

Dopo una lunga attesa e un po’ di pressione, siamo riusciti a parlare con i collaboratori di Mauro Nori, d.g. dell’INPS, cioè Adriano Morrone e Francesca Crudelini i quali hanno provato a rassicurarci che – dopo la dipartita del famigerato Mastrapasqua – l’Ente non intende portare avanti l’accordo con Parnasi perché poco conveniente economicamente. Nonostante le loro rassicurazioni, non intendono però far rescindere Idea Fimit (società partecipata dall’INPS) dall’accordo e quest’ultima intende portare avanti il progetto di speculazione edilizia e devastazione ambientale. Per questo è già stata versata una caparra di ben 7 milioni di euro (su 33 milioni totali) che abbiamo chiesto fosse restituita immediatamente anche perché l’accordo sarebbe facilmente annullabile visto che sui terreni coinvolti ci sono pendenti diversi ricorsi presentati al TAR dall’Assemblea contro la Cementificazione e dal comitato ADA. Proprio una clausola dell’accordo ne prevede l’annullamento nel caso di pendenze legali. Purtroppo, la dirigenza INPS sostenendo che in fondo 7 milioni di euro sono briciole rispetto al bilancio dell’ente ha dichiarato di non voler sostenere tale proposta tramite i propri rappresentanti all’interno di Idea Fimit.

Idea Fimit, anello di congiunzione tra INPS e palazzinari, ha sollecitato il d.g. Nori al fine di portare avanti gli aspetti burocratici legati al progetto, anche perché la società Ecovillage ha dichiarato di voler iniziare i cantieri in estate, ovvero appena finite le elezioni che vedono coinvolto il Comune di Marino.

L’amministrazione locale ha fatto carte false in questi anni per sostenere lo scempio e lo sta spacciando come “sviluppo del territorio” quando invece sa benissimo quali saranno i problemi legati all’inquinamento ambientale, a quello delle falde acquifere, al traffico, alla monnezza e alla compressione dei servizi socio-sanitari già carenti, nel caso venga costruito su uno dei pochi lembi di Agro Romano un progetto speculativo di simile portata.

Di recente, inoltre, il comitato ADA ha presentato un nuovo ricorso al TAR perché il Comune di Marino ha firmato una convenzione con nuove soggetti non presenti finora nei progetti: si tratta del solito gioco di società a “scatole cinesi”. Si tenga conto che la Ecovillage millanta un investimento di oltre 300 milioni di euro ma il suo capitale sociale è di soli 10 mila euro…fate voi…Dietro tutto questo interesse della lobby del mattone, e non da oggi, si sono costruite le carriere politiche nel nostro Comune. A nulla valgono i video di propaganda elettorale usciti di recente che realizzano in 3D il sogno dei politici locali (in questo caso di centro-destra ma con grosse collaborazioni nel centro-sinistra): una bella colata di cemento in tutto il territorio comunale.

Mobilitiamoci con tutte le nostre forze per impedire la devastazione

Riunione ogni lunedì, ore 21.30, presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19 a S.Maria delle Mole a 100 mt dalla Stazione del treno

Sito: http://stopcemento.noblogs.org e-mail: stopcemento@inventati.org

Scarica il Volantino in PDF

Comunicato a seguito del presidio del 30 aprile presso l’INPS

PRESIDIO CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE SOTTO L’INPS:

IDEA FIMIT” ED “ECOVILLAGE” PREMONO PER INIZIARE I LAVORI

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino e delle sue frazioni ha svolto mercoledì 30 aprile l’annunciato presidio sotto la sede generale dell’INPS per denunciare l’accordo che vede implicato l’ente, tramite la sua partecipata “Idea Fimit”, nel progetto edilizio speculativo del raddoppio dell’abitato di S.Maria delle Mole.

Per la sottoscrizione dell’accordo, stipulato il 31 luglio scorso con la società “Ecovillage” riconducibile al costruttore Parnasi, è già stata versata una caparra di 7 milioni di euro (prima tranche di un totale di 33 milioni) ed è prevista una cessione di alcuni importanti immobili dell’INPS a Parnasi con forti sconti.

