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A CASTELLUCCIA DI MARINO LA GENTE DI NUOVO IN STRADA PER IMPEDIRE L’INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO DELLA ILIAD

IL PIANO ANTENNE NON SERVE A PROTEGGERE LA CITTADINANZA

L’amministrazione comunale di Marino si appresta ad approvare il “PRAEET”, cioè il “Piano Antenne”, entro poche settimane.

In un incontro con l’assessore all’urbanistica Trinca e il dirigente Gentilini, responsabile della redazione del “Piano Antenne”, svoltosi l’8 luglio a S.Maria delle Mole, abbiamo avuto la conferma che purtroppo esso non può vietare alle compagnie telefoniche di installare OVUNQUE vogliano le loro “Stazioni Radio Base” (cioè il sistema antenne+cabina).

Già lo sapevamo e lo avevamo scritto come potete controllare nell’articolo di alcuni mesi fa sul nostro blog.

Allora a cosa serve il “Piano Antenne” ?

Esso “suggerisce” a seguito di un apposito studio svolto da una ditta incaricata dal Comune per la modica cifra di 24.000 euro alcune “Aree Preferenziali” sulle quali far convergere i nuovi impianti telefonici. Diverse aree sono di proprietà comunale, cosicché i canoni di locazioni potranno essere riscossi dall’Ente e non dai privati.

Ma non c’è scritto come essi verranno poi impiegati.

Se un gestore ritenesse più utile fare l’impianto in una zona diversa da quelle preferenziali, basta che si metta d’accordo con il proprietario del terreno o dell’immobile, produca il progetto, avverta l’ARPA e richieda eventuali autorizzazioni paesaggistiche al Comune o ad altri Enti competenti e potrà comunque piazzare la propria antenna scavalcando i “PRAEET”.

Vale, purtroppo, la legge nazionale nota con il famigerato nome di “Gasparri” del 2001 (centrodestra) che non è stata abolita né dal centrosinistra, né dal Movimento 5 Stelle.

Sta bene, evidentemente, a tutto l’arco parlamentare.

Il quale a breve potrebbe esprimersi su un emendamento presentato da “Italia Viva” che vuole alzare i limiti di legge dai 6 Volt al metro attuali a 61 Volt al metro: li vuole cioè decuplicare proprio per favorire la proliferazione delle antenne su tutto il territorio nazionale, così come richiesto dalle compagnie telefoniche, dalla AGCOM e dal ministro Colao che proviene proprio dal settore delle grandi società di telecomunicazioni.

Il tutto a scapito della salute e della sicurezza della popolazione.

E meno male che con la pandemia gli aspetti riguardanti la salute pubblica dovevano essere maggiormente tutelati.

In un prossimo articolo parleremo più dettagliatamente del perchè il “Piano Antenne” del Comune di Marino non va bene, secondo noi, delle 6 nuove aree dove l’amministrazione sarebbe favorevole all’installazione di nuovi impianti e delle altre 8 aree dove già esistono e possono essere ulteriormente potenziati. Le richieste dei gestori non sono 14 ma addirittura 21. Mancano quelle di Wind, quindi potrebbero essere ancora di più.

Insomma in mezzo a tutta questa selva di pali di 20-30 metri di altezza che emetteranno radiazioni a ciclo continuo, ci riserviamo di scriverne più in dettaglio a breve perchè dal “Piano Antenne” approvato in via preliminare a febbraio, già da noi definito “ciofeca”, a quello che l’amministrazione ci ha esposto a luglio c’è stato un certosino lavoro in senso ulteriormente peggiorativo.

Comunque, non abbiamo fatto in tempo a finire la riunione con l’assessore e il dirigente che, a riprova di quanto sopra, stamattina 9 luglio siamo scesi in strada alle molette, nella frazione Castelluccia di Marino, perché si è presentata la ditta che da febbraio 2020 vorrebbe installare 26 metri di palo della Iliad e non c’è ancora riuscita grazie alla costante mobilitazione della popolazione residente.

Si fa notare che quell’area non è stata inclusa nel “Piano Antenne”, a dimostrazione del fatto che le ditte possono fare quello che vogliono a prescindere, basta che si accordino con il privato.

Nel caso specifico, uno dei responsabili della ditta incaricata di montare il palo è anche il proprietario di una quota del terreno su cui dovrebbe essere realizzata l’antenna.

