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Antenne – quarto aggiornamento – 8 maggio 2020

Nella giornata del 6 maggio una motrice con rimorchio si è presentata di buonora in via delle molette.

I residenti, in allerta per via della stazione radio base che Iliad vorrebbe costruire in zona, si sono subito mobilitati. I vigili urbani sono giunti in loco solo dopo che la ditta era andata via rilevando che i terreni non avevano subìto alcuna alterazione.

I residenti sono riusciti ad impedire le operazioni di trivellazione.

L’assessore all’urbanistica del comune di Marino in un suo comunicato ha dichiarato che la ditta non ha effettuato alcuno scavo e che i terreni sono rimasti intatti. Questo risultato però è dovuto non ad interventi politici, tecnici o amministrativi ma alla partecipazione diretta di chi vive in zona e si sta interessando affinché nessuna stazione radio base venga installata.

L’assessore ha inoltre ribadito che il comune non ha rilasciato nessun permesso a costruire.

Rimane quindi il dubbio sui lavori per i quali era stata chiamata la trivella: sondaggi geognostici o perforazioni per l’effettiva installazione del palo-antenna ?

Comunque, di fatto, sarebbe stato un intervento propedeutico all’installazione dell’antenna.

Anche il 19 marzo scorso una trivella trasportata da una motrice con rimorchio aveva lavorato sul terreno che ospita la già esistene stazione radio base di via dei ceraseti – Due Santi per effettuare dei carotaggi geognostici.

Purtroppo, sembra che tali sondaggi non richiedano effettivamente permessi comunali ma una semplice autorizzazione dei proprietari terrieri e, forse, una comunicazione al comune.

Il comune di Marino ha deliberato in giunta di aderire alla alleanza contro il 5G e ha avviato l’iter per non concedere i permessi a costruire relativi alle SRB.

Abbiamo già scritto di questi due provvedimenti in un articolo precedente e a quello vi rimandiamo ma in sintesi possiamo riepilogare che essi non solo non bastano ma “al massimo” hanno funzione di “ritardare” l’installazione delle antenne a via delle Molette e delle altre in previsione di costruzione “al massimo” fino a luglio 2021, poi il via libera diventa ancora più scontato dato che da luglio 2022 le compagnie telefoniche potranno sfruttare le frequenze 5G da loro acquistate nel 2018.

Siamo ormai all’8 di maggio e le richieste ufficiali inoltrate al comune per conoscere la natura della SRB di via delle molette, dei pannelli fotovoltaici in via dei ceraseti, il posizionamento di tutte le antenne esistenti (e dei progetti in via di approvazione) sul territorio comunale NON HANNO ANCORA OTTENUTO RISPOSTA.

Sono passati due mesi dalle prime carte protocollate, condite da vari solleciti, da dinieghi delle compagnie Iliad, Vodafone e ditte di installazione in opposizione alle nostre legittime richieste (motivo: segreto aziendale….vale più della trasparenza e della salute?).

Per non parlare dell’esistenza o meno del piano antenne comunale: c’è, non c’è, c’è ma è del 2002, c’è ma è del 2006, c’è una delibera comunale del 2014 votata all’unanimità per rifarlo…nel mare torbido, sfruttando l’impossibilità a riunirsi pubblicamente per organizzarsi come si dovrebbe, le compagnie telefoniche, le ditte installatrici e i proprietari dei terreni vorrebbero andare subito al sodo.

Ma non hanno fatto i conti con chi si oppone, per varie ragioni, a questo loro affare che è, di fatto, una nuova nocività.

Riproponiamo l’idea di verificare se esistono i presupposti per impugnare le autorizzazioni paesaggistiche al TAR o al Presidente della Repubblica con le tempistiche eventualmente posticipate a causa dei provvedimenti anti-Covid.

