Dall’Ardeatina in lotta contro la cementificazione

Riportiamo il breve comunicato di “Agro Romano Bene Comune” sul riuscito corteo della scorsa settimana che ha bloccato via Ardeatina per impedire l’ennesima colata di cemento.

CENTINAIA DI PERSONE CONTRO LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO IN CUI VIVONO!

- COMUNICATO POST CORTEO CENTRALE ACEA -
Sono passati diversi mesi da quando la voce dei cittadini, contro la centrale Acea del cemento, si è cominciata ad alzare. E ieri 23 ottobre abbiamo visto il grande fiume di persone bloccare la via Ardeatina all’altezza del quartiere Millevoi. Un corteo pacifico con tanti bambini, contro il mostro 7mt x 40mt che rifornirà di energia elettrica la speculazione edilizia del quadrante Cecchginola-Tor Pagnotta marcata Marronaro, pregiudicando il diritto alla vita dei quartieri Cecchignola sud, Fonte Meravigliosa e Millevoi. Lascia sconcertati il mix di arroganza ed indifferenza della giunta capitolina, che proprio nelle condotte stile centrale ACEA si dimostra più interessata a soddisfare gli interessi privati piuttosto che quelli della collettività, e ciò nonostante le due votazioni del Consiglio del Municipio IX di richiesta di sospensione dei lavori. Non sembra esserci dialogo quando si parla di cemento e PRG, ma l’Agro Romano non può permettersi altri interventi scellerati come il Tor Pagnotta 2, un disastro ambientale di enorme portata e correlata truffa ai danni dei cittadini. Per questo il Coordinamento Agro Romano Bene Comune, a difesa delle bellezze ed eccellenze dell’Agro, rilancia la richiesta di moratoria del cemento su tutti i terreni ancora non edificati e l’immediato stop dei lavori della Centrale Acea di Millevoi nonché la verifica di tutte le convenzioni urbanistiche che gravano sul quadrante

 

SABATO 18 OTTOBRE – ORE 10.30 – P.ZA TOGLIATTI

FERMIAMO LA COLATA DI CEMENTO

AMPLIARE IL PARCO DELL’APPIA ANTICA PER TUTELARE IL TERRITORIO E LA POPOLAZIONE

intanto il comune di Marino si accorge che collassi fognari e allagamenti a Cava dei Selci e Cave di Peperino sono dovuti alla cementificazione selvaggia e all’impermeabilizzazione del suolo

Sono state inoltrate al Comune di Marino diverse richieste di documentazione relative alla conoscenza degli obbligatori rilevamenti di emissioni gassose di “anidride carbonica” e alla loro eventuale trasmissione agli uffici tecnici regionali.

In attesa di risposte, ricordiamo che la determina del 19 gennaio 2012 a cura del Dipartimento Istituzionale e Territorio della Regione Lazio obbliga per tutte le Varianti e i Piani Attuativi ad ottemperare ad una “campagna di misure di flusso” e una/due “campagne di misura delle concentrazioni” di anidride carbonica a causa dei gravi rischi dovuti alle emissioni gassose, che hanno già prodotto lo sgombero di alcuni appartamenti a Cava dei Selci.

In sostanza, sopra al 5% di emissioni di “anidride carbonica” non si può costruire, mentre per livelli inferiori ci sono comunque delle limitazioni.

Nel frattempo si assiste in tutta Italia alle continue tragedie dovute alle devastazioni territoriali: alluvioni, inondazioni, straripamenti, frane che portano via case, sedi di attività lavorative, servizi pubblici e opere infrastrutturali. Non è e non sarà mai colpa della pioggia ma, principalmente, dalla volontà di creare profitti a tutti i costi senza badare a conseguenze tutt’altro che imprevedibili.

E non fa eccezione il Comune di Marino che, nella delibera 95 del 25 settembre evidenzia come causa principale degli allagamenti e dei collassi fognari a Cava dei Selci proprio

L’estensione continua e crescente del processo di antropizzazione territoriale correlato alle direttrici edificatorie del vigente PRG” e l’ampliamento inarrestabile delle superfici impermeabili quali coperture, cortili ed aree pubbliche asfaltate che hanno prodotto drastica riduzione del drenaggio naturale nel sottosuolo ed incremento del colletta mento acque pluvie nel sistema fognante esistente”

E chi lo ha progettato, sostenuto e approvato il PRG, le sue varianti, le strade per le nuove palazzine parlando sempre di “sviluppo del territorio”? Un bel mistero…

Intanto, questa delibera costerà 130.000 euro per effettuare le necessarie opere di risanamento.