Guadagno doppio. Ottimo. Per lui.

La popolazione residente lo ha di nuovo inizialmente bloccato, tanto che l’imprenditore si è sentito in dovere di chiamare la polizia, intervenuta inizialmente con una sola pattuglia.

Nonostante le discussioni, si è andato avanti così per alcune ore e visto che i lavori, riguardanti dei sondaggi geologici che saranno propedeutici ad un altro accesso per la costruzione vera e propria, non riuscivano a partire per la ferma opposizione dei presenti. si sono scomodati i dirigenti del Commissariato di Polizia di Marino.

Sono intervenuti minacciandoli di identificare gli abitanti e di denunciarli per “manifestazione non autorizzata”.

Erano tutti sul vialetto privato di casa loro, l’unico accesso al terreno oggetto degli appetiti dell’imprenditore.

Siamo arrivati a questo punto ? Non è possibile neanche scendere di casa nel proprio vialetto ?

Comunque, le persone, non sapendo bene se la minaccia fosse giustificata o meno hanno dovuto a malincuore concedere, per la prima volta in 18 mesi, il passaggio al soggetto in questione, forte dell’intervento della polizia.

Il lavoro è durato piuttosto poco, trattandosi di un carotaggio. Andati via i personaggi non desiderati, ci si è riuniti sotto la veranda di una delle famiglie preoccupate di quanto stava avvenendo e si è discusso di come procedere, cercando tutta la documentazione. Non si è presentato nessuno politico dell’amministrazione grillina, pur avvertito, né dell’opposizione, per dovere di cronaca.

All’uscita dall’abitazione di questa famiglia, dopo 5 ore dall’inizio della mobilitazione si presenta una pattuglia dei vigili urbani marinesi con una “tecnica” che si sta facendo le ossa sulla materia.

Risultato: tutti e tutte identificate, minacciati pure di essere denunciati/e per “procurato allarme” perché, secondo una delle due vigilesse, visto che la ditta non c’era più e che aveva fatto solo i carotaggi e non l’antenna non dovevamo chiamarli. Ma chi lo sapeva cosa avrebbe o non avrebbe fatto la ditta ?

Inoltre, nessuno di noi aveva chiamato i vigili urbani, piccolo dettaglio. Così abbiamo chiesto noi a loro chi l’avesse interpellate via telefono alla centrale ma non ci hanno saputo rispondere e si sono arrampicate sugli specchi

Alla fine, si sono svolte nel tardo pomeriggio due ulteriori riunioni: una a Castelluccia e una nell’adiacente frazione di Due Santi.

Era già stata fissata una riunione pubblica con l’amministrazione comunale il 20 di luglio ma, evidentemente, ci sarà da continuare a monitorare la situazione in questi giorni perché non basta fare le pulci al “Piano Antenne”.

Brevi considerazioni: le ditte private si comportano da “padroni” ottocenteschi, la polizia interviene intimidendo persone tranquillissime ma che non vogliono una nocività del tutto inutile vicino casa (e vicino la scuola), l’amministrazione comunale fa un piano antenne che serve a poco, nessuno di loro si presenta in loco a vedere la situazione (neanche i consiglieri che abitano in zona!), mandano però i vigili che identificano chi usciva dall’abitazione di una delle famiglie residenti dove ci si era riuniti per fare il punto della situazione, Colao e “Italia Viva” chiedono al Parlamento di alzare i limiti di legge…insomma il quadro del rapporto tra istituzioni e cittadini ci sembra piuttosto chiaro e alquanto compromesso, per usare un eufemismo.

Nonostante ciò, ribadiamo che a Castelluccia l’antenna, dopo 18 mesi, ancora non esiste e a S.Maria delle Mole ce ne è una sotto sequestro e su cui incombe l’atto di demolizione.

A seguito esclusivamente delle capacità delle popolazioni di comprendere che non è giusto accettare nuovi rischi per la propria salute solo perché il mercato delle vacche è regolato da leggi che sono state fatte per favorire gli interessi commerciali a tutto discapito di quelli sanitari.