Di seguito alcuni link in cui si parla delle aste per le frequenze del 5G che hanno fruttato 6,5 miliardi di euro allo stato italiano (2018). Per comprendere che, nel nostro piccolo, ci si sta comunque battendo contro interessi enormi che però possiamo e dobbiamo contrastare.

https://www.mise.gov.it/index.php/it/comunicazioni/servizi-alle-imprese/tecnologia-5g/bando-5g

https://www.mobileworld.it/2018/10/03/frequenze-5g-asta-conclusa-bande-194151/

https://it.wikipedia.org/wiki/5G_in_Italia

Infine, pubblichiamo un paio di video per spiegare cosa è il 5G, perché in tanti se lo chiedono e per far crescere la consapevolezza in chi ancora non comprende i rischi di questa nuova tecnologia.

Aggiornamento Antenne n.3 – 27 marzo

Per quanto concerne l’elettrosmog e tutti i suoi aspetti comunichiamo che a partire da domenica 29 marzo alle 18 e per le seguenti domeniche sul canale video

https://www.youtube.com/channel/UCQ7xMlNNZIZG52In81ipn4A

andranno in onda delle conferenze con professori e medici che ci parleranno dei rischi per la salute, di come è possibile opporsi al 5G e di altri aspetti che potete leggere nella locandina

CON UN MINIMO DI INTERESSE E PARTECIPAZIONE, QUALCOSA SI OTTIENE, NON FERMIAMOCI!

L’Assemblea contro la Cementificazione ha richiesto all’assessore all’urbanistica e al dirigente all’urbanistica in data odierna, 27 marzo, informazioni sull’ubicazione delle stazioni radio base già presenti e su quelle che le aziende private intendono installare o modificare su tutto il territorio comunale.

Questo perché, al di là dei casi di via delle Molette e via dei Ceraseti, si ritiene necessario sapere se, in mancanza del Piano Antenne comunale, esista comunque una “fotografia” della situazione attuale e uno “scenario” di quella futura.

Compresa l’ipotesi che alcune stazioni radio base già esistenti possano essere modificate, ad esempio aumentandone la potenza e/o introducendo nuove bande di frequenza, in base alle esigenze non della popolazione ma delle aziende private.

Tra i dati che abbiamo richiesto ci sono appunto anche le caratteristiche tecniche riguardanti ogni stazione radio base. Attendiamo la risposta nei giorni seguenti e comunichiamo che lo scorso 24 marzo l’ufficio urbanistica ha inoltrato la nostra richiesta di conoscere i progetti di via delle Molette (nuova stazione radio base) e via dei Ceraseti (modifica stazione radio base esistente) alle aziende interessate.

Quindi si presume che la prossima settimana potremo ottenere e visionare la copia di quello che si intende installare in via delle Molette e di cosa si vuole modificare in quello di via dei Ceraseti.

Un paio di buone notizie arrivano dall’assessore all’urbanistica che ha pubblicamente comunicato alcune cose importanti, le riportiamo così come pervenute:

  1. Le autorizzazioni edilizie presentate per la realizzazione di nuove antenne hanno visto, a seguito di verifiche puntuali da parte degli uffici competenti, l’avvio del procedimento per il diniego trasmesso agli interessati con apposito procedimento di cui al prot.N.16973 del 25/03/2020.

2) Il Comune di Marino, grazie alla delibera di giunta approvata il 25/03/2020 entrerà

a far parte dell’ “Alleanza Italiana STOP 5G” vedi https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497

3) La nostra amministrazione, nell’ambito della redazione dei nuovi strumenti urbanistici congiuntamente al nuovo Piano Urbanistico al quale si sta lavorando, ha già programmato nelle fasi esecutive del PUCG la redazione anche del Piano e del Regolamento Antenne. Nelle more dei nuovi strumenti urbanistici abbiamo però elaborato un atto congiunto che riguarda sia l’Urbanistica che l’Ambiente in quanto il tema delle antenne investe anche questo ambito così come quello della Salute Pubblica.

