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Discariche e Impianti di Trattamento: sabato 7 si torna in piazza

Sabato 7 Dicembre, Manifestazione contro il ritorno del malefico ciclo TMB-DISCARICA-INCENERITORE, ore 15.00, Piazza S.Pietro, Albano Laziale

La voltura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)  dell’agosto 2009 alla società ColleVerde srl affittuaria del TMB di Pontina Ambiente, consente al sig. Cristiano Cesaro di trattare i rifiuti come già fatto da  Manlio Cerroni fino a tre anni fa.

Il ripristino del TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Roncigliano-Albano comporta una nuova ondata di rifiuti per i prossimi vent’anni.

Vengono cancellate le proteste contro i miasmi ai cancelli della discarica; dimenticate le centinaia di sforamenti degli inquinanti in falda; stracciati i verbali della ASL RM6 e gli atti delle amministrazioni locali.

La stessa mano che nel 2015 aprì il riesame dell’AIA 2009, abbattuta dal verbale ARPA del 2014, torna oggi ad autorizzare il duo Cerroni-Cesaro.

L’immarcescibile Manlio si sente autorizzato a nuove avventure anti popolari dalle scandalose assoluzioni del Tribunale di Roma e dalla comode indagini del PM di Velletri che a tre anni e mezzo dall’incendio comunica chel’inchiesta è in istruttoria preliminare, così aumenta il voltastomaco.

Il signore di Eraclea-Venezia  ha il permesso di ricostruire lo stesso impianto fallito e bruciato e produrrebbe lo stesso combustibile da rifiuti delle truffe cerroniane, la stessa FOS (Frazione Organica Stabilizzata) da smaltire in discarica, magari nel 7° invaso, anche se non volturato.

Questa operazione non fornisce un servizio al territorio, ma favorisce chi cerca di sfruttare il disastro romano dei rifiuti  facendolo pagare agli ingenui burini.

I comuni dei Castelli romani, dopo le mobilitazioni contro inceneritore e altre nocività, hanno voltato pagina nella gestione dei rifiuti.

Ora c’è da andare avanti, colpire i nuovi pescecani a valle delle differenziate tipo EcoX; respingere i prossimi avvelenatori di territori con BIOGAS, BIOMETAMO, BIOMASSE.

SICURAMENTE NON SI PUO’ TORNARE ALLA PREISTORIA: TMB, DISCARICA, INCENERITORE

 

 

Non solo Friday ma anche Saturday! Discariche, aerei e cemento: una settimana intensa

In questa seconda settimana di novembre si segnalano variegate iniziative sul territorio, per tutti i “gusti”: si va dall’ipotesi di riapertura della discarica di Roncigliano(Albano), alle valutazioni in sede di commissione aeroportuale di Ciampino per concludere con i provvedimenti regionali e ministeriali sulla cementificazione ed i relativi ricorsi dei palazzinari.

In sintesi:

  • venerdì 8 novembre, ore 17.30, c/o Tripolini, via del Villaggio Ardeatino 16/B, ASSEMBLEA PUBBLICA del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano contro la possibilità concreta della riapertura della limitrofa discarica di Roncigliano
  • sabato 9 novembre ore 10, piazza Togliatti, S.Maria delle Mole, ASSEMBLEA PUBBLICA del Comitato Riduzione Impatto Ambientale per chiedere la riduzione dei voli dell’aeroporto di Ciampino e contro le nuove rotte di decollo
  • sabato 9 novembre ore 11.15, piazza Togliatti, S.Maria delle Mole, ASSEMBLEA PUBBLICA promossa da Argine Divino Amore ed altre associazioni per parlare degli sviluppi della vertenza contro la cementificazione delle frazioni di Marino alla luce dei provvedimenti regionali sull’ampliamento del Parco dell’Appia Antica e di quelli ministeriali e della soprintendenza beni archeologici sul nuovo vincolo da 1200 ettari; inoltre, aggiornamenti sui vari ricorsi al TAR, tra i quali quelli dei costruttori contro le delibere comunali di sospensione dell’efficacia dei PRINT

Se ci dovesse essere maltempo, le due assemblee pubbliche di S.Maria delle Mole si svolgeranno nel teatro delle suore francescane a 200 mt dalla piazza(via Manzoni)

Di seguito riportiamo i link alle iniziative di sabato 9 novembre e l’indizione dell’assemblea di venerdì 8 a Villaggio Ardeatino, invitando tutti/e a partecipare

La risposta immediata del Comitato Aeroporto: Assemblea Pubblica a S. Maria delle Mole il 9 novembre su rotte e riduzione voli

Il Cemento al Divino Amore è davvero scongiurato? ADA organizza a Santa Maria delle Mole il 9 novembre un’Assemblea Pubblica

VENERDI’ 8 NOVEMBRE – ore 17,30
c/o Tripolini. Via del Villaggio Ardeatino 16 B
ASSEMBLEA PUBBLICA

La discarica di via Roncigliano rischia di riaprire.