Articolo in formato PDF

Aggiornamento Antenne n.3 – 27 marzo

Per quanto concerne l’elettrosmog e tutti i suoi aspetti comunichiamo che a partire da domenica 29 marzo alle 18 e per le seguenti domeniche sul canale video

https://www.youtube.com/channel/UCQ7xMlNNZIZG52In81ipn4A

andranno in onda delle conferenze con professori e medici che ci parleranno dei rischi per la salute, di come è possibile opporsi al 5G e di altri aspetti che potete leggere nella locandina

CON UN MINIMO DI INTERESSE E PARTECIPAZIONE, QUALCOSA SI OTTIENE, NON FERMIAMOCI!

L’Assemblea contro la Cementificazione ha richiesto all’assessore all’urbanistica e al dirigente all’urbanistica in data odierna, 27 marzo, informazioni sull’ubicazione delle stazioni radio base già presenti e su quelle che le aziende private intendono installare o modificare su tutto il territorio comunale.

Questo perché, al di là dei casi di via delle Molette e via dei Ceraseti, si ritiene necessario sapere se, in mancanza del Piano Antenne comunale, esista comunque una “fotografia” della situazione attuale e uno “scenario” di quella futura.

Compresa l’ipotesi che alcune stazioni radio base già esistenti possano essere modificate, ad esempio aumentandone la potenza e/o introducendo nuove bande di frequenza, in base alle esigenze non della popolazione ma delle aziende private.

Tra i dati che abbiamo richiesto ci sono appunto anche le caratteristiche tecniche riguardanti ogni stazione radio base. Attendiamo la risposta nei giorni seguenti e comunichiamo che lo scorso 24 marzo l’ufficio urbanistica ha inoltrato la nostra richiesta di conoscere i progetti di via delle Molette (nuova stazione radio base) e via dei Ceraseti (modifica stazione radio base esistente) alle aziende interessate.

Quindi si presume che la prossima settimana potremo ottenere e visionare la copia di quello che si intende installare in via delle Molette e di cosa si vuole modificare in quello di via dei Ceraseti.

Un paio di buone notizie arrivano dall’assessore all’urbanistica che ha pubblicamente comunicato alcune cose importanti, le riportiamo così come pervenute:

  1. Le autorizzazioni edilizie presentate per la realizzazione di nuove antenne hanno visto, a seguito di verifiche puntuali da parte degli uffici competenti, l’avvio del procedimento per il diniego trasmesso agli interessati con apposito procedimento di cui al prot.N.16973 del 25/03/2020.

2) Il Comune di Marino, grazie alla delibera di giunta approvata il 25/03/2020 entrerà

a far parte dell’ “Alleanza Italiana STOP 5G” vedi https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497

3) La nostra amministrazione, nell’ambito della redazione dei nuovi strumenti urbanistici congiuntamente al nuovo Piano Urbanistico al quale si sta lavorando, ha già programmato nelle fasi esecutive del PUCG la redazione anche del Piano e del Regolamento Antenne. Nelle more dei nuovi strumenti urbanistici abbiamo però elaborato un atto congiunto che riguarda sia l’Urbanistica che l’Ambiente in quanto il tema delle antenne investe anche questo ambito così come quello della Salute Pubblica.

Compito nostro è andare a fondo alle questioni e, visto quanto sta accadendo da anni nella dura lotta contro la cementificazione, facciamo alcune considerazioni da comprendere con attenzione, onde evitare ad esempio che una preoccupazione si trasformi, ad esempio, in raccolte firme in cui si sbaglia pure l’oggetto su cui sono basate:

  • A) le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal comune, di cui due per il ripetitore di via dei Ceraseti e una per quello delle Molette, rimangono in vigore, cioè non sono state annullate/revocate ad esempio in autotutela come avevamo richiesto; le aziende private possono quindi contare su una base di appoggio relativamente solida; resta quindi valido il nostro suggerimento rivolto ai cittadini di valutare la possibilità di impugnare le autorizzazioni paesaggistiche con un ricorso al TAR (entro il 18 aprile) o al Presidente della Repubblica (entro il 18 giugno) perché da quanto si evince dalle dichiarazioni dell’assessore, ad oggi, questa richiesta non è un’ipotesi che l’amministrazione intende praticare;
  • B) anche l’avvio dell’iter del diniego nel rilascio dei titoli a costruire le stazioni radio basi (si parla al plurale perché sembra di capire ce ne sia più di una in ballo), può essere impugnato dalle ditte private proponenti, così come ogni atto amministrativo, a prescindere dalla “ragione”; ognuno ha le proprie e a volte con degli avvocati molto bravi, con un potere economico rilevante e dei giudici più o meno accondiscendenti, non è detto che prevalgano le leggi vigenti o il buonsenso della tutela della salute pubblica (ammesso e non concesso che le leggi vigenti tutelino in questo ambito in primis la salute pubblica)
  • C) Al punto (4) della delibera contro il 5G appena approvata dal comune si legge