Compito nostro è andare a fondo alle questioni e, visto quanto sta accadendo da anni nella dura lotta contro la cementificazione, facciamo alcune considerazioni da comprendere con attenzione, onde evitare ad esempio che una preoccupazione si trasformi, ad esempio, in raccolte firme in cui si sbaglia pure l’oggetto su cui sono basate:

  • A) le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal comune, di cui due per il ripetitore di via dei Ceraseti e una per quello delle Molette, rimangono in vigore, cioè non sono state annullate/revocate ad esempio in autotutela come avevamo richiesto; le aziende private possono quindi contare su una base di appoggio relativamente solida; resta quindi valido il nostro suggerimento rivolto ai cittadini di valutare la possibilità di impugnare le autorizzazioni paesaggistiche con un ricorso al TAR (entro il 18 aprile) o al Presidente della Repubblica (entro il 18 giugno) perché da quanto si evince dalle dichiarazioni dell’assessore, ad oggi, questa richiesta non è un’ipotesi che l’amministrazione intende praticare;
  • B) anche l’avvio dell’iter del diniego nel rilascio dei titoli a costruire le stazioni radio basi (si parla al plurale perché sembra di capire ce ne sia più di una in ballo), può essere impugnato dalle ditte private proponenti, così come ogni atto amministrativo, a prescindere dalla “ragione”; ognuno ha le proprie e a volte con degli avvocati molto bravi, con un potere economico rilevante e dei giudici più o meno accondiscendenti, non è detto che prevalgano le leggi vigenti o il buonsenso della tutela della salute pubblica (ammesso e non concesso che le leggi vigenti tutelino in questo ambito in primis la salute pubblica)
  • C) Al punto (4) della delibera contro il 5G appena approvata dal comune si legge

    Allo stesso tempo si dispone verso gli uffici di tener conto nella valutazione delle pratiche di SCIA o nelle istanze di autorizzazione, della relazione necessaria tra il rispetto dei termini temporali legati all’obbligo di terminare i lavori entro 12 mesi dalla validità del titolo autorizzatorio e la data del 1° luglio 2022 prima della quale non è possibile attivare impianto di tecnologia 5G.”

e l’assessore all’urbanistica dichiara

Con la Delibera approvata in Giunta lo scorso 25 marzo la nostra amministrazione ha inteso regolare l’istallazione di antenne telefoniche non certo per limitare le legittime aspettative imprenditoriali di chi opera nel settore, tra l’altro legittimate dalle norme, ma ha voluto altresì far prevalere l’interesse pubblico di tutela della salute ricorrendo al principio di cautela che in materia ambientale costituisce un principio fondamentale…..Da un punto di vista normativo in tema di installazione di ripetitori telefonici è necessario fare riferimento al “decreto Gasparri”, D.lgs. n. 198 del 4.9.2002, che ha concesso maggiori libertà nel posizionamento di ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale.

Tutta questa parte è interessante e riguarda per forza di cose la politica di gestione dei territori.

Perché spesso “le legittime aspettative imprenditoriali”, in qualsiasi settore, sono in contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute di cittadini e lavoratori delle stesse imprese. Ora, allargando il discorso, ci sembra evidente soprattutto in questo periodo che un sistema basato sugli interessi dell’imprenditoria, nostrana o estera, visto che tende al massimo profitto forte del proprio potere economico tende a imporre nocività e speculazioni che c’entrano poco o nulla con i bisogni di tutti noi.

Sull’origine di tutti i mali, cioè la legge Gasparri, essendo non una calamità naturale ma un prodotto della mente di uno statista tanto geniale così come interpretato da Neri Marcorè proprio all’epoca dell’approvazione del testo, ci permettiamo di far notare che il centro-destra l’ha realizzata, il centro-sinistra l’ha criticata (e basta) e un paio di governi a guida Movimento 5 Stelle non l’ha cambiata. Insomma, una legge che va bene, di fatto, per tutto l’arco parlamentare da quasi 20 anni.

Le leggi possono cambiare, se si vuole. Di certo non lo può fare un Comune o un assessore, però magari le proprie maggioranze,volendo.

Forse però a livello parlamentare, più che il principio di precauzione, prevale e di molto l’interesse dei soggetti privati del mondo delle telecomunicazioni. Non ci sembra di dire cose inappropriate.