Contrariamente a quanto tutti noi credavamo, il complesso di discarica e il TMB (l’impianto di trattamentento dei rifiuti andato a fuoco nel 2016) potranno avere nuova vita.

Abbiamo appreso da fonti comunali che la dirigente regionale dell’area rifiuti, ing. Flaminia Tosini, ha deciso con una procedura del tutto fuori dell’ordinario di prorogare a 15 anni, dunque fino al 2024, l’Autorizzazione Ambientale (AIA) che consentirà al complesso impiantistico di Albano di “lavorare” tranquillo almeno fino ai prossimi 5 anni.

E’ ormai certa la notiza che Cerroni ha affittato il relitto del TMB alla società ColleVerde srl di Venezia con un contratto che potrà arrivare a 20 anni.

Non si capisce però come questo possa essere ammesso, dato che su tutta l’area ancora permangono tutte le violazioni individuate dall’ARPA nell’ormai lontano 2014:

La caratterizzazione del suolo e delle falde mai effettuata – manca la bonifica del pozzo F1b – La chiusura (capping) e bonifica dei vecchi invasi ci è ignota –

L’ARPA da due anni non fa prelievi in falda, mentre i Villaggi continuano a restare senza fogne, senza acqua pubblica e con i pozzi compromessi da arsenico e fluoruri.

Questa situazione si presenta dopo un periodo ormai lungo in cui molti avevano tirato i remi in barca, dando per sicuro il cessato pericolo e la chiusura tombale del sito.
Il risveglio è amaro ma occorrerà riesumare la carica che ci consentì di sbaragliare il progetto del gassificatore.

Per questo è importante tornare ad informarsi e a ragionare insieme su come difendere la salute di tutti e la salvaguaradia del nostro ambiente.

VENERDI’ 8 NOVEMBRE – ore 17,30
c/o Tripolini. Via del Villaggio Ardeatino 16 B
ASSEMBLEA PUBBLICA

……..

http://castelli.romatoday.it/albano/regione-lazio-apertura-discarica-roncigliano.html

https://www.cinquequotidiano.it/2019/11/04/riapre-la-discarica-albano-ora-scontro-regione/

https://www.ilcaffe.tv/articolo/60743/discarica-di-albano-andreassi-pronti-ad-ogni-azione-per-bloccare-la-ripartenza?fbclid=IwAR3i216kckPva6Y7yMUfBdaqTfGVUKDCrf3S029eS3-PUOyfmxNn_3V_VvU

https://www.ilcaffe.tv/articolo/60702/riapre-la-discarica-di-albano-la-regione-si-rimangia-la-parola-niente-bonifica?fbclid=IwAR14GHGnBP3vvJIPunUHxEC1-Qe3fN4h4LZbuVvgKN6kTIHGp0oCOWOn3tw

https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/11/01/news/roma-i-progetti-per-le-tre-discariche-su-aree-sotto-inchiesta-e-falde-acquifere-inquinate-1.37819661?fbclid=IwAR0sFS0_RdOzanr7Rjk2kJXJDS8kGw8h6UUb1cs2WLkbl6-pW1lB0oObhgo

https://www.fondoforestale.it/ilblog/2019/10/27/anche-bruciare-legno-peggiora-la-situazione-climatica/?fbclid=IwAR3unqVIzXygKcTmAE88Q8waZlUqXoMvwYYrE4LuzL5ZMDi4c-ZrVp-9aG0

https://www.huffingtonpost.it/entry/disaccordo-fra-politici-e-scienziati-sul-concetto-di-energia-rinnovabile_it_5dbaa7ffe4b066da552ca243?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR1feQkU133BFs_l-731cYdJPdl-HGPyAFXG5MoJgV4fbT7JHWgmLbu-BcA

 

 

Sabato 21 settembre: iniziativa al centro sociale IPO’ di Marino

IL CLIMA CAMBIA, CAMBIAMO IL CLIMA!

OPPONIAMOCI AD OGNI NOCIVITA’ AMBIENTALE

Ovunque progetti di speculazione e impianti nocivi
La gestione dei rifiuti è affidata a discariche e inceneritori, mentre nuove centrali biogas e biomasse spuntano come funghi in ogni regione.
I territori vengono cementificati,
creando danni idrogeologici e costruendo agglomerati urbani sempre pù popolati dove si concentra l’utilizzo delle risorse. La green economy non ci salverà, non si tratta solo di produrre più o meno energia da fonti cosiddette rinnovabili, ma di ribaltare completamente questo modello di sviluppo, di produzione e di potere che ha stretto nella morsa l’intero pianeta. Per farlo dobbiamo costruire adeguati livelli di controllo e opposizione popolare

SABATO 21 SETTEMBRE, AL CENTRO SOCIALE IPO’ (MARINO, V.DEL GIARDINO VECCHIO)

