Sabato 16, incontro pubblico in piazza Togliatti a S.Maria delle Mole

COMUNICATO

SABATO 16 MAGGIO, IN PIAZZA A S.MARIA DELLE MOLE

CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

L’Assemblea contro la Cementificazione organizza un incontro pubblico in piazza Togliatti, sabato 16 maggio dalle ore 17.00, per fare il punto della situazione a seguito dell’ultimo mese che ha visto una serie di mobilitazioni presso i consigli comunali e quelli regionali.

Sarà inoltre allestita una mostra con le fotografie riguardanti lo scempio in corso a Mugilla, zona verde e archeologica di pregio nei pressi della scuola elementare Verdi e dell’asilo Ciari.

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Nonostante l’amministrazione comunale si sia barricata dietro il voto di fiducia, che racchiude la volontà politica di proseguire nel cementificare il territorio, e la Regione Lazio abbia deciso di non ritirare le delibere di sua competenza che approvavano i piani devastatori di Parnasi al Parco Tudini e dei palazzinari locali su Mugilla, comincia a scricchiolare qualcosa dopo l’arresto del sindaco Silvagni e l’inchiesta che coinvolge l’assessore all’urbanistica Bartoloni nonché funzionari comunali.

Invitiamo pertanto la popolazione a partecipare all’incontro pubblico in piazza Togliatti sabato 16 maggio e a quelli settimanali che si svolgono ogni lunedì dalle ore 21.30 presso la sede di via S.Paolo Apostolo 19, sempre a S.Maria delle Mole.

C’è necessità di continuare a fra crescere la mobilitazione contro il progetto da 12.500 nuovi residenti e 1 milione 300 mila metri cubi di cemento: l’unica cosa inutile è lasciare ad altri il compito di difendere l’interesse collettivo della tutela del territorio e della vivibilità delle sempre più popolose frazioni di Marino.

Marino, 13 maggio 2015

Assemblea contro la Cementificazione

stopcemento@inventati.org

http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato in PDF

Sabato 16 maggio – ore 17.00 – Assemblea pubblica in piazza a S.Maria

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI REGGE SULLA SPECULAZIONE DEL DIVINO AMORE

Negli uffici del Comune di Marino le acque sono ultimamente piuttosto agitate. Come è noto, lo scorso 9 Aprile il Sindaco Fabio Silvagni è stato arrestato con le accuse di corruzione e peculato, insieme ad un dipendente comunale e a tre imprenditori. Una vicenda squallida di operazioni urbanistiche surrettizie e ruberie varie, che fa emergere una realtà preoccupante ma non certo nuova.

Il terremoto giudiziario si è scatenato per affari tutto sommato limitati: una trentina di assunzioni pilotate, l’illegittimo cambio di destinazione d’uso per il capannone di “Burger King” a Castelluccia, qualche tangente, addirittura la sottrazione di carburante. L’attenzione andrebbe viceversa spostata dalle briciole alla torta: il progetto di cementificazione da un milione e trecentomila metri cubi che coinvolge più di 200 ettari, distribuiti fra la zona di Mugilla e l’area compresa tra Via del Divino Amore e il Parco Tudini. Una speculazione gigantesca che darebbe il colpo di grazia a un territorio già martoriato da anni di edilizia selvaggia, compromettendone la situazione idrogeologica e la vivibilità.

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L’arresto di Silvagni sembra comunque aver smosso qualcosa: il 15 Aprile veniva convocato un Consiglio Regionale con all’ordine del giorno una mozione presentata circa un anno fa, volta a richiedere la cancellazione delle delibere della Giunta Polverini riguardanti la cementificazione. Dopo ben due sedute, nelle quali i consiglieri di centro destra ma anche della maggioranza hanno utilizzato ogni tecnica dilatoria a disposizione per fiaccare la resistenza dei componenti dei comitati arrivati in Regione, il 29 Aprile la mozione è stata finalmente discussa.

La maggioranza, pur ribadendo una teorica contrarietà al progetto, ha però sospeso la discussione della mozione, rinviando all’esame della Commissione urbanistica l’intera operazione, suscitando le vivaci proteste dei comitati presenti. La Giunta Zingaretti tradisce dunque l’impegno elettorale di annullare le delibere approvate dalla Giunta Polverini già dimissionaria e si dimostra subalterna nei confronti di Parnasi e soci.