Sul fatto che le antenne 5G non potranno essere attivate prima del 1 luglio 2022 e che i permessi per la loro costruzione durano un anno, chiediamo pubblicamente all’assessore di farci comprendere meglio e per essere espliciti e diretti:

nel 2021 si va al voto per le elezioni comunali e fermo restando i danni provocati dalle altre forze politiche, più o meno tutte parte in causa del disastro legato all’espansione indiscriminata del cemento nel nostro territorio, se abbiamo capito bene una delle motivazioni per le quali sarebbe inutile da parte delle ditte private chiedere i permessi a costruire è proprio l’inutilità degli stessi almeno fino al 1 luglio del 2021.

A noi, messa così, ma forse abbiamo (speriamo) capito male suona un po’: ripassate dopo le elezioni.

Lo diciamo senza malizia e, purtroppo, notando i precedenti, cioè le delibere comunali del 2018 che il TAR ha annullato e che dovevano tutelarci dal cemento dei palazzinari, per via proprio delle motivazioni addotte nelle stesse che riguardavano sostanzialmente i progetti di “pubblica utilità” dei privati, ad esempio. Certo non sono state annullate solo per tali motivi, c’è altro, ok. Per esempio l’iter amministrativo del 2011 che il TAR ha preso per buono. E’ pure vero che su questo non ci pare che il Comune abbia preso parola al TAR, anche perché è stato lo stesso Comune ha agevolare tale iter, sotto i colori dell’amministrazione Palozzi, ma comunque con lo stesso “stemma” della casata Colonna. Al TAR e nelle delibere non ci risulta alcuna dichiarazione contro l’iter procedurale degli accordi di programma perché, in sintesi, il Comune dovrebbe censurare sé stesso.

Oppure, nella stessa giornata in cui si deliberava contro il 5G e si attaccava giustamente l’amministrazione precedente per il suo ruolo al servigio di Parnasi, l’attuale giunta ha approvato il PUA di Spinabella (via garofano – via ginestre) che l’anno scorso invece era stato respinto ed aveva portato ad un ricorso al TAR ora risolto con l’accordo nella costruzione di tre villini e la cementificazione di circa 3.000 mq di suolo “a vigneto” e “a frutteto”. Poca roba, ma inutile, del tutto inutile, se non atta a garantire l’interesse del privato che avrà pure ceduto 110 mq al Comune, ma ancora non abbiamo capito a cosa serve continuare a costruire e deturpare una zona comunque verde sulle pendici del Lago di Albano.

E ancora: ma quanti abitanti può sostenere il nostro comune,oltre gli attuali 45 mila e con quali risorse e servizi ?

Questo perché il Comune ufficialmente ha dichiarato che non conosce quante abitazioni sono sfitte e quante effettivamente abitate. Come si fa allora a continuare a rilasciare permessi a Palaverta, via Kennedy, Quarto S.Antonio e Due Santi ?

Perchè appunto prevalgono gli interessi imprenditoriali e forse le leggi li tutelano maggiormente, e quando si va in causa si preferisce non andare fino in fondo come nel caso del PUA ?

Non vorremo che, passato un po’ di tempo, e con eventuali pressioni delle compagnie telefoniche, in qualche modo, venisse comunque realizzata l’infrastruttura 5G o potenziata la rete già esistente.

Perché infatti, non c’è fretta.

Poniamo questi interrogativi senza alcun intento polemico ma li poniamo perché riteniamo l’unico interesse legittimo quello citato dallo stesso assessore nel “principio di precauzione” riguardante la salute di tutti noi.

Altrimenti si rischia, con le dovute proporzioni, il replicarsi di situazioni simili all’ex-ILVA, alla TAV o all’inceneritore di Parma dove ad un principio enunciato e sbandierato si può abdicare con un “ci abbiamo provato”.

L’Assemblea contro la Cementificazione invita tutti/e a partecipare direttamente e ad informarsi.

Non per provarci, ma perché è necessario respingere interessi estranei alla vivibilità dei nostri territori.

Delibera n.32 Stop 5G in PDF

Relazione Tecnica sul PUA di Spinabella in PDF