Tutto questo per cementificare sul nostro territorio 460.000 metri cubi, di cui quasi l’80% residenziale su 50 ettari di Agro Romano che porteranno, secondo le previsioni, altri 5.000 abitanti. Il progetto speculativo è una parte consistente di quello più generale, sostenuto dall’attuale amministrazione marinese e dalla ex Giunta Polverini (e mai messo in discussione dal centro-sinistra regionale di Zingaretti), che prevede un totale di circa un milione di metri cubi di nuove costruzioni.

L’Assemblea contro la Cementificazione ha chiesto di essere ricevuta dal direttore generale INPS, Mauro Nori, sostituito per l’occasione dai sui stretti collaboratori Adriano Morrone e Francesca Crudelini con i quali si è discusso per oltre un’ora dell’accordo siglato da “Idea Fimit” ed “Ecovillage”.

L’Assemblea ha chiesto la rescissione dell’accordo e la contestuale restituzione dei 7 milioni di euro di caparra già versati, così come previsto all’interno dell’accordo stesso in caso di pendenze legali: infatti, nel corso degli ultimi tre anni sono ben 6 i ricorsi presentati al TAR, non ancora discussi, tre dei quali dall’Assemblea e altrettanti dal comitato “ADA”.

A fronte delle nostre richieste, siamo stati edotti sul fatto che l’INPS e “Idea Fimit” agiscono esclusivamente sulla base dell’interesse economico relativo al progetto e, almeno per ciò che riguarda l’ente pubblico, anche per non meglio specificati fini “sociali”.

L’INPS è stata sollecitata a febbraio da “Idea Fimit” nell’adempiere agli obblighi contrattuali ma il d.g. Nori le ha risposto negativamente perché l’operazione è stata (ri)valutata in maniera sconveniente.

E qui si fermano le buone notizie. L’Assemblea ha chiesto allora di rescindere formalmente l’accordo, tramite i dirigenti INPS in quota alla partecipata “Idea Fimit” e la restituzione dei 7 milioni di euro. La risposta è stata molto elusiva in quanto la dirigenza INPS non vuole impegnarsi in tal senso, sostenendo che “Idea Fimit” è un soggetto privato che agisce a fini di lucro e quindi può, senza impegnare immobili di proprietà dell’INPS (come è possibile visto che li gestisce proprio lei ?) portare avanti il progetto di devastazione ambientale.

Dei 7 milioni di euro di caparra neanche a parlarne: sono stati paragonati a “briciole” rispetto al bilancio dell’INPS. Ad averceli di questi spicci…

Inoltre, visto che la posizione dell’INPS che ci è stata presentata ieri è quella di non portare avanti fattivamente l’accordo, l’Assemblea ha chiesto di deliberare formalmente in tal senso in seno al CdA e di comunicare pubblicamente tale scelta attraverso i mezzi di informazione.

Né la prima, né la seconda richiesta sono state accolte in quanto i dirigenti ritengono sia sufficiente la risposta scritta del d.g. Nori a “Idea Fimit” e lo stop all’iter burocratico interno all’ente. Tutto ciò, secondo l’Assemblea contro la Cementificazione, lascia solamente in “stand-by” l’accordo attualmente ancora vigente e la mancanza di comunicazione ai media della presa di posizione dell’INPS può essere vista come il non volersi impegnare pubblicamente neiconfronti di lavoratori e lavoratrici.

La partita che stanno giocando “Parnasi” e “Idea Fimit” con i loro sodali politici guidati dall’ex sindaco Palozzi contro gli interessi della popolazione e a favore della devastazione del territorio è molto sporca.

Ecovillage” ha annunciato l’inizio dei lavori entro la prossima estate e sembrerebbero avviate altre procedure amministrative, contestate nel ricorso di urgenza presentato da ADA al TAR poco prima di Pasqua.

Solo la mobilitazione di tutti e di tutte può fermare quello che è a tutti gli effetti uno scempio progettato a tavolino operato da soggetti privati creati “ad hoc”, finanziato – a tutt’oggi- con fondi pubblici e fatto passare come “piano di sviluppo per il territorio”.