ORE 18.00: ASSEMBLEA-DIBATTITO CON DISCUSSIONE SULLE VERTENZE LOCALI E LE QUESTIONI PIU’ GENERALI

ORE 21.00: CENA SOCIALE A SOTTOSCRIZIONE PER IL SOSTEGNO ALL’IPO’ (siete pregati di comunicarci la vostra presenza tramite mail a ipotesi@gmail.com)

 

Discamping a Villaggio Ardeatino – sabato 31 agosto e domenica 1 settembre

PARTECIPIAMO E DIFFONDIAMO L’APPUNTAMENTO AL DECIMO “DISCAMPING” ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO

SABATO 31 AGOSTO E DOMENICA 1 SETTEMBRE:

assemblee, cene sociali e due grandi film….due giorni di discussione su rifiuti, energia e cementificazione ma anche di socialità e intrattenimento

DISCAMPING 2019

 

 

Il mistero degli standard urbanistici e l’intervista dell’ex dirigente che tutto potè cementificare

Poco prima di iniziare il volantinaggio e la distribuzione del dossier il 3 agosto 2019 veniamo a conoscenza di questo articolo in cui si riporta integralmente il pensiero dell’ing. Stefano Petrini, per lunghi anni dirigente comunale all’urbanistica sotto le amministrazioni di centro-destra di Adriano Palozzi e Fabio Silvagni.

Eccolo, lo linkiamo cosicché si possa leggere e diffondere il pensiero di colui che ha notevolmente contribuito allo “sviluppo” del territorio dove negli ultimi 15 anni c’è stato un aumento di quasi 13.000 abitanti. E tutti abbiamo visto migliorare servizi e “standard” quali: aumento delle scuole, ri-apertura del Pronto Soccorso, aumento dei servizi di trasporto pubblico, nuovi parchi pubblici, ambulatori sanitari adeguati alla popolazione….Insomma, viviamo in una sorta di paradiso, grazie a tale ingegnere-benefattore (a 5.000 euro al mese all’epoca, si intende, che è pure una miseria visto il lavoro proficuamente svolto; stipendio a cui vanno aggiunte le ingenti spese legali sostenute dal Comune a suo favore per i vari processi in cui è stato coinvolto)

http://www.castellinews.it/22113/marino/stefano-petrini-sullurbanistica-la-grande-bugia-dei-cinque-stelle/

Andiamo subito al dunque. 

L’ing. Stefano Petrini dice che una non meglio specificata “signora” lo ha portato a conoscenza dello studio sugli standard urbanistici effettuato dall’arch. Gianluca Lella su mandato del Comune di Marino nell’agosto 2016, il quale fu uno dei primi atti della giunta pentastellata.

Qui trovate la determinazione di affidamento dell’incarico, datata ormai 3 anni fa, del valore di 8.000 euro

[01] – Affidamento incarico ad arch Gianluca Lella in PDF

L’ing.Petrini sostiene di avere lo studio sugli standard in sua mano già da maggio 2019 e che esso è stato redatto a gennaio 2019. 

Alt, fermi tutti ! Lo studio sugli standard, nell’idea dei 5 stelle, doveva concludersi dopo 2 mesi e non dopo quasi 3 anni e noi in tutto questo tempo lo abbiamo ricordato e richiesto più volte in ogni sede. L’ultima delle quali ha avuto la seguente risposta ad una nostra, ennesima, istanza

Qui pubblichiamo la risposta del 30 aprile scorso dataci dall’attuale dirigente comunale all’urbanistica, l’arch.Michele Gentilini

30 aprile – Risposta atti pubblici – Studio Standard in corso di validazione – Non competenza Statistiche Affitti-modificato

Come potete leggere, ci viene per l’ennesima volta risposto che “lo studio dell’arch.Lella non è rilasciabile perché in corso di verifica e validazione da parte del personale” e che “esso sarà presentato dall’amministrazione in consiglio comunale e poi pubblicato sul sito” e solo allora sarà di pubblico dominio e potrà essere anche formalmente richiesto (va da sè, che una volta pubblicato vuol dire che esso è scaricabile direttamente dal sito, non occorrerà alcuna domanda formale per averlo).

Ma allora, se all’Assemblea contro la Cementificazione è stato posto il diniego formale sul rilascio di un documento ritenuto molto importante per l’amministrazione 5 stelle, come può essere stato recapitato all’ing. Petrini, e per quali motivi ? Chi glielo ha portato all’attenzione senza la necessaria “verifica e validazione” e la “presentazione in sede di Consiglio Comunale” ? Perché negli OdG dei consigli comunali da maggio ad oggi non c’è nulla di tutto ciò e, di conseguenza, non è ancora stato reso di pubblico dominio neanche sull’Albo Pretorio. Insomma, c’è più di un sospetto su qualche talpa al Comune che informa l’ing. Petrini il quale per le vie brevi riesce a ottenere ciò che viene negato a tutti gli altri, inteso quelli che combattono contro la cementificazione e, quindi, contro i danni prodotti anche dal più volte citato braccio destro di Palozzi e Silvagni