    Allo stesso tempo si dispone verso gli uffici di tener conto nella valutazione delle pratiche di SCIA o nelle istanze di autorizzazione, della relazione necessaria tra il rispetto dei termini temporali legati all’obbligo di terminare i lavori entro 12 mesi dalla validità del titolo autorizzatorio e la data del 1° luglio 2022 prima della quale non è possibile attivare impianto di tecnologia 5G.”

e l’assessore all’urbanistica dichiara

Con la Delibera approvata in Giunta lo scorso 25 marzo la nostra amministrazione ha inteso regolare l’istallazione di antenne telefoniche non certo per limitare le legittime aspettative imprenditoriali di chi opera nel settore, tra l’altro legittimate dalle norme, ma ha voluto altresì far prevalere l’interesse pubblico di tutela della salute ricorrendo al principio di cautela che in materia ambientale costituisce un principio fondamentale…..Da un punto di vista normativo in tema di installazione di ripetitori telefonici è necessario fare riferimento al “decreto Gasparri”, D.lgs. n. 198 del 4.9.2002, che ha concesso maggiori libertà nel posizionamento di ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale.

Tutta questa parte è interessante e riguarda per forza di cose la politica di gestione dei territori.

Perché spesso “le legittime aspettative imprenditoriali”, in qualsiasi settore, sono in contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute di cittadini e lavoratori delle stesse imprese. Ora, allargando il discorso, ci sembra evidente soprattutto in questo periodo che un sistema basato sugli interessi dell’imprenditoria, nostrana o estera, visto che tende al massimo profitto forte del proprio potere economico tende a imporre nocività e speculazioni che c’entrano poco o nulla con i bisogni di tutti noi.

Sull’origine di tutti i mali, cioè la legge Gasparri, essendo non una calamità naturale ma un prodotto della mente di uno statista tanto geniale così come interpretato da Neri Marcorè proprio all’epoca dell’approvazione del testo, ci permettiamo di far notare che il centro-destra l’ha realizzata, il centro-sinistra l’ha criticata (e basta) e un paio di governi a guida Movimento 5 Stelle non l’ha cambiata. Insomma, una legge che va bene, di fatto, per tutto l’arco parlamentare da quasi 20 anni.

Le leggi possono cambiare, se si vuole. Di certo non lo può fare un Comune o un assessore, però magari le proprie maggioranze,volendo.

Forse però a livello parlamentare, più che il principio di precauzione, prevale e di molto l’interesse dei soggetti privati del mondo delle telecomunicazioni. Non ci sembra di dire cose inappropriate.

Sul fatto che le antenne 5G non potranno essere attivate prima del 1 luglio 2022 e che i permessi per la loro costruzione durano un anno, chiediamo pubblicamente all’assessore di farci comprendere meglio e per essere espliciti e diretti:

nel 2021 si va al voto per le elezioni comunali e fermo restando i danni provocati dalle altre forze politiche, più o meno tutte parte in causa del disastro legato all’espansione indiscriminata del cemento nel nostro territorio, se abbiamo capito bene una delle motivazioni per le quali sarebbe inutile da parte delle ditte private chiedere i permessi a costruire è proprio l’inutilità degli stessi almeno fino al 1 luglio del 2021.

A noi, messa così, ma forse abbiamo (speriamo) capito male suona un po’: ripassate dopo le elezioni.

Lo diciamo senza malizia e, purtroppo, notando i precedenti, cioè le delibere comunali del 2018 che il TAR ha annullato e che dovevano tutelarci dal cemento dei palazzinari, per via proprio delle motivazioni addotte nelle stesse che riguardavano sostanzialmente i progetti di “pubblica utilità” dei privati, ad esempio. Certo non sono state annullate solo per tali motivi, c’è altro, ok. Per esempio l’iter amministrativo del 2011 che il TAR ha preso per buono. E’ pure vero che su questo non ci pare che il Comune abbia preso parola al TAR, anche perché è stato lo stesso Comune ha agevolare tale iter, sotto i colori dell’amministrazione Palozzi, ma comunque con lo stesso “stemma” della casata Colonna. Al TAR e nelle delibere non ci risulta alcuna dichiarazione contro l’iter procedurale degli accordi di programma perché, in sintesi, il Comune dovrebbe censurare sé stesso.