Opponiamoci a tutto questo proseguendo con il percorso di lotta iniziato nel 2011.

Si invitano tutti/e a partecipare alle riunioni dell’Assemblea contro la Cementificazione che si riunisce presso la sede di via S.Paolo 19, alle ore 21.30, a S.Maria delle Mole, a 100 mt dalla stazione ferroviaria

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE – HTTP://STOPCEMENTO.NOBLOGS.ORG – STOPCEMENTO@NOBLOGS.ORG

Profitti privati, denari pubblici

Clicca qui per ascoltare la corrispondenza su Radio Onda Rossa che spiega i motivi del presidio all’INPS

MERCOLEDI 30 APRILE DALLE ORE 10.00

PRESIDIO CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

PRESSO LA DIREZIONE GENERALE DELL’INPS

(Via Ciro il Grande, 300 metri alle spalle dell’obelisco dell’EUR)

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino e frazioni invita la popolazione a partecipare ad un presidio sotto la sede generale dell’INPS per chiedere con forza la fuoriuscita formale dal progetto di devastazione ambientale che minaccia il territorio di Agro Romano compreso tra S.Maria delle Mole e Frattocchie.

In particolare, chiediamo che la società Idea Fimit, partecipata dall’INPS, annulli l’accordo quadro sottoscritto con la “Ecovillage” (società legata al costruttore Parnasi) che prevede una colata di cemento di 500.000 metri cubi per 4.000 nuovi abitanti su 50 ettari di Agro Romano. Tale progetto, lo ricordiamo, rientra nell’accordo di programma siglato dall’ex sindaco di Marino, Adriano Palozzi, e dall’allora governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini nel 2011. In totale sono previsti un milione di metri cubi di cemento e 15.000 nuovi abitanti, i quali andrebbero di fatto a raddoppiare la popolazione già residente nelle frazioni, distruggendo per sempre centinaia di ettari di verde ricco di storia, reperti archeologici, falde acquifere e bellezze naturali.

Nonostante le rassicurazioni di alcuni dirigenti INPS, la società Idea Fimit, che di INPS gestisce il patrimonio immobiliare, non pare intenzionata a recedere dall’accordo quadro per il quale ha già versato ben 7 milioni di euro di caparra per entrare nell’affare insieme alla società Ecovillage.

Facciamo notare che l’accordo quadro del 31 luglio prevede che esso sia invalidato nel caso ci siano questioni legali pendenti sulla vicenda: così è, infatti presso il TAR del Lazio già dal 2012 sono stati depositati tre ricorsi da parte dei cittadini tramite lo studio legale che collabora con l’Assemblea contro la Cementificazione e, inoltre, ce ne sono diversi presentati dal comitato “Argine Divino Amore”.

Ad oggi i terreni che fanno gola ai palazzinari romani sono inoltre di tipo “artigianale”, a causa della sciagurata riforma generale del Piano Regolatore del 2004 che ne mutò l’originale destinazione agricola, ma rimangono comunque estranei a qualsiasi progetto legale di espansione edilizia. I giochi politici messi in atto dalla maggioranza di centro-destra marinese, con il beneplacito dell’opposizione consiliare, per trarre i benefici che tutti possiamo immaginare da un affare complessivo di quasi un miliardo di euro vanno contro le esigenze della popolazione intera che si trova già in condizioni difficili a causa della riduzione di numerosi servizi (sanità, istruzione, trasporti…) e che si vedrà ulteriormente cadere addosso “un’idea di sviluppo” che in realtà crea profitti per un dedalo di scatole cinesi riconducibili a pochi grandi magnaccia.

Andiamo a chiedere all’INPS di ritirarsi dalla cementificazione del nostro territorio e la restituzione immediata dei 7 milioni di euro di caparra, visto che i privati spesso si fanno forti di questi accordi come garanzie di concessione di prestiti dalle banche per i loro affari.