Parliamo adesso di cosa volevano gli amministratori 5 stelle dallo studio sugli standard affidato all’arch. Lella: essi, ci dicevano sin da luglio 2016, in sede di primo incontro pubblico con noi ed altri comitati in Sala Consiliare, che lo studio sarebbe terminarlo entro settembre-ottobre (2 mesi al massimo, quindi, non 3 anni!) e che si sarebbe subito svolta una Giunta e una Seduta di Consiglio Comunale per approvare una variante di salvaguardia e/o una sospensiva in quanto i risultati dello studio avrebbero certificato la mancanza degli standard urbanistici, con susseguente fermo di tutti eventuali nuovi permessi a costruire (almeno fino a quando non si sarebbe prima pensato a recuperare gli standard urbanistici in qualche altro modo). 

Lo studio però va per le lunghe, lunghissime…ad ogni assemblea con gli amministratori comunali, in particolare con gli assessori e il sindaco, chiediamo conto di quando verrà redatto. Nel frattempo, dopo alcuni mesi di stop al rilascio dei permessi a costruire, ecco che anche il Comune di Marino riprende le concessioni. Riportiamo in questi file il riepilogo dei permessi:

Elenco Permessi a Costruire dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2017

Elenco Permessi a Costruire dal 1 luglio 2017 al 31 dicembre 2017

Elenco Permessi a Costruire dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018

Elenco Permessi a Costruire dal 1 luglio 2018 al 31 dicembre 2018

Elenco Permessi a Costruire dal 1 gennaio 2019 al 30 giugno 2019

Insomma, l’opzione zero-cemento è rimasta, appunto, un’opzione. Però è pur vero che la cementificazione delle zone riportate in questo lungo elenco di permessi a costruire è stata attuata con il prezioso contributo del precedente responsabile all’urbanistica, cioè proprio dell’ing.Petrini.

L’amministrazione 5 Stelle sta beatamente mandando avanti lo scempio progettato dalle giunte precedenti. 

Andiamo ad un altro punto centrale della lettera-articolo di Petrini, nel quale parla del fatto che leggendo il contenuto dello studio (e quindi qui toccherebbe fidarsi di lui, visto che noi non ne siamo in possesso), risulterebbe che gli standard urbanistici nel territorio comunale non solo erano (quasi) rispettati ma addirittura superiori ai minimi imposti per legge. E non ce ne eravamo accorti ?

Noi no, la popolazione che tutti i giorni è inchiodata sull’Appia, la Nettunense, l’Ardeatina e nelle strette e affollate vie interne nemmeno. Però…però l’ing.Petrini ne era già consapevole perché “l’aveva vissuta”, cioè ci aveva lavorato sopra. 

E allora, ci si chiede, davvero non si ha memoria di nulla in questo Paese ? E chi gliele ha scritte le delibere comunali all’amministrazione Palozzi per far approvare lo scempio da 1,3 milioni di metri cubi e 12.500 abitanti affermando che gli standard risultano “5,5 metri quadri per ogni abitante, invece del minimo di 18 metri quadri ad abitante”, con le quali si giustificava la necessità di far costruire una nuova città ai privati, con tanto di centro commerciale, perché poi avrebbero aumentato gli standard rilasciando nuove aree e facendo i servizi ?

Ecco, questa contraddizione di Petrini, la si trova qui, nella delibera di giunta regionale Polverini     n°614 del 21 dicembre 2012, redatta quando già la stessa giunta regionale era dimissionaria

Al riguardo il Comune di Marino non ha ancora adeguato il proprio strumento
urbanistico al Piano Provinciale, ne ha adottato il documento preliminare previsto
dall’art. 32 della lr 38/99.
Il presente programma è in linea sia con i contenuti del protocollo d’intesa sottoscritto
tra la Regione Lazio ed il Comune di Marino in data 14.06.2011 e ratificato con delibera
di Consiglio Comunale n. 35 del 03.08.2011, finalizzato a ristabilire un adeguato livello
di standard a fronte di un ripianificazione urbanistica e valorizzazione delle aree di
maggiore pregio previa delocalizzazione delle volumetrie previste con contestuale
cessione di esse, per la realizzazione di interventi pubblici, sia con il contenuto della
delibera di Consiglio Comunale n. 36 del 03.08.2011 – “Master Plan. Indirizzo della
pianificazione urbana del comprensorio del Divino Amore”che prevede:
1. la dotazione di urbanizzazioni secondarie necessarie a sostenere i nuovi
insediamenti ed incrementare le dotazioni esistenti;
2. la pianificazione degli assi viari infrastrutturali, necessari affinché il nuovo
insediamento e l’esistente siano sostenibili;
3. aumento dello standard degli insediamenti di santa Maria delle Mole e
Frattocchie ad oggi mediamente pari a 5,50 mq/ab attraverso
l’acquisizione gratuita di aree a standard, derivanti dagli accordi di
programma urbanistici sottoscritti con i privati;
4. acquisizione dell’area denominata Mugilla per circa 70.000,00 mq.