Oppure, nella stessa giornata in cui si deliberava contro il 5G e si attaccava giustamente l’amministrazione precedente per il suo ruolo al servigio di Parnasi, l’attuale giunta ha approvato il PUA di Spinabella (via garofano – via ginestre) che l’anno scorso invece era stato respinto ed aveva portato ad un ricorso al TAR ora risolto con l’accordo nella costruzione di tre villini e la cementificazione di circa 3.000 mq di suolo “a vigneto” e “a frutteto”. Poca roba, ma inutile, del tutto inutile, se non atta a garantire l’interesse del privato che avrà pure ceduto 110 mq al Comune, ma ancora non abbiamo capito a cosa serve continuare a costruire e deturpare una zona comunque verde sulle pendici del Lago di Albano.

E ancora: ma quanti abitanti può sostenere il nostro comune,oltre gli attuali 45 mila e con quali risorse e servizi ?

Questo perché il Comune ufficialmente ha dichiarato che non conosce quante abitazioni sono sfitte e quante effettivamente abitate. Come si fa allora a continuare a rilasciare permessi a Palaverta, via Kennedy, Quarto S.Antonio e Due Santi ?

Perchè appunto prevalgono gli interessi imprenditoriali e forse le leggi li tutelano maggiormente, e quando si va in causa si preferisce non andare fino in fondo come nel caso del PUA ?

Non vorremo che, passato un po’ di tempo, e con eventuali pressioni delle compagnie telefoniche, in qualche modo, venisse comunque realizzata l’infrastruttura 5G o potenziata la rete già esistente.

Perché infatti, non c’è fretta.

Poniamo questi interrogativi senza alcun intento polemico ma li poniamo perché riteniamo l’unico interesse legittimo quello citato dallo stesso assessore nel “principio di precauzione” riguardante la salute di tutti noi.

Altrimenti si rischia, con le dovute proporzioni, il replicarsi di situazioni simili all’ex-ILVA, alla TAV o all’inceneritore di Parma dove ad un principio enunciato e sbandierato si può abdicare con un “ci abbiamo provato”.

L’Assemblea contro la Cementificazione invita tutti/e a partecipare direttamente e ad informarsi.

Non per provarci, ma perché è necessario respingere interessi estranei alla vivibilità dei nostri territori.

Delibera n.32 Stop 5G in PDF

Relazione Tecnica sul PUA di Spinabella in PDF

Aggiornamenti su antenne e simili

Da oggi, gli aggiornamenti sulla questione “Stazione radio base Iliad ed Elicom” che vorrebbero costruire a via delle Molette saranno disponibili quasi esclusivamente su questo blog. Evitiamo Facebook, non è uno strumento affidabile per certe cose, per quanto immediato nelle comunicazioni.

Chiunque volesse contattarci lo può fare tramite mail: nofear@inventati.org 

Meglio sarebbe incontrarci e fare assemblee, ma in questo momento è veramente complicato ed anche potenzialmente pericoloso per la salute. E siccome di salute stiamo parlando, ci sembra saggio che il “vicinato” si attivi, si parli e interroghi le autorità preposte: da quelle comunali, alla ASL, all’ARPA.

Dal canto nostro, siamo in contatto con un comitato che tratta specificatamente la questione delle antenne e del 5G. Tra ieri e oggi, siamo stati contattati da un paio di persone di via delle Molette e una di esse la stiamo facendo relazionare con il “Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ambiente” di Monte Porzio Catone perché tale comitato ha già intrapreso diverse battaglie contro l’elettrosmog.