Ma è un po’ tutto il territorio marinese che ad ogni pioggia rischia pesantemente: ricordiamo le frane a via dei Laghi, all’incrocio per Castelgandolfo, e quella ancora visibile a via Spinabella a poca distanza sempre da via dei Laghi, entrambe avvenute in prossimità di edifici.

L’esondazione più recente si è avuta pochi giorni fa alle Cave di Peperino quando le fogne hanno deciso di riprendersi la strada: questo grazie alla genialità di imprenditori edili e politici navigati che hanno imposto al territorio la costruzione di quello scempio che è Costa Caselle.

Lo affermiamo noi ma in realtà è nuovamente il Comune di Marino che con la delibera 96 sempre del 25 settembre sostiene “che in particolare si richiama agli effetti indotti derivanti dalla messa in esercizio dei costruendi scarichi puntiformi provenienti dal P.Z. Paolina e dal comprensorio Costa Caselle, i quali costituiranno incremento delle portate meteoriche standard territoriali causa il maggiore indice di impermeabilizzazione dovuto ai realizzandi insediamenti abitativi con tetti, cortili, strade, marciapiedi”.

Costo delle opere: un milione e trecentomila euro.

C’E’ BISOGNO DI SPIEGARE ANCORA UNA VOLTA LE MOTIVIVAZIONI PER CUI E’ GIUSTO OPPORSI ALLA CEMENTIFICAZIONE DI VIA DEL DIVINO AMORE CHE PREVEDE 12.500 NUOVI ABITANTI ?

Clicca qui per il Volantino in PDF

Emissioni gassose pericolose

CEMENTO FUORILEGGE DAL 2012 ?

Le nuove costruzioni vanno autorizzate solo dopo i rilievi sulle emissioni di gas

Intanto iniziano la devastazione di Mugilla per altri 400 abitanti in zona Maroncelli

La determina del 19 gennaio 2012 a cura del Dipartimento Istituzionale e Territorio della Regione Lazio obbliga per tutte le Varianti e i Piani Attuativi ad ottemperare ad una “campagna di misure di flusso” e una/due “campagne di misura delle concentrazioni” di anidride carbonica a causa dei gravi rischi dovuti alle emissioni gassose, che hanno già prodotto lo sgombero di alcuni appartamenti a Cava dei Selci.

Questo provvedimento è valido per il comune di Marino, Ciampino, Castelgandolfo e dell’ex X Municipio di Roma ed è attuativo da oltre due anni ma solo da un articolo de “Il Caffè” di agosto 2014 se ne è venuto a conoscenza.

E in questi due anni e mezzo nessuno pare abbia chiesto conto di questo obbligo di legge a tutela della popolazione, visto che scavando i terreni si liberano nell’aria i gas dal sottosuolo.

Inoltre, se la concentrazione di anidride carbonica (in formula CO-2) risultasse superiore al 5%, ci sarebbe il divieto assoluto di edificazione. La norma prevede gli obblighi di decine e decine di campionamenti, a seconda dell’estensione dei piani urbanistici.

Fino ad oggi non si hanno notizie di quali rilievi siano stati eventualmente effettuati e di quali siano stati i loro risultati. Le uniche certezze sono le decine di lottizzazioni e licenze edilizie che stanno di fatto saccheggiando il territorio fino a farlo apparire una unica striscia indefinita di cemento.

Facciamo notare che la famigerata delibera che ha istituito il senso unico tra via Maroncelli e via Silvio Pellico a S.Maria delle Mole – con successivo passo indietro dell’amministrazione a seguito delle proteste della cittadinanza – era stata motivata ufficialmente a causa del “notevole aumento di traffico su via Maroncelli”.

E continuerà ad aumentare il traffico, non solo a Maroncelli, se non fermiamo i progetti devastanti dei palazzinari che hanno prodotto quello schifo di “accordo di programma” fatto proprio dall’amministrazione comunale, facendolo passare come un fantomatico “sviluppo del territorio”.

Un milione e trecentomila metri cubi di cemento, 14.000 nuovi abitanti, quasi 300 ettari di superficie interessata, un nuovo centro commerciale.

Hanno iniziato a sbancare una zona tra le più pregiate, località Mugilla, a ridosso di Maroncelli, dove visto che di traffico ce ne è poco, hanno stabilito l’utilità pubblica nel fare palazzine da riempire con 400 nuovi abitanti (350 autoveicoli giornalieri in più) e con anni di via-vai di mezzi d’opera che si muoveranno a due passi dagli oltre 300 bambini delle scuole adiacenti.