Il BURL riporta uno dei motivi, forse il principale, con il quale la giunta Palozzi approvava nel 2011 lo scempio del Masterplan, vale a dire che gli standard urbanistici erano scarsi, come potete leggere, e ben noti all’ing.Petrini che avallò e fece tutte le carte per lo schifo contro cui ci battiamo. Il BURL cita la delibera 36 approvata esattamente il 3 agosto del 2011 dal Consiglio Comunale di Marino.

Petrini sapeva tutto, come no, però per far fare lo scempio ai costruttori affermava ciò che oggi nega. Quale è la verità delle due ? i 5,5 mq/abitante oppure quello che qualcuno ha letto nello studio ? E adesso come si mette se ciò fosse confermato, visto che l’amministrazione attuale puntava molto sui risultati di tale studio ? Come sono uscite queste informazioni, chi e perchè le ha date a Petrini che non lavora più per il Comune ? 

Portiamo a conoscenza di tutti che l’ing.Petrini invece di far adempiere gli studi sulla CO2 obbligatori prima del rilascio di permessi a costruire come riportato in questa determina

[3] CO2 – Determina_A00271 – 19 gennaio 2012

ci rispose ufficialmente che non c’era alcuna relazione su tali flussi dei pericolosi gas endogeni a Mugilla, ove lui aveva già rilasciato 2 permessi a costruire per ben 8 palazzi che ormai circondano le due scuole pubbliche adiacenti

CO2 – Mugilla – Mancanza della relazione di flusso – risposta del Comune di Marino del 10 marzo 2015-modificato

Qualche giorno dopo fece fare al volo una verifica di tali flussi alla ditta Cogianco, però non facendo rispettare la più stringente normativa regionale sopra riportata ma una comunale con limiti più leggeri…..

Di questo stiamo parlando, continuando a impegnarci per bloccare la devastazione e il saccheggio ad ogni posto. Vi invitiamo lunedì 5 agosto alle 21.30 alla consueta riunione al CdQ si S.Maria delle Mole, via N.Tommaseo 33

Un estate al TAR

Il 3 agosto 2011 il Consiglio Comunale di Marino, allora guidato dal centro-destra di Adriano Palozzi, approvava le delibere inerenti il “Masterplan” da 1,3 milioni di metri cubi di cemento per 12.500 nuovi abitanti.
C’eravamo allora, ci siamo ancora oggi, per contrastare lo scempio.
Abbiamo distribuito in piazza e nella zona tra via della Repubblica e il Parco della Pace il seguente volantino e il dossier contro la cementificazione.
Vi invitiamo a leggerli entrambi

Potete scaricare il dossier a questo link

Dossier 2019

Volantino 3 agosto 2019 in PDF

Luglio, col TAR dietro l’angolo….

 

COMUNICATO: FERMARE I PALAZZINARI, LA VERA EMERGENZA

L’Assemblea contro la Cementificazione di Marino ha elaborato un “dossier” di 12 pagine riguardante i progetti di devastazione e saccheggio del territorio a vantaggio degli speculatori immobiliari che, in accordo con alcuni partiti politici, hanno pianificato una colata di 1,3 milioni di metri cubi di cemento per 12.500 nuovi facoltosi abitanti su un’area di 160 ettari di Agro Romano, di pregio paesaggistico e ricca di ritrovamenti archeologici.

In questi giorni è in distribuzione e a breve sarà pubblicato su stopcemento.noblogs.org.

Tra i progetti approvati nel 2011, c’è anche quello di un centro commerciale tra i più grandi d’Italia: 100.000 metri cubi, di fronte al Gotto d’Oro. I “clienti” di tale eco-mostro saranno garantiti dai circa 5.000 abitanti del progetto di edilizia residenziale “Ecovillage”. E’ questo “lo sviluppo del territorio” che vorrebbe essere imposto alla già numerosa popolazione delle frazioni di Marino.

Dall’approvazione di questi progetti, i comitati locali si sono da subito opposti mobilitandosi sul territorio e presentando diversi ricorsi al TAR, i quali però non sono ancora stati discussi dall’organo di giustizia amministrativa che dispone di tutti gli elementi necessari a imporre l’annullamento degli atti sin dal 2012.

Lo stesso TAR sollecitato dai costruttori ha invece dato udienza ed emesso sentenze se i proponenti dei ricorsi sono i soggetti che giocano a un “Monopoli” poco divertente, che rischia di portare da 45.000 a quasi 60.000 gli abitanti marinesi, con tutte le nefaste ricadute del caso: dalle criticità delle falde acquifere, alla viabilità, dalla cementificazione del suolo, allo smaltimento dei rifiuti e la distruzione di un intero quadrante di Agro Romano.