Ecovillage prevede di iniziare i lavori entro l’estate, sta a noi impedire lo scempio in una zona contigua al Parco dell’Appia Antica e sempre più sotto pressione di palazzinari e “boss” della monnezza (vedi discarica Ecofer).

E’ dove viviamo e nessuno ha il diritto di rovesciarci addosso un milione di metri cubi di cemento.

Mercoledì 30 aprile, tutti e tutte sotto l’INPS di via Ciro il Grande

Assemblea contro la Cementificazione

Riunione tutti i lunedì, ore 21.30, via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole

 PRESIDIO-INPS-stopcemento

22 marzo in piazza a S.Maria delle Mole

Presidio piazza Togliatti - S.Maria

Presidio piazza Togliatti – S.Maria

SABATO 22 MARZO, PRESIDIO INFORMATIVO IN PIAZZA TOGLIATTI A S.MARIA DELLE MOLE, DALLE ORE 10.00

Nel corso degli ultimi mesi sono state numerose le novità, a volte fortunatamente solo annunciate, riguardanti la gestione del territorio delle frazioni di Marino e delle aree limitrofe.

Si è trattato, in ogni caso, di interessi speculativi che rischiavano (e rischiano) di devastare centinaia di ettari di Agro Romano, inquinando le sue falde acquifere, distruggendo le evidenze archeologiche e andando, in generale, a peggiorare sensibilmente la qualità della vita di decine di migliaia di residenti attuali e futuri.

Si va dall’idea di “sviluppo” edilizio che cementificherebbe un milione di metri cubi raddoppiando, di fatto, l’abitato di S.Maria delle Mole, alla paventata costruzione di un bruciatore di rifiuti organici in località S.Fumia, senza dimenticare che nello stesso quadrante esiste la discarica Ecofer che, la scorsa estate, è stata al centro di partecipate mobilitazioni per impedire che diventasse la nuova-Malagrotta.

Gli interessi dei palazzinari, tra i quali spicca una società del gruppo Parnasi, si sono così contrapposti a quelli dei “boss della monnezza”: volendo semplificare, da un lato politici di centro-destra che vogliono cementificare il territorio per fare posto ad altri 15.000 nuovi residenti, dall’altro politici di centro-sinistra che utilizzano l’asse dell’Ardeatina per gestire la cosiddetta “emergenza rifiuti”. In mezzo a questa tenaglia, la popolazione delle frazioni di Marino, quella dei quartieri più periferici del comune di Roma ma anche la gente di Roncigliano, Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Pavona…

Sabato 22 marzo, l’Assemblea contro la Cementificazione sarà in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole, dalle 10.00, per fare il punto della situazione e cercare di rilanciare la mobilitazione in tutto il territorio, stretto nella morsa di chi vuole estrarre enormi profitti incurante delle conseguenze che ciò comporta.

Tra le altre cose, illustreremo la scelta dell’INPS di sostenere il progetto di Parnasi, quella del candidato sindaco di Marino, Fabio Silvagni, nell’annunciare una raccolta porta-a-porta finalizzata a bruciare i l’umido e quanto sia problematica la gestione dei rifiuti con particolare riferimento alla discarica di Roncigliano (che raccoglie anche i rifiuti del nostro comune).

Non ultimo, evidenzieremo il silenzio assordante di tutte le amministrazioni dei Castelli Romani sulla gestione-Cerroni e sulle fatture che la sua società presentava ad esse, dichiarando il falso, facendo così risultare indebitati nei suoi confronti praticamente tutti i comuni: questo meccanismo si è tramutato in un salasso per le popolazioni, attuato tramite gli aumenti ingiustificati delle tariffe sulla raccolta dei rifiuti.

Sarebbe il caso che i soldi di questa truffa tornino immediatamente indietro a tutti i cittadini

Vogliamo quindi rivolgere un ulteriore invito alla partecipazione non solo alla giornata del 22 marzo ma anche alle assemblee settimanali che si svolgono tutti i lunedì con inizio alle 21.45 presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, a S.Maria delle Mole.