Con loro stiamo cercando di organizzare un incontro on-line, forse tramite “mumble”, così possiamo tutti partecipare dalle nostre case. Appena capiremo come e quando, sentite le varie disponibilità, ne daremo comunicazione sia sul blog e (in questo caso) anche sul profilo facebook, noncheé via mail, via telefono etc…

Ecco i loro riferimenti.

https://it-it.facebook.com/comitatotutelamonteporziocatone

https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/

Un aggiornamento preoccupante: stamattina, 19 marzo, sul terreno di via dei ceraseti al confine con la via appia, ove sorge un ripetitore Vodafone, si stavano svolgendo ulteriori lavori. Due operai stavano effettuando un carotaggio (dalle 8.30 alle 12.30) all’interno del vigneto in prossimità della recinzione che cinge la stazione radio base. Alcuni residenti sono intervenuti, notando tra l’altro la mancanza di qualsiasi recinzione di cantiere, di cartellonistica, di sistemi di sicurezza sul lavoro specifici e non (neanche le famose “mascherine” o guanti…). Sono stati allertati i vigili urbani che sono intervenuti poco dopo, comunque mentre gli operai avevano già concluso il carotaggio, e la ASL RM6 (che non ha fatto in tempo a sopraggiungere, alla quale comunque è stata inviata una comunicazione anche scritta). I vigili urbani del comune di Marino hanno risposto ai residenti che avrebbero verificato le carte della ditta e ne avrebbero informato l’ufficio urbanistico che però ci hanno detto essere chiuso per l’emergenza legata al corona-virus. Ci sono state delle rimostranze dei cittadini in tal senso: a maggior ragione, visto che verificare la regolarità o meno degli interventi sul territorio ad opera di soggetti privati che possono arrecare preoccupazione nella cittadinanza è molto complesso per la chiusura degli uffici, tali lavori andrebbero quantomeno sospesi sino alla conclusione di tale situazione. Invece, questi periodi di “emergenza” qualcuno li usa per velocizzare diciamo così i propri interessi. E non stiamo parlando della ditta intervenuta stamane, ma delle compagnie telefoniche. Comunque, eravamo al corrente di altre due autorizzazioni paesaggistiche anche su questo palo ripetitore già esistente: la prima per il rinforzo della recinzione (e i carotaggi di oggi a tale scopo si riferiscono), la seconda per l’installazione di un imprecisato numero di pannelli fotovoltaici. Con la stessa PEC nella quale chiedevamo i documenti di progetto della stazione radio-base di via delle Molette avevamo chiesto anche di conoscere i progetti sul ripetitore e il fotovoltaico di via dei Ceraseti. 

Non è che con l’emergenza in corso, ognuno “pò fà come je pare”….no?

MANTENIAMO ALTA L’ATTENZIONE, SI INIZI A MANIFESTARE PUBBLICAMENTE IL DISSENSO CONTRO OGNI IPOTESI DI INSTALLAZIONE DI (ULTERIORI) NOCIVITA’ SUL TERRITORIO. 

BELLI I CARTELLI “ANDRA’ TUTTO BENE” PERO’ MAGARI, AD ESEMPIO, SI POTREBBERO AFFIANCARNE ALTRI “NO AL RIPETITORE”, “PROFITTI PER POCHI, ONDE ELETTROMAGNETICHE PER TUTTI”, ETC…SCATENIAMO LA FANTASIA, INTERPELLIAMO LE AUTORITA’ FINO ALLO SFINIMENTO (IL LORO, NON IL NOSTRO), VEDIAMO SE SI PUO’ RICORRERE AL TAR (ENTRO IL 18 APRILE, DATA ULTIMA) E INFORMIAMOCI.

INTANTO, SE QUALCUNO VUOLE, VISTO CHE VA DI MODA AFFACCIARSI AL BALCONE CANTANDO LE COSE PIU’ IMPROBABILI E CHE POCO HANNO A CHE FARE CON UN VIRUS CHE NON CONOSCE NAZIONI NE’ CONFINI, SE PROPRIO QUALCUNO VUOLE, POTREBBE “SPARARE” DALLE PROPRIE CASSE ACUSTICHE QUESTA CHE CI SEMBRA SINTETICA, ORECCHIABILE, ADATTA E CHE HA PORTATO PURE BENE IN QUELLA SITUAZIONE SPECIFICA

Chi ha fatto palo? Iliad !

RILANCIO DELLA VITICOLTURA ?