Il 19 luglio il TAR discuterà il merito del ricorso presentato da numerose società coinvolte negli affari del Masterplan. Esse chiedono l’annullamento di due delibere comunali, approvate nel 2018, che sospendono l’efficacia del “protocollo di intesa” e dei “Piani Integrati”. Inoltre, citano il comune di Marino e la Regione Lazio per una somma di quasi 300 milioni di euro di indennizzo.

L’Assemblea contro la Cementificazione ritiene necessario annullare o revocare tutti gli atti prodotti negli anni precedenti che hanno provocato questa situazione. Vale la pena ricordare che se sul fronte amministrativo la palla è al TAR, sul fronte penale lo scorso anno la magistratura ha svelato i legami tra i costruttori (Parnasi, titolare del progetto Ecovillage) e i politici locali locali e regionali (Palozzi, Forza Italia e Civita, PD) con il faccendiere che doveva limare alcune situazioni proprio qui a Marino (Lanzalone, Cinque Stelle).

Gli elementi ci sono tutti per rispedire ai mittenti le richieste di indennizzo che, anzi, dovrebbero andare a carico, ad esempio, delle società che hanno costruito diversi abusi edilizi certificati nel comprensorio “La Casa nel Parco” nella zona archeologica di “Mugilla” a S.Maria delle Mole.

Queste società, pur perdendo il ricorso al TAR contro il comune di Marino lo scorso anno, il quale aveva imposto loro lo stop ai lavori nel 2017 dopo la presentazione di diversi esposti da parte dell’Assemblea, hanno clamorosamente potuto proseguire nella costruzione di 8 palazzine in spregio a tale vittoriosa sentenza.

L’ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica, approvato in pompa magna lo scorso ottobre, ha inoltre aggirato tale nuovo agglomerato di case pur essendo lo stesso all’interno dell’area archeologica. Fino a quando la zonizzazione e il piano d’assetto non saranno approvati, i 1000 ettari in più di cui dispone il Parco saranno tutelati da non edificabilità, ma tale provvedimento resta comunque provvisorio e non garantisce nulla in futuro.

Una nota infine sui legali dei costruttori che citano addirittura la Costituzione a tutela degli interessi dell’iniziativa economica privata “dimenticando” che tale articolo così prosegue Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale[…]”. Gli interessi delle società speculatrici e devastatrici del nostro territorio sono l’esatto opposto di qualsiasi forma di “utilità sociale”. A fronte di un calo demografico generale e di numerosi appartamenti lasciati sfitti, si vuole continuare a distruggere per sempre interi quadranti di territorio.

Quale è la logica se non quella di generare una situazione speculativa, da un lato, e di emergenza abitativa dall’altro, come abbiamo visto in questi giorni con lo sgombero di centinaia di famiglie che non possono permettersi di pagare un mutuo o un affitto ?

Marino, 18 luglio 2019

Assemblea contro la Cementifcazione — http://stopcemento.noblogs.org –- stopcemento@inventati.org

Comunicato – 18 luglio in PDF

Il terrore: ecco come i palazzinari vogliono fare profitti dimenticandosi dell’inchiesta “Rinascimento”

L’articolo a pag.12 de “Il Caffè” uscito il 4 luglio riporta le richieste dettagliate di risarcimento che alcune società coinvolte nel “Masterplan” da 1,3 milioni di metri cubi a Marino hanno presentato perché l’amministrazione comunale “5 Stelle” ha approvato due delibere nel 2018 che sospendevano l’efficacia del Protocollo di Intesa e dei PRINT di via Divino Amore, via Mazzamagna e Mugilla.

In questi anni, l’Assemblea contro la Cementificazione ha più volte sostenuto che gli atti inerenti il “Masterplan” andavano annullati o revocati e la stessa amministrazione grillina paventava ricorsi amministrativi da parte dei costruttori che avrebbero potuto richiedere cifre dai 600 milioni a 1,3 miliardi euro.

Era a tutti evidente che qualsiasi minimo atto ostativo nei confronti degli interessi dei palazzinari avrebbe comunque scatenato un contenzioso legale ed eventuali richieste risarcitorie.

Cifre da capogiro.

Però, se si tratta di “soli” 281 milioni di euro, come riporta l’articolo del settimanale, è già un passo avanti rispetto alle previsioni fatte dall’amministrazione comunale in carica, i costruttori sono stati magnanimi..ci si conceda la battuta.

Il 19 luglio il TAR discuterà nel merito i ricorsi delle società che vogliono continuare la devastazione dell’Agro Romano perché la loro necessità di profitti viene prima della tutela del territorio, della vivibilità per i numerosi residenti e pendolari, del consumo abnorme di falde acquifere sempre più in deficit e sempre più inquinate, dei problemi della depurazione per una vera e propria nuova piccola città e così’ via.