Vale la pena che il TAR del Lazio ha nei suoi cassetti diversi ricorsi proprio contro le delibere di Comune e Regione che hanno fatto il favore ai palazzinari. In zona Mugilla si parla di 30.000 metri cubi di cemento, a ridosso del parco dell’Appia Antica e proprio dietro asilo e scuola elementare. In più, c’è tutta la zona di Tudini fino a via del Divino Amore e quella di Mazzamagna, dove i residenti già non sopportano i TIR che sfrecciano in continuazione e che, se non fermiamo questi progetti edificatori, subiranno un via vai di centinaia di mezzi pesanti per non si sa quanti anni.

Assemblea Contro la Cementificazione – stopcemento@inventati.org — http://stopcemento.noblogs.org — riunione ogni lunedì dalle ore 21.30 presso Via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole

….E nel 2012 l’ex sindaco di Ciampino, Simone Lupi, attualmente Consigliere Regionale, fece ricorso al TAR contro la determinazione sulla CO2. L’esito fu negativo, il TAR respinse il ricorso, così come riportato da “Il Caffè” nell’ultimo numero di settembre 2014, a pagina 8 del seguente link

Clicca qui per leggere l’articolo sul ricorso al TAR presentato dal Comune di Ciampino nel 2012

Volantino mugilla e co2 in PDF

Allarmi estivi: betoniere all’orizzonte

foto presidio regione lazio 17 luglio 2014

        UNA COLATA DI CEMENTO

E’ PER SEMPRE

dobbiamo fermarli

LA REGIONE LAZIO NON VUOLE REVOCARE

LE DELIBERE DELLA PRECEDENTE

GIUNTA POLVERINI

Dopo il presidio sotto la sede della Regione Lazio lo scorso 17 luglio durante il quale non siamo stati ricevuti da nessun politico o funzionario, non ci siamo dati per vinti e siamo andati a intercettare l’assessore regionale Civita che veniva ospitato presso la festa del PD a Ciampino il 22 luglio mettendo pubblicamente in luce la continuità dell’operato della giunta Zingaretti con quella della Polverini in merito alla pesante cementificazione dei territori. E’ chiaramente emerso dalle dichiarazioni di Civita come non ci sia alcuna volontà politica di revocare gli atti della giunta Polverini che consentono la distruzione di 240 ettari di Agro Romano e il raddoppio di S.Maria delle Mole per altri 14.500 abitanti.

Il costruttore Parnasi e un dedalo di altre società minori trovano così ulteriore sostegno politico e amministrativo per la loro “idea di sviluppo del territorio”: 1 milione e 300 mila metri cubi di cemento, quasi tutti residenziali, più un bel centro commerciale.

Eccolo il modello urbanistico e sociale del terzo millennio: sparizione del verde, inquinamento e diminuzione delle falde acquifere, impermeabilizzazione di 240 ettari di Agro Romano, devastazione dell’enorme valore storico, paesaggistico e archeologico di tutta l’area, ulteriore intasamento dovuto al maggiore traffico veicolare e – come unico “svago” – la possibilità di crescere all’ombra di un centro commerciale come principale luogo aggregativo.

In piena continuità con l’operato dell’ex sindaco Palozzi, ora consigliere regionale inserito in Commissione Ambiente, l’attuale sindaco Silvagni conferma le intenzioni del suo predecessore che stipulò il famoso accordo di programma con la Polverini allora al governo della Regione Lazio.

Il presidente Zingaretti, che in campagna elettorale annunciò di voler revocare le delibere della Polverini approvate dopo le sue stesse dimissioni, si rifiuta di fare ciò che aveva promesso.

Il motivo ? Quello formale è che la Regione Lazio corra dei rischi legali dovuti ai ricorsi che i palazzinari effettuerebbero, con successivo pagamento dei danni agli stessi.

Quindi, di fatto la Regione Lazio adesso sostiene la legittimità di una serie degli accordi di programma e delle delibere che non ne avevano prima e non ce l’hanno tuttora, tanto da aver dato luogo a diversi ricorsi al TAR.

Hanno deciso di non decidere, schierandosi apertamente dalla parte dei palazzinari, questi fenomeni dell’imprenditoria edilizia nostrana che distruggono il territorio, restringono gli spazi e poi tengono le case sfitte mentre sempre più persone e famiglie si trovano con le spalle al muro tra mutui e affitti impossibili da pagare.

Invitiamo tutta la popolazione a non stare a guardare ma a mobilitarsi, come già fece egregiamente lo scorso anno per la vicenda della discarica della Falcognana.