Solo discutendo e organizzando insieme ogni necessaria iniziativa si potranno impedire i prossimi paventati scempi ambientali, frutto degli accordi stipulati tra imprenditori e i politici nostrani.

I loro interessi sono esattamente opposti a quelli dell’intera collettività.

Si possono fermare, qui come altrove, solo con un impegno diretto da parte di tutte e di tutti.

Marino, 19 marzo 2014

 

Domenica 9 febbraio – ore 10.00 – Presidio Informativo a Marino (p.za Matteotti)

UNA NUOVA NOCIVITA’ ALLE PORTE: IL DIGESTORE

MENTRE L’INPS SBORSA 7 MILIONI PER CEMENTIFICARE IL TERRITORIO INSIEME A PARNASI

 

Mentre la raccolta differenziata in tutto il Comune di Marino è su cifre irrisorie e si continuano a conferire 4 tonnellate su 5 direttamente in discarica a Roncigliano causando miasmi e malori tra la popolazione locale, il centro-destra annuncia la costruzione di un “digestore anaerobico” in zona S.Fumia.

Secondo i geniali politici locali, si dovrebbero spendere milioni di euro di soldi pubblici per avviare una raccolta dell’umido che, invece di essere utilizzato come compost, finirebbe nel macchinario producendo gas di scarico e un residuo che finirebbe in discarica perché, per le sue nuove caratteristiche, andrebbe trattato come rifiuto speciale.

I progetti di digestori anaerobici vengono proposti a decine nella nostra provincia da quando il governo Monti decise di finanziarli con milioni di euro pubblici. Si tratta di nuove speculazioni che mettono a rischio la salute dei cittadini e inquinano i territori circostanti.

Del resto l’amministrazione locale nulla ha fatto per controllare le fatture emesse da Cerroni che ha provocato un falso indebitamento a carico dei Comuni e, quindi, della cittadinanza tramite il pagamento “gonfiato” della TARES. E infatti ancora neanche osano chiedere conto di questi milioni di euro pagati indebitamente da tutta la collettività.

Questa nuova nocività si sposa con il falso interesse ambientalista mostrato (e già da noi smascherato) durante la lotta contro la discarica Ecofer della Falcognana. A meno di un km di distanza dal sito di stoccaggio di rifiuti adesso vorrebbero collocare il “digestore”.

Infatti l’amministrazione Palozzi in combutta con la Polverini ha promosso la cementificazione di via del Divino Amore che, secondo il progetto, porterà un milione di metri cubi di cemento e 15.000 nuovi residenti, proprio nella zona adiacente la discarica Ecofer.

La novità dell’ultima ora, ovviamente negativa, è che l’INPS tramite una “Società di Gestione di Risparmio” è entrata in società con Parnasi (il costruttore che detiene la fetta più grossa di terreni e cubature) ed ha già versato 7 milioni di euro di caparra.

Così il privato, Parnasi, può avvalersi della liquidità di un ente pubblico che si finanzia direttamente con i soldi delle lavoratrici e dei lavoratori, per gestirli nella devastazione del territorio e nel peggioramento delle condizioni di vita di decine di migliaia di persone.

Mentre la maggior parte delle nuove abitazioni costruite a S.Maria delle Mole e dintorni è sfitta.

Contro tutto questo occorre aumentare la mobilitazione e diffondere una corretta informazione.

Spacciare “digestori” e “cemento” come sviluppo del territorio e soluzione dei problemi relativi alla gestione dei rifiuti non è solo palesemente falso ma è un disegno ben preciso che tende a fare facile profitto contro gli interessi della popolazione che ne pagherà le spese sia in termini di salute che di denaro, per sempre.

 

DOMENICA 9 FEBBRAIO DALLE ORE 10.00

PRESIDIO INFORMATIVO A MARINO

PIAZZA MATTEOTTI (i “quattro mori”)

 Riunione ogni lunedì, ore 20.30, via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole (a 100 mt dalla Stazione)Clicca qui per il volantino in PDF 

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COMUNICATO STAMPA

Clicca qui per visualizzare in PD il comunicato del 6 febbraio 2014