L’Assemblea Contro la Cementificazione ha presentato ricorso al TAR sin dal 2012, così come altri comitati e associazioni. I motivi per l’annullamento di tutte le delibere dell’amministrazione di centro-destra targata Adriano Palozzi che sosteneva gli interessi dei costruttori sono esposti all’interno di quei ricorsi. Se, di grazia, il TAR, la Regione Lazio, il Comune di Marino volessero procedere a mettere l’unica pietra accettabile su quei terreni, quella tombale, su questo scellerato progetto, gliene saremmo grati. Neanche troppo, visto che sarebbe semplicemente un atto giusto e consequenziale a quanto da sempre affermato da tutti in ogni sede. 

Nell’articolo giornalistico si cita anche il fatto che per i risarcimenti saranno chiamati in causa i singoli consiglieri che hanno votato le delibere. Immaginiamo che molti saranno svenuti solamente a leggere il titolo. Speriamo che questa vera e proprio intimidazione, per quanto legale, non produca ulteriori effetti negativi sulla vertenza. Insomma, detto senza mezzi termini, nessuno si caghi sotto, visto che si sapeva contro quali soggetti ci si metteva contro. Forse, sarebbe il caso di portare tutte le carte inerenti al Masterplan in Procura, a meno che non lo si sia già fatto, così come più volte annunciato dall’assessore all’urbanistica

Così, tanto per dar un pò di lavoro anche agli avvocati penalisti. Non che gliene manchi, proprio sui medesimi “proponenti” del “Masterplan”.

I costruttori possono chiedere 281 milioni, 1 miliardo, la Luna e Marte, possono chiedere tutto.

In risposta troveranno solo l’opposizione organizzata di chi non si piega ai loro interessi.

Anche perchè nei nostri nostri “dindaroli” c’è poco o nulla, e non è sicuramente a loro disposizione.

Alcune note a margine

  1. Ecovillage è di Parnasi. Parnasi è finito agli arresti per l’inchiesta del 2018 denominata “Risorgimento” riguardante sia lo stadio di “Tor di Valle” sia i suoi rapporti con Civita (ex assessore all’urbanistica in Regione, PD), Adriano Palozzi (consigliere e vice-presidente della Regione, Forza Italia) e Luca Lanzalone (ex presidente ACEA, messo lì dai 5 Stelle di Roma). Con diverse elargizioni di denaro cercava di mandare avanti i progetti da quasi 5.000 abitanti in zona via Divino Amore, davanti al Gotto d’Oro di Marino. Ecco la “pubblica utilità” e il “recupero degli standard urbanistici” di cui il 3 agosto 2011 si parlava in seduta di consiglio comunale marinese. Nell’articolo non è ricordato, allora si integra tale mancanza, origine della fantasmagorica pianificazione urbanistica contro la quale l’Assemblea sta combattendo da 8 anni,
  2. Mugilla, ovvero le società “Le Mole 2” e “Cristina s.r.l.”. Un area di inedificabilità assoluta ed archeologica è magicamente diventata con un tratto di penna colorata “Zona C – Espansione” per la bellezza di 17 palazzi, di cui 8 già quasi completati. Sono state circondate verso l’unico lato verde le scuole per l’infanzia “Ciari” e “Verdi” che ospitano centinaia di alunni di via Maroncelli a S.Maria delle Mole. I primi giorni di lavori, casualmente, sono state chiuse due aule della primaria “Verdi” con tanto di intervento dei vigili del fuoco perchè si erano formate delle crepe. L’anno successivo è crollato parte del muro di recinzione che divide il cantiere dalla scuola “Verdi”. I permessi a costruire sono stati rilasciati dall’ex dirigente all’urbanistica Petrini senza che le ditte avessero ottemperato alla obbligatoria relazione di studio dei gas edogeni richiesta dalla Regione: oltre il 5% di CO2 nell’aria e scatta il divieto di costruzione, tra il 2% e il 5% ci sono limitazioni. A ottobre 2018 la Regione Lazio amplia i confini del perimetro del Parco Regionale dell’Appia Antica, contiguo a Mugilla, però evitando proprio la lottizzazione in fase di costruzione. Infine, ma si potrebbe continuare, ci sono ben 3 relazioni dei tecnici comunali che certificano che gli 8 palazzi costruiti sono in abuso sulle altezze previste e, quindi, con cubature maggiori di quanto stabilito. Il Comune di Marino vinse contro il ricorso dei costruttori che si opposero allo stop ai lavori, intimato dal precedente dirigente all’urbanistica Cuffaro. Però non venne preso alcun provvedimento dopo una simile, importante, vittoria. I palazzi continuano ad essere costruiti. Si potrebbe parlare anche a lungo della pubblicità de “La Casa nel Parco” (così si chiama a livello commerciale la lottizzazione di Mugilla) proprio su “Il Caffè” negli scorsi mesi nella quale si cita che si sono risparmiati 60.000 mc di altri palazzi con l’accordo fatto con l’amministrazione Palozzi. Questi filantropi omettono di dire che non hanno fatto nessuno sconto ma hanno solo “spostato” le cubature in località Mazzamagna, vicino al Gotto d’Oro, sempre all’interno del “Masterplan” approvato nel 2011. Il gioco delle tre carte insomma. Perchè un giornale che riceve pubblicità dai costruttori dovrebbe evidenziare queste piccolezze magari nella pagina affianco ? Non si è mai visto, e infatti non si è visto, e ci pensa chi è partecipe delle lotte ad evidenziarlo, altrimenti cosa ci sta a fare ?
  3. La procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) riguardava la zona residenziale e il centro commerciale (quest’ultimo un mostro da 100.000 metri cubi!) di competenza di Parnasi e soci, in particolare della “DeA Capital” che ha rilevato il progetto (si tratta di una società 60% De Agostini e 30% INPS, soldi dei lavoratori insomma…). Ebbene nelle intercettazioni dell’inchiesta “Risorgimento” la “DeA Capital” e Parnasi interloquivano sul terreno dello stadio di Tor di Valle perché il costruttore romano voleva capitalizzare senza mettere un mattone. Come? Avendo acquistato per 42 milioni i terreni (di cui oltre 20 non li vuole ancora pagare) li voleva rivendere a 200 milioni proprio a “DeA Capital”, la quale gli avrebbe risposto “Si però riprenditi almeno a 25 milioni i terreni di Ecovillage a Marino che per ora il progetto è bloccato”. Insomma questi soggetti, difesi dal meglio dell’italica avvocatura, giocano a Monopoli, trasformando terreni verdi in terreni di edificazione, fregandosene altamente del fatto che lo scempio che hanno progettato ricadrà negativamente su un territorio vasto come 300 campi da calcio, compreso tra la Nettunense, l’Appia e l’Ardeatina, perennemente bloccate dal traffico nelle ore di punta.