L’assenza di volontà politica da parte della Regione è ancor più grave se si considera che i permessi a costruire per le lottizzazioni come Mugilla (17 palazzi!) sono già stati concessi. Il centro destra regionale, capitanato da Palozzi, avrebbe tuttavia preferito un’immediata bocciatura della mozione, al fine di blindare un’operazione da cui dipendono varie fortune politiche.

I referenti della cementificazione del Divino Amore non dormono infatti sonni tranquilli. Lo schieramento che governa Marino da un decennio mostra qualche crepa e chi ha costruito la propria carriera politica sull’urbanistica sregolata del Comune è comprensibilmente impegnato a garantire quegli interessi imprenditoriali che devono essere perseguiti a prescindere dal nome degli amministratori.

Il 4 Maggio si è svolto a Marino un consiglio comunale straordinario, il primo dopo gli arresti. Nella consueta miseria politica del contesto, la maggioranza dei consiglieri ha assicurato senza sorprese la fiducia alla Giunta, guidata ora dal Vice Sindaco De Santis, che conferma all’Urbanistica l’indagato Bartoloni. Subito dopo il voto, insieme al comitato ADA e a chi, tra i presenti, era stufo dell’ennesima presa in giro, abbiamo scandito slogan ed esposto cartelli e bandiere. Solo una testimonianza della nostra ferma intenzione di non indietreggiare di un centimetro e anzi di sviluppare la mobilitazione contro un progetto sciagurato, contro cui lottiamo da quattro anni, contro cui abbiamo presentato ricorso al TAR, e che già oggi si concretizza nelle enormi buche per scavi archeologici che hanno crivellato il terreno limitrofo alla scuola Verdi di Santa Maria delle Mole

ASSEMBLEA PUBBLICA

SABATO 16 MAGGIO – ORE 17.00

PIAZZA TOGLIATTI – S.Maria delle Mole

ASSEMBLEA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

RIUNIONE OGNI LUNEDI’ 21,30 VIA S.PAOLO APOSTOLO,19-

SANTA MARIA DELLE MOLE

Volantino assemblea pubblica 16 maggio 2015 in PDF

La Regione Lazio dalla parte dei devastatori

REGIONE LAZIO: PROTESTA CONTRO LA DECISIONE DELLA GIUNTA ZINGARETTI, CHE NON SI OPPONE ALLA CEMENTIFICAZIONE DI DIVINO AMORE E MUGILLA

Mercoledì 29 Aprile si è tenuta una seduta del Consiglio Regionale del Lazio, che ha avuto tra i punti all’ordine del giorno la discussione di una mozione, presentata da alcuni consiglieri del Movimento Cinque Stelle, volta a richiedere la revoca delle delibere di giunta regionale, emanate tra Dicembre 2012 e Febbraio 2013 dall’allora Giunta Polverini (peraltro già dimissionaria), riguardanti la cementificazione di più di 200 ettari di Agro Romano, ricompresi entro i confini del Comune di Marino, in località Mugilla e Divino Amore.

Si tratta di un abnorme progetto di sviluppo da circa un milione di metri cubi di edilizia residenziale privata e commerciale, che si tradurrebbe, se effettivamente attuato, nella costruzione ex novo di una vera e propria città da 12.500 abitanti. I costruttori legati al piano edificatorio sono vari, da quelli locali fino a Luca Parnasi, lo stesso del nuovo stadio dell’A.S. Roma, cui difatti fa riferimento la lottizzazione di gran lunga più rilevante.

Le contraddizioni che insistono su tale cementificazione sono molteplici: dall’assenza del cambio di destinazione d’uso per i terreni coinvolti, necessario per la legittimità di qualsiasi variante, fino alla criticità della situazione idrogeologica dell’area, solo per citarne alcune fra le più importanti.