IL PARTITO UNICO DEL MATTONE

STA PER RADDOPPIARE L’ABITATO

DI S.MARIA DELLE MOLE

Assemblea Contro la Cementificazione http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Riunione ogni lunedì alle 21.30, presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, a 100 mt dalla stazione di S.Maria

Scarica qui il volantino in formato PDF

Comunicato a seguito del presidio sotto la Regione Lazio

Protesta sotto la Regione Lazio:

Zingaretti fermi il cemento al Divino Amore

Giovedì 17 Luglio alle ore 10:00 riunione di protesta dei Movimenti di Cittadini che da anni si battono a difesa del Divino Amore.

La manifestazione organizzata dall’Assemblea contro la cementificazione di Marino e da ADA (Argine Divino Amore) ha visto il supporto di tante altre associazioni interessate a fermare lo scempio deciso dalla Regione Lazio e dal Comune di Marino.

Insieme ai Cittadini di Marino si sono uniti a protestare Italia Nostra Castelli, il Comitato contro il fosso della Cecchignola, alcuni esponenti Green Italia, Rifondazione Comunista di Marino, Movimento 5 stelle e molti altri.

Presenti anche diversi testate come Radio Roma Capitale, Rete Oro e Marino24ore, Media Quattro.

Destinatario principale della protesta il presidente Zingaretti che circa 12 mesi fa, in campagna elettorale, assicurava di fare il paladino del consumo di territorio zero e annunciava che una volta eletto avrebbe fermato tutti gli atti della Polverini emanati dopo le sue dimissioni del settembre 2012.

Nulla di questo è successo. Ora viene anche detto con chiarezza che non esiste la volontà politica di Zingaretti e Civita di annullare in autotutela questi atti.

Una volta riuniti sotto l’entrata della Regione Lazio, contro la cementificazione da 1325000 mc e 12500 abitanti, hanno preso la parola molti dei presenti spiegando nel dettaglio le innumerevoli ragioni della protesta (territorio già aumentato del 30% di abitanti con oltre 1500 abitazioni invendute, acqua carente in tutti i Castelli come quantità e come qualità, necessità di un nuovo depuratore, violazione delle regolari procedure segnalate dalla Provincia, valore archeologico inestimabile, ultima possibilità di portare avanti il progetto “Cederna” che prevedeva una connessione tra il Parco dell’Appia Antica ed il Parco dei Castelli Romani. Ultimo, ma non ultimo, il carattere chiaramente speculatorio dei privati che hanno portato avanti il progetto con la politica di Palozzi e Polverini. Ora Zingaretti dopo tante promesse si limita a portare avanti la stessa identica politica.

In tarda mattinata la portavoce del M5S al consiglio regionale Silvana Denicolò è scesa a parlare con i manifestanti e si è impegnata ad organizzare nei prossimi giorni un incontro con l’Assessore Refrigeri.

Per quanto riguarda lo Staff di Zingaretti non è stata accolta la richiesta dei Cittadini di far parlare una loro piccola rappresentanza con qualche funzionario della Presidenza.

Ora, in mancanza della politica, la prossima mossa spetterà al TAR dove diversi ricorsi sono già pendenti e si attende una prima risposta di merito per fine settembre.

La protesta sotto la Regione ha evidenziato che in piena armonia i Cittadini porteranno avanti la loro protesta e sono già previsti altri appuntamenti subito dopo la pausa di agosto.

GIOVEDI 17 LUGLIO – PRESIDIO ALLA REGIONE LAZIO

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COMUNICATO

L’Assemblea contro la Cementificazione e il Coordinamento Argine Divino Amore invitano la popolazione di S.Maria delle Mole, Frattocchie, Marino, delle altre sue frazioni e tutti i solidali a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio, dalle ore 10.00, presso la sede del “governo regionale” in via Cristoforo Colombo.

Per fermare il progetto che prevede il raddoppio dell’abitato di S.Maria delle Mole e Frattocchie, con un milione e trecentomila metri cubi di cemento da riversare su 240 ettari di Agro Romano e appartamenti per 12.500 nuovi residenti, chiediamo alla giunta della Regione Lazio di revocare le delibere della precedente giunta Polverini che riguardano il “via libera” a questa immensa speculazione edilizia.

Tali delibere furono realizzate dopo le dimissioni della stessa giunta Polverini mentre, circa un anno e mezzo prima, fu stipulato un accordo di programma tra la stessa ex-presidente della Regione e Adriano Palozzi, allora sindaco marinese e attualmente consigliere regionale nonché membro della Commissione Ambiente.

Chiediamo quindi che Zingaretti e la sua giunta mantengano gli impegni presi in maniera chiara durante la campagna elettorale delle ultime elezioni regionali e revochino gli atti amministrativi che riguardano la devastazione e il saccheggio del territorio dove viviamo e lavoriamo.