Per chi volesse leggere l’articolo de “Il Caffè”, ecco il link

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Il consumo di suolo ai Castelli, in Italia e in Europa – uno studio dell’ISPRA

Il dott. Munafò, ricercatore dell’ISPRA, ha presentato la sintesi di uno studio  riguardante il consumo di suolo e la cementificazione ai Castelli Romani, rapportato a quanto avviene in Italia e in Europa.

Qui riportiamo alcune immagini e dati presentati lo scorso 21 giugno dal dott. Munafò durante la conferenza “Stop al consumo di suolo. Si alla cura del paesaggio”, svoltasi al centro anziani di Pavona ed organizzata da comitati di quartiere e associazioni ambientaliste.

La prima immagine, elaborata dai dati satellitari, mostra il consumo di suolo in tutti i comuni dei Castelli Romani: le zone rosse sono case, palazzi, strade. Al di là dei centri storici dei paesi, si possono notare le intense zone urbanizzate nelle frazioni di Marino, Albano, Ariccia, Lanuvio, Frascati e la diffusione, meno densa ma più diffusa, nei territori di Velletri, Rocca di Papa, Lariano, Rocca Priora, Genzano, Grottaferrata. Nelle zone più in pianura la cementificazione si è diffusa molto nel corso degli ultimi decenni e sono quelle le aree dove c’è ancora più spazio per ulteriori nuove lottizzazioni, sia quelle che seguono gli assi viari esistenti sia quelle in pieno Agro Romano.

i dati riguardanti i Castelli Romani parlano di oltre 300.000 residenti distribuiti su 45.000 ettari, con un consumo di suolo pari a quasi il 16% del totale. Il doppio di quello medio in Italia, quasi il quadruplo rispetto alla media europea.

Un altro dato preoccupante, l’aumento della copertura di suolo avvenuto in 2 anni, dal 2017 al 2018, evidentemente causato da nuove costruzioni e urbanizzazioni associate: Marino è secondo solo a Frascati per quanto concerne i Castelli Romani in dati assoluti

 L’aumento percentuale del consumo di suolo riferito però al periodo 2012-2018, pone il comune di Marino al terzo posto tra quelli dei Castelli Romani, dietro ai più piccoli Frascati e Monte Porzio Catone maggiormente antropizzati in questi 6 anni presi in considerazione

Qui di seguito, in formato pdf, potete scaricare la presentazione completa dal quale abbiamo estratto solo alcuni dati

ISPRA – Albano e Castelli 2019 – Studio del dott.Munafo

CIAO DAVIDE

Per salutare Davide, nostro amico da poco scomparso e partecipe della lotta contro la cementificazione, l’appuntamento e’

SABATO 8 GIUGNO, ORE 16.00

MUSEO CIVICO “U.MASTROIANNI”, Marino (RM)

(non più in “Sala Lepanto”, come precedentemente comunicato)

Il museo si trova nei pressi di Piazza Matteotti (indicazioni sul posto)

indirizzo: Largo Jacopa de Settesoli

Si prega di non portare fiori ma, eventualmente, di destinare la spesa in beneficenza a favore di associazioni di volontariato tra le quali a titolo di esempio Assohandicap Onlus, Emergency….