MEGLIO UN RIPETITORE TELEFONICO

IN VIA DELLE MOLETTE

Partiamo subito con la notizia: in un terreno agricolo di via delle Molette sta per “nascere” una stazione radio base della compagnia di telecomunicazioni “Iliad”. E’ stata infatti concessa l’autorizzazione paesaggistica dal dirigente comunale dell’ufficio urbanistica, arch.Gentilini. Il responsabile del procedimento è invece l’arch.Costanzi, già dirigente dello stesso ufficio di Gentilini. L’autorizzazione è stata rilasciata lo scorso 18 febbraio alla “Iliad Italia” e alla “Elicom Radio Sistemi”. Appena venuti a conoscenza, pochi giorni fa, abbiamo chiesto tutti gli atti specifici come “Assemblea contro la cementificazione” e “Associazione contro tutte le nocività”. Infatti, dalla sola autorizzazione paesaggistica pubblicata sull’albo pretorio del sito del comune di Marino non è possibile capire l’entità del progetto.

Speriamo che queste informazioni possano venirci fornite al più presto.

Ad oggi, e siamo a metà marzo, nessun soggetto politico, né di maggioranza, né di opposizione si è interessato. E se lo faranno occorre essere chiari: le leggi sui limiti di emissione dei campi elettromagnetici sono molto “larghe” grazie al contributo del centro-sinistra con la legge quadro n.36 del 2001 e del centro-destra con il decreto e la legge Gasparri del 2002-2003 che in pratica autorizza l’installazione dei ripetitori in quanto considerati “opere di urbanizzazione primaria” come se si trattasse di fogne, rete idrica o illuminazione pubblica.

L’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal comune di Marino è impugnabile al TAR entro 60 giorni oppure entro 120 giorni se l’eventuale ricorso è presentato al Presidente della Repubblica.

I dirigenti comunali nel concedere l’autorizzazione fanno presente che essa ricade sulle particelle 338-393-776-962 del foglio n.41 del catasto su “area di notevole interesse pubblico” ed in “zona E – terreno agricolo” con “paesaggio agrario di continuità” e “vincoli dichiarativi”.

Immagine 1: Individuazione delle particelle interessate dal progetto

Ma non si doveva rilanciare la viticoltura, orgoglio del territorio marinese, e difendere il territorio dalle speculazioni ?

A 25 euro per ogni quintale di uva raccolta, i proprietari avranno pensato che sia molto più piantare un palo solo piuttosto che un filare intero. Con buona pace del vicinato.

Le informazione estrapolate dal documento pubblicato sull’albo pretorio possono essere così sintetizzate.

Nel 2007 il Comune di Marino ha soppresso la Commissione Edilizia Comunale che poteva esprimere pareri consultivi in merito. Non molto ma sarebbe stato meglio di niente.

Il 23 dicembre scorso, lo stesso giorno che le società proponenti “Iliad” ed “Elicom” hanno protocollato una documentazione integrativa alla loro richiesta effettuata a luglio, i tecnici del comune hanno prodotto una relazione istruttoria che dichiara “compatibile” il progetto con i “vincoli paesaggistici anche in variante a precedente autorizzazione paesaggistica”.

Chiunque dica che al Comune di Marino gli uffici non sono efficienti è smentito: due giorni prima di Natale le due aziende protocollano una richiesta, essa giunge immediatamente all’ufficio preposto, dove trova la disponibilità di chi ci lavora che subito effettua una relazione istruttoria dando il via libera.

Poi, nonostante le abbuffate di capitoni, il rituale dei regali scartati il 25 e con in vista il cotechino di capodanno, viene inoltrata il 30 dicembre dal Comune alla Soprintendenza la relazione del 23 dicembre.

Da quel giorno, la Soprintendenza ai beni archeologici avrebbe avuto 20 giorni per dire qualcosa.

Non sappiamo se la settimana tra il primo dell’anno e la befana si siano ammazzati di lavoro alla Soprintendenza.

Pare di no, anche nei restanti tredici giorni successivi: loro non sono così efficienti come da noi a Marino ed in realtà non lo sono quasi mai a vedere le decine di altre autorizzazioni dove compare scritto che “sono trascorsi 20 giorni quindi vale il silenzio-assenso” perché non è stato espresso alcun parere dalla Soprintendenza Archeologica.

Sarà poca cosa, ma nel testo dell’autorizzazione c’è anche scritto a chiare lettere che al Comune di Marino non è stata costituita la “Commissione Locale per il Paesaggio” che esprime un parere obbligatorio da inviare alla Regione Lazio.

In Italia esiste una commissione per ogni cosa, di solito. In questo caso, no.

Qui da noi, per il paesaggio, si può soprassedere.

Ma perché tanta preoccupazione per l’ennesimo “palo della cuccagna” ?