Civita e Palozzi a colloqui durante seduta regione lazio 29 aprile 2015 (Copia)

Palozzi discute con l’assessore Civita in aula consiliare alla Regione Lazio in merito alla questione della cementificazione del Divino Amore, prima della discussione della mozione. L’ex sindaco di Marino voleva arrivare arrivare al voto, che da prte sua sarebbe stato contrario, mentre l’assessore Civita vuole un prolungamento dei tempi. In ogni caso, un favore ai devastatori

Già nelle sedute di Mercoledì 15 Aprile e di Lunedì 27 Aprile la mozione in questione si sarebbe dovuta discutere; entrambe si erano invece concluse con il rinvio del consiglio regionale. Maggioranza e centro destra, alfine di fiaccare la resistenza dei numerosi cittadini dell’” Assemblea contro la cementificazione” e del comitato “Argine Divino Amore” (i cui ricorsi contro la gigantesca speculazione giacciono tuttora presso il T.A.R.), non avevano esitato a ricorrere a tutte le tecniche dilatorie a disposizione. Tra ripetute sospensioni delle sedute, pause protratte per ore e bocciature delle richieste di inversione dell’O.d.g., non pochi consiglieri avevano peraltro scelto di disertare l’assemblea, per primo l’assessore competente Michele Civita. Alla condotta inetta e subalterna di questi personaggi erano ovviamente seguite le proteste dei presenti, decisi a difendere il proprio territorio.

Il comportamento di assessori e consiglieri non ha però raggiunto i risultati sperati, e, anche il 29 Aprile, per la terza volta in due settimane, il Consiglio si è svolto alla presenza dei comitati. Cominciata la discussione della mozione, che a questo punto non poteva più essere elusa, Civita ha esposto la posizione della maggioranza.

In sostanza, ad una teorica dichiarazione di generale contrarietà nei confronti della cementificazione del Divino Amore, corrisponde una preoccupante mancanza della volontà politica di opporsi a tale scempio, celata dietro la proposta dell’assessore di sospendere la discussione della mozione in attesa di un nuovo esame in commissione urbanistica dell’intera operazione, nella quale sede l’Avvocatura di Stato dovrà esprimere il proprio parere circa la praticabilità di un eventuale stop al progetto. Quello che Civita agita è cioè lo spauracchio dei cosiddetti “diritti acquisiti”, vero dogma del cemento selvaggio, invocato per giustificare le iniziative politico-imprenditoriali più sciagurate.

Il PD ha avuto gioco facile nel far approvare la proposta di sospensione, con il decisivo appoggio di SEL. Eppure in campagna elettorale Zingaretti si era assunto l’impegno di annullare le delibere approvate illegittimamente dalla Giunta Polverini già dimissionaria. Eppure sei consiglieri del PD avevano qualche tempo fa presentato una mozione analoga a quella attuale, che però non è stata mai discussa. Le giravolte della maggioranza danno la misura di quanto consistenti siano gli interessi in ballo e di quanto siano trasversali agli schieramenti partitici.

Dal canto suo, il centro destra avrebbe viceversa voluto votare subito la mozione. Il consigliere Adriano Palozzi, ex sindaco di Marino, vero referente politico della cementificazione, si è intrattenuto per circa un quarto d’ora con l’assessore Civita, discutendo animatamente. L’aria che si respira negli uffici del Comune di Marino è ultimamente piuttosto pesante, dopo l’arresto lo scorso 9 Aprile del sindaco di centro destra Fabio Silvagni per corruzione e peculato e la destra regionale avrebbe certo preferito bocciare subito la mozione, blindando ulteriormente un piano edilizio attorno al quale si giocano varie fortune politiche, ma che fa acqua da tutte le parti.

La Giunta Zingaretti decide di non decidere, rinvia la discussione sul merito della mozione alle calende greche, in una situazione nella quale per le lottizzazioni più piccole i costruttori dispongono già dei permessi a costruire. Allo stesso tempo non avalla direttamente l’operato di uno schieramento politico che governa il comune di Marino da anni e che oggi è impantanato in difficoltà giudiziarie. Impossibile tuttavia non cogliere la somiglianza tra la decisione della maggioranza regionale e la sospensione votata dalla maggioranza comunale di Silvagni a Novembre 2014 per una mozione che richiedeva appunto il ritiro delle delibere, in quel caso del consiglio comunale di Marino, riguardanti la cementificazione del Divino Amore.

L’Assemblea contro la cementificazione rilancia la mobilitazione contro questa acclarato attacco al territorio e continuerà nell’opposizione al progetto in tutte le sedi necessarie, per scongiurare un drammatico peggioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Marino, 30 Aprile 2015

Assemblea contro la cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org

Comunicato in formato PDF

Sintesi della farsa alla Regione Lazio

Foto Regione Lazio 15 aprile 2015 - 1

Linkiamo a questo indirizzo il verbale della seduta della vergogna, quella del 15 aprile scorso, al Consiglio della Regione Lazio

http://aulacrl.regione.lazio.it/file_0002_seduta_n41_del_15.04.15.pdf

Qui di seguito una sintesi delle tappe di quella giornata che nessuno di noi dimenticherà per lo schifo cui abbiamo assistito coi nostri occhi

1) La seduta comincia alle 11.14

2) La seduta è sospesa alle 12.17 e riprenderà alle ore 14.30

3) La seduta riprende alle 16.55, invece che alle 14.30

4) La seduta termina alle 17.03

Un’ora scarsa, un’intera giornata persa dietro una farsa…

Comunque, alla ripresa dei lavori alle 17.55 succede questo

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha  facoltà.

DENICOLO’ (M5s) . Grazie, Presidente, sull’ordine dei lavori. Volevo chiedere una   cortesia, se fosse possibile anticipare la mozione n. 186 rispetto alle altre, più che altro perché abbiamo qui la presenza di numerose persone dei comitati che stavano aspettando una discussione di questa mozione fin da stamattina. Per cui, come cortesia nei confronti di questi cittadini, volevo chiedere al Presidente se fosse possibile anticiparla rispetto alle altre, naturalmente rispettando l’ordine dei  lavori che si è posto.

PRESIDENTE. Le mozioni riguardano il punto successivo. Adesso siamo in votazione della proposta di deliberazione consiliare, siamo in votazione dell’emendamento e poi, a seguire, la votazione della delibera così come eventualmente emendata….

[In 3 minuti il Consiglio effettua le due votazioni in programma]

PRESIDENTE: A seguito della votazione appena effettuata, per evitare dubbi rispetto alla legittimità dell’organo, alla pien ezza dell’organo, credo sia meglio sospendere la seduta e aggiornarla a mercoledì 22 in modo che possano essere espletate le procedure per le comunicazione di rito…sì, la seduta è chiusa. Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio con lo stesso ordine del giorno. A seguire faremo una Capigruppo per la convocazione della nuova seduta. La seduta è tolta.

PISANA, PROTESTA DEI CITTADINI DI MARINO: "NO AL CEMENTO" - FOTO 5

Protesta alla Regione Lazio

REGIONE LAZIO: PROTESTA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DEL COMUNE DI MARINO PER IL RINVIO DELLA MOZIONE

Mercoledì 15 aprile, un folto gruppo di cittadini S.Maria delle Mole, Frattocchie e degli altri centri abitati del comune di Marino si è presentato sin dalle 10.30 presso il Consiglio Regionale del Lazio in occasione di una seduta durante la quale era all’ordine del giorno la richiesta di revoca delle delibere riguardanti la cementificazione di Via del Divino Amore e Mugilla.

Dopo aver esposto alcuni striscioni fuori il palazzo de “la Pisana”, mentre tra l’altro decine di ex-lavoratori Alitalia protestavano contro l’incerto futuro che li attende, l’Assemblea contro la Cementificazione e Argine Divino Amore hanno assistito ad una farsa che si è conclusa poco dopo le 17.00.

Si potrebbe quindi pensare che per ben 7 ore il Consiglio Regionale fosse impegnato nella discussione e nella votazione dell’Ordine del Giorno.

In realtà, dopo una mezz’oretta di “interrogazioni” e di “comunicazioni”, gli sproloqui di Storace sempre a cerca di soldi per le strutture sanitarie private, il presidente del consiglio Leodori (PD) sospende i “lavori” perché dovevano votare la decadenza di un “collega” consigliere e Storace aveva sollevato dubbi sulla legittimità del voto segreto.

Tra un rinvio e l’altro, cresce da parte nostra l’attesa per la ripresa dei lavori e inoltriamo richiesta di invertire l’OdG in modo tale da discutere quanto prima la mozione sulle revoche delle delibere della Polverini che davano l’ok ai piani integrati da 12.500 residenti e 1.300.000 metri cubi di cemento.

Fino alle 17.00, l’aula consigliare rimane deserta mentre cresce la partecipazione delle persone tra il pubblico appositamente intervenute dai nostri territori per capire se il PD, la sua maggioranza e l’assessore competente Civita approveranno o meno la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle su nostra richiesta. Facciamo notare che si tratta in gran parte di una mozione simile presentata (ma non votata!) dallo stesso PD un paio d’anni fa.

Alle 17.05, dopo il voto sulla decadenza del consigliere, incurante della formale richiesta di inversione dell’OdG, il presidente Leodori comunica freddamente e senza motivazioni la sospensione della seduta e il rinvio al prossimo mercoledì 22 aprile, con la mozione anti-cementificazione “in salita” alla sesta posizione.

Dalla platea dove eravamo in attesa da quasi 7 ore si alza forte la protesta contro la messa in scena cui abbiamo assistito: centro-sinistra e centro-destra, dopo aver “lavorato” mezz’ora scarsa in tutta la giornata, lasciano in fretta l’aula mentre esponiamo scritte contro la cementificazione e cori contro lo scempio che vogliamo evitare.

Non vi riportiamo gli insulti rivolti ai soggetti politici che, ancora una volta, pensano di “lasciar correre” senza prendersi la responsabilità di revocare i devastanti progetti per i quali il Comune di Marino ha rilasciato già alcuni permessi a costruire.

Nonostante lo scorso 1 aprile l’ultima seduta del consiglio comunale marinese, presieduta dal sindaco Silvagni ora agli arresti domiciliari, avesse visto una protesta simile al termine di una interrogazione sugli stessi temi e nonostante il terremoto politico-giudiziario tuttora in corso nel nostro comune, riguardante assessori e dipendenti dediti proprio all’urbanistica, il Consiglio Regionale del Lazio è riuscito a snobbare – per ora – le questioni che riguardano il destino di decine di migliaia di persone e un territorio di oltre 200 ettari.

Non molleremo di un centimetro, ci ripresenteremo al Consiglio Regionale non appena sarà formalmente riconvocato e invitiamo la popolazione a continuare la mobilitazione contro i progetti speculativi in atto.

Prossima assemblea: lunedì 20 aprile, ore 21.30, sede di via S.Paolo Apostolo 19, S.Maria delle Mole

Marino, 17 aprile 2015

Assemblea contro la Cementificazione

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TUTTI/E ALLA “PISANA” – MERCOLEDI’ 15 APRILE, DALLA MATTINA

Il Consiglio Regionale del Lazio discuterà il 15 aprile la mozione del M5S di revoca della cementificazione dell’area Mugilla-Divino Amore di Marino

I comitati ADA e ACC invitano tutti i cittadini a partecipare al Consiglio Regionale per supportare la decisone di revoca dei provvedimenti speculativi

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Il prossimo 15 aprile il Consiglio Regionale del Lazio discuterà come settimo punto dell’ordine del giorno una mozione presentata dai Consiglieri Regionali Denicolò, Porrello e Corrado del Movimento 5 Stelle in cui si chiede al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti di revocare tutti gli atti relativi al piano urbanistico di cementificazione per oltre un milione di mc e 12 500 nuovi abitanti, dell’area verde e di rilevanza paesaggistica-archeologica di Mugilla-Divino Amore di Marino. Questa intensiva urbanizzazione è stata fortemente voluta dal centrodestra di Marino guidato da Adriano Palozzi, oggi Consigliere Regionale, e Fabio Silvagni, attuale Sindaco di Marino posto agli arresti domiciliari il 9 aprile scorso in una indagine per corruzione e peculato.

I comitati di cittadini Argine via Divino Amore (ADA) e Assemblea Contro la Cementificazione (ACC) accolgono con estremo favore la discussione di questa mozione di revoca in sede regionale e invitano tutta la cittadinanza a presenziare il 15 aprile prossimo il Consiglio Regionale che potrebbe portare alla chiusura di una vicenda di gravissima speculazione edilizia a danno di tutta la comunità di Marino per il vantaggio di pochi politici e palazzinari.

Marino, 10 aprile 2015

Argine via Divino Amore – Assemblea Contro la Cementificazione

Incredibile ma vero, chi l’avrebbe mai sospettato…

C’era anche chi, all’opposizione (si fa per dire…) non si era accorto di quanto avveniva al Comune di Marino e dichiara il suo “sgomento”. Puffperbacco!!!

 

Marino 24 ore - Lo sgomento di Ciamberlano

CLICCA QUI PER LA RASSEGNA STAMPA SULL’ARRESTO DEL SINDACO DI MARINO FABIO SILVAGNI

In sintesi: permessi edilizi in cambio di denaro e di sponsorizzazioni per le feste pubbliche, assunzioni clientelari a fini elettorali e le accuse di corruzione e peculato. Arrestati anche un dipendente comunale e alcuni imprenditori.

CLICCA QUI PER LEGGERE GLI INTERESSANTI ULTIMI COMUNICATI DEL SINDACO SILVAGNI REDATTI POCHI GIORNI PRIMA DEL SUO ARRESTO

Protesta durante il Consiglio Comunale

PROTESTA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE

DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE DI MARINO

Ieri, mercoledì 1 aprile, al termine dell’interrogazione relativa alle problematiche connesse al piano di cementificazione che prevede il raddoppio della popolazione di S.Maria delle Mole, un nutrito gruppo di persone che da anni si batte per impedire la devastazione del territorio ha protestato per diversi minuti con striscioni e cori all’interno della sala consiliare del Comune di Marino.

Sono state mostrate in aula le foto che riprendono lo scempio attualmente in corso nell’area archeologica di “Mugilla”, ormai ridotta ad un’immensa “groviera” dalle ruspe per effettuare i sondaggi archeologici propedeutici alla costruzione di 17 palazzi intorno alla scuola elementare e a quella per l’infanzia di via Maroncelli.

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Per questa speculazione edilizia e per quella ancor più mastodontica prevista lungo via del Divino Amore, l’acqua potabile non è stata garantita da ACEA ed è inoltre necessaria la costruzione di un nuovo depuratore.

Per i quattro palazzi che godono di “permesso a costruire” in area “Mugilla”, il Comune di Marino ha invece dichiarato che potranno allacciarsi all’attuale depuratore.

Facciamo notare la gravità del fatto che le società che stanno tentando di ergere il nuovo quartiere attaccato alle due scuole di via Maroncelli, non hanno effettuato i necessari rilievi di flusso di CO2, anche perché è stata la stessa Regione Lazio ad esentarli non includendoli nelle prescrizioni nonostante esista una determina regionale che impone questi controlli. Se venisse riscontrata una concentrazione di CO2 superiore al 5% infatti non potrebbe essere costruito nulla, mentre tra l’1% e il 5% vengono posti una serie di paletti che renderebbero l’investimento dei palazzinari molto meno conveniente e molto più oneroso da sostenere.

Il Comune di Marino sta fattivamente lavorando a favore di questi progetti edificatori in due modi: tramite gli uffici tecnici preposti e con l’intervento politico diretto del sindaco Silvagni sostenuto dalla sua giunta.

La Regione Lazio guidata da Zingaretti e dall’assessore Civita lascia fare, non revocando le delibere della Polverini.

Il TAR ha da tre anni nei suoi cassetti i nostri primi ricorsi presentati nel 2012 (ai quali sono seguiti quelli del 2013). Abbiamo quindi formalmente chiesto tramite i nostri legali una fissazione dell’udienza.

Da parte nostra stiamo ragionando su quali altre iniziative portare avanti insieme alla popolazione sulla quale sta per abbattersi non una calamità naturale ma l’ennesimo scempio causato dagli interessi economici di natura prettamente umana.

Dopo l’assemblea pubblica alla scuola “Verdi”, la passeggiata archeologica a “Mugilla” e la partecipazione “attiva” all’ultimo consiglio comunale possiamo affermare che la presa di coscienza da parte della cittadinanza si sta trasformando in qualcosa di più concreto.

La partita è ancora tutta da giocare, la lotta sarà lunga e siamo certi che la popolazione saprà organizzarsi adeguatamente rispetto alla posta in gioco.

Marino, 2 aprile 2015

Assemblea contro la cementificazione

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