Questo importante quadrante di Agro Romano, ricco di reperti archeologici, di bellezze paesaggistiche e naturalistiche non può finire preda di importanti costruttori privati, tra i quali spicca Parnasi con società costituite ad hoc che vantano ben 10.000 euro euro di capitale sociale.

Per impedire questo scempio e per avere una maggiore e definitiva tutela chiediamo inoltre l’estensione del Parco dell’Appia Antica a tutta la zona, vista la contiguità territoriale, storica e naturale che li lega.

Nel nostro territorio, sempre più assediato da problematiche relative al traffico aereo dell’aeroporto di Ciampino, dal gas radioattivo radon, dal traffico veicolare in costante aumento, dalla minaccia della costruzione della discarica di Roma-Falcognana non c’è e non ci può essere spazio per una nuova ed irreversibile nocività.

Nocività sostenuta a tutti i livelli da importanti politici locali a favore di forti interessi privati e combattuta dalle popolazioni tramite decine di iniziative pubbliche e numerosi ricorsi al TAR, tuttora pendenti.

Facciamo presente alla giunta Zingaretti e al sig.Palozzi, che ne è sicuramente più al corrente, che il Comune di Marino ha una raccolta differenziata ferma al 20% e che in virtù di questo splendido risultato ambientale, conferisce 4 tonnellate su 5 di rifiuto “tal quale” nella vicina discarica di Albano-Roncigliano.

Andando così ad avvelenare le terre e l’aria di una vastissima zona, provocando un’emergenza continua per le popolazioni locali che negli ultimi anni si sono ribellate e stanno lottando efficacemente, tanto che si trovano sotto processo alcuni eccellenti nomi dell’imprenditoria e della politica accusati di truffa.

Volendo costruire un altro milione e trecentomila metri cubi di cemento e antropizzando il territorio marinese in modo così massiccio siamo destinati a vedere anche ridotte e maggiormente inquinate le nostre falde acquifere mentre la produzione di rifiuti raddoppierebbe, con tutte le conseguenze del caso.

Crediamo sia necessario prendere provvedimenti urgenti e mettere “una pietra sopra” a questa inutile e devastante speculazione edilizia, tanto più che esistono centinaia di appartamenti nuovi sfitti nel nostro comune mentre l’emergenza abitativa ci sembra sia esplosa anche a causa di simili politiche “di sviluppo”.

Per questo invitiamo tutti/e ancora una volta a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio dalle ore 10.00 ed abbiamo chiesto di incontrare in quella data gli assessori regionali Civita e Refrigeri.

Chi vuole potrà partire insieme a noi, ritrovandosi al parcheggio di scambio tra via G.Mameli e via Capanne di Marino, alle ore 9.00.

Marino, 14 luglio 2014

Assemblea contro la Cementificazione, Coordinamento Argine via Divino Amore

http://stopcemento.noblogs.org — sites.google.com/site/arginedivinoamore

Clicca qui per il comunicato in formato PDF

Contro la Cementificazione ma anche contro la Monnezza (intesa in senso lato…)

4 TONNELLATE SU 5 DI RIFIUTI PRODOTTI DA RESIDENTI E ATTIVITA’ PRESENTI NEL COMUNE DI MARINO FINISCONO IN DISCARICA A RONCIGLIANO, TALI E QUALI COME SONO, SENZA RACCOLTA DIFFERENZIATA….E CON ALTRI 12.000 NUOVI RESIDENTI LA SITUAZIONE NON PUO’ CHE PERGGIORARE!

LA LOTTA NO-INC E’ ANCHE LA NOSTRA LOTTA, PARTECIPIAMO AL DISCAMPING, PARTECIPIAMO ATTIVAMENTE PER IMPEDIRE LA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO E DELLE NOSTRE VITE.

Sabato 12 luglio, in particolare, ci sarà un’asemblea sulle vertenze e le situazioni che riguardano cementificazione e speculazione edilizia.

5° DISCAMPING: 11- 12- 13 luglio
via Ardeatina km 25,600


18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio TRIBUNALE:
3° UDIENZA contro Cerroni & band.

Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l’Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell’umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell’invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l’inceneritore.

LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l’opinione popolare per cui le leggi sono un po’ come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L’IDEA DI SCAVARE ANCHE L’OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall’inceneritore rimangono da “valorizzare”…
Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l’interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore.
Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l’udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni.

Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA’ ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l’autogoverno dei cittadini.

IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL’11 AL 13 LUGLIO SERVIRA’ A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA’ E SE SARA’ POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA.
CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.discamping-20141