Perché la cuccagna è da intendersi per i proprietari del terreno coinvolto che possono ricavare diverse migliaia di euro all’anno per un affare del genere. Per tutti gli altri, cioè per la popolazione circostante (con case che potrebbero essere di molto sotto la distanza minima dei 70 metri prevista per legge) una buona dose di campi elettromagnetici per tute le 24 ore di tutta la restante vita.

Illustrazione 2: Le distanze di sicurezza dalle abitazioni potrebbero non essere rispettate. Questo esempio ne mostra una di 50 mt, ma dipende in concreto da dove effettivamente le società vorranno realizzare la stazione radio base. Nel circondario ci sono diverse altre abitazioni.

 

Si tratta di vedere cosa prevede il progetto nel dettaglio. Ma intanto andrebbe fermato.

Anche perché nel 2014 il Movimento 5 Stelle, allora all’opposizione, presentò al Consiglio Comunale della giunta di centro destra una mozione che fu approvata all’unanimità, quindi anche dal centro-sinistra, che prevedeva la realizzazione di un “piano antenne” che modificasse quello vecchio in vigore con normative non aggiornate. E’ interessante notare che tutti la votarono e che la premessa della mozione riguardava il problema sanitario, le tensioni sociali tra i beneficiari e gli altri abitanti, il forte impatto visivo e la svalutazione degli immobili circostanti. Finora però non siamo riusciti a trovare alcuna informazione sul “piano antenne”, molto probabilmente non è stato redatto. Si è rimasti alle buone intenzioni ?

Già questo sarebbe più che sufficiente ad imporre uno stop all’ennesimo ripetitore, in una zona dove ce ne sono già diversi, purtroppo.

Anche il “piano antenne” non costituirebbe un argine invalicabile perché esso deve essere redatto con l’accordo di tutte le compagnie private. Apriti cielo…

Immagine 3: la scuola “Alessandro Silvestri” di via delle Molette dista un minimo di 160 mt dalle zone interessate

Non si tratta di tornare ai tempi delle “caverne” per intenderci, si tratta di non andare ad impiantare un’altra nocività per meri interessi speculativi e di nessuna utilità sociale. Profitti per pochi e salute a rischio per molti.

Comunque, a titolo informativo, lo scorso 31 gennaio è stata pubblicata la notizia che a Lenola in provincia di Latina la Elicom Radio Sistemi (a meno di un clamoroso caso di omonima, la stessa che vuole il ripetitore alle Molette)) ha subìto il sequestro dell’impianto installato abusivamente e già bloccato dalla Regione Lazio in seguito ad alcuni esposti presentati da comitati di cittadini.

Quindi ha ancora senso protestare organizzati e farsi sentire in tutte le sedi. Confortante.

Risultano indagate tre persone: due amministratori della società e un funzionario della Soprintendenza che ha rilasciato il via libera ai lavori (allora ci rimangiamo quanto detto sopra! Però hanno lavorato in senso contrario a quanto sperato).

Ecco, magari, un po’ di prudenza anche nella circostanza di via delle Molette non guasterebbe.

Che ogni compagnia telefonica possa installare una propria stazione radio è una diretta conseguenza del libero mercato che sta mandando velocemente in malora questo pianeta e i suoi abitanti pur di estrarre profitto in qualsiasi modo.

Queste “nocività” possono fermarsi.

L’interesse per la salute va difeso ogni giorno in ogni luogo.

Se c’è una cosa che in questi strani giorni vale come insegnamento è il non attendere che avvenga ciò che può essere evitato. Tra poco più di anno si torna a votare per le amministrative nel nostro Comune.

Possiamo rivolgere un invito alla popolazione ad autorganizzarsi perché è la migliore tutela da dinamiche di partito, tra i quali spicca quello dei palazzinari e dei cementificatori del territorio contro i quali ci battiamo da

sempre. Occhio agli show-man a caccia di consenso, ai quali della salute e della vivibilità di tutti noi non interessa un granché.

Si può vincere se c’è partecipazione diretta, cioè se ognuno fa qualcosa di concreto. Noi ci siamo.

Assemblea contro la cementificazione —- http://stopcemento.noblogs.org

Autorizzazione Paesaggistica Ripetitore Iliad via Molette – 18-02-2020 IN FORMATO PDF (prelevata dall’Albo Pretorio del Comune